Domanda di disoccupazione: quali i documenti da presentare?

Il Jobs Act ha introdotto una nuova forma di ammortizzatore sociale per lo stato di disoccupazione, che si evolve dalla precedente garantendo migliorie a favore del lavoratore che ha perduto il posto di lavoro.

Domanda di disoccupazioneData di passaggio dal vecchio la nuovo, il primo maggio 2015, uno spartiacque tra la legge Fornero 2012 e le prossime evoluzioni attese per l’anno 2017.

Per le cessazioni involontarie precedenti al primo maggio 2015, rimangono in vigore ASpI e Mini ASpI.

Ora entriamo nel vivo per capire tutti gli aspetti della nuova indennità di disoccupazione, ponendoci alcune domande come ad esempio quella che riguarda i requisti per accedervi e come presentare la domanda, quali sono i documenti da presentare.

E partiamo proprio da questi.

I documenti per la disoccupazione ordinaria

I documenti per richiedere l’indennità di disoccupazione ordinaria e per inoltrare, quindi, domanda di NASpI sono:

  • l’ iscrizione al centro dell’impiego
  • le ultime due buste paga
  • il numero di conto corrente (IBAN),
  • la lettera licenziamento o di fine contratto
  • e per chi lo percepisce l’Assegno al Nucleo Familiare
  • ultimo Cud, 730 o il Modello Unico

 

E’ necessario iscriversi al centro per l’impiego ai fini di riconoscimento dello stato di disoccupazione NASPI, Dis coll e nuovo assegno ADSI. L’ex lavoratore dovrà sottoscrivere un modulo DID (dichiarazione immediata disponibilità allo svolgimento di un’attività lavorativa).

L’iscrizione all’ufficio di collocamento promuove l’accesso ad una rete di assistenza volta al reinserimento della persona nel mercato del lavoro, e al riconoscimento delle agevolazioni e prestazioni di sostegno al reddito se in possesso dei giusti requisiti.

NASpI 2015: come presentare la domanda?

La domanda per poter usufruire della Naspi deve essere presentata entro il termine di 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro. Tre sono le modalità per presentarla:

1) in rete sul sito web istituzionale di www.INPS.it, in possesso del PIN dispositivo INPS;

2) recandosi presso patronato per ricevere assistenza gratuita;

3) chiamando il Contact Center Integrato INPS INAIL, da rete fissa il numero gratuito 803 164 oppure il numero 06 164 164 da telefono cellulare.

Le modifiche che hanno riguardato la ex ASpI (Legge Fornero 2012) e prodotto la NASpI (1° maggio 2015), sono per lo più il risultato di una riflessione matura sui tempi che corrono.

Molta disoccupazione e grandi difficoltà a recuperare un posto di lavoro, soprattutto perché con il trascorrere degli anni, il lavoratore perde di “fascino” agli occhi dell’azienda. Persone che a 45/50 perdono il posto di lavoro hanno una enorme difficoltà a ricollocarsi, e possono volerci anche diversi mesi prima di trovare un altro impiego, quando e se si troverà più.

Disoccupazione: il passaggio da ASpI a NASpI

“NASpI” è acronimo di ‘Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego’ e, restando in tema di acronimi, ci interessa conoscerne e approfondirne un altro – DIS-COLL – un’indennità di disoccupazione nata per i collaboratori coordinati e continuativi, che va a sostituire la mini-ASpI.

I nuovi ammortizzatori sociali hanno quindi diversi interlocutori e destinatari, abbracciando una più ampia fetta di lavoratori dipendenti (inclusi i co.co.pro.).

Chi può accedere alla NASpI?

requisiti er la domanda di disoccupazione La Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego è accessibile a tutti i lavoratori dipendenti che perdono il posto di lavoro a partire dal 1° maggio 2015, fatto salvo per gli assunti a tempo indeterminato del pubblico impiego, gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato.

Un requisito per accedere alla NASpI riguarda la perdita involontaria dell’occupazione da parte del lavoratore, ma l’assicurazione sociale è aperta a tutti i casi di licenziamento, anche a chi si dimette per giusta causa e nelle risoluzioni consensuali di rapporti di lavoro in seguito a procedure di conciliazione o procedimenti disciplinari.

La dimissione volontaria per giusta causa

Le dimissioni per giusta causa riguardano tutte quelle condizioni subite dal lavoratore che lo obbligano a dare dimissioni volontarie:

  • mancato o ritardato pagamento della retribuzione
  • molestie sessuali sul posto di lavoro
  • peggioramento delle mansioni lavorative
  • mobbing
  • variazioni importanti delle condizioni di lavoro a seguito di cessione ad altre persone (fisiche o giuridiche) dell’azienda
  • trasferimento senza motivo
  • comportamento ingiurioso del superiore gerarchico nei confronti del dipendente

 

Sarà il lavoratore a dover dimostrare la giusta causa e la sua volontà di agire in giudizio nei confronti del datore di lavoro allegando alla domanda di NASpI ogni eventuale ulteriore documento utile.

Gli altri requisiti per accedere alla NASpI

  • Stato di disoccupazione (ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c del Dlgs 181/2000) ovvero per quei lavoratori che hanno perso il lavoro e siano disponibili sin da subito alla ricollocazione e ricerca di un altro impiego;
  • un periodo non inferiore alle 13 settimane di contribuzione nei quattro anni precedenti l’inizio della disoccupazione;
  • un periodo non inferiore a 18 giornate di lavoro effettivo o equivalenti, a prescindere dal minimale contributivo, nei 12 mesi antecedenti all’inizio del periodo di disoccupazione.
  • Ai cocopro e ai cococo iscritti alla gestione separata, non pensionati, e senza partita IVA, che abbiano perduto involontariamente il lavoro viene riconosciuta un’indennità mensile, la ex mini mini-ASpI che diviene DIS COLL, e che richiede i seguenti requisiti:
  • lo stato di disoccupazione ai sensi dell’articolo 1, comma 2, lettera c, del decreto legislativo 181/2000;
  • un periodo non inferiore ai tre mesi di contribuzione tra il primo gennaio dell’anno solare precedente la cessazione dal lavoro all’evento effettivo;
  • nell’anno solare in cui inizia la disoccupazione, un periodo non inferiore ai 30 giorni di contribuzione oppure un rapporto di collaborazione di almeno 30 giorni, con un reddito che sia almeno pari alla metà dell’importo che dà diritto all’accredito di un mese di contribuzione.

 

Indennità NASpI: durata e calcolo

La durata del sussidio sarà pari ad un massimo di 24 mesi.

Il calcolo della NASpI si effettua in base alla retribuzione imponibile ai fini previdenziali degli ultimi quattro anni, divisa per il numero di settimane di contribuzione e moltiplicata per il numero 4,33.

Se la retribuzione mensile è pari o inferiore a 1195 euro, l’indennità sarà pari al 75% della retribuzione. Se invece lo stipendio è superiore a quella cifra, allora l’indennità sarà pari al 75%, cui si deve sommare il 25% della differenza fra la retribuzione mensile ed il tetto di 1195 euro.

A partire dal quarto mese di fruizione dell’indennità, questa viene ridotta del 3% di mese in mese. 

La Naspi viene erogata con bonifico su conto corrente bancario o postale oppure con bonifico domiciliato in un ufficio di Poste Italiane, dove ci si reca muniti di documento d’identità valido e codice fiscale.

Come presentare domanda per la NASpI?

lavoroLa domanda di indennità va presentata all’INPS, in via telematica, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto di lavoro.

La NASpI è subordinata all’adesione ad iniziative volte alla ricollocazione professionale come anche a dei percorsi di riqualificazione proposti dai servizi competenti.

In caso di rapporto di lavoro intercorso tra il lavoratore e l’azienda per un periodo inferiore ai sei mesi nel corso dei quali è attivo il sussidio, questo può essere interrotto per un periodo non superiore ai sei mesi.

Se lo stipendio annuale percepito dal nuovo rapporto di lavoro dovesse essere pari ad una cifra inferiore al minimo per presentare la dichiarazione dei redditi, si proseguirà comunque a percepire la NASpI, ma con un trattamento ridotto.

Se il lavoratore intraprende un’attività autonoma, entro 30 giorni è tenuto ad informare l’INPS e a dichiarare il reddito annuo previsto; in questo caso si percepirà un’indennità ridotta di una cifra pari all’80% del reddito previsto.

Indennità di disoccupazione: la NASpI anticipata

Anche la NASpI, come prima ancora l’ASpI, prevede che il lavoratore possa percepire il sussidio in una unica soluzione per poter eventualmente dar seguito ad iniziative imprenditoriali autonome.

Chi è interessato a questa opportunità e volesse accedervi, dovrà presentare una domanda all’INPS entro 30 giorni dall’avvio della nuova attività. Se però si instaura un rapporto di lavoro dipendente, allora si dovrà restituire la somma anticipata.

Le cause che possono interrompere l’indennità NASpI sono la perdita dello stato di disoccupazione; l’inizio di una nuova attività lavorativa subordinata o autonoma senza darne comunicazione all’INPS; la presenza dei requisiti necessari al pensionamento di vecchiaia o anticipato; il diritto all’assegno ordinario di invalidità che non è cumulabile con la NASpI; la violazione delle norme vigenti in materia che regolano il trattamento.

Add Comment