Economia e lavoro in Italia nel 2017

La crisi che ha colpito l’intera zona euro negli ultimi anni ha lasciato segni profondi nel nostro paese, dove la disoccupazione, soprattutto giovanile, è ancora oggi vicina ai massimi storici. I segnali di ripresa però si vedono, soprattutto se si osserva da vicino il mondo del lavoro e le proposte che offre, ai giovani e ai meno giovani.

Aziende che assumono

economia e lavoroPer alcuni anni il mercato del lavoro italiano è stato abbastanza fermo; ogni anno erano di più le persone che perdevano lavoro rispetto a quelle che riuscivano a trovarne uno nuovo. La tendenza oggi è in chiaro contrasto con gli avvenimenti del passato, nel corso di pochi anni si è infatti passati da una disoccupazione giovanile ai massimi storici, vicino al 44%, al 35,2% dei primi mesi del 2017.

Il mondo del lavoro quindi sta offrendo varie possibilità, anche se non tutti i settori sono attivi nello stesso modo. Quindi, le aziende assumono, anche se nella maggior parte dei casi si tratta di personale esperienziato. Per i giovani è finito il tempo del classico impiego a tempo indeterminato, la realtà infatti ci mostra diverse situazioni in cui si ottengono, per vari anni di seguito, contratti a tempo determinato.

Questo non significa per forza che si viva nell’incertezza; in molti casi le aziende utilizzano questo tipo di contratti per valutare il futuro dipendente, o per procrastinare l’entrata definitiva all’interno delle risorse umane “fisse”.

Diversi panorami in Italia

Purtroppo l’Italia, anche nel caso del divario tra disoccupati e occupati, mostra diverse facce, a seconda della zona del paese che si va a valutare. Come avviene da vari decenni infatti il nord è più florido, con minori problematiche a livello lavorativo e un maggiore numero di offerte, sia per i giovani, sia per chi ha superato la soglia dei 50 anni.

Il sud invece manifesta chiaramente le problematiche strutturali, che ci sono sempre state in alcune regioni e che si sono acuite durante gli anni di crisi economica. Il tessuto sociale ne risente e le problematiche che portano a queste differenze sono veramente molte, che non riguardano esclusivamente l’ambito lavorativo.

Eppure di persone valide, esperienziato e abili in diversi campi ce ne sono in tutte le regioni, infatti il mosaico di coloro che cercano lavoro all’estero è costituito da italiani provenienti dal nord, dal centro e dal sud dello stivale. Come si può leggere anche su E-conomy.it il nostro paese mostra un panorama unico nel suo genere.

Un’occupazione “diversa”

Tra le attività che hanno oggi un maggiore successo si evidenziano alcune tipologie di lavoro che fino a qualche anno fa erano considerate esclusivamente marginali. La gran parte dei finanziamenti devoluti dallo Stato Italiano e dalla Comunità Europea infatti sono sfruttati per le cosiddette start up che si occupano di turismo, di produzione di prodotti locali, di internet.

Non si tratta più ormai di ambiti in cui opera solo una minima quota della forza lavoro, ma di settori fondamentali per la nostra economia. Tra le nuove imprese che vengono aperte ogni giorno una buona parte riesce ad ottenere finanziamenti pubblici, spesso per una percentuale a fondo perduto. Tra queste aziende molte si occupano, in pratica, di vendere il Made in Italy. Si perché, nonostante i problemi, le differenze tra le varie regioni, le contraddizioni che ci balzano all’occhio ogni giorno, sono tantissime le persone nel mondo che amano il nostro paese.

Questa passione per il cibo italiano, la manifattura italiana, la moda italiana, il territorio italiano. sta diventando uno dei principali punti di forza per chi vuole inventarsi una nuova professione. Non che si tratti di una novità, solo di una risorsa che per vari anni è stata dimenticata in un cassetto.

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