Aggiornamento RSPP Dipendente/Esterno/Privato

Aggiornamento RSPP Dipendente/Esterno/Privato

Corso Aggiornamento per RSPP Dipendente/Esterno/Privato (40 ore)

Corso Aggiornamento per Dipendente/Esterno/Privato con funzione di RSPP (interno o esterno) (40 ore)

Ai sensi del ASR 17/04/2025 e D.Lgs. 81/2008

Prezzo

Da 350 € (tasse escluse)

Ore

Durata: 40 ore

Frequenza 100%

Frequenza obbligatoria: 100%

Sede

Multimodale

Orario

24/24 – 7/7 – 365/365

Contatti

SICURLAV:
328 7037076
055 8359307
info@sicurlav.it
ing.paolotripodi@yahoo.it

Data

Vedi Calendario

Presentazione del Corso Aggiornamento per RSPP Dipendente/Esterno/Privato (40 ore)

Il Corso di Aggiornamento RSPP Dipendente (40 ore) organizzato da SICURLAV è un percorso formativo periodico rivolto ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione che operano all’interno dell’azienda o che svolgono la funzione di RSPP secondo quanto previsto dall’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e dall’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025. L’aggiornamento consente di mantenere attuali le competenze tecniche, normative, organizzative e gestionali necessarie per esercitare correttamente il ruolo.

La durata minima complessiva dell’aggiornamento RSPP è di 40 ore nel quinquennio. Il monte ore può essere distribuito nell’arco temporale dei cinque anni, fermo restando che il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve poter dimostrare, al momento dell’affidamento dell’incarico o del mantenimento della funzione, di aver svolto l’aggiornamento previsto dalla normativa vigente.

La dicitura RSPP Dipendente individua il Responsabile interno all’organizzazione aziendale, cioè una figura che opera a supporto del datore di lavoro nella gestione del servizio di prevenzione e protezione. Anche quando il ruolo è svolto da personale interno, l’obbligo di aggiornamento resta pienamente applicabile e ha la funzione di garantire continuità professionale, adeguamento alle evoluzioni normative e capacità di gestione dei rischi aziendali.

L’aggiornamento non deve essere considerato una semplice ripetizione dei corsi di base. La sua funzione è mantenere vive e operative le competenze del RSPP, tenendo conto dei cambiamenti normativi, tecnici, organizzativi e produttivi che possono interessare l’azienda. Nuovi processi, nuove attrezzature, modifiche dei luoghi di lavoro, evoluzione dei rischi, aggiornamenti del DVR, esiti di infortuni o mancati infortuni possono richiedere un approfondimento continuo.

Il Corso di Aggiornamento RSPP Dipendente (40 ore) rappresenta quindi uno strumento essenziale per assicurare che il servizio di prevenzione e protezione continui a svolgere una funzione efficace, concreta e coerente con le esigenze aziendali. Un RSPP aggiornato è in grado di supportare meglio il datore di lavoro, coordinare le attività di prevenzione, leggere le criticità e proporre misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate.

Finalità dell’aggiornamento RSPP

La finalità principale dell’aggiornamento RSPP è garantire il mantenimento nel tempo delle competenze professionali necessarie per svolgere il ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso consente di approfondire evoluzioni normative, innovazioni tecniche, nuovi orientamenti applicativi, buone prassi, procedure operative e strumenti utili alla gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

L’aggiornamento aiuta il RSPP Dipendente a verificare la coerenza tra la valutazione dei rischi e la realtà aziendale effettiva. Nel tempo possono cambiare mansioni, reparti, attrezzature, sostanze, modalità organizzative, appalti, interferenze, turnazioni, procedure, layout degli ambienti e livelli di esposizione. Il RSPP deve essere in grado di riconoscere tali cambiamenti e proporre gli adeguamenti necessari.

Un obiettivo centrale è rafforzare la capacità di supportare il datore di lavoro nell’organizzazione della prevenzione. Il RSPP non si limita a conoscere la normativa, ma deve contribuire alla programmazione delle misure, alla definizione delle priorità, al coordinamento delle figure aziendali, alla verifica dell’efficacia degli interventi e alla promozione di comportamenti sicuri tra i lavoratori.

Il percorso formativo consente inoltre di mantenere un approccio professionale e dinamico alla sicurezza sul lavoro. La prevenzione è un sistema in evoluzione, che richiede aggiornamento continuo, capacità di analisi, attenzione ai dati aziendali, conoscenza delle fonti normative e capacità di trasformare gli obblighi in misure operative realmente applicabili.

Contenuti principali del corso di aggiornamento

Il programma del Corso di Aggiornamento RSPP Dipendente (40 ore) può comprendere aggiornamenti sulla normativa vigente, approfondimenti sul D.Lgs. 81/2008, evoluzioni dell’Accordo Stato-Regioni, responsabilità dei soggetti della sicurezza, criteri di valutazione dei rischi, metodologie di prevenzione, gestione documentale e organizzazione del servizio di prevenzione e protezione.

In funzione del contesto lavorativo, possono essere trattati rischi tecnici, organizzativi e trasversali: luoghi di lavoro, attrezzature, macchine, impianti, rischio elettrico, rischio incendio, emergenze, movimentazione manuale dei carichi, agenti chimici, agenti fisici, rumore, vibrazioni, videoterminali, stress lavoro-correlato, lavori in appalto, interferenze, manutenzioni, DPI e procedure operative.

Particolare attenzione può essere dedicata all’aggiornamento del DVR e alla verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione e protezione. Il RSPP deve saper leggere il documento di valutazione dei rischi non come un elaborato statico, ma come uno strumento dinamico di gestione, da aggiornare quando cambiano le condizioni aziendali o quando emergono nuove criticità.

Il corso può inoltre approfondire la gestione della formazione dei lavoratori, dei preposti e dei dirigenti, la pianificazione degli aggiornamenti, il controllo degli attestati, l’informazione, l’addestramento quando previsto e la coerenza tra formazione erogata, mansioni svolte e rischi effettivamente presenti in azienda.

L’aggiornamento può includere anche analisi di casi pratici, incidenti, quasi infortuni, non conformità e segnalazioni. Questi elementi permettono al RSPP Dipendente di sviluppare una lettura più concreta del sistema prevenzionistico, individuando non solo le carenze documentali, ma anche le criticità operative e organizzative che possono incidere sulla sicurezza quotidiana.

Utilità per aziende, datore di lavoro e lavoratori

Per le aziende, l’aggiornamento RSPP costituisce uno strumento di presidio tecnico e organizzativo. Un Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aggiornato può supportare meglio il datore di lavoro nella valutazione dei rischi, nella programmazione degli interventi, nella gestione delle scadenze formative, nel coordinamento con consulenti e figure aziendali e nella verifica dell’applicazione delle procedure.

Per il datore di lavoro, disporre di un RSPP Dipendente aggiornato significa poter contare su una figura interna capace di leggere la realtà aziendale con continuità, raccogliere segnalazioni, monitorare l’efficacia delle misure, contribuire all’aggiornamento del DVR e favorire una gestione più tempestiva delle criticità.

Per i lavoratori, la presenza di un RSPP aggiornato contribuisce a rendere più chiara l’organizzazione della prevenzione. Procedure comprensibili, formazione coerente, misure preventive adeguate, controllo degli ambienti, corretto utilizzo dei DPI e gestione efficace delle emergenze sono elementi che migliorano la tutela della salute e riducono il rischio di comportamenti non sicuri.

L’aggiornamento favorisce inoltre una maggiore integrazione tra prevenzione, organizzazione e attività produttiva. La sicurezza sul lavoro diventa più efficace quando è collegata alla realtà operativa dell’azienda, alle mansioni effettive, ai rischi concreti e alle dinamiche quotidiane di lavoro.

Attestato, periodicità e valore professionale

Al termine del Corso di Aggiornamento RSPP Dipendente (40 ore), previa frequenza e verifiche previste, viene rilasciato l’attestato di aggiornamento. L’attestato documenta la partecipazione al percorso, la durata, i riferimenti normativi, il soggetto formatore e gli elementi utili alla conservazione della documentazione formativa aziendale.

L’attestato deve essere conservato dall’azienda e dal professionista interno, in modo da dimostrare la continuità dell’aggiornamento quinquennale richiesto dalla normativa vigente. La corretta gestione della documentazione formativa è particolarmente rilevante in caso di controlli, verifiche ispettive, audit interni, aggiornamenti del DVR o conferimento formale dell’incarico di RSPP.

Se l’aggiornamento non viene completato nei termini previsti, la funzione di RSPP non può essere esercitata fino al completamento dell’aggiornamento richiesto. Per questo è opportuno programmare il monte ore nel corso del quinquennio, evitando accumuli a ridosso della scadenza e mantenendo costante il livello di preparazione.

SICURLAV propone il Corso di Aggiornamento RSPP Dipendente (40 ore) con taglio tecnico, professionale e operativo, orientato all’applicazione concreta della prevenzione nei luoghi di lavoro. Il percorso è pensato per aggiornare le competenze del RSPP, rafforzare il supporto al datore di lavoro e migliorare l’efficacia complessiva del sistema aziendale di sicurezza sul lavoro.

In sintesi, l’aggiornamento RSPP non rappresenta soltanto una scadenza formativa, ma un presidio essenziale per mantenere viva la competenza tecnica del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. Un RSPP aggiornato è più preparato, più consapevole e più utile all’azienda nella gestione dei rischi, nella tutela dei lavoratori e nella costruzione di un sistema prevenzionistico coerente, documentato e realmente efficace.

MODALITÀ DI ISCRIZIONE

1. Scegli la modalità di erogazione preferita

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3. Scarica e compila la scheda di adesione

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5. Attendi conferma e istruzioni da noi

DATE CORSI + LISTINO PREZZI

Prezzo dei Corsi correlati

Modalità di erogazione consentite

Aula ×

Videoconferenza ×

Blended (misti) ×

Dedicati (personalizzati) ×

E-Learning (Online) ×

APPROFONDIMENTI sulle caratteristiche del corso

1. Presentazione SICURLAV

Il Gruppo SICURLAV – Sicurezza sul Lavoro opera da anni nel settore della formazione professionale, della consulenza tecnica e dell’assistenza alle aziende in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Svolgiamo la nostra attività principalmente nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo e Lucca, garantendo supporto formativo e consulenziale alle aziende del territorio; su richiesta, possiamo inoltre organizzare ed erogare corsi anche nelle altre province della Toscana, tra cui Siena, Pisa, Livorno e Grosseto, con soluzioni personalizzate in base alle esigenze organizzative dell’ente o dell’impresa.

La nostra realtà nasce dall’iniziativa di un gruppo di professionisti, formatori, ingegneri e tecnici della prevenzione che hanno scelto di unire esperienze, competenze e specializzazioni diverse per offrire servizi completi, multidisciplinari e concretamente orientati alle esigenze di imprese, enti e professionisti.

Attraverso un approccio integrato, supportiamo piccole, medie e grandi aziende nella corretta gestione degli adempimenti previsti dalla normativa vigente, occupandoci di corsi di formazione e aggiornamento, consulenza specialistica, predisposizione di documenti tecnici, valutazioni dei rischi, certificazioni e attività di supporto alla prevenzione. L’obiettivo è fornire strumenti pratici, conoscenze aggiornate e competenze operative utili a tutte le figure coinvolte nell’organizzazione aziendale della sicurezza.

I percorsi formativi sono realizzati con il contributo di docenti qualificati, consulenti, professionisti, medici competenti, specialisti e tecnici esperti, in grado di accompagnare aziende e lavoratori in programmi didattici completi, personalizzati e coerenti con gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dalle altre disposizioni applicabili. Ogni corso è progettato per favorire una reale consapevolezza dei rischi presenti nei diversi contesti lavorativi e per promuovere comportamenti corretti, sicuri e responsabili.

La didattica non si limita alla tradizionale lezione frontale, ma integra metodologie interattive e coinvolgenti: presentazioni commentate dai docenti, esempi pratici, analisi di casi reali, esercitazioni, domande guidate, quiz, video professionali e momenti di confronto con i partecipanti. Questo consente di rendere la formazione più efficace, concreta e vicina alle situazioni operative che i lavoratori possono incontrare nello svolgimento delle proprie mansioni.

Al termine del percorso formativo è prevista una verifica finale dell’apprendimento, generalmente mediante test a risposta multipla o altra modalità idonea in funzione della tipologia di corso. Il superamento della prova consente il rilascio dell’attestato di formazione, valido ai fini degli obblighi previsti dalla normativa vigente.

Nell’organizzazione dei corsi operiamo con serietà, flessibilità e attenzione alle esigenze specifiche di ogni azienda. È possibile programmare percorsi formativi in aula, in videoconferenza, in modalità e-learning, blended oppure in formula dedicata presso la sede indicata dall’ente o dall’azienda. Questa impostazione consente di ottimizzare tempi, costi e organizzazione interna, garantendo al tempo stesso una formazione efficace, conforme e realmente utile per la gestione della sicurezza sul lavoro.

2. Descrizione e obiettivi

L’Aggiornamento RSPP Dipendente è rivolto ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione già formati, diversi dal Datore di Lavoro RSPP, che devono mantenere nel tempo l’adeguatezza delle proprie competenze tecnico-professionali. La denominazione “RSPP dipendente” viene utilizzata in senso operativo per identificare il RSPP interno, il RSPP incaricato dall’azienda o il professionista che svolge la funzione ai sensi dell’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008, distinguendolo dal datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione.

Il corso di aggiornamento ha l’obiettivo di consolidare, attualizzare e rafforzare le competenze del RSPP rispetto all’evoluzione della normativa, della tecnica, dell’organizzazione aziendale e degli orientamenti applicativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il ruolo di RSPP richiede infatti una preparazione costantemente aggiornata, perché la gestione della prevenzione non è statica: cambiano le lavorazioni, le attrezzature, le sostanze utilizzate, le modalità organizzative, le tecnologie, i contratti, gli appalti, i rischi emergenti e le interpretazioni giurisprudenziali.

L’Aggiornamento RSPP consente al partecipante di mantenere un adeguato livello di competenza nella valutazione dei rischi, nella gestione del DVR, nell’individuazione delle misure di prevenzione e protezione, nell’analisi degli infortuni e dei quasi infortuni, nella verifica delle procedure aziendali, nella pianificazione della formazione dei lavoratori e nel controllo dell’efficacia delle misure adottate. Il percorso mira inoltre a rafforzare la capacità del RSPP di collaborare con datore di lavoro, dirigenti, preposti, RLS, medico competente, consulenti esterni e lavoratori.

Il percorso può essere strutturato in più moduli distribuiti nel quinquennio, anche con contenuti specialistici coerenti con il settore di attività, i rischi presenti in azienda e le esigenze professionali del partecipante. L’obiettivo finale è mantenere un profilo RSPP realmente competente, capace di fornire un supporto tecnico efficace al datore di lavoro, contribuendo al miglioramento continuo del sistema aziendale di sicurezza.

3. Durata

L’Aggiornamento RSPP Dipendente ha durata minima complessiva pari ad almeno 40 ore nel quinquennio. L’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 prevede che l’aggiornamento del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione debba essere effettuato con cadenza quinquennale e che il quinquennio decorra dalla data di conclusione del Modulo B comune.

Il monte ore complessivo di 40 ore può essere distribuito nell’arco dei cinque anni, consentendo al RSPP di partecipare a più eventi formativi coerenti con il proprio fabbisogno professionale. Questa impostazione permette di aggiornare progressivamente le competenze, evitando di concentrare tutta la formazione a ridosso della scadenza quinquennale e favorendo un apprendimento più utile, continuo e collegato all’evoluzione reale dei rischi aziendali.

La suddivisione delle ore può avvenire attraverso corsi di aggiornamento, seminari, convegni, percorsi specialistici o moduli formativi dedicati, purché coerenti con i contenuti ammessi dalla normativa vigente e con i compiti effettivamente svolti dal RSPP. È consigliabile pianificare l’aggiornamento in modo ragionato, scegliendo argomenti utili rispetto ai settori seguiti, alle criticità emerse nei luoghi di lavoro, agli aggiornamenti del DVR e alle responsabilità operative della figura.

4. Programma e contenuti

Programma del Corso di Aggiornamento per RSPP Dipendenti/Esterni/Privati (40 ore)

Il programma dell’Aggiornamento RSPP Dipendente viene progettato per mantenere attuali le competenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e può essere modulato in base al settore produttivo, al profilo professionale, ai rischi gestiti e alle esigenze specifiche del partecipante. I contenuti devono essere coerenti con i compiti del RSPP e orientati a rafforzare capacità tecniche, metodologiche, organizzative, documentali e relazionali.

Il percorso può comprendere:

  • aggiornamenti normativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro, responsabilità, ruoli, obblighi e funzioni delle figure aziendali della prevenzione;
  • evoluzione dell’Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025 e impatto sui percorsi formativi obbligatori;
  • criteri di valutazione dei rischi, aggiornamento del DVR e integrazione con mansioni, attrezzature, sostanze, ambienti, procedure e organizzazione aziendale;
  • analisi di infortuni, near miss, non conformità, segnalazioni, prescrizioni, misure correttive e azioni di miglioramento;
  • rischi specifici e trasversali: agenti fisici, chimici, biologici, cancerogeni, movimentazione manuale dei carichi, videoterminali, attrezzature, lavori in quota, incendio, emergenze e ambienti confinati;
  • rischi organizzativi, stress lavoro-correlato, fattori psicosociali, differenze di genere, età, provenienza e condizioni di particolare vulnerabilità;
  • organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione e relazioni con datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RLS, medico competente e consulenti esterni;
  • pianificazione della formazione, informazione e addestramento, verifica dell’efficacia formativa e gestione delle scadenze;
  • sistemi di gestione, modelli organizzativi, audit interni, procedure, indicatori e strumenti di monitoraggio;
  • esercitazioni, casi applicativi, discussioni guidate e analisi di situazioni aziendali complesse.

L’impostazione didattica dovrebbe privilegiare casi concreti e applicativi, così da collegare gli aggiornamenti normativi e tecnici alla reale attività del RSPP. L’obiettivo non è soltanto acquisire nuove informazioni, ma migliorare la capacità di leggere i problemi aziendali, proporre priorità di intervento, valutare l’efficacia delle misure adottate e contribuire al miglioramento continuo del sistema di prevenzione.

6. Aggiornamenti richiesti

L’aggiornamento del RSPP deve essere effettuato con cadenza quinquennale. La durata minima complessiva è pari ad almeno 40 ore nel quinquennio e decorre dalla data di conclusione del Modulo B comune. Il monte ore può essere distribuito nell’arco dei cinque anni e può essere composto da più corsi, seminari o moduli formativi coerenti con i compiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.

L’aggiornamento deve mantenere effettiva la capacità del RSPP di supportare il datore di lavoro nella valutazione dei rischi e nell’individuazione delle misure di prevenzione e protezione. Per questo è opportuno programmare percorsi che tengano conto di modifiche normative, evoluzioni tecniche, cambiamenti organizzativi, nuovi rischi, aggiornamenti del DVR, infortuni, quasi infortuni, prescrizioni degli organi di vigilanza e criticità emerse nel sistema aziendale di prevenzione.

È consigliabile che l’aggiornamento non sia scelto in modo generico, ma in funzione del settore in cui il RSPP opera e delle responsabilità effettivamente assunte. Un RSPP che segue cantieri, aziende chimiche, strutture sanitarie, attività logistiche, aziende manifatturiere o realtà con rischi interferenziali complessi dovrebbe orientare parte dell’aggiornamento verso temi realmente coerenti con tali contest

7. Codice corso

 

Il corso è identificato dal codice AGG_RSPP40.

Il codice AGG_RSPP40 richiama la denominazione Aggiornamento RSPP Dipendente e il monte ore complessivo quinquennale previsto per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione. La codifica consente una gestione chiara delle iscrizioni, dei calendari, dei registri presenza, degli attestati, delle scadenze formative e dell’archivio documentale del soggetto formatore o dell’azienda.

Il codice permette inoltre di distinguere questo percorso dall’aggiornamento ASPP, dall’aggiornamento del Datore di Lavoro RSPP e dai corsi base del percorso RSPP/ASPP, come Modulo A, Modulo B, Modulo C ed eventuali moduli specialistici. Tale distinzione è importante per evitare confusioni nella gestione della formazione obbligatoria e nella verifica dei requisiti professionali.

8. Destinatari

 

L’Aggiornamento RSPP Dipendente è destinato ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione già formati, interni o esterni all’azienda, che devono mantenere la propria qualificazione ai sensi dell’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008. Il corso riguarda quindi RSPP aziendali, consulenti, tecnici della prevenzione, professionisti e incaricati che hanno completato il percorso formativo richiesto e sono tenuti all’aggiornamento quinquennale.

Il percorso è utile per chi opera a supporto di aziende di qualsiasi settore e deve mantenere una preparazione aggiornata su normativa, rischi, DVR, procedure, misure di prevenzione, formazione, audit, gestione documentale e miglioramento continuo. È particolarmente indicato per chi svolge attività di consulenza, segue più aziende, opera in contesti produttivi complessi o partecipa stabilmente alla gestione del sistema aziendale di prevenzione.

Il corso non deve essere confuso con l’aggiornamento del Datore di Lavoro RSPP, che segue una disciplina distinta e un diverso monte ore. L’aggiornamento qui descritto riguarda il RSPP non datore di lavoro, cioè la figura professionale interna o esterna incaricata di svolgere i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione a supporto dell’organizzazione aziendale.

9. Date di erogazione

La nostra offerta formativa nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/08 e delle normative collegate, è pensata per garantire la massima flessibilità e accessibilità alle aziende e ai professionisti. Sappiamo che la gestione del tempo è cruciale per i partecipanti, che devono conciliare la formazione con le esigenze operative quotidiane. Per questo, mettiamo a disposizione diverse opzioni per la pianificazione dei corsi, permettendo di ottimizzare i processi e di snellire gli adempimenti burocratici senza interruzioni significative.

Le date dei corsi di formazione sulla sicurezza sono definite in base a un calendario formativo predefinito, consultabile nella sezione dedicata del nostro sito. Questo calendario è aggiornato regolarmente e include una vasta gamma di corsi, dai percorsi di base a quelli di specializzazione e aggiornamento, garantendo a tutti i nostri clienti l’opportunità di trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze in termini di tempistiche.

Soluzioni personalizzate per le tue esigenze aziendali
Oltre al calendario standard, comprendiamo che ogni azienda ha bisogni unici. Per questo, offriamo la possibilità di concordare sessioni formative dedicate e personalizzate. Se la tua azienda necessita di formare un gruppo di dipendenti in una data specifica o su un argomento particolare non presente nel nostro calendario formativo, possiamo organizzare un corso su misura.

Questa flessibilità ci permette di rispondere in modo efficace e tempestivo a ogni richiesta, aiutandoti a velocizzare le attività e ad ottimizzare i costi legati alla formazione. Il nostro team di esperti è a tua completa disposizione per analizzare le tue esigenze specifiche e creare un percorso formativo che garantisca risultati concreti e duraturi, rafforzando la tua credibilità e autorevolezza nel settore.

10. Metodologie di erogazione

Per assicurare un’esperienza formativa completa e di valore, i nostri corsi sono erogati attraverso le seguenti modalità, ognuna con caratteristiche specifiche per massimizzare l’apprendimento e l’interazione:

  1. In aula: La modalità tradizionale che favorisce l’apprendimento attraverso l’interazione diretta con il docente e con gli altri partecipanti. Prevede lezioni frontali supportate da strumenti audiovisivi e, ove possibile e/o previsto, da simulazioni pratiche che permettono di mettere in atto le competenze acquisite. Ideale per chi cerca un’esperienza intensiva e focalizzata.
  2. Videoconferenza (FAD sincrona): Una soluzione interattiva e in tempo reale che permette di partecipare alle lezioni a distanza. Questa modalità unisce la comodità della didattica online con i vantaggi del confronto diretto con il docente, rendendola particolarmente adatta per la formazione di team distribuiti o per chi ha necessità di flessibilità.
  3. E-learning/Online (FAD asincrona): Perfetta per chi necessita di massima autonomia. I partecipanti possono accedere ai moduli formativi online in qualsiasi momento (365/365, 7/7, 24/24) e da qualsiasi luogo. I contenuti, aggiornati e completi, sono accessibili in base ai propri ritmi di apprendimento, permettendo di conciliare la formazione con gli impegni lavorativi.
  4. Blended (misti): Una modalità ibrida che combina i vantaggi dell’apprendimento a distanza con quelli della formazione in presenza. Attraverso una sinergia tra moduli online (e-learning) e incontri in aula o in videoconferenza, questa opzione offre una preparazione completa e personalizzata, unendo la flessibilità dell’e-learning alla profondità del contatto diretto con il docente e gli altri corsisti.
  5. Dedicata (a domicilio): Su richiesta, organizziamo corsi direttamente presso la sede aziendale del Cliente o presso una nostra sede, oppure direttamente in Videoconferenza. Questa soluzione è completamente personalizzabile e progettata per rispondere alle specifiche necessità formative del team, garantendo un’esperienza su misura che si allinea perfettamente con gli obiettivi aziendali e permette di raggiungere risultati concreti e duraturi.
  • In aula: formazione frontale con supporti audiovisivi e simulazioni pratiche.
  • Videoconferenza: didattica a distanza interattiva in tempo reale.
  • E-Learning/Online: moduli online accessibili in autonomia.
  • Blended (misti): combinazione di formazione E-Learning/Online + modalità “Dedicata” in presenza in aula presso la nostra sede, oppure a domicilio o in videoconferenza.
  • Dedicata (a domicilio): corso presso la sede aziendale, oppure in aula presso una nostra sede, o in videoconferenza e, comunque, personalizzato sulle specifiche necessità del Cliente in date, luogo ed orari concordati congiuntamente.
11. Costo

Per un’azienda moderna, la formazione sulla sicurezza sul lavoro è un investimento strategico, non un costo. Comprendiamo che manager, imprenditori e responsabili delle risorse umane cercano soluzioni che siano non solo efficaci, ma anche economicamente sostenibili. I nostri corsi, conformi al D.Lgs. 81/08 e alle normative correlate, offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo, permettendo di ridurre i costi legati a infortuni e sanzioni, snellire gli adempimenti burocratici e ottenere risultati duraturi.
Il costo dei nostri percorsi formativi è modulato per garantire la massima trasparenza e flessibilità, tenendo conto delle specifiche esigenze di ogni cliente. Per conoscere i dettagli sui prezzi, potete consultare il nostro listino prezzi ufficiale o contattarci direttamente. Siamo a vostra disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie e per guidarvi nella scelta della soluzione più adatta.
Richiedi un Preventivo Personalizzato
Il costo di ogni corso varia in base a due fattori principali: la modalità di erogazione scelta (in aula, videoconferenza, e-learning, blended, dedicata) e il numero di partecipanti. Questa struttura ci permette di offrire tariffe competitive e di ottimizzare l’investimento per la vostra azienda.
Per venire incontro alle vostre specifiche necessità, offriamo la possibilità di richiedere un preventivo personalizzato. Se avete bisogno di formare un team, potete usufruire dei nostri pacchetti formativi aziendali, che garantiscono condizioni economiche vantaggiose e un percorso su misura. La nostra priorità è offrire soluzioni concrete e convenienti per la salute e sicurezza sul lavoro.

12. Certificati rilasciati

La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro è un pilastro fondamentale per la crescita aziendale e la tutela dei lavoratori, in linea con il D.Lgs. 81/08. Investire in un percorso formativo di qualità significa non solo adempiere a un obbligo normativo, ma anche acquisire un vantaggio competitivo tangibile. Per manager, imprenditori e responsabili delle risorse umane, la garanzia di una certificazione valida e riconosciuta è un fattore determinante nella scelta del corso.
Al completamento dei nostri corsi e al superamento della verifica finale, ai partecipanti viene rilasciato un attestato di frequenza e superamento. Questo documento non è una semplice formalità, ma una prova concreta delle competenze acquisite. La nostra certificazione è conforme alla normativa di riferimento e valida su tutto il territorio nazionale, offrendo ai corsisti un riconoscimento professionale di alto valore. Questo assicura che il loro impegno si traduca in un risultato ufficiale e spendibile, contribuendo a rafforzare la loro credibilità e quella della loro azienda nel settore.

13. Docenti

La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/08, richiede un’esperienza e una competenza di alto livello per essere efficace. Per garantire un’esperienza formativa di eccellenza, ci affidiamo a un corpo docente altamente qualificato, in grado di offrire non solo una solida preparazione teorica, ma anche un prezioso approccio pratico e professionale.

Il nostro team di docenti è composto da figure di spicco nel settore, selezionate per la loro vasta esperienza e per le loro specifiche qualifiche professionali. Nello specifico, i nostri formatori includono ingegneri e tecnici della prevenzione, medici e specialisti in sicurezza e igiene del lavoro. Tutti i docenti sono formatori qualificati secondo il D.I. 06/03/2013 e l’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, garantendo che ogni lezione sia tenuta da professionisti certificati e riconosciuti a livello nazionale.

Questa composizione multidisciplinare del nostro corpo docente assicura che ogni argomento sia trattato con la massima competenza, offrendo ai partecipanti una visione

14. Regole di frequenza

Per garantire l’efficacia formativa e la conformità con il D.Lgs. 81/08, la partecipazione completa ai nostri corsi di salute e sicurezza sul lavoro è obbligatoria. Richiediamo una presenza del 100% delle ore previste, un requisito fondamentale per assicurare che ogni partecipante assimili integralmente i concetti e le procedure essenziali per la propria mansione e per l’azienda.
La frequenza viene rigorosamente monitorata tramite registri firme per la formazione in aula o con controlli digitali per i corsi a distanza. Il rispetto di questa regola è una condizione imprescindibile per accedere alla verifica finale e, di conseguenza, per ottenere il rilascio del certificato ufficiale. Questo rigore metodologico assicura la validità e la credibilità degli attestati rilasciati, garantendo ai manager, imprenditori e responsabili delle risorse umane che il loro investimento nella formazione si traduca in competenze certificate e riconosciute a livello nazionale.

15. Test di valutazione finale

Il percorso formativo in salute e sicurezza sul lavoro, conforme al D.Lgs. 81/08, si conclude con una fase di valutazione critica e fondamentale. Questa verifica finale non è solo un adempimento burocratico, ma lo strumento che certifica l’effettiva acquisizione delle competenze da parte dei partecipanti.
L’apprendimento viene validato tramite un test scritto a risposta multipla, progettato per valutare in modo completo e obiettivo il livello di conoscenza teorica e la comprensione delle applicazioni pratiche. Superare con successo questo test è il requisito finale per dimostrare di aver assimilato le nozioni chiave e di essere pronti a operare in sicurezza.

16. Materiale didattico/Dispense

Materiale Didattico e Supporti Professionali
La qualità della formazione sulla sicurezza sul lavoro, conforme al D.Lgs. 81/08, dipende non solo dalla competenza dei docenti, ma anche dalla completezza dei materiali forniti. Per garantire un’esperienza formativa completa e professionale, forniamo ai partecipanti una serie di risorse didattiche pensate per supportare l’apprendimento sia durante che dopo il corso.
Per ogni unità formativa, i partecipanti ricevono dispense in formato cartaceo o PDF che sintetizzano gli argomenti principali. Oltre a ciò, la nostra organizzazione garantisce una gamma di supporti didattici di alto livello per massimizzare l’efficacia del percorso formativo:

  • Registri di presenza e test di valutazione per monitorare il percorso di apprendimento.
  • Attestati di partecipazione conformi alle normative vigenti.
  • Esercitazioni e test valutativi per mettere in pratica le nozioni teoriche.
  • Video professionali, slide e documenti specializzati ritenuti professionalizzanti.

La disponibilità di questo materiale completo e di alta qualità assicura che i partecipanti abbiano tutti gli strumenti necessari per un apprendimento profondo e duraturo.

17. Requisiti richiesti per partecipare

Requisiti di Partecipazione ai Corsi di Formazione
Per garantire che ogni partecipante tragga il massimo beneficio dai nostri corsi sulla salute e sicurezza sul lavoro, abbiamo definito dei requisiti chiari e precisi. Questi criteri sono stati stabiliti per assicurare che tutti i partecipanti siano pronti a comprendere e applicare le normative del D.Lgs. 81/08 e a ricoprire i ruoli previsti con la massima competenza.

Requisiti Essenziali
I requisiti richiesti sono i seguenti:

Età e Lingua: I partecipanti devono avere almeno 16 anni (15 per l’apprendistato), con l’obbligo scolastico assolto. È fondamentale una buona comprensione della lingua italiana, parlata e scritta. Per i partecipanti stranieri, è possibile avvalersi di un servizio di traduzione o mediazione o, in alcune specifiche situazioni, usufruire dei corsi erogati in modalità E-Learning in lingua straniera (inglese, cinese, rumeno).

Titolo di Studio: Non è richiesto alcun titolo di studio specifico, poiché i nostri contenuti sono adattati per essere accessibili a tutti i livelli culturali.

Idoneità: Per alcuni corsi specifici, come quelli su attrezzature, ambienti confinati o DPI di III categoria, è necessaria l’idoneità sanitaria. Per i corsi dedicati agli addetti alle emergenze (antincendio, primo soccorso), è richiesta un’idoneità fisica al ruolo. Per i lavoratori destinati ad assumere un ruolo specifico, è necessaria una designazione formale da parte dell’azienda.

Frequenza: È obbligatoria una frequenza che varia dal 90% al 100% delle ore minime previste, a seconda della tipologia del corso. La presenza viene verificata tramite registri o sistemi digitali.

Verifica Finale e Aggiornamenti: Il percorso si conclude con un test di valutazione, che può essere teorico e/o pratico. È importante ricordare che la formazione ha una validità temporale e che sono previsti aggiornamenti periodici (ogni 2, 3 o 5 anni, a seconda del corso) per mantenere la validità della formazione.

18. Numero massimo di partecipanti

Limiti al Numero di Partecipanti per una Formazione Efficace
Per garantire la massima efficacia dei nostri corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro e per rispettare le normative vigenti, in particolare il D.Lgs. 81/08, poniamo limiti precisi al numero dei partecipanti per ogni sessione. Questa scelta, lungi dall’essere una restrizione, è una garanzia di qualità, finalizzata a ottimizzare l’apprendimento e a tutelare la sicurezza di tutti. La nostra politica si basa sul principio che la qualità della formazione non può prescindere da un rapporto equilibrato tra docenti e discenti.
Formazione Teorica (Moduli in aula e videoconferenza): Le lezioni teoriche, essenziali per la comprensione delle normative e dei concetti chiave, prevedono un numero massimo di 35 partecipanti per aula virtuale o fisica, ma dipende anche dalla capienza di posti dell’aula da cui viene erogato. Questo limite ci permette di mantenere un ambiente interattivo, favorendo domande, dibattiti e lo scambio di esperienze, elementi cruciali per un apprendimento profondo e partecipato.
Esercitazioni Pratiche (moduli pratici): Le sessioni pratiche, dove si apprendono le competenze operative essenziali, richiedono un’attenzione maggiore da parte degli istruttori. Per questo motivo, i gruppi sono più piccoli, con un numero massimo di 15-20 persone. Questo rapporto consente all’istruttore di seguire ogni partecipante in modo individuale, offrendo feedback immediati e garantendo che le manovre e le procedure vengano eseguite correttamente e in sicurezza.
Corsi ad Alto Rischio: Per le formazioni che trattano argomenti a elevato rischio, come l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) di III categoria (es. anticaduta, autorespiratori), i lavori in quota, o le attività in ambienti confinati (DPR 177/2011), le attrezzature di lavoro, i mezzi di lavoro, i limiti sono ancora più stringenti. Per queste sessioni è obbligatorio un massimo di 6 partecipanti per ogni istruttore, una misura che garantisce la supervisione costante e la massima sicurezza durante le esercitazioni più complesse.
Queste rigorose limitazioni non sono solo una conformità alle normative, ma un’espressione della nostra serietà professionale. Permettono ai nostri istruttori di dedicare la giusta attenzione a ogni partecipante, garantendo un addestramento realmente efficace e una preparazione completa per ogni evenienza

19. Assistenza e Supporto

In un settore complesso come quello della salute e sicurezza sul lavoro, avere un punto di riferimento affidabile è fondamentale. La nostra missione, in linea con il D.Lgs. 81/08, non si esaurisce con l’erogazione del corso, ma si estende a un servizio di assistenza e consulenza completo, pensato per supportare i nostri clienti in ogni fase del percorso formativo.
Siamo il partner che stavi cercando per velocizzare le attività e snellire gli adempimenti burocratici. Offriamo un supporto continuo, che inizia prima della tua iscrizione e prosegue anche dopo il completamento del corso.
Un Team a Tua Disposizione
Per qualsiasi necessità, il nostro team di tecnici specializzati è a tua completa disposizione. Che tu sia un manager o un responsabile delle risorse umane, puoi contattarci per:
• Informazioni dettagliate sui corsi.
• Richiesta di preventivi personalizzati e gratuiti.
• Supporto tecnico e organizzativo.
• Consulenza su eventuali pacchetti formativi e possibilità di risparmio.
Non esitare a contattarci. Siamo qui per rispondere a ogni tua domanda e per fornirti le soluzioni che ti permetteranno di ottenere risultati concreti e duraturi nella gestione della sicurezza aziendale.
Per richiedere un contatto o un preventivo, puoi chiamare i seguenti numeri: 3287037076 | 0558359307. In alternativa, puoi scriverci a: ing.paolotripodi@yahoo.it o info@sicurlav.it.

20. Condizioni per attivazione del corso

La nostra offerta formativa nel settore della salute e sicurezza sul lavoro, conforme al D.Lgs. 81/08, è pensata per garantire la massima efficacia e interattività. A tal fine, l’attivazione di ogni corso è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti. Questa condizione ci permette di creare un ambiente di apprendimento stimolante e produttivo per tutti i partecipanti, assicurando che l’esperienza formativa rispetti i nostri elevati standard qualitativi.
Gestione Flessibile in Caso di Rinvio
Comprendiamo che l’imprevisto può accadere, e per questo garantiamo la massima trasparenza e flessibilità in caso di rinvio del corso. Se il numero minimo di partecipanti non viene raggiunto, il corso sarà rinviato con congruo preavviso. In tale evenienza, le eventuali quote versate saranno gestite in base alle preferenze del cliente:

  • Rimborso Completo: Le somme versate possono essere rimborsate integralmente, senza alcuna detrazione.
  • Credito per Corsi Futuri: Le quote possono essere utilizzate per l’iscrizione a un’edizione successiva dello stesso corso o a un altro corso di pari importo erogato da noi.
  • Compensazione: È possibile utilizzare la quota versata come parte del pagamento per un corso di importo superiore, con l’obbligo di saldare la differenza di prezzo.

Questa politica garantisce che il tuo investimento sia sempre tutelato, offrendo soluzioni concrete per ogni esigenza.

21. Forniture e dispositivi

La qualità della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in linea con il D.Lgs. 81/08, dipende non solo dalla competenza dei docenti, ma anche dalla completezza e professionalità dei materiali e delle attrezzature a disposizione. Per garantire un’esperienza formativa eccellente, mettiamo a disposizione dei partecipanti un set completo di risorse.

Tutto il Necessario per un Apprendimento Completo
Durante lo svolgimento dei corsi, ogni partecipante avrà accesso a:

  • Docenti qualificati: Il nostro corpo docente è composto da esperti del settore, in grado di offrire una preparazione solida e aggiornata.
  • Materiale Didattico e Tecnologico: Vengono fornite o utilizzate dispense dettagliate in formato cartaceo o digitale, supporti multimediali (slides, video professionali) e attrezzature all’avanguardia (proiettori, PC).
  • Attrezzature per Esercitazioni Pratiche: Per i corsi che lo prevedono, mettiamo a disposizione attrezzature professionali, come estintori, manichini, DPI e altri dispositivi di sicurezza, per permettere ai partecipanti di mettere in pratica le nozioni teoriche in un contesto realistico e controllato.

La nostra organizzazione si occupa inoltre di fornire tutti i documenti necessari per la certificazione, inclusi registri firme, test di valutazione e attestati conformi alle normative vigenti.

22. Responsabilità e Sanzioni

La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, in base al D.Lgs. 81/08, non è un’opzione, ma un obbligo legale con conseguenze significative in caso di inadempienza. La legge attribuisce al datore di lavoro una responsabilità diretta non solo nell’erogazione della formazione, ma anche nella designazione formale di specifiche figure professionali, come gli addetti alle emergenze.
Conseguenze della Mancata Formazione
Il mancato rispetto di queste disposizioni comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie e penali. Queste misure sono a carico del datore di lavoro e dei dirigenti, sottolineando l’importanza cruciale di un approccio proattivo alla sicurezza.
Per evitare tali rischi, è fondamentale affidarsi a un partner competente che offra percorsi formativi completi e conformi alla normativa. Investire nella sicurezza dei propri dipendenti è la scelta più intelligente per un’azienda che vuole prosperare in un ambiente lavorativo sicuro e conforme.

FAQ Frequenti

1. Come posso iscrivermi al corso?

L’iscrizione ai nostri corsi antincendio è stata resa semplice e flessibile per adattarsi a diverse esigenze. Per le iscrizioni individuali, è possibile scaricare l’apposita scheda di adesione direttamente dalla pagina del corso sul nostro sito web. Una volta compilata in ogni sua parte, la scheda deve essere inviata via e-mail alla nostra segreteria corsi, che provvederà a confermare la registrazione. Per i gruppi aziendali o per chi desidera un corso personalizzato e dedicato, il modo più efficiente è contattare direttamente il nostro ufficio formazione. I nostri specialisti sono a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie, assistere nella prenotazione dei posti e discutere soluzioni su misura per la tua azienda. Ricordiamo che l’iscrizione è considerata ufficialmente confermata solo dopo il ricevimento della scheda di adesione compilata e, se previsto, dell’avvenuto pagamento. Per richiedere un contatto o un preventivo, puoi chiamare i seguenti numeri: 3287037076 | 0558359307. In alternativa, puoi scriverci a: ing.paolotripodi@yahoo.it o info@sicurlav.it.

2. Qual è la durata del corso?

L’Aggiornamento RSPP Dipendente ha una durata minima complessiva pari a 40 ore nel quinquennio, secondo quanto previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione diverso dal Datore di Lavoro RSPP. Il monte ore non deve essere considerato un semplice adempimento amministrativo, ma un percorso di mantenimento delle competenze professionali necessarie per continuare a svolgere la funzione di RSPP in modo consapevole, aggiornato e coerente con l’evoluzione della normativa vigente.

La durata di 40 ore riguarda il RSPP e deve essere distinta dall’aggiornamento ASPP, pari a 20 ore nel quinquennio, e dall’aggiornamento del Datore di Lavoro RSPP, che segue una disciplina specifica e diversa. Questa distinzione è particolarmente importante nella gestione documentale della formazione obbligatoria, perché consente di evitare sovrapposizioni improprie tra ruoli differenti e di dimostrare con chiarezza il rispetto degli obblighi formativi previsti per la funzione effettivamente svolta.

Il quinquennio decorre dalla data di conclusione del Modulo B comune, salvo le particolarità previste per crediti formativi, titoli di esonero o percorsi già riconosciuti. Le 40 ore possono essere distribuite nell’arco dei cinque anni attraverso più corsi o moduli coerenti con i compiti del RSPP. Questa impostazione permette di aggiornare progressivamente le competenze su normativa, valutazione dei rischi, DVR, organizzazione aziendale, misure di prevenzione e protezione, formazione dei lavoratori, appalti, emergenze, audit e miglioramento continuo.

La durata è quindi coerente con la complessità del ruolo: il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione deve supportare il datore di lavoro nella lettura dei rischi, nella proposta di misure tecniche e organizzative, nella gestione dei documenti della sicurezza, nel coordinamento con medico competente, RLS, dirigenti, preposti e lavoratori, e nella pianificazione di interventi realmente efficaci per la salute e sicurezza sul lavoro

3. Quali sono le date disponibili?

Per venire incontro alle esigenze di tutti, le date dei nostri corsi antincendio vengono aggiornate su base mensile e sono consultabili in modo chiaro e trasparente nella sezione “Calendario corsi” del nostro sito web. Ogni sessione è attentamente programmata per garantire la disponibilità delle aule e dei formatori qualificati. I partecipanti hanno la libertà di scegliere la data più conveniente per le proprie necessità. Per le aziende che desiderano formare un gruppo di dipendenti contemporaneamente, offriamo inoltre la possibilità di richiedere sessioni personalizzate e dedicate, anche in date diverse da quelle in calendario.

4. Dove si svolge il corso?

I corsi si svolgono principalmente presso la nostra sede formativa di riferimento, situata in Viale L. Ariosto, 516/C – 50019 Sesto Fiorentino (FI). In specifici casi, la sede potrà variare in funzione delle docenze, dei soggetti erogatori, delle esigenze logistiche o dell’idoneità delle strutture necessarie per le eventuali prove pratiche.

Le sedi formative sono organizzate per garantire un ambiente di apprendimento professionale ed efficace, con aule attrezzate per la formazione teorica e spazi idonei allo svolgimento delle esercitazioni pratiche.

A seconda della tipologia di corso, oltre alla tradizionale formazione in Aula, potranno essere previste differenti modalità di erogazione, tra cui:

  • E-Learning;
  • Videoconferenza;
  • modalità BLENDED (mista), con combinazioni tra E-Learning, Videoconferenza, Aula o formazione dedicata presso il Cliente.

Per offrire la massima flessibilità organizzativa, siamo inoltre in grado di erogare corsi Dedicati direttamente presso una nostra sede da individuare caso per caso oppure presso la sede della tua azienda, organizzando un percorso formativo personalizzato sulle specifiche esigenze operative e organizzative.

In tali circostanze, il nostro team potrà occuparsi anche dell’allestimento temporaneo delle eventuali postazioni necessarie allo svolgimento delle esercitazioni pratiche, portando la formazione direttamente nel contesto lavorativo aziendale.

SEDI:

5. Quanto costa il corso?

Costi e modalità di svolgimento dei nostri corsi

Il costo dell’Aggiornamento RSPP Dipendente può variare in funzione della durata effettiva dell’edizione scelta, della modalità di erogazione, del numero di partecipanti, dell’eventuale personalizzazione dei contenuti e della scelta tra corso in calendario, corso dedicato, corso presso azienda, videoconferenza sincrona o percorso strutturato in più moduli. Trattandosi di un aggiornamento professionale da 40 ore nel quinquennio, il prezzo deve essere valutato considerando non solo il monte ore, ma anche il livello tecnico dei contenuti e la qualificazione dei docenti coinvolti.

Per i singoli RSPP, consulenti o professionisti, le edizioni a calendario rappresentano generalmente la soluzione più semplice e conveniente, perché permettono di maturare progressivamente le ore di aggiornamento RSPP richieste dalla normativa vigente. Per aziende, enti, gruppi societari o organizzazioni con più figure della sicurezza da aggiornare, può invece essere utile richiedere un corso dedicato, con programma modulato sui rischi aziendali, sui fabbisogni formativi interni e sulle criticità emerse da DVR, audit, sopralluoghi, infortuni, near miss o cambiamenti organizzativi.

Salvo diverse indicazioni, il costo comprende la partecipazione alle lezioni, il materiale didattico, la gestione della documentazione formativa, l’eventuale verifica finale di apprendimento e il rilascio dell’attestato, quando siano rispettati i requisiti di frequenza e superamento previsti. Nei percorsi aziendali personalizzati possono incidere anche sede di svolgimento, trasferte, numero di giornate, progettazione didattica specifica, eventuali esercitazioni documentali e livello di approfondimento richiesto.

Per ottenere una quotazione corretta è consigliabile indicare fin dall’inizio il numero dei partecipanti, il ruolo ricoperto, il settore aziendale, la modalità preferita e l’eventuale necessità di affrontare rischi specifici. In questo modo è possibile proporre una soluzione proporzionata, evitando percorsi generici e costruendo un aggiornamento realmente utile per il RSPP e per l’organizzazione aziendale.

6. Chi sono i destinatari del corso?

Il Corso Aggiornamento RSPP Dipendente è rivolto ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione già formati ai sensi dell’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008, diversi dal Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione. La denominazione RSPP Dipendente viene utilizzata in senso operativo per distinguere il RSPP interno o incaricato dall’azienda dal Datore di Lavoro RSPP, che segue percorsi formativi e aggiornamenti differenti.

Il corso è destinato a RSPP interni, tecnici della prevenzione, consulenti in sicurezza sul lavoro, responsabili HSE, figure tecniche aziendali, professionisti esterni e soggetti incaricati di supportare il datore di lavoro nella valutazione dei rischi, nell’elaborazione del DVR, nella gestione delle misure di prevenzione e protezione, nella programmazione della formazione obbligatoria e nel coordinamento delle attività di miglioramento.

Possono beneficiarne aziende di ogni dimensione, enti, studi professionali, imprese produttive, strutture sanitarie, realtà logistiche, cantieri, aziende commerciali, organizzazioni di servizi e contesti complessi nei quali il ruolo del RSPP richiede aggiornamento continuo. Il corso è particolarmente utile quando l’organizzazione introduce nuove attrezzature di lavoro, nuove tecnologie, nuove sostanze, nuovi appalti, nuove mansioni o cambiamenti significativi nei processi aziendali.

L’obiettivo è mantenere il RSPP in condizione di operare con competenza tecnica, prudenza professionale e capacità di lettura del contesto. Un RSPP aggiornato è in grado di dialogare meglio con datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RLS e medico competente, contribuendo a rendere più solido, documentato ed efficace il sistema aziendale di prevenzione

7. Quali sono i riferimenti normativi?

I principali riferimenti normativi dell’Aggiornamento RSPP Dipendente sono il D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento all’articolo 32 sui requisiti professionali dei Responsabili e degli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione, e l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, repertorio atti n. 59/CSR, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 119 del 24 maggio 2025. Questi riferimenti definiscono il quadro generale della formazione obbligatoria, dell’aggiornamento e della qualificazione delle figure della sicurezza.

L’Accordo Stato-Regioni stabilisce che l’aggiornamento per RSPP e ASPP deve essere effettuato con cadenza quinquennale e decorrere dalla conclusione del Modulo B comune. Le ore minime complessive sono fissate in base al ruolo svolto: 40 ore per il RSPP e 20 ore per l’ASPP. Il monte ore può essere distribuito nell’arco temporale del quinquennio, purché i contenuti siano coerenti con le funzioni effettivamente esercitate.

Rilevano inoltre le disposizioni dell’Accordo relative a soggetti formatori, requisiti dei docenti, organizzazione dei corsi, modalità di erogazione, verifica finale di apprendimento, attestazioni, verbali, registri e controllo della qualità della formazione. Per il RSPP, questi aspetti non sono secondari: una formazione non correttamente progettata, documentata o attestata può creare criticità in caso di verifica documentale, audit, appalto, rinnovo dell’incarico o controllo degli organi di vigilanza.

In funzione dei contenuti trattati, possono assumere rilievo anche norme tecniche e disposizioni specifiche relative ai rischi aziendali: agenti fisici, agenti chimici, agenti biologici, gestione delle emergenze, attrezzature di lavoro, appalti, interferenze, DPI, ambienti confinati, cantieri, movimentazione manuale dei carichi, stress lavoro-correlato e sistemi di gestione. L’aggiornamento deve quindi collegare la normativa vigente alla pratica reale del ruolo di RSPP.

8. Serve un prerequisito per partecipare?

Sì. L’Aggiornamento RSPP Dipendente presuppone che il partecipante abbia già completato un percorso valido per lo svolgimento del ruolo di RSPP, oppure possieda crediti formativi, titoli o esoneri riconosciuti secondo la normativa applicabile. Non è un corso di accesso alla funzione, ma un percorso di aggiornamento destinato a chi ha già acquisito la qualificazione di base e deve mantenerla nel tempo.

Prima dell’iscrizione è opportuno verificare gli attestati già posseduti: Modulo A, Modulo B comune, eventuali moduli specialistici B-SP, Modulo C, aggiornamenti precedenti, data di decorrenza del quinquennio e monte ore già maturato. Questa verifica è particolarmente importante per consulenti, RSPP esterni, RSPP multisede o figure che operano in settori differenti, perché il percorso deve risultare coerente con gli incarichi effettivamente svolti.

È necessaria una buona comprensione della lingua italiana, parlata, scritta, letta e compresa, perché il corso tratta contenuti tecnici e normativi complessi: D.Lgs. 81/2008, Accordo Stato-Regioni, DVR, valutazione dei rischi, misure di prevenzione e protezione, responsabilità, procedure, audit, ruoli aziendali, attestazioni e documentazione della sicurezza. Una comprensione incompleta può compromettere l’apprendimento e la corretta applicazione dei contenuti nella pratica professionale.

Non sono normalmente richiesti requisiti sanitari o idoneità fisiche specifiche, salvo particolari esercitazioni o approfondimenti scelti per la singola edizione. Il prerequisito principale resta quindi la qualificazione pregressa come RSPP e la necessità di mantenere aggiornate competenze tecniche, organizzative, relazionali e gestionali coerenti con il ruolo esercitato.

9. Quali argomenti vengono trattati?

Il programma dell’Aggiornamento RSPP Dipendente è orientato a mantenere attuali le competenze del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, evitando una ripetizione generica del corso base. L’aggiornamento deve affrontare evoluzioni normative, approfondimenti tecnici, casi applicativi, strumenti operativi e metodologie utili per svolgere il ruolo in modo efficace, documentabile e coerente con la normativa vigente.

Una parte significativa del corso riguarda l’evoluzione della legislazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, gli aggiornamenti dell’Accordo Stato-Regioni, i criteri di progettazione della formazione obbligatoria, la verifica dell’efficacia formativa, la gestione documentale e il ruolo del RSPP nella consulenza al datore di lavoro. Vengono approfonditi anche i rapporti con dirigenti, preposti, lavoratori, RLS e medico competente, con attenzione alla comunicazione tecnica e alla gestione delle responsabilità.

Il corso può trattare la valutazione dei rischi e l’aggiornamento del DVR, con riferimento a mansioni, ambienti di lavoro, attrezzature, sostanze pericolose, agenti fisici, agenti chimici, agenti biologici, gestione delle emergenze, movimentazione manuale dei carichi, ergonomia, stress lavoro-correlato, appalti, interferenze, DPI, procedure operative, manutenzioni, audit, non conformità e piani di miglioramento.

Possono essere analizzati infortuni, near miss, anomalie organizzative, carenze procedurali, casi studio, sentenze, buone prassi, indicatori di performance e strumenti per verificare l’efficacia delle misure di prevenzione e protezione. L’obiettivo è rafforzare la capacità del RSPP di leggere i problemi, proporre soluzioni realistiche, supportare le decisioni del datore di lavoro e contribuire al miglioramento continuo della sicurezza sul lavoro.

In funzione della specifica edizione, il programma può includere anche esercitazioni documentali, simulazioni di analisi del rischio, discussione di procedure aziendali, casi pratici su DVR, piani formativi, gestione degli appalti, emergenze e comunicazione con le figure della sicurezza. La verifica finale consente di accertare la comprensione dei contenuti trattati e la loro applicabilità nel contesto professionale del partecipante.

10. È previsto un esame finale?

Sì, al termine del percorso formativo è prevista una verifica finale delle conoscenze acquisite. L’esame ha un duplice scopo: certificare che il partecipante abbia non solo memorizzato i concetti, ma li abbia anche compresi in modo profondo, e valutare la sua capacità di applicare le procedure di prevenzione e gestione delle emergenze. La valutazione si compone di un breve test scritto a risposta multipla, che verte sui principali argomenti teorici, e di una simulazione pratica sul campo. La prova pratica mira ad accertare la competenza nell’utilizzo delle attrezzature antincendio e la corretta applicazione delle procedure di evacuazione. Il superamento di entrambe le prove è indispensabile per il rilascio dell’attestato e per garantire che l’addetto antincendio sia effettivamente preparato a svolgere il proprio ruolo con la massima sicurezza e professionalità.

11. Che tipo di attestato viene rilasciato?

Al termine dell’Aggiornamento RSPP Dipendente, previa frequenza minima richiesta e superamento della verifica finale ove prevista dal progetto formativo, viene rilasciato un attestato di frequenza e superamento valido ai fini dell’aggiornamento della figura di RSPP. L’attestato documenta la partecipazione al corso, la durata effettivamente svolta, la denominazione del percorso, i riferimenti normativi, la modalità di erogazione e il soggetto formatore.

L’attestato è un documento importante per dimostrare il mantenimento dell’aggiornamento RSPP nel quinquennio. Deve essere conservato insieme agli altri attestati già posseduti, perché può essere richiesto in caso di nomina, rinnovo dell’incarico, audit aziendale, verifica del committente, controllo documentale o accertamento da parte degli organi di vigilanza. Per un RSPP interno o esterno, la corretta tracciabilità della formazione è parte integrante della propria qualificazione professionale.

Il documento non sostituisce la nomina formale del RSPP da parte del datore di lavoro e non trasforma automaticamente il partecipante in Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione se mancano i requisiti di base previsti dall’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008. L’attestato certifica l’aggiornamento svolto, ma deve essere letto insieme al percorso formativo completo, ai crediti posseduti, all’esperienza professionale e alla coerenza tra incarico e settore aziendale.

Quando l’aggiornamento viene svolto in più moduli, ogni attestato contribuisce al raggiungimento del monte ore complessivo di 40 ore nel quinquennio. È quindi consigliabile tenere un fascicolo formativo ordinato, aggiornato e facilmente consultabile, così da poter dimostrare in modo chiaro il rispetto dell’obbligo formativo e la continuità dell’aggiornamento professionale

12. Con quale frequenza deve essere aggiornato il corso?

L’aggiornamento del RSPP deve essere effettuato con cadenza quinquennale. Per il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione il monte ore minimo complessivo è pari a 40 ore ogni cinque anni, con decorrenza dalla conclusione del Modulo B comune o secondo le regole applicabili in caso di crediti formativi o titoli riconosciuti. Il rispetto della periodicità è essenziale per continuare a esercitare correttamente la funzione.

Il monte ore può essere distribuito nell’arco del quinquennio. Questa possibilità è utile perché consente al RSPP di affrontare nel tempo argomenti diversi e progressivi: aggiornamenti normativi, evoluzioni tecniche, nuovi rischi, modifiche organizzative, cambiamenti nei processi produttivi, revisione del DVR, gestione degli appalti, emergenze, audit e miglioramento del sistema di prevenzione aziendale.

L’aggiornamento deve essere pertinente e non meramente ripetitivo. Deve riguardare contenuti utili al ruolo, come modifiche normative, rischi specifici, organizzazione della sicurezza, misure di prevenzione e protezione, procedure, formazione, comunicazione, responsabilità e strumenti di controllo. L’obiettivo non è semplicemente accumulare ore, ma mantenere una competenza professionale effettiva, attuale e spendibile nella gestione quotidiana della sicurezza sul lavoro.

Quando l’aggiornamento non viene completato nei tempi, la funzione non dovrebbe essere esercitata fino al completamento del monte ore richiesto. La normativa riconosce la permanenza del credito formativo dei corsi abilitanti entro i limiti previsti, ma il completamento dell’aggiornamento resta necessario per tornare a svolgere la funzione. Per questo è consigliabile pianificare con anticipo le ore e conservare con cura tutti gli attestati.

13. Cosa succede se non raggiungo il quorum minimo di presenze?

La nostra priorità è sempre garantire un’esperienza formativa di alta qualità per ogni partecipante. Per questo motivo, ogni sessione di corso ha un numero minimo di iscritti previsto. Nel caso in cui questo quorum non venga raggiunto entro la data stabilita, la sessione verrà posticipata o riprogrammata in una nuova data. Questa procedura ci permette di offrire un servizio didattico completo e funzionale, in particolare per le esercitazioni pratiche, che richiedono un numero sufficiente di partecipanti per essere svolte in modo efficace. Tutti gli iscritti saranno tempestivamente informati tramite e-mail o telefono e avranno la possibilità di scegliere di partecipare alla nuova data senza alcun costo aggiuntivo, o di optare per un rimborso completo se la nuova data non dovesse essere compatibile con le loro esigenze.

14. Quanti partecipanti sono ammessi per ogni sessione?

Il numero massimo di partecipanti per ogni sessione dell’Aggiornamento RSPP Dipendente viene definito in modo da garantire qualità didattica, tracciabilità della presenza, possibilità di confronto e corretta gestione della verifica finale. Trattandosi di un corso rivolto a figure tecniche e professionali, il gruppo deve consentire un’interazione reale con il docente e un adeguato approfondimento dei casi applicativi.

Per le edizioni in aula o in videoconferenza sincrona, la dimensione della classe deve essere compatibile con la metodologia didattica adottata. Un numero eccessivo di partecipanti riduce la possibilità di discutere esempi concreti, chiarire dubbi normativi, analizzare casi aziendali, confrontarsi su DVR, procedure, audit, appalti, formazione e misure di prevenzione e protezione. Per questo motivo, nei corsi dedicati, il numero dei partecipanti viene valutato in funzione degli obiettivi e del livello di personalizzazione richiesto.

Il corso non prevede normalmente prove pratiche con rapporto istruttore/discenti tipico delle attrezzature di lavoro, ma può includere esercitazioni documentali, simulazioni, analisi di casi, lavori di gruppo e discussioni guidate. Anche in questi casi è importante mantenere un gruppo gestibile, affinché ogni RSPP possa partecipare attivamente e ricevere chiarimenti coerenti con il proprio settore di attività.

Per aziende con più partecipanti, è possibile organizzare sessioni dedicate, anche suddivise in gruppi omogenei per ruolo, rischio, settore o sede operativa. Questa soluzione permette di rendere l’aggiornamento più efficace, collegando i contenuti alla realtà aziendale e alle esigenze effettive del sistema di prevenzione

15. Sono ammesse assenze durante il corso?

La normativa vigente impone che la formazione obbligatoria per gli addetti antincendio venga completata in toto. Per questo motivo, la frequenza è obbligatoria al 100% del monte ore complessivo previsto dal corso. Le assenze, anche se brevi, possono compromettere la comprensione delle procedure e non sono generalmente consentite. Solo in casi eccezionali e adeguatamente giustificati (ad esempio, motivi di salute certificati) si può valutare la possibilità di un recupero parziale, ma è fondamentale che tale assenza non comprometta il raggiungimento del monte ore minimo stabilito per legge. La mancata frequenza del monte ore obbligatorio renderà impossibile l’ottenimento dell’attestato finale, poiché la certificazione è subordinata alla partecipazione completa e al superamento della verifica di apprendimento.

16. È possibile seguire il corso online?

Sì. L’Aggiornamento RSPP Dipendente può essere erogato in presenza fisica, in videoconferenza sincrona, in e-learning o in modalità blended, purché siano rispettati i requisiti previsti dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e dal progetto formativo adottato. La possibilità di seguire il corso online rappresenta una soluzione particolarmente utile per RSPP interni, consulenti e professionisti che devono conciliare l’aggiornamento con incarichi aziendali, sopralluoghi, riunioni e attività operative.

La videoconferenza sincrona deve prevedere docente e partecipanti collegati nello stesso momento, interazione in tempo reale, identificazione dei discenti, tracciamento della presenza, gestione delle pause, possibilità di porre domande, materiali didattici disponibili e verifica finale secondo le modalità previste. Non deve essere confusa con la semplice visione di registrazioni, perché il valore formativo deriva anche dal confronto diretto con il docente e con gli altri partecipanti.

L’e-learning può essere utilizzato quando il percorso è progettato in modo conforme, con piattaforma idonea, tracciabilità della fruizione, tempi minimi, materiali strutturati, tutoraggio, verifiche e documentazione adeguata. Anche in questo caso il corso deve essere realmente formativo, non una fruizione passiva priva di controllo dell’apprendimento. La modalità online deve garantire qualità, evidenza documentale e coerenza con gli obiettivi dell’aggiornamento RSPP.

La modalità blended può essere particolarmente efficace quando combina contenuti teorici a distanza con momenti sincroni di confronto, analisi di casi studio, esercitazioni su DVR, procedure, appalti, piani formativi o gestione delle non conformità. La scelta tra aula, videoconferenza, e-learning o formula mista deve essere effettuata in base alla normativa vigente, alla qualità didattica e alle esigenze del partecipante o dell’azienda.

17. Che materiale didattico viene fornito?

Per supportare l’apprendimento e garantire un riferimento continuo anche dopo la fine del corso, forniamo ai partecipanti un kit didattico completo e aggiornato. Questo include dispense esaustive che riassumono i concetti chiave della teoria, slide illustrative utilizzate durante le lezioni, schede tecniche dettagliate sulle varie tipologie di estintori e attrezzature di spegnimento, e altro materiale informativo sulle procedure di prevenzione e gestione delle emergenze. Il materiale è studiato per essere di facile consultazione e funge da supporto costante per l’addetto antincendio, aiutandolo a mantenere vive le conoscenze e a garantire la sicurezza continua all’interno dell’ambiente di lavoro.

18. Chi tiene le lezioni?

I nostri corsi sono tenuti da un team di istruttori altamente qualificati e con pluriennale esperienza nel campo della formazione antincendio. Ogni docente è un professionista certificato, con competenze specifiche e pratiche acquisite sul campo. L’esperienza diretta dei nostri formatori garantisce che le lezioni non si limitino a un’esposizione teorica, ma siano arricchite da esempi concreti e casi studio reali, rendendo l’apprendimento più efficace e coinvolgente. I nostri docenti sono costantemente aggiornati sulle normative vigenti e sulle migliori pratiche operative per la prevenzione e gestione degli incendi, assicurando una formazione di altissimo livello, completa e sempre in linea con i più recenti standard di sicurezza.

19. Il corso è valido per tutte le tipologie di azienda?

L’Aggiornamento RSPP Dipendente è valido come aggiornamento della figura di RSPP ai sensi della normativa vigente, ma la sua reale efficacia deve essere valutata in relazione ai compiti svolti, ai rischi seguiti e ai settori nei quali il Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione opera. Non è legato a una sola tipologia di azienda, perché l’obbligo di aggiornamento riguarda la funzione RSPP in generale, ma i contenuti devono essere coerenti con l’incarico effettivamente ricoperto.

Il corso può essere utile per RSPP che operano in aziende produttive, commerciali, artigianali, logistiche, sanitarie, direzionali, agricole, edili, chimiche, ricettive o di servizi. Tuttavia, in contesti con rischi rilevanti o molto specifici, è consigliabile scegliere moduli di aggiornamento mirati, capaci di approfondire i temi realmente pertinenti: attrezzature di lavoro, agenti chimici, agenti fisici, gestione delle emergenze, appalti, cantieri, DPI, ambienti confinati, movimentazione manuale dei carichi, stress lavoro-correlato o sistemi di gestione.

È importante distinguere questo percorso dall’aggiornamento del Datore di Lavoro RSPP e dagli aggiornamenti previsti per altre figure, come lavoratori, preposti, dirigenti, addetti alla gestione delle emergenze, addetti al primo soccorso, coordinatori per la sicurezza o operatori di attrezzature. Ogni corso ha destinatari, durata, finalità e riferimenti normativi propri; utilizzare un aggiornamento non coerente può generare criticità nella dimostrazione dell’adempimento formativo.

Il corso rappresenta quindi una soluzione valida per tutte le realtà in cui il partecipante svolge il ruolo di RSPP, purché il monte ore complessivo di 40 ore sia raggiunto nel quinquennio e i contenuti siano adeguati al profilo professionale. Per incarichi multisede, aziende con più codici ATECO o consulenze trasversali, è opportuno pianificare l’aggiornamento in modo equilibrato, coprendo sia gli aspetti normativi generali sia gli approfondimenti tecnici collegati ai rischi specifici.

20. Come posso avere maggiori informazioni o supporto?

Per ottenere ulteriori dettagli, chiarimenti o assistenza, il nostro team è a completa disposizione. È possibile contattare la segreteria corsi attraverso diversi canali: via telefono, inviando una e-mail o compilando il pratico form di contatto disponibile sul nostro sito web. Il nostro personale specializzato è pronto a fornirti tutte le informazioni necessarie sulle prossime date dei corsi, le modalità di iscrizione, i costi e qualsiasi altra esigenza specifica legata alla formazione aziendale. La nostra missione è supportare le aziende e i lavoratori nella gestione della sicurezza, e siamo qui per aiutarti a trovare la soluzione formativa più adatta alle tue esigenze.
Per richiedere un contatto o un preventivo, puoi chiamare i seguenti numeri: 3287037076 | 0558359307. In alternativa, puoi scriverci a: ing.paolotripodi@yahoo.it o info@sicurlav.it.

PROGRAMMA DEI CORSI BASE RSPP-DDL

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Corso Formazione per RSPP Datore di Lavoro R. Alto (8 ore)

Il Corso RSPP Datore di Lavoro Rischio Alto affronta gli aspetti normativi, organizzativi, tecnici e procedurali necessari al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. I contenuti sono impostati in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con particolare riferimento alla formazione del Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. La denominazione per livello di rischio viene mantenuta come riferimento descrittivo e commerciale del percorso, tenendo conto della classificazione e dei rischi effettivamente presenti nell’attivita aziendale. Il percorso formativo consente di acquisire competenze operative per la valutazione dei rischi, la gestione delle misure preventive e protettive, l’organizzazione della formazione sicurezza e il coordinamento degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Inquadramento normativo e responsabilita prevenzionistiche
  • Obblighi del Datore di Lavoro e condizioni per lo svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione.
  • Responsabilita penali, civili e amministrative nella gestione di attivita ad elevata complessita o maggiore esposizione al rischio.
  • Rapporti tra D.Lgs. 81/2008, Accordo Stato-Regioni vigente, norme tecniche e procedure aziendali.
  • Ruolo strategico del Datore di Lavoro RSPP nella definizione delle politiche di prevenzione.
  1. Organizzazione avanzata del sistema di prevenzione
  • Strutturazione del servizio di prevenzione in aziende con reparti, lavorazioni, cantieri o processi complessi.
  • Coordinamento tra Datore di Lavoro, dirigenti, preposti, RLS, medico competente, consulenti e lavoratori.
  • Definizione di procedure, responsabilita, controlli di linea e sistemi di autorizzazione al lavoro.
  • Gestione delle informazioni di sicurezza lungo la catena gerarchica e operativa.
  1. Valutazione dei rischi complessi e pianificazione delle misure
  • Metodi di valutazione per rischi gravi, interferenti, evolutivi o con possibili conseguenze severe.
  • Analisi di processi produttivi, impianti, attrezzature complesse, manutenzioni e attivita non ordinarie.
  • Individuazione delle priorita di intervento attraverso criteri di probabilita, gravita, esposizione e controllabilita.
  • Pianificazione di misure tecniche, organizzative e procedurali con verifica dell’efficacia.
  1. DVR, procedure operative e permessi di lavoro
  • Redazione e aggiornamento del DVR in presenza di lavorazioni complesse, attivita critiche e rischi specifici elevati.
  • Procedure per lavori ad alto rischio, manutenzioni, fermate impianto, accessi controllati e attivita straordinarie.
  • Sistemi di autorizzazione, permessi di lavoro, lockout/tagout e controllo delle energie pericolose.
  • Tracciabilita delle misure, registrazioni operative e gestione delle evidenze documentali.
  1. Rischi specifici ad alta complessita
  • Rischio meccanico, elettrico, caduta dall’alto, seppellimento, schiacciamento, incendio ed esplosione.
  • Rischio chimico, cancerogeno, biologico, atmosfere pericolose, agenti fisici e condizioni ambientali gravose.
  • Rischi connessi ad attrezzature, impianti, macchine, mezzi di sollevamento, movimentazione e circolazione interna.
  • Rischi derivanti da appalti, cantieri, lavorazioni interferenti e compresenza di piu imprese.
  1. Gestione tecnica delle misure di prevenzione e protezione
  • Gerarchia delle misure di prevenzione: eliminazione, sostituzione, protezioni collettive, procedure e DPI.
  • Scelta, uso, manutenzione e controllo dei DPI, compresi i DPI di III categoria ove necessari.
  • Sistemi di protezione collettiva, segregazioni, dispositivi di sicurezza, segnaletica e controlli funzionali.
  • Gestione delle manutenzioni preventive e correttive come presidio fondamentale di sicurezza.
  1. Appalti, cantieri, interferenze e qualificazione delle imprese
  • Verifica dell’idoneita tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi.
  • DUVRI, PSC, POS e coordinamento operativo nei casi applicabili.
  • Gestione degli accessi, delle autorizzazioni, delle interferenze e della comunicazione tra imprese.
  • Controllo delle attivita affidate a terzi e gestione delle non conformita riscontrate.
  1. Emergenze complesse, incendio, evacuazione e soccorso
  • Scenari emergenziali correlati a incendio, esplosione, rilascio di sostanze, infortunio grave o guasto impiantistico.
  • Organizzazione degli addetti emergenze, catena di allertamento e coordinamento con i soccorsi esterni.
  • Procedure di evacuazione, messa in sicurezza, confinamento dell’evento e gestione delle persone presenti.
  • Esercitazioni, simulazioni, debriefing e miglioramento del piano di emergenza.
  1. Sorveglianza sanitaria, idoneita e gestione dei lavoratori esposti
  • Ruolo del medico competente nella valutazione dei rischi e nella definizione del protocollo sanitario.
  • Gestione delle idoneita, prescrizioni, limitazioni e lavoratori particolarmente sensibili.
  • Collegamento tra sorveglianza sanitaria, esposizioni professionali e misure di prevenzione.
  • Riservatezza sanitaria e gestione corretta delle informazioni rilevanti ai fini prevenzionistici.
  1. Formazione, addestramento e cultura della sicurezza
  • Pianificazione della formazione obbligatoria e specialistica in funzione dei rischi elevati.
  • Addestramento pratico su attrezzature, DPI, procedure critiche e comportamenti sicuri.
  • Coinvolgimento di preposti e lavoratori nel controllo operativo e nella segnalazione dei quasi infortuni.
  • Sviluppo di una cultura della sicurezza fondata su responsabilita, vigilanza e miglioramento continuo.
  1. Audit, controllo operativo e riesame del sistema
  • Monitoraggio sistematico di procedure, permessi di lavoro, manutenzioni, scadenze e controlli documentali.
  • Analisi di incidenti, quasi incidenti, non conformita, cause radice e azioni correttive.
  • Verifica dell’efficacia delle misure e aggiornamento del sistema prevenzionistico.
  • Riesame periodico da parte del Datore di Lavoro RSPP e pianificazione degli obiettivi di miglioramento.

Il percorso dedicato al Datore di Lavoro RSPP Rischio Alto rappresenta uno strumento fondamentale per gestire in modo consapevole gli obblighi di prevenzione, aggiornare il sistema aziendale di sicurezza e rendere piu efficace il controllo dei rischi. L’elenco degli argomenti proposto e pensato per descrivere in modo chiaro il programma del corso e valorizzare le competenze necessarie alla corretta gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

Corso Formazione per RSPP Datore di Lavoro R. Medio (8 ore)

Il Corso RSPP Datore di Lavoro Rischio Medio affronta gli aspetti normativi, organizzativi, tecnici e procedurali necessari al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. I contenuti sono impostati in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con particolare riferimento alla formazione del Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. La denominazione per livello di rischio viene mantenuta come riferimento descrittivo e commerciale del percorso, tenendo conto della classificazione e dei rischi effettivamente presenti nell’attivita aziendale. Il percorso formativo consente di acquisire competenze operative per la valutazione dei rischi, la gestione delle misure preventive e protettive, l’organizzazione della formazione sicurezza e il coordinamento degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Quadro normativo e ruolo del Datore di Lavoro RSPP
  • Obblighi del Datore di Lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e responsabilita connesse alla funzione prevenzionistica.
  • Compiti del Datore di Lavoro che assume direttamente il ruolo di RSPP in aziende con rischi di media complessita.
  • Rapporti funzionali con medico competente, RLS, preposti, lavoratori, consulenti e soggetti esterni.
  • Sistema sanzionatorio e conseguenze della mancata organizzazione della prevenzione.
  1. Sistema aziendale di prevenzione e protezione
  • Organizzazione del servizio di prevenzione e protezione in relazione a mansioni, reparti, attrezzature e processi.
  • Gestione delle deleghe, degli incarichi, delle responsabilita operative e dei controlli interni.
  • Flussi informativi tra direzione, preposti, lavoratori, manutentori e appaltatori.
  • Pianificazione delle attivita di prevenzione, formazione, manutenzione e sorveglianza sanitaria.
  1. Metodologie di valutazione dei rischi
  • Criteri per l’identificazione sistematica di pericoli, esposizioni, probabilita, gravita e priorita di intervento.
  • Valutazione dei rischi legati a processi produttivi, logistica, manutenzione, attrezzature e interferenze.
  • Analisi per mansioni, fasi lavorative, ambienti, sostanze, impianti e attivita non routinarie.
  • Definizione di misure tecniche, organizzative e procedurali coerenti con il livello di rischio.
  1. Documento di Valutazione dei Rischi e piano di miglioramento
  • Struttura del DVR e collegamento con organigramma, mansioni, procedure e registri aziendali.
  • Individuazione delle misure di prevenzione e protezione gia adottate e da programmare.
  • Criteri per l’aggiornamento del DVR in caso di modifiche tecniche, organizzative o produttive.
  • Programmazione delle misure di miglioramento con responsabilita, priorita e tempi di attuazione.
  1. Rischi specifici nelle aziende a rischio medio
  • Rischio meccanico, uso di attrezzature di lavoro, organi in movimento, manutenzione e controlli preliminari.
  • Rischio elettrico, rischio incendio, rischio chimico moderato e gestione di sostanze o preparati pericolosi.
  • Movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, posture incongrue e rischio ergonomico.
  • Rischi da rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione, circolazione interna e spazi di lavoro.
  1. Appalti, interferenze e coordinamento con soggetti esterni
  • Gestione degli appalti, verifica dell’idoneita tecnico-professionale e scambio di informazioni sui rischi.
  • DUVRI, procedure di coordinamento e misure per ridurre i rischi interferenziali.
  • Controllo degli accessi di manutentori, fornitori, imprese esterne e visitatori.
  • Ruolo del Datore di Lavoro RSPP nella pianificazione e supervisione delle attivita affidate a terzi.
  1. Misure preventive, DPI e procedure operative
  • Criteri per la scelta delle misure di prevenzione collettiva e individuale.
  • Individuazione, consegna, uso, manutenzione e controllo dei DPI in funzione dei rischi specifici.
  • Procedure per attivita ordinarie, manutenzioni, emergenze tecniche e gestione delle anomalie.
  • Addestramento operativo quando previsto per attrezzature, DPI e procedure di lavoro.
  1. Emergenze, incendio e primo soccorso aziendale
  • Organizzazione della gestione emergenze in relazione alle caratteristiche dei luoghi di lavoro.
  • Piano di emergenza, evacuazione, presidio dei mezzi di estinzione e coordinamento degli addetti.
  • Gestione del primo soccorso, allertamento dei servizi esterni e comunicazione interna in emergenza.
  • Verifica periodica delle procedure e simulazioni pratiche ove applicabili.
  1. Formazione, informazione, addestramento e vigilanza
  • Pianificazione della formazione obbligatoria per lavoratori, preposti, addetti emergenze e figure aziendali.
  • Informazione sui rischi specifici, procedure, DPI, segnaletica e comportamenti sicuri.
  • Vigilanza sull’applicazione delle procedure e gestione di comportamenti non conformi.
  • Verifica dell’efficacia formativa e aggiornamento in caso di cambiamenti significativi.
  1. Monitoraggio, audit interno e miglioramento continuo
  • Controlli periodici su ambienti, attrezzature, impianti, procedure e documentazione.
  • Analisi di infortuni, mancati infortuni, segnalazioni, non conformita e azioni correttive.
  • Uso di checklist, registri e scadenziari per mantenere sotto controllo il sistema di prevenzione.
  • Riesame periodico del DVR e delle misure preventive adottate.

Il percorso dedicato al Datore di Lavoro RSPP Rischio Medio rappresenta uno strumento fondamentale per gestire in modo consapevole gli obblighi di prevenzione, aggiornare il sistema aziendale di sicurezza e rendere piu efficace il controllo dei rischi. L’elenco degli argomenti proposto e pensato per descrivere in modo chiaro il programma del corso e valorizzare le competenze necessarie alla corretta gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

Corso Formazione per RSPP Datore di Lavoro R. Basso (8 ore)

Il Corso RSPP Datore di Lavoro Rischio Basso affronta gli aspetti normativi, organizzativi, tecnici e procedurali necessari al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. I contenuti sono impostati in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con particolare riferimento alla formazione del Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. La denominazione per livello di rischio viene mantenuta come riferimento descrittivo e commerciale del percorso, tenendo conto della classificazione e dei rischi effettivamente presenti nell’attivita aziendale. Il percorso formativo consente di acquisire competenze operative per la valutazione dei rischi, la gestione delle misure preventive e protettive, l’organizzazione della formazione sicurezza e il coordinamento degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Quadro normativo e responsabilita del Datore di Lavoro RSPP
  • Principi generali del D.Lgs. 81/2008 e obblighi non delegabili del Datore di Lavoro.
  • Ruolo del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione.
  • Responsabilita civili, penali e amministrative connesse alla gestione della prevenzione aziendale.
  • Rapporti tra Datore di Lavoro, RSPP, medico competente, RLS, preposti e lavoratori.
  1. Organizzazione del sistema aziendale di prevenzione
  • Struttura essenziale del sistema di prevenzione nelle aziende a complessita organizzativa contenuta.
  • Individuazione dei soggetti della prevenzione e definizione di compiti, responsabilita e flussi informativi.
  • Gestione documentale di base: DVR, nomine, attestati, procedure, scadenziario formativo e manutentivo.
  • Coordinamento tra formazione, informazione, addestramento e vigilanza interna.
  1. Individuazione dei pericoli e valutazione dei rischi
  • Criteri metodologici per riconoscere pericoli, rischi, danni e misure di controllo.
  • Valutazione dei rischi tipici delle attivita a basso rischio: uffici, servizi, attivita commerciali e contesti assimilabili.
  • Analisi di ambienti di lavoro, attrezzature semplici, postazioni VDT, impianti e condizioni organizzative.
  • Criteri di priorita per programmare misure preventive e protettive proporzionate al livello di rischio.
  1. Redazione, aggiornamento e gestione del DVR
  • Contenuti essenziali del Documento di Valutazione dei Rischi.
  • Individuazione di mansioni, fasi lavorative, rischi trasversali e misure di prevenzione.
  • Aggiornamento del DVR in caso di modifiche organizzative, nuove attrezzature, infortuni o cambiamenti significativi.
  • Collegamento tra DVR, procedure aziendali, sorveglianza sanitaria e piano formativo.
  1. Rischi tipici delle attivita a basso rischio
  • Rischio videoterminali, postura, ergonomia della postazione e affaticamento visivo.
  • Rischio elettrico da uso ordinario di attrezzature alimentate elettricamente.
  • Cadute in piano, inciampi, scivolamenti, urti e movimentazione manuale occasionale di carichi leggeri.
  • Microclima, illuminazione, ordine, pulizia e gestione degli spazi di lavoro.
  1. Misure tecniche, organizzative e procedurali
  • Definizione di regole operative semplici, efficaci e proporzionate al contesto aziendale.
  • Gestione di manutenzioni, controlli periodici, verifiche documentali e segnalazione delle anomalie.
  • Uso corretto di attrezzature comuni, arredi, scale portatili e dispositivi eventualmente necessari.
  • Procedure per accoglienza, accesso ai locali, gestione visitatori e appaltatori occasionali.
  1. Gestione delle emergenze e prevenzione incendi
  • Organizzazione essenziale dell’emergenza aziendale e designazione degli addetti incaricati.
  • Procedure di evacuazione, chiamata dei soccorsi, primo intervento e gestione delle persone presenti.
  • Prevenzione incendi nei luoghi di lavoro ordinari: ordine, carichi d’incendio, vie di esodo e presidi antincendio.
  • Coordinamento tra formazione antincendio, primo soccorso e procedure interne.
  1. Informazione, formazione e consultazione dei lavoratori
  • Obblighi formativi del Datore di Lavoro e criteri di pianificazione della formazione aziendale.
  • Coinvolgimento dei lavoratori nella segnalazione di pericoli, quasi infortuni e condizioni non sicure.
  • Consultazione del RLS e gestione delle riunioni o comunicazioni periodiche sulla sicurezza.
  • Conservazione degli attestati e verifica dell’efficacia della formazione erogata.
  1. Controllo operativo e miglioramento continuo
  • Monitoraggio periodico delle misure adottate e verifica della loro effettiva applicazione.
  • Analisi di segnalazioni, incidenti mancati, non conformita e piccole criticita organizzative.
  • Pianificazione degli interventi migliorativi secondo criteri di priorita e fattibilita.
  • Riesame del sistema di prevenzione e aggiornamento delle procedure aziendali.

Il percorso dedicato al Datore di Lavoro RSPP Rischio Basso rappresenta uno strumento fondamentale per gestire in modo consapevole gli obblighi di prevenzione, aggiornare il sistema aziendale di sicurezza e rendere piu efficace il controllo dei rischi. L’elenco degli argomenti proposto e pensato per descrivere in modo chiaro il programma del corso e valorizzare le competenze necessarie alla corretta gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

PROGRAMMA DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO RSPP-DDL

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Corso Aggiornamento per Datore di Lavoro con funzione di RSPP R. Alto (8 ore)

L’Aggiornamento RSPP Datore di Lavoro Rischio Alto e finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso aggiorna il partecipante sulle novita normative, sulle metodologie di valutazione dei rischi, sulle procedure operative, sulle misure di prevenzione e protezione e sulla gestione pratica degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Gli argomenti sono organizzati per favorire un aggiornamento sicurezza chiaro, concreto e coerente con il livello di rischio aziendale.

  1. Aggiornamento normativo per attivita ad alta complessita
  • Aggiornamento su D.Lgs. 81/2008, Accordo Stato-Regioni vigente e riferimenti applicabili ai rischi elevati.
  • Richiamo alle responsabilita del Datore di Lavoro RSPP nella gestione di lavorazioni critiche e interferenti.
  • Integrazione tra normativa, procedure aziendali, norme tecniche e sistemi di controllo operativo.
  1. Riesame del DVR per rischi complessi e attivita critiche
  • Aggiornamento della valutazione dei rischi in presenza di impianti, cantieri, manutenzioni, macchine e attivita non routinarie.
  • Revisione delle misure tecniche, organizzative e procedurali per eventi con possibili conseguenze gravi.
  • Verifica della coerenza tra DVR, procedure, permessi di lavoro, formazione, addestramento e DPI.
  1. Aggiornamento sui rischi specifici ad alta esposizione
  • Rischi meccanici, elettrici, chimici, incendio, esplosione, caduta dall’alto, seppellimento e agenti fisici.
  • Misure per la gestione di attrezzature complesse, impianti, macchine, mezzi di sollevamento e manutenzioni.
  • Controllo operativo delle lavorazioni pericolose e gestione delle attivita straordinarie.
  1. DPI, protezioni collettive e procedure operative avanzate
  • Aggiornamento su criteri di scelta, uso, manutenzione e controllo dei DPI, inclusi quelli di III categoria.
  • Verifica dell’efficacia delle protezioni collettive, segregazioni, dispositivi di sicurezza e procedure autorizzative.
  • Addestramento pratico e controllo dell’applicazione delle procedure nei reparti o nelle attivita critiche.
  1. Appalti, cantieri, interferenze e controllo dei soggetti esterni
  • Aggiornamento sulle procedure di coordinamento e cooperazione con imprese appaltatrici e lavoratori autonomi.
  • Gestione di DUVRI, PSC, POS e altri documenti di coordinamento nei casi previsti.
  • Controllo degli accessi, delle autorizzazioni e delle interferenze in attivita ad alto rischio.
  1. Emergenze complesse e gestione degli scenari incidentali
  • Revisione di piani di emergenza, scenari di incendio, esplosione, rilascio sostanze o infortunio grave.
  • Coordinamento con addetti emergenze, preposti, soccorsi esterni e figure tecniche aziendali.
  • Simulazioni, esercitazioni, debriefing e miglioramento delle procedure di risposta.
  1. Analisi di casi, near miss e miglioramento del sistema
  • Analisi di eventi incidentali complessi e individuazione delle cause radice.
  • Definizione di azioni correttive, preventive, tecniche e organizzative.
  • Monitoraggio degli indicatori di sicurezza e riesame periodico del sistema di prevenzione.

L’aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro Rischio Alto consente di mantenere attuali le competenze prevenzionistiche, verificare l’efficacia delle misure aziendali e migliorare la capacita di controllo dei rischi. Il percorso supporta il Datore di Lavoro nella gestione dinamica del DVR, nella programmazione delle misure di miglioramento e nel consolidamento di un sistema aziendale di sicurezza piu efficace e documentato.

 

Corso Aggiornamento per Datore di Lavoro con funzione di RSPP R. Medio (8 ore)

L’Aggiornamento RSPP Datore di Lavoro Rischio Medio e finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso aggiorna il partecipante sulle novita normative, sulle metodologie di valutazione dei rischi, sulle procedure operative, sulle misure di prevenzione e protezione e sulla gestione pratica degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Gli argomenti sono organizzati per favorire un aggiornamento sicurezza chiaro, concreto e coerente con il livello di rischio aziendale.

  1. Aggiornamento normativo e organizzativo del ruolo DL-RSPP
  • Novita del quadro normativo e aggiornamenti applicabili alla formazione del Datore di Lavoro RSPP.
  • Richiamo agli obblighi di organizzazione, vigilanza, consultazione e gestione documentale.
  • Adeguamento del sistema aziendale di prevenzione a modifiche produttive, tecniche e organizzative.
  1. Aggiornamento della valutazione dei rischi e del DVR
  • Revisione del DVR in relazione a mansioni, attrezzature, sostanze, impianti e processi produttivi.
  • Aggiornamento del piano di miglioramento e dei controlli periodici su misure e procedure.
  • Collegamento tra DVR, formazione, sorveglianza sanitaria, manutenzione e gestione degli appalti.
  1. Rischi specifici e misure di prevenzione nelle attivita a rischio medio
  • Rischio meccanico, elettrico, chimico moderato, incendio, movimentazione manuale e agenti fisici.
  • Aggiornamento sulle misure tecniche, organizzative e procedurali di contenimento del rischio.
  • Gestione dei DPI, delle attrezzature, delle manutenzioni e dell’addestramento ove previsto.
  1. Appalti, interferenze e coordinamento operativo
  • Aggiornamento sulle modalita di verifica dell’idoneita tecnico-professionale dei soggetti esterni.
  • Revisione di DUVRI, procedure di accesso, coordinamento e controllo delle imprese appaltatrici.
  • Gestione delle interferenze tra lavoratori aziendali, manutentori, fornitori e visitatori.
  1. Emergenze, procedure e comunicazione interna
  • Aggiornamento delle procedure di emergenza, incendio, evacuazione e primo soccorso.
  • Ruolo del Datore di Lavoro RSPP nella verifica delle esercitazioni e nella gestione delle anomalie.
  • Comunicazione efficace delle procedure a lavoratori, preposti e soggetti esterni.
  1. Casi pratici, infortuni, near miss e azioni correttive
  • Analisi di eventi incidentali e quasi incidenti in contesti produttivi o tecnico-operativi.
  • Individuazione delle cause tecniche, organizzative e comportamentali.
  • Definizione di azioni correttive, preventive e di monitoraggio nel tempo.

L’aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro Rischio Medio consente di mantenere attuali le competenze prevenzionistiche, verificare l’efficacia delle misure aziendali e migliorare la capacita di controllo dei rischi. Il percorso supporta il Datore di Lavoro nella gestione dinamica del DVR, nella programmazione delle misure di miglioramento e nel consolidamento di un sistema aziendale di sicurezza piu efficace e documentato.

 

Corso Aggiornamento per Datore di Lavoro con funzione di RSPP R. Basso (8 ore)

L’Aggiornamento RSPP Datore di Lavoro Rischio Basso e finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso aggiorna il partecipante sulle novita normative, sulle metodologie di valutazione dei rischi, sulle procedure operative, sulle misure di prevenzione e protezione e sulla gestione pratica degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Gli argomenti sono organizzati per favorire un aggiornamento sicurezza chiaro, concreto e coerente con il livello di rischio aziendale.

  1. Aggiornamento normativo e novita applicabili al Datore di Lavoro RSPP
  • Aggiornamento sul D.Lgs. 81/2008, sull’Accordo Stato-Regioni vigente e sulle principali novita interpretative.
  • Richiamo agli obblighi del Datore di Lavoro, agli adempimenti documentali e alle responsabilita prevenzionistiche.
  • Verifica dell’allineamento tra formazione, DVR, incarichi aziendali e organizzazione della prevenzione.
  1. Riesame del DVR e delle misure aziendali
  • Aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in caso di modifiche organizzative o operative.
  • Controllo delle misure preventive adottate e verifica della loro efficacia nel tempo.
  • Programmazione delle misure di miglioramento e gestione delle scadenze aziendali.
  1. Aggiornamento sui rischi tipici delle attivita a basso rischio
  • Postazioni videoterminali, ergonomia, postura, affaticamento visivo e organizzazione del lavoro.
  • Rischio elettrico ordinario, cadute in piano, inciampi, scivolamenti e movimentazione occasionale.
  • Microclima, illuminazione, ordine, pulizia e gestione sicura degli ambienti.
  1. Gestione di emergenze, incendio e primo soccorso
  • Revisione delle procedure di emergenza, evacuazione e chiamata dei soccorsi.
  • Coordinamento con addetti antincendio e primo soccorso e verifica delle dotazioni disponibili.
  • Aggiornamento delle istruzioni operative per lavoratori, visitatori e soggetti esterni.
  1. Comunicazione, consultazione e controllo interno
  • Coinvolgimento dei lavoratori e del RLS nella segnalazione di criticita e miglioramenti.
  • Modalita di comunicazione interna delle procedure e delle regole di sicurezza.
  • Vigilanza del Datore di Lavoro RSPP sul rispetto delle misure definite.
  1. Analisi di casi pratici, incidenti mancati e miglioramento continuo
  • Analisi di esempi ricorrenti in aziende a basso rischio e individuazione delle cause organizzative.
  • Gestione dei near miss e delle piccole non conformita come strumenti di prevenzione.
  • Definizione di azioni correttive proporzionate e verificabili.

L’aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro Rischio Basso consente di mantenere attuali le competenze prevenzionistiche, verificare l’efficacia delle misure aziendali e migliorare la capacita di controllo dei rischi. Il percorso supporta il Datore di Lavoro nella gestione dinamica del DVR, nella programmazione delle misure di miglioramento e nel consolidamento di un sistema aziendale di sicurezza piu efficace e documentato.

PROGRAMMA DEI CORSI DI INTEGRAZIONE RSPP-DDL

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Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore)

Il Corso RSPP-DDL Modulo integrativo 1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per il datore di lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione nei settori agricolo, forestale e zootecnico.

Il percorso si inserisce nel quadro della formazione sicurezza prevista dalla normativa sicurezza sul lavoro e consente di analizzare i principali fattori di rischio tipici delle attività svolte in campi, serre, boschi, allevamenti, depositi, officine aziendali, aree esterne e ambienti produttivi rurali.

Gli argomenti del corso sono orientati alla prevenzione dei rischi, alla corretta individuazione delle misure di prevenzione e protezione e alla gestione consapevole degli obblighi organizzativi collegati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La formazione affronta in modo mirato le criticità connesse a macchine e attrezzature agricole, agenti biologici, sostanze pericolose, agenti fisici, ambienti confinati, movimentazione dei carichi, rischio incendio, cadute dall’alto e gestione delle emergenze.

L’obiettivo è fornire al datore di lavoro strumenti operativi utili per leggere il proprio contesto produttivo, migliorare il DVR, programmare le misure di prevenzione e rafforzare la gestione quotidiana della sicurezza aziendale.

Elenco degli argomenti del corso

1. Quadro normativo e inquadramento del modulo integrativo

  • Riferimenti essenziali del D.Lgs. 81/2008 per il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi.
  • Collocazione del Modulo integrativo 1 nel percorso formativo RSPP-DDL previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
  • Ambito di applicazione per i settori ATECO A 01-02: agricoltura, silvicoltura e zootecnia.
  • Rapporto tra corso propedeutico per datore di lavoro, modulo comune RSPP-DDL e modulo tecnico-integrativo settoriale.
  • Finalità del modulo: acquisire competenze tecniche, organizzative e procedurali riferite ai rischi specifici del comparto.

2. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto

  • Principali dinamiche infortunistiche nelle aziende agricole, forestali e zootecniche.
  • Eventi lesivi collegati a ribaltamento dei mezzi, schiacciamenti, impigliamenti, cadute, urti, tagli e proiezione di materiali.
  • Malattie professionali ricorrenti connesse a rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, agenti biologici e sostanze pericolose.
  • Lettura dei near miss e degli eventi mancati come strumento di prevenzione e miglioramento del DVR.
  • Uso dei dati infortunistici per individuare priorità di intervento, procedure operative e attività di informazione, formazione e addestramento.

3. Organizzazione del lavoro e ambienti operativi

  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro nel comparto: campi, serre, boschi, vivai, stalle, allevamenti, depositi, magazzini, officine aziendali e aree esterne.
  • Interferenze tra lavorazioni agricole, presenza di mezzi, lavoratori, terzi, fornitori, manutentori e soggetti esterni.
  • Gestione delle attività stagionali, dei picchi di lavoro, del lavoro isolato, delle condizioni climatiche e della variabilità delle aree operative.
  • Organizzazione dei percorsi, delle aree di manovra, delle zone di deposito, delle vie di accesso e delle aree a rischio specifico.
  • Ruolo delle procedure aziendali nella pianificazione delle attività, nella vigilanza operativa e nel coordinamento delle misure di sicurezza.

4. Normativa tecnica per strutture, impianti e luoghi di lavoro

  • Requisiti di sicurezza applicabili a strutture agricole, serre, stalle, ricoveri, silos, locali tecnici, depositi e aree di lavorazione.
  • Aspetti di sicurezza relativi a impianti elettrici, impianti di illuminazione, impianti idrici, impianti di ventilazione e attrezzature fisse.
  • Manutenzione, verifiche periodiche, controlli documentali e gestione delle anomalie tecniche.
  • Adeguatezza delle pavimentazioni, delle vie di circolazione, degli accessi, dei parapetti, delle aperture e delle zone sopraelevate.
  • Gestione della documentazione tecnico-amministrativa relativa a impianti, strutture, certificazioni, libretti, registri e verifiche.

5. Rischi legati a macchine, attrezzature di lavoro e mezzi agricoli

  • Rischi connessi a trattori, macchine agricole semoventi, attrezzature trainate e portate, macchine forestali, attrezzature zootecniche e strumenti motorizzati.
  • Pericoli di ribaltamento, schiacciamento, investimento, cesoiamento, impigliamento, trascinamento, proiezione di materiali e contatto con organi in movimento.
  • Dispositivi di protezione, sistemi di arresto, ripari, protezioni delle prese di forza, strutture ROPS/FOPS e cinture di ritenzione ove previste.
  • Controlli preliminari, manutenzione ordinaria, segnalazione dei guasti e divieto di utilizzo di macchine non sicure o non conformi.
  • Uso corretto delle attrezzature in rapporto al terreno, alla pendenza, alla visibilità, alla presenza di persone e alle condizioni meteorologiche.

6. Sostanze pericolose e prodotti fitosanitari

  • Identificazione delle sostanze pericolose utilizzate o presenti nel comparto: prodotti fitosanitari, fertilizzanti, disinfettanti, carburanti, oli, lubrificanti, detergenti e sanificanti.
  • Lettura di etichette, schede di dati di sicurezza, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza e misure di gestione del rischio chimico.
  • Procedure di stoccaggio, manipolazione, miscelazione, travaso, distribuzione e smaltimento dei contenitori e dei residui.
  • Rischi di inalazione, contatto cutaneo, ingestione accidentale, contaminazione degli indumenti e esposizione durante trattamenti o lavorazioni successive.
  • Scelta dei DPI, igiene personale, gestione delle emergenze chimiche, lavaggio, decontaminazione e primo intervento in caso di esposizione.

7. Agenti biologici, zoonosi e contaminazioni

  • Rischi biologici correlati al contatto con animali, deiezioni, liquami, lettiere, terreni, acque, materiali organici, insetti e microrganismi.
  • Possibili zoonosi, allergie, irritazioni, infezioni, punture, morsi e contaminazioni legate alle attività agricole e zootecniche.
  • Misure di igiene, pulizia, sanificazione, gestione dei rifiuti organici e separazione delle aree pulite e sporche.
  • Procedure per la manipolazione sicura di animali, attrezzature contaminate, materiali biologici e prodotti di origine animale.
  • Ruolo della sorveglianza sanitaria, delle vaccinazioni eventualmente raccomandate e delle misure organizzative in funzione della valutazione dei rischi.

8. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazioni solari

  • Esposizione a rumore generato da macchine agricole, motori, compressori, attrezzature forestali, impianti zootecnici e lavorazioni meccaniche.
  • Vibrazioni mano-braccio e corpo intero derivanti dall’uso di trattori, mezzi semoventi, motoseghe, decespugliatori, soffiatori e utensili vibranti.
  • Rischi collegati a caldo, freddo, umidità, lavoro all’aperto, stress termico, esposizione solare e condizioni meteo avverse.
  • Misure tecniche, organizzative e procedurali per ridurre l’esposizione: manutenzione, turnazione, pause, idratazione, protezioni e scelta delle attrezzature.
  • DPI e dispositivi di protezione correlati agli agenti fisici: otoprotettori, guanti antivibranti ove appropriati, indumenti tecnici, copricapo e protezione cutanea.

9. Ambienti confinati o sospetti di inquinamento

  • Individuazione di silos, cisterne, vasche, pozzi, serbatoi, canalizzazioni, locali interrati, fosse, spazi tecnici e vasche per liquami potenzialmente confinati o sospetti di inquinamento.
  • Rischi di carenza di ossigeno, atmosfere tossiche, gas asfissianti, fermentazioni, vapori pericolosi, seppellimento, intrappolamento e difficoltà di recupero.
  • Principi di qualificazione, autorizzazione all’accesso, valutazione preventiva, permesso di lavoro e procedure operative controllate.
  • Monitoraggio atmosferico, ventilazione, isolamento delle energie, comunicazioni, assistenza esterna e gestione dell’emergenza.
  • DPI, attrezzature di recupero, formazione specifica e coordinamento con imprese esterne o lavoratori autonomi.

10. Rischio incendio, esplosione e gestione dell’emergenza

  • Fattori di rischio incendio nei depositi di foraggi, paglia, mangimi, carburanti, fitosanitari, legname, biomasse, officine e locali tecnici.
  • Rischi di innesco derivanti da impianti elettrici, lavori a caldo, macchine, attriti, manutenzioni, combustibili e atmosfere potenzialmente infiammabili.
  • Misure di prevenzione incendio, ordine e pulizia, separazione dei materiali, gestione dei depositi e controllo delle sorgenti di innesco.
  • Piano di emergenza, segnalazione, evacuazione, chiamata dei soccorsi, procedure per lavoratori isolati e gestione degli animali in caso di emergenza.
  • Estintori, presidi antincendio, vie di esodo, accessibilità dei mezzi di soccorso e coordinamento delle prove o simulazioni emergenziali.

11. Rischio di caduta dall’alto e lavori in quota

  • Rischi di caduta da scale, piattaforme, rimorchi, mezzi agricoli, strutture sopraelevate, coperture, fienili, silos, alberi, serre e aree non protette.
  • Valutazione delle condizioni di accesso, transito e stazionamento in quota, con particolare attenzione a superfici fragili, aperture, dislivelli e bordi non protetti.
  • Scelta di attrezzature idonee: scale, trabattelli, piattaforme, parapetti, passerelle, sistemi di accesso e dispositivi anticaduta ove necessari.
  • Procedure per il lavoro in quota, divieti operativi, controllo delle condizioni meteo e gestione della presenza di lavoratori non addestrati.
  • Emergenza, recupero dell’infortunato e coordinamento delle misure in caso di utilizzo di DPI anticaduta di terza categoria.

12. Movimentazione manuale e meccanica dei carichi

  • Rischi da sollevamento, traino, spinta, trasporto e movimentazione di sacchi, cassette, balle, attrezzature, materiali, prodotti agricoli e animali.
  • Fattori ergonomici: peso, frequenza, postura, distanza di presa, torsioni del tronco, superfici irregolari, fretta operativa e condizioni ambientali.
  • Uso di ausili meccanici, carrelli, transpallet, sollevatori, bracci, trattori, forche, benne e sistemi di movimentazione assistita.
  • Misure organizzative per ridurre il sovraccarico biomeccanico: ripartizione dei carichi, turnazione, pause, movimentazione in coppia e layout delle aree di lavoro.
  • Informazione e addestramento sulle tecniche corrette di movimentazione, sulle posture sicure e sul riconoscimento precoce di situazioni critiche.

13. Dispositivi di protezione collettiva e individuale

  • Criteri di scelta dei DPI in funzione dei rischi: protezione del capo, occhi, mani, piedi, vie respiratorie, udito, corpo, cute e sistemi anticaduta.
  • Dispositivi di protezione collettiva: ripari, parapetti, protezioni fisse, segregazioni, ventilazione, segnaletica, delimitazioni e procedure di accesso controllato.
  • Consegna, informazione, formazione, addestramento, manutenzione, pulizia, sostituzione e controllo periodico dei DPI.
  • Adeguatezza dei DPI rispetto a taglia, comfort, compatibilità tra dispositivi e condizioni climatiche o operative.
  • Vigilanza sull’uso corretto dei DPI e gestione delle non conformità, delle anomalie e dei comportamenti non sicuri.

14. Valutazione dei rischi, DVR e misure di prevenzione

  • Collegamento tra gli argomenti del modulo e il processo di valutazione dei rischi previsto dal D.Lgs. 81/2008.
  • Individuazione dei gruppi omogenei, delle mansioni, delle fasi operative, delle attrezzature, delle sostanze, degli ambienti e delle interferenze.
  • Definizione di misure tecniche, organizzative, procedurali, formative e di sorveglianza sanitaria in funzione dei rischi specifici rilevati.
  • Programmazione degli interventi di miglioramento, definizione delle priorità, assegnazione delle responsabilità e monitoraggio dell’efficacia delle misure.
  • Aggiornamento del DVR in caso di modifiche produttive, nuove attrezzature, nuovi prodotti, nuove modalità operative, infortuni significativi o esiti della sorveglianza sanitaria.

15. Casi applicativi, procedure operative e gestione integrata della sicurezza

  • Analisi di esempi pratici riferiti ad aziende agricole, forestali e zootecniche con differenti dimensioni, attività e livelli di complessità.
  • Costruzione di procedure operative per attività ad alto rischio: uso macchine, trattamenti, manutenzioni, accessi in spazi confinati, lavori in quota e gestione animali.
  • Coordinamento tra datore di lavoro, lavoratori, preposti, medico competente, RLS, consulenti, manutentori, fornitori e imprese esterne.
  • Pianificazione di informazione, formazione, addestramento, riunioni, controlli interni e verifiche periodiche.
  • Applicazione pratica delle conoscenze acquisite al miglioramento dell’organizzazione aziendale della prevenzione e della protezione.

Conclusione

Il Corso RSPP-DDL Modulo integrativo 1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore) consente al datore di lavoro di approfondire i rischi caratteristici del comparto agricolo, forestale e zootecnico e di collegarli alla gestione concreta della prevenzione aziendale.

La trattazione degli argomenti favorisce una lettura più consapevole del DVR, delle procedure operative, dei DPI, delle emergenze, della sorveglianza sanitaria e delle misure tecniche e organizzative necessarie.

Il percorso rappresenta un supporto essenziale per rafforzare la formazione sicurezza, migliorare la gestione degli obblighi previsti dalla normativa sicurezza sul lavoro e promuovere condizioni operative più sicure nei diversi ambienti di lavoro del settore.

Attraverso un approccio tecnico e applicativo, il corso contribuisce allo sviluppo di competenze utili per prevenire infortuni, malattie professionali e criticità gestionali nelle attività agricole, forestali e zootecniche.

 

Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 2: Pesca (12 ore)

Il Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 2: Pesca (12 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per gestire la prevenzione dei rischi nelle attività del comparto pesca. Il percorso integra la formazione sicurezza già prevista per il datore di lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro a bordo, agli ambienti marittimi, alle attrezzature, agli impianti, agli agenti fisici, agli agenti biologici e alle emergenze tipiche del settore. Gli argomenti sono impostati in coerenza con la normativa sicurezza sul lavoro, con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, al fine di rafforzare le competenze gestionali del datore di lavoro e favorire una corretta valutazione dei rischi. Il corso sicurezza sul lavoro consente di collegare gli obblighi formativi alla realtà operativa delle imprese della pesca, migliorando la capacità di individuare misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo del Datore di Lavoro RSPP nel comparto pesca
  • Inquadramento del ruolo del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
  • Riferimenti essenziali all’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e alla struttura dei percorsi formativi per DL-RSPP.
  • Collocazione del Modulo integrativo 2 nell’ambito della formazione specifica per il settore Pesca.
  • Obblighi formativi, gestionali e organizzativi connessi alla prevenzione dei rischi nelle attività di pesca.
  • Rapporto tra normativa generale di salute e sicurezza sul lavoro e peculiarità operative delle attività svolte a bordo, in banchina e nelle fasi connesse alla pesca.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del settore pesca
  • Principali dinamiche infortunistiche del comparto: cadute, scivolamenti, urti, schiacciamenti, tagli, trascinamenti e impatti con attrezzature in movimento.
  • Eventi critici correlati alle lavorazioni a bordo, alla movimentazione del pescato, alla gestione delle reti, dei cavi, degli argani e delle attrezzature di sollevamento.
  • Malattie professionali e disturbi correlati a rumore, vibrazioni, posture incongrue, movimentazione manuale dei carichi, microclima, umidità, agenti biologici e agenti chimici.
  • Lettura dei dati infortunistici come strumento per individuare priorità di prevenzione e misure di miglioramento.
  • Utilizzo dell’analisi degli eventi, dei mancati infortuni e delle criticità operative per aggiornare DVR, procedure e formazione interna.
  1. Legislazione specifica di riferimento per le attività di pesca
  • Applicazione del D.Lgs. 81/2008 alle attività del comparto pesca, con attenzione agli obblighi del datore di lavoro, alla valutazione dei rischi e alla gestione delle misure di prevenzione.
  • Riferimenti alla normativa tecnica e settoriale applicabile alle unità da pesca, alle attrezzature, agli impianti, alle condizioni di lavoro e alla sicurezza operativa.
  • Obblighi documentali, procedure, informazione, formazione, addestramento e consultazione dei lavoratori in funzione dell’organizzazione aziendale.
  • Coordinamento tra obblighi di sicurezza sul lavoro, organizzazione di bordo, gestione dell’equipaggio e attività svolte in mare o in aree portuali.
  • Criteri di prudenza nella gestione di lavorazioni particolari, attività non ordinarie, manutenzioni, emergenze e possibili interferenze operative.
  1. Organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro nel comparto pesca
  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro: ponte di coperta, locali macchina, aree di stoccaggio, celle, stive, passaggi, scale, accessi, banchine e aree portuali.
  • Organizzazione delle attività prima, durante e dopo l’uscita in mare: preparazione, navigazione, pesca, raccolta, selezione, conservazione, sbarco e riordino.
  • Gestione dei turni, dei tempi di lavoro, dell’affaticamento, delle condizioni meteo-marine e delle variabili ambientali che incidono sulla sicurezza.
  • Rischi legati a spazi ristretti, superfici bagnate, ostacoli, dislivelli, movimentazioni simultanee e presenza di attrezzature in funzione.
  • Misure organizzative per mantenere ordine, pulizia, accessibilità, illuminazione, segnalazione e percorribilità sicura delle zone operative.
  1. Valutazione dei rischi e gestione preventiva nel settore pesca
  • Individuazione delle fasi operative significative ai fini del DVR: preparazione dell’attività, uscita in mare, pesca, movimentazione, conservazione, rientro, sbarco e manutenzione.
  • Criteri per identificare pericoli, lavoratori esposti, condizioni aggravanti, misure esistenti e azioni di miglioramento.
  • Valutazione dei rischi derivanti da lavorazioni ordinarie, manutenzioni, emergenze, attività occasionali e possibili interferenze in porto o a bordo.
  • Collegamento tra valutazione dei rischi, procedure operative, DPI, manutenzione, sorveglianza sanitaria e addestramento.
  • Aggiornamento della valutazione in caso di modifiche organizzative, attrezzature nuove, eventi incidentali, quasi incidenti o cambiamenti nelle modalità operative.
  1. Normativa tecnica, strutture e impianti
  • Principi di sicurezza relativi a strutture, impianti, locali tecnici, accessi, parapetti, aperture, vie di passaggio, illuminazione e ventilazione.
  • Controlli sugli impianti elettrici, impianti di bordo, sistemi di alimentazione, dispositivi di comando, dispositivi di arresto e protezioni contro i contatti elettrici.
  • Gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti, sistemi ausiliari, attrezzature tecniche e dispositivi di sicurezza.
  • Verifica dell’efficienza di sistemi antincendio, segnalazioni, sistemi di comunicazione, dotazioni di emergenza e dispositivi di sicurezza pertinenti.
  • Registrazione dei controlli, tracciabilità degli interventi e definizione delle responsabilità operative nella gestione tecnica delle attrezzature e degli impianti.
  1. Rischi legati all’utilizzo di macchine e attrezzature di lavoro
  • Rischi derivanti dall’uso di argani, verricelli, salpancore, gruette, sistemi di sollevamento, attrezzature per reti, cavi, funi e organi meccanici in movimento.
  • Pericoli di impigliamento, trascinamento, schiacciamento, cesoiamento, taglio, urto, proiezione di materiali e perdita di controllo delle attrezzature.
  • Controlli preliminari, verifiche periodiche, manutenzione, corretto utilizzo dei dispositivi di comando e rispetto delle procedure operative.
  • Gestione sicura di reti, cavi, catene, ganci, contenitori, casse, sistemi di sollevamento e movimentazione del pescato.
  • Addestramento degli operatori, divieti operativi, segnalazione delle anomalie e sospensione dell’uso in caso di guasti, protezioni assenti o condizioni non sicure.
  1. Sostanze pericolose, prodotti chimici e materiali utilizzati
  • Rischi connessi a carburanti, oli, lubrificanti, grassi, detergenti, sanificanti, vernici, solventi, refrigeranti e altri prodotti utilizzati nelle attività ordinarie o manutentive.
  • Lettura delle etichette, schede di dati di sicurezza, pittogrammi CLP, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza e modalità corrette di stoccaggio.
  • Prevenzione di contatti cutanei, inalazioni, sversamenti, incendi, incompatibilità tra sostanze e contaminazioni degli ambienti di lavoro.
  • Procedure per travasi, utilizzo, deposito, smaltimento e gestione di eventuali emergenze legate a prodotti chimici o miscele pericolose.
  • Scelta dei DPI chimico-compatibili e definizione di istruzioni operative proporzionate alla natura delle sostanze presenti.
  1. Agenti biologici, igiene del lavoro e rischio sanitario
  • Esposizione ad agenti biologici derivanti da pescato, acque, residui organici, scarti, superfici contaminate, materiali deteriorati o ambienti umidi.
  • Rischi da tagli, punture, abrasioni, contatto con specie ittiche, spine, lische, crostacei, molluschi e materiali contaminati.
  • Misure igieniche, pulizia delle superfici, gestione degli scarti, lavaggio delle mani, corretta conservazione dei prodotti e prevenzione delle contaminazioni.
  • Uso di guanti, indumenti protettivi, calzature idonee e altri DPI in funzione delle attività svolte e del livello di esposizione.
  • Criteri per integrare il rischio biologico nella valutazione dei rischi e nella sorveglianza sanitaria, quando prevista dalla valutazione aziendale.
  1. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e condizioni ambientali
  • Valutazione del rischio rumore generato da motori, impianti, attrezzature meccaniche, sistemi di ventilazione e lavorazioni svolte a bordo.
  • Esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero e al sistema mano-braccio durante navigazione, uso di attrezzature e lavorazioni manuali.
  • Rischi da microclima, freddo, caldo, umidità, vento, esposizione solare, pioggia, superfici bagnate e variazioni ambientali legate alle condizioni meteo-marine.
  • Illuminazione naturale e artificiale, visibilità, abbagliamento, lavoro notturno o in condizioni di scarsa visibilità.
  • Misure tecniche, organizzative e DPI per ridurre l’esposizione agli agenti fisici e prevenire affaticamento, ipoacusia, disturbi muscoloscheletrici e stress termico.
  1. Ambienti confinati o sospetti di inquinamento
  • Individuazione di spazi potenzialmente critici: stive, casse, serbatoi, locali tecnici, doppi fondi, vani chiusi, zone scarsamente ventilate o ambienti con possibile carenza di ossigeno.
  • Pericoli da atmosfere pericolose, presenza di gas, vapori, carenza o arricchimento di ossigeno, contaminanti, ristagni e insufficiente ventilazione.
  • Criteri per l’accesso sicuro, autorizzazioni, verifica preventiva dell’atmosfera, ventilazione, sorveglianza esterna e gestione delle comunicazioni.
  • Applicazione delle procedure previste per gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati quando le condizioni operative rientrano nel relativo campo di applicazione.
  • Pianificazione delle emergenze, recupero dell’operatore, disponibilità di attrezzature idonee e divieto di improvvisare interventi di soccorso non organizzati.
  1. Movimentazione dei carichi, ergonomia e rischio muscoloscheletrico
  • Rischi da sollevamento, traino, spinta e trasporto di cassette, reti, attrezzature, materiali di bordo e pescato.
  • Posture incongrue, torsioni, movimenti ripetitivi, sforzi intensi, lavoro in spazi ristretti e condizioni di instabilità dovute al movimento dell’unità da pesca.
  • Organizzazione delle movimentazioni, impiego di ausili, distribuzione dei carichi, riduzione dei pesi e coordinamento tra operatori.
  • Prevenzione di lombalgie, disturbi degli arti superiori, affaticamento fisico e sovraccarico biomeccanico.
  • Informazione e addestramento sulle tecniche corrette di movimentazione e sui comportamenti da evitare durante le fasi operative.
  1. Cadute, scivolamenti, inciampi e sicurezza degli spostamenti
  • Rischi di caduta in piano, caduta su dislivelli, scivolamento su superfici bagnate, inciampo su cavi, reti, attrezzature e materiali depositati.
  • Gestione dei passaggi, delle scale, delle aperture, delle zone di transito, delle vie di accesso e delle aree interessate da movimentazioni.
  • Ordine, pulizia, drenaggio, trattamento antiscivolo, illuminazione adeguata e segnalazione delle zone pericolose.
  • Uso di calzature antiscivolo, indumenti idonei e DPI coerenti con le condizioni operative e ambientali.
  • Procedure comportamentali per gli spostamenti sicuri a bordo, in banchina e nelle aree di lavoro con presenza di attrezzature o carichi sospesi.
  1. Emergenze, primo intervento e gestione delle situazioni critiche
  • Scenari di emergenza nelle attività di pesca: incendio, infortunio, malore, caduta in mare, sversamento, guasto tecnico, condizioni meteo avverse e perdita di controllo delle attrezzature.
  • Organizzazione delle procedure di allarme, comunicazione, coordinamento, evacuazione o messa in sicurezza in funzione del contesto operativo.
  • Principi di primo intervento, attivazione dei soccorsi, gestione dell’infortunato e mantenimento delle condizioni di sicurezza per gli altri operatori.
  • Ruolo della formazione, dell’addestramento e delle esercitazioni nella gestione delle emergenze a bordo e nelle aree portuali.
  • Verifica dell’efficienza delle dotazioni di emergenza, dei dispositivi di comunicazione, delle procedure e della preparazione degli addetti.
  1. DPI, procedure operative e miglioramento continuo della prevenzione
  • Scelta, consegna, utilizzo, manutenzione e sostituzione dei DPI in funzione dei rischi valutati: calzature antiscivolo, guanti, protezioni uditive, indumenti protettivi, protezioni oculari e altri dispositivi pertinenti.
  • Definizione di procedure operative per le principali attività: uso delle attrezzature, movimentazioni, pulizia, manutenzione, accesso ad aree critiche e gestione delle anomalie.
  • Addestramento pratico sulle procedure, sui comportamenti sicuri, sull’uso corretto delle attrezzature e sulla gestione delle situazioni non ordinarie.
  • Coinvolgimento dei lavoratori nella segnalazione di guasti, quasi incidenti, condizioni pericolose e proposte di miglioramento.
  • Monitoraggio dell’efficacia delle misure adottate e aggiornamento periodico di DVR, procedure, formazione e misure preventive.

Conclusione

Il Modulo integrativo 2: Pesca consente al datore di lavoro con funzione di RSPP di approfondire i rischi caratteristici del comparto e di collegare gli obblighi di legge alla concreta organizzazione delle attività. La conoscenza degli argomenti trattati favorisce una gestione più consapevole della prevenzione, una migliore impostazione della valutazione dei rischi e una maggiore efficacia delle procedure aziendali. Il corso contribuisce a rafforzare le competenze necessarie per individuare misure tecniche, organizzative e comportamentali adeguate, migliorando la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la corretta gestione degli obblighi formativi aziendali.

 

Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 3: Costruzioni (16 ore)

Il Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 3: Costruzioni (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per gestire la prevenzione dei rischi nelle imprese del settore costruzioni. Il percorso integra la formazione sicurezza prevista per il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, con particolare attenzione all’organizzazione dei cantieri temporanei o mobili, alle responsabilita del Titolo IV del D.Lgs. 81/2008, al POS, ai rischi interferenziali e alle lavorazioni edili maggiormente critiche. Gli argomenti sono impostati in coerenza con la normativa sicurezza sul lavoro, con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, al fine di rafforzare le competenze gestionali, tecniche e operative del datore di lavoro RSPP. Il corso sicurezza sul lavoro consente di collegare gli obblighi formativi alla concreta realta dei cantieri, migliorando la capacita di individuare pericoli, valutare i rischi e definire misure efficaci per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo del Datore di Lavoro RSPP nel settore costruzioni
  • Inquadramento del ruolo del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2008.
  • Collocazione del Modulo integrativo 3 nell’ambito del percorso formativo previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 per il settore ATECO F – Costruzioni.
  • Rapporto tra corso propedeutico per datore di lavoro, modulo comune per DL-RSPP e modulo tecnico-integrativo per le costruzioni.
  • Obblighi organizzativi, gestionali e documentali connessi alla prevenzione dei rischi nei cantieri temporanei o mobili.
  • Collegamento tra normativa generale di salute e sicurezza sul lavoro, Titolo I e Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 e gestione operativa dei cantieri.
  1. Soggetti del Titolo IV, obblighi e responsabilita nel cantiere
  • Ruoli e responsabilita dei soggetti definiti dal Titolo IV, Capo I, del D.Lgs. 81/2008: committente, responsabile dei lavori, coordinatori, imprese affidatarie, imprese esecutrici e lavoratori autonomi.
  • Obblighi del datore di lavoro dell’impresa esecutrice e dell’impresa affidataria nella pianificazione, organizzazione e controllo delle attivita di cantiere.
  • Compiti di dirigenti, preposti e lavoratori nell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione.
  • Coordinamento tra figure aziendali, coordinatori per la sicurezza, committente, subappaltatori e lavoratori autonomi.
  • Responsabilita connesse a carenze organizzative, mancata vigilanza, uso non sicuro di attrezzature, assenza di procedure o insufficiente gestione delle interferenze.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali nel comparto costruzioni
  • Principali dinamiche infortunistiche del settore: cadute dall’alto, seppellimenti, schiacciamenti, investimento da mezzi, urti, tagli, elettrocuzioni e proiezione di materiali.
  • Analisi degli eventi gravi e mortali tipici dei cantieri, con attenzione alle fasi di lavoro ad alta criticita.
  • Malattie professionali correlate a polveri, rumore, vibrazioni, posture incongrue, movimentazione manuale dei carichi, agenti chimici e agenti cancerogeni.
  • Utilizzo dei dati infortunistici, dei mancati infortuni e delle non conformita come strumenti per aggiornare DVR, POS, procedure e formazione.
  • Individuazione delle priorita di intervento preventive in funzione delle lavorazioni, delle attrezzature e dell’organizzazione del cantiere.
  1. Organizzazione, tecniche, fasi lavorative e aree di lavoro dei cantieri
  • Caratteristiche del cantiere temporaneo o mobile: aree operative, zone di transito, depositi, accessi, recinzioni, viabilita interna e aree di stoccaggio.
  • Organizzazione delle principali fasi lavorative: allestimento del cantiere, opere provvisionali, scavi, strutture, demolizioni, impianti, finiture, manutenzioni e smobilizzo.
  • Gestione delle lavorazioni simultanee o successive e delle possibili interferenze tra imprese, lavoratori autonomi, mezzi, attrezzature e forniture.
  • Criteri per l’organizzazione sicura delle aree di lavoro, delle postazioni, delle vie di circolazione e delle zone soggette a rischio specifico.
  • Importanza della pianificazione preventiva, della sequenza delle lavorazioni e del controllo operativo per ridurre condizioni pericolose e improvvisazioni.
  1. Misure generali di tutela previste dall’art. 95 del D.Lgs. 81/2008
  • Applicazione delle misure generali di tutela nei cantieri: mantenimento dell’ordine, salubrita, sicurezza dei luoghi di lavoro e corretta organizzazione delle attivita.
  • Scelta dell’ubicazione dei posti di lavoro, delle vie di accesso, delle aree di deposito e delle zone di movimentazione in funzione dei rischi presenti.
  • Manutenzione, controllo e verifica di impianti, attrezzature, macchine e dispositivi di protezione collettiva.
  • Delimitazione, segnalazione e gestione delle aree pericolose, dei percorsi pedonali, delle vie di transito e delle zone con carichi sospesi.
  • Criteri di coordinamento tra misure tecniche, organizzative e procedurali per garantire continuita ed efficacia della prevenzione.
  1. Piano Operativo di Sicurezza (POS)
  • Finalita, funzione e contenuti essenziali del Piano Operativo di Sicurezza come documento aziendale di prevenzione riferito allo specifico cantiere.
  • Rapporto tra POS, DVR aziendale, valutazione dei rischi specifici e organizzazione concreta delle lavorazioni affidate all’impresa.
  • Descrizione delle lavorazioni, delle attrezzature, delle sostanze, delle misure preventive, dei DPI, delle procedure operative e dell’organizzazione aziendale di cantiere.
  • Aggiornamento del POS in caso di variazioni delle lavorazioni, modifiche organizzative, nuove imprese, attrezzature diverse o condizioni operative non previste.
  • Uso del POS come strumento operativo di programmazione, informazione, coordinamento, controllo e miglioramento della sicurezza del cantiere.
  1. Cenni sul Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)
  • Inquadramento del Piano di Sicurezza e Coordinamento nei cantieri in cui e prevista la presenza di piu imprese, anche non contemporanea.
  • Finalita del PSC nella gestione dei rischi interferenziali, delle prescrizioni di coordinamento e delle misure comuni di prevenzione.
  • Rapporto tra PSC, POS delle imprese esecutrici, cronoprogramma dei lavori e organizzazione delle fasi operative.
  • Ruolo del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione nella pianificazione e verifica delle misure di sicurezza.
  • Lettura operativa del PSC da parte del datore di lavoro RSPP per garantire coerenza tra prescrizioni di coordinamento e attivita effettivamente svolte.
  1. Cadute dall’alto e opere provvisionali
  • Rischio di caduta dall’alto in lavori su ponteggi, coperture, solai, scale, trabattelli, piattaforme, aperture, bordi non protetti e zone in quota.
  • Criteri di scelta e utilizzo di opere provvisionali, parapetti, impalcati, protezioni dei vuoti, reti, sistemi di accesso e dispositivi anticaduta.
  • Principi di montaggio, uso, controllo e manutenzione delle opere provvisionali in relazione alle istruzioni del fabbricante e alle procedure aziendali.
  • Gestione dei lavori in quota mediante misure collettive prioritarie rispetto ai DPI, quando tecnicamente realizzabili.
  • Addestramento, vigilanza e procedure operative per prevenire accessi non sicuri, rimozione impropria di protezioni e uso scorretto dei sistemi anticaduta.
  1. Lavori di demolizione e scavo
  • Principali rischi nelle demolizioni: crolli, caduta di materiali, proiezioni, polveri, rumore, vibrazioni, instabilita strutturale e interferenze con impianti esistenti.
  • Rischi negli scavi: seppellimento, franamento, caduta entro lo scavo, investimento da mezzi, presenza di sottoservizi e accumulo di acqua o gas.
  • Pianificazione delle sequenze operative, verifica preliminare delle condizioni strutturali e individuazione delle aree interdette o soggette a pericolo.
  • Misure di protezione degli scavi, puntellamenti, armature, accessi sicuri, segnalazioni, delimitazioni e controllo delle condizioni del terreno.
  • Gestione delle interferenze con mezzi, lavoratori, materiali, viabilita di cantiere, reti tecnologiche e lavorazioni contemporanee.
  1. Impianti elettrici e illuminazione di cantiere
  • Rischi elettrici nei cantieri: contatti diretti e indiretti, quadri elettrici non idonei, cavi danneggiati, prese improprie, linee aeree o interrate e uso di attrezzature alimentate elettricamente.
  • Requisiti generali di sicurezza degli impianti elettrici di cantiere, quadri, protezioni, messa a terra, differenziali, collegamenti e verifiche di efficienza.
  • Gestione dei cavi, delle prolunghe, dei punti di alimentazione, delle condizioni meteo e delle interferenze con movimentazioni o transiti di mezzi.
  • Illuminazione delle aree di lavoro, dei passaggi, delle scale, degli scavi, delle zone di deposito e delle lavorazioni in condizioni di scarsa visibilita.
  • Procedure per controllo, manutenzione, segnalazione di anomalie, divieto di interventi non autorizzati e messa fuori servizio di componenti non sicuri.
  1. Macchine, attrezzature di lavoro e mezzi di cantiere
  • Rischi legati a gru, apparecchi di sollevamento, escavatori, pale, autocarri, betoniere, seghe, trapani, utensili portatili, ponteggi motorizzati e altre attrezzature di cantiere.
  • Pericoli di schiacciamento, cesoiamento, investimento, ribaltamento, contatto con organi in movimento, proiezione di materiali e perdita di stabilita del carico.
  • Controlli preliminari, manutenzione, verifiche, idoneita dell’attrezzatura, dispositivi di sicurezza e rispetto delle istruzioni del fabbricante.
  • Abilitazione, informazione, formazione e addestramento degli operatori quando previsti dalla normativa o dalla valutazione dei rischi.
  • Organizzazione delle aree di manovra, comunicazioni, segnalazioni, interdizione delle zone pericolose e gestione delle interferenze uomo-macchina.
  1. Movimentazione dei carichi manuale e meccanica
  • Rischi da sollevamento, trasporto, spinta, traino e movimentazione manuale di materiali, attrezzature, elementi edili e componenti impiantistici.
  • Sovraccarico biomeccanico, posture incongrue, torsioni, movimenti ripetitivi, lavori in spazi ristretti e movimentazioni su piani irregolari o dislivelli.
  • Uso sicuro di mezzi meccanici di sollevamento e movimentazione, accessori, imbracature, ganci, forche, transpallet, gru e carrelli.
  • Gestione di carichi sospesi, stabilita del carico, comunicazioni tra operatori, segnalazioni, delimitazioni e divieto di transito nelle zone pericolose.
  • Misure organizzative per ridurre pesi, frequenza, distanze, movimentazioni inutili e interferenze durante il trasporto dei materiali.
  1. Sostanze pericolose, polveri e prodotti chimici in edilizia
  • Rischi connessi a cementi, malte, additivi, resine, vernici, solventi, adesivi, impermeabilizzanti, carburanti, oli, bitumi e altri prodotti utilizzati in cantiere.
  • Lettura di etichette, schede di dati di sicurezza, pittogrammi CLP, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza e modalita di stoccaggio.
  • Esposizione a polveri di lavorazione, polveri di silice, fibre, aerosol, vapori, fumi e nebbie derivanti da taglio, demolizione, perforazione, miscelazione o applicazione di prodotti.
  • Procedure per uso, travaso, deposito, ventilazione, pulizia, raccolta sversamenti e smaltimento dei residui o contenitori.
  • Scelta dei DPI, misure di contenimento, aspirazione localizzata e riduzione dell’esposizione in funzione della valutazione dei rischi e delle lavorazioni previste.
  1. Agenti biologici nei cantieri
  • Possibile esposizione ad agenti biologici in lavori su reti fognarie, ambienti umidi, scavi, terreni contaminati, ristrutturazioni, bonifiche, locali degradati o materiali organici.
  • Rischi derivanti da acque stagnanti, muffe, guano, residui animali, rifiuti, materiali contaminati, punture di insetti, animali infestanti e contaminazione di superfici.
  • Misure igieniche, pulizia, gestione dei rifiuti, lavaggio delle mani, divieto di consumo di alimenti in aree contaminate e corretta organizzazione delle pause.
  • Uso di guanti, tute, calzature, protezioni respiratorie e oculari quando richiesto dalla valutazione del rischio specifico.
  • Integrazione del rischio biologico nel POS e nelle procedure di lavoro in presenza di condizioni ambientali o lavorazioni che lo rendano pertinente.
  1. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazioni ottiche
  • Valutazione dell’esposizione a rumore prodotto da martelli demolitori, seghe, smerigliatrici, macchine movimento terra, compressori, generatori e altre attrezzature.
  • Rischi da vibrazioni mano-braccio e corpo intero derivanti da utensili vibranti, mezzi di cantiere, attrezzature di perforazione, demolizione e compattazione.
  • Microclima caldo o freddo, esposizione a sole, vento, pioggia, umidita, stress termico, lavori all’aperto e ambienti non climatizzati.
  • Rischi da radiazioni ottiche artificiali in saldatura, taglio, smerigliatura e lavorazioni con emissione di scintille o luce intensa.
  • Misure tecniche, organizzative e DPI per ridurre l’esposizione agli agenti fisici, proteggere i lavoratori e prevenire effetti acuti o cronici sulla salute.
  1. Rischio incendio, esplosione e gestione dell’emergenza in cantiere
  • Cause di incendio ed esplosione nei cantieri: lavorazioni a caldo, impianti elettrici, gas, carburanti, solventi, materiali combustibili, bombole e depositi temporanei.
  • Misure di prevenzione incendi: ordine, pulizia, controllo delle sorgenti di innesco, corretta conservazione dei materiali e gestione delle lavorazioni a rischio.
  • Organizzazione delle emergenze, procedure di allarme, evacuazione, primo intervento, comunicazioni, percorsi di esodo e punti di raccolta.
  • Disponibilita, collocazione, segnalazione e controllo dei presidi antincendio in funzione dell’evoluzione del cantiere.
  • Coordinamento tra imprese, addetti alle emergenze, preposti e lavoratori nella gestione di scenari critici, infortuni, incendi, eventi meteo o cedimenti strutturali.
  1. Dispositivi di protezione collettiva e individuale
  • Priorita delle misure di protezione collettiva rispetto ai DPI: parapetti, reti, protezioni aperture, segnalazioni, delimitazioni, armature di scavo, aspirazioni e schermature.
  • Criteri di scelta dei DPI in funzione dei rischi: elmetti, calzature, guanti, occhiali, protezioni uditive, dispositivi anticaduta, protezioni respiratorie e indumenti ad alta visibilita.
  • Consegna, uso corretto, manutenzione, sostituzione, conservazione e controllo periodico dei dispositivi di protezione.
  • Addestramento obbligatorio o necessario per DPI di III categoria, dispositivi anticaduta, attrezzature e procedure operative complesse.
  • Vigilanza sull’uso effettivo dei DPI e integrazione delle protezioni nel POS, nelle procedure e nell’organizzazione del cantiere.
  1. Attivita su sedi stradali ed esempi di analisi del POS
  • Rischi specifici delle attivita su sedi stradali: investimento, interferenza con traffico veicolare, visibilita ridotta, accessi di terzi, mezzi d’opera e segnalamento temporaneo.
  • Organizzazione delle aree di lavoro stradali, delimitazione, segnaletica temporanea, percorsi pedonali, gestione dei mezzi e procedure di ingresso e uscita dal cantiere.
  • Coordinamento con enti gestori, committenti, imprese esecutrici e lavoratori autonomi quando l’attivita incide sulla viabilita o su aree pubbliche.
  • Criteri di lettura e analisi di un POS: coerenza tra lavorazioni, rischi, attrezzature, sostanze, DPI, procedure e prescrizioni del PSC.
  • Individuazione di lacune documentali, misure non coerenti, rischi non valutati e azioni correttive per rendere il POS uno strumento realmente operativo.

Conclusione

Il Modulo integrativo 3: Costruzioni consente al datore di lavoro con funzione di RSPP di approfondire i rischi specifici del comparto edile e di collegare gli obblighi normativi alla concreta organizzazione dei cantieri. La conoscenza degli argomenti trattati favorisce una gestione piu consapevole del POS, delle lavorazioni, delle interferenze, delle attrezzature, delle opere provvisionali e delle misure di protezione collettiva e individuale. Il corso contribuisce a rafforzare le competenze necessarie per impostare correttamente la prevenzione, migliorare il controllo operativo e garantire una tutela piu efficace della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel rispetto degli obblighi formativi aziendali.

 

Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 4: Chimico – Petrolchimico (16 ore)

Il Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 4: Chimico – Petrolchimico (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per la gestione della prevenzione dei rischi nelle aziende del comparto chimico e petrolchimico. Il percorso integra la formazione sicurezza del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, con particolare attenzione ai processi produttivi, agli impianti, alle sostanze pericolose, agli agenti fisici, al rischio incendio ed esplosione e alla gestione delle emergenze complesse. Gli argomenti sono impostati in coerenza con la normativa sicurezza sul lavoro, con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, al fine di rafforzare le competenze gestionali e operative del datore di lavoro RSPP. Il corso sicurezza sul lavoro consente di collegare gli obblighi formativi alla concreta realta produttiva aziendale, migliorando la capacita di individuare i pericoli, valutare i rischi e adottare misure efficaci per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo del Datore di Lavoro RSPP nel comparto chimico e petrolchimico
  • Inquadramento del ruolo del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2008.
  • Collocazione del Modulo integrativo 4 nell’ambito del percorso formativo previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 per il settore ATECO C – Attivita manifatturiere, con riferimento alla fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e alla fabbricazione di prodotti chimici.
  • Rapporto tra corso propedeutico per datore di lavoro, modulo comune per DL-RSPP e modulo tecnico-integrativo per il comparto chimico-petrolchimico.
  • Obblighi del datore di lavoro RSPP nella valutazione dei rischi specifici, nell’organizzazione della prevenzione, nella gestione documentale e nel controllo operativo.
  • Collegamento tra normativa generale di salute e sicurezza sul lavoro, normativa tecnica di settore, autorizzazioni, procedure aziendali e misure di prevenzione e protezione.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto
  • Principali dinamiche infortunistiche nelle attivita chimiche e petrolchimiche: contatti con sostanze pericolose, ustioni chimiche o termiche, esplosioni, incendi, cadute, schiacciamenti, urti e incidenti durante manutenzioni o travasi.
  • Analisi degli eventi incidentali connessi a impianti di processo, linee di trasferimento, serbatoi, reattori, apparecchiature in pressione, depositi, carico e scarico di prodotti.
  • Malattie professionali correlate a esposizione a agenti chimici, agenti cancerogeni o mutageni, vapori, gas, polveri, fumi, aerosol, rumore, vibrazioni, microclima e stress termico.
  • Utilizzo di dati infortunistici, mancati infortuni, anomalie di processo, non conformita e segnalazioni operative come strumenti di miglioramento della prevenzione.
  • Individuazione delle priorita di intervento in funzione della pericolosita delle sostanze, della complessita degli impianti, delle attivita manutentive e delle condizioni di esercizio.
  1. Processo produttivo, organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro
  • Caratteristiche generali dei processi chimici e petrolchimici: ricevimento materie prime, stoccaggio, reazione, miscelazione, trasformazione, raffinazione, confezionamento, movimentazione e spedizione.
  • Organizzazione del lavoro in reparti produttivi, laboratori, aree di deposito, baie di carico/scarico, sale controllo, officine manutentive, aree esterne e locali tecnici.
  • Gestione delle interferenze tra produzione, manutenzione, appaltatori, fornitori, trasportatori, laboratori, servizi tecnici e attivita di emergenza.
  • Importanza delle procedure operative, delle istruzioni di lavoro, dei permessi, dei controlli di processo e della sorveglianza sul rispetto delle misure di sicurezza.
  • Criteri per mantenere ordine, pulizia, separazione delle aree, percorsi sicuri, accessi controllati, segnaletica, ventilazione e idoneita degli ambienti di lavoro.
  1. Normativa tecnica per strutture e impianti
  • Principi di sicurezza applicabili a strutture, impianti di processo, impianti elettrici, impianti di ventilazione, reti di distribuzione, serbatoi, tubazioni, apparecchiature e sistemi di contenimento.
  • Requisiti di idoneita, progettazione, installazione, collaudo, verifica, manutenzione e controllo degli impianti in funzione dei rischi presenti e delle condizioni di esercizio.
  • Gestione della documentazione tecnica: manuali, schemi impiantistici, dichiarazioni, certificazioni, registri di controllo, verbali di verifica e procedure di esercizio.
  • Attenzione agli impianti soggetti a pressioni, temperature, atmosfere esplosive, prodotti corrosivi, infiammabili, tossici, reattivi o comunque pericolosi.
  • Collegamento tra conformita tecnica degli impianti, valutazione dei rischi, procedure operative e misure di prevenzione di incidenti, guasti, perdite o rilasci accidentali.
  1. Cenni sulle attivita a rischio di incidente rilevante
  • Inquadramento generale delle attivita che possono comportare scenari di incidente rilevante in presenza di determinate sostanze pericolose e quantitativi significativi.
  • Concetti di pericolo, scenario incidentale, effetto domino, rilascio, incendio, esplosione, nube tossica, contaminazione ambientale e impatto su lavoratori, popolazione e territorio.
  • Ruolo dell’organizzazione aziendale nella prevenzione degli eventi maggiori: controlli, manutenzioni, procedure, formazione, gestione delle modifiche e comunicazioni interne.
  • Importanza della pianificazione dell’emergenza, del coordinamento con enti esterni, della gestione delle informazioni e della chiarezza dei ruoli in caso di evento critico.
  • Collegamento prudente tra rischio di incidente rilevante, valutazione dei rischi aziendali e sistema di gestione della sicurezza, ove applicabile in funzione delle caratteristiche dell’attivita.
  1. Cenni sulle industrie insalubri e sulle condizioni ambientali di lavoro
  • Inquadramento generale delle industrie insalubri e delle attivita produttive che possono determinare emissioni, esalazioni, vapori, odori, polveri, fumi, rumori o altri fattori di impatto ambientale e sanitario.
  • Valutazione delle condizioni ambientali interne ed esterne: ventilazione, aspirazione, confinamento, pulizia, gestione emissioni, separazione delle aree e controllo delle esposizioni.
  • Possibili effetti sulla salute dei lavoratori legati alla presenza di agenti chimici, odori, irritanti, sostanze sensibilizzanti, atmosfere non confortevoli o contaminanti aerodispersi.
  • Misure organizzative e tecniche per ridurre l’esposizione, migliorare la salubrita degli ambienti e mantenere condizioni di lavoro compatibili con la tutela della salute.
  • Necessita di coordinare valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria, procedure operative, controlli ambientali e gestione delle segnalazioni dei lavoratori.
  1. Rischi legati agli impianti e alle attrezzature di lavoro
  • Rischi connessi a pompe, compressori, reattori, miscelatori, centrifughe, linee di trasferimento, valvole, serbatoi, apparecchiature in pressione, impianti termici e sistemi di automazione.
  • Pericoli di schiacciamento, cesoiamento, trascinamento, contatto con organi in movimento, proiezione di materiali, ustioni, esposizione a superfici calde o fredde e rilascio di energia.
  • Controlli preliminari, verifiche di efficienza, manutenzione programmata, dispositivi di sicurezza, blocchi, interblocchi, protezioni, valvole di sicurezza e sistemi di allarme.
  • Procedure per avviamento, arresto, regolazione, bonifica, lavaggio, messa fuori servizio, sezionamento delle energie e gestione di anomalie o guasti.
  • Necessita di formazione, informazione, addestramento e vigilanza sugli operatori incaricati dell’uso di impianti, attrezzature e sistemi produttivi complessi.
  1. Manutenzione impianti e gestione dei fornitori
  • Pianificazione delle attivita manutentive ordinarie, straordinarie, correttive e preventive su impianti, macchine, linee di processo, reti, serbatoi e dispositivi di sicurezza.
  • Gestione dei rischi nelle manutenzioni: energie residue, pressioni, temperature, sostanze pericolose, atmosfere esplosive, ambienti confinati, lavori in quota e interferenze con la produzione.
  • Procedure di isolamento, lockout/tagout, bonifica, inertizzazione, verifica assenza di energia, messa in sicurezza e autorizzazione all’intervento.
  • Gestione degli appalti e dei fornitori: qualificazione, informazione sui rischi specifici, coordinamento, DUVRI quando previsto, permessi di lavoro, controllo operativo e vigilanza.
  • Importanza della tracciabilita degli interventi, della registrazione delle verifiche, della comunicazione delle anomalie e dell’aggiornamento delle procedure a seguito di modifiche impiantistiche.
  1. Sostanze pericolose
  • Classificazione delle sostanze e miscele pericolose: infiammabili, esplosive, comburenti, tossiche, corrosive, irritanti, sensibilizzanti, cancerogene, mutagene, reprotossiche e pericolose per l’ambiente.
  • Lettura di etichette, pittogrammi CLP, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza, schede di dati di sicurezza e scenari di esposizione, ove disponibili.
  • Rischi durante ricevimento, stoccaggio, travaso, dosaggio, miscelazione, reazione, campionamento, pulizia, smaltimento, movimentazione e trasporto interno.
  • Misure di prevenzione: sostituzione ove possibile, sistemi chiusi, aspirazione localizzata, ventilazione, contenimento, bacini di raccolta, procedure di emergenza e gestione sversamenti.
  • Scelta dei DPI in funzione della sostanza e della modalita di esposizione: guanti, occhiali, visiere, indumenti chimico-resistenti, protezione respiratoria e dispositivi per emergenza.
  1. Agenti fisici
  • Valutazione dei rischi da rumore prodotto da impianti, compressori, pompe, ventilatori, macchine di processo, officine manutentive e attivita di carico/scarico.
  • Rischi da vibrazioni, microclima caldo o freddo, stress termico, superfici calde o criogeniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali e illuminazione non adeguata.
  • Misure tecniche e organizzative per ridurre l’esposizione: confinamento, schermature, manutenzione, rotazione, segnalazione aree, riduzione dei tempi di permanenza e controllo degli accessi.
  • DPI e dispositivi di protezione specifici per rumore, calore, freddo, radiazioni, proiezioni, schizzi e condizioni ambientali critiche.
  • Collegamento tra valutazione degli agenti fisici, sorveglianza sanitaria, procedure operative e aggiornamento delle misure di prevenzione in caso di modifiche di processo.
  1. Rischio incendio, esplosione e gestione dell’emergenza
  • Cause di incendio ed esplosione nel comparto chimico-petrolchimico: sostanze infiammabili, vapori, gas, polveri combustibili, sorgenti di innesco, scariche elettrostatiche, reazioni indesiderate e guasti impiantistici.
  • Valutazione delle atmosfere esplosive, classificazione delle aree, controllo delle sorgenti di innesco, idoneita delle apparecchiature e procedure per lavori a caldo.
  • Misure di prevenzione incendi: contenimento, ventilazione, inertizzazione, messa a terra, separazione depositi, controllo temperature, manutenzione e ordine delle aree operative.
  • Organizzazione della gestione dell’emergenza: allarme, evacuazione, primo intervento, contenimento sversamenti, interruzione dei processi, comunicazioni, punti di raccolta e coordinamento con squadre interne ed enti esterni.
  • Presidi antincendio, sistemi di rivelazione, allarme, spegnimento, intercettazione, contenimento e procedure di ripristino in sicurezza dopo un evento incidentale.
  1. Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento
  • Individuazione di spazi confinati o sospetti di inquinamento nel comparto: serbatoi, reattori, silos, vasche, pozzetti, cunicoli, condotte, fosse, intercapedini e apparecchiature di processo.
  • Rischi principali: carenza di ossigeno, atmosfere tossiche, infiammabili o esplosive, presenza di residui chimici, seppellimento, annegamento, difficolta di accesso, recupero complesso e comunicazioni limitate.
  • Procedure di accesso: autorizzazione, bonifica, isolamento, ventilazione, monitoraggio atmosferico, presidio esterno, comunicazione, attrezzature dedicate e divieto di accesso non autorizzato.
  • Ruolo della qualificazione delle imprese, del coordinamento, dell’informazione sui rischi specifici e dell’addestramento degli operatori coinvolti.
  • Pianificazione dell’emergenza e del recupero prima dell’accesso, con definizione di ruoli, attrezzature, tempi di intervento e criteri per sospendere immediatamente le attivita.
  1. Dispositivi di protezione collettiva e individuale
  • Priorita delle misure collettive: sistemi chiusi, aspirazioni, ventilazione, segregazioni, schermature, barriere, contenimenti, rilevatori, allarmi, dispositivi di intercettazione e sistemi di sicurezza impiantistica.
  • Criteri di scelta dei DPI in funzione dei rischi chimici, meccanici, termici, fisici, antincendio, esplosione, caduta dall’alto, contaminazione e accesso in ambienti confinati.
  • Uso corretto di guanti, occhiali, visiere, protezioni respiratorie, indumenti chimico-resistenti, calzature, elmetti, dispositivi anticaduta, otoprotettori e DPI per emergenza.
  • Gestione di consegna, formazione, addestramento, manutenzione, pulizia, sostituzione, conservazione e verifica dell’idoneita dei DPI rispetto alle sostanze e alle condizioni operative.
  • Vigilanza sull’uso effettivo dei DPI e integrazione dei dispositivi nelle procedure operative, nei permessi di lavoro, nei piani di emergenza e nella valutazione dei rischi.
  1. Gestione dei rifiuti e dei residui di processo
  • Rischi connessi alla produzione, raccolta, deposito temporaneo, etichettatura, movimentazione e conferimento di rifiuti chimici, fanghi, solventi, oli, imballaggi contaminati, residui di laboratorio e sottoprodotti.
  • Separazione dei rifiuti incompatibili, prevenzione di reazioni indesiderate, contenimento di perdite, gestione di contenitori, bacini, aree dedicate e segnaletica.
  • Procedure per raccolta di sversamenti, assorbenti contaminati, pulizia, bonifica, decontaminazione e smaltimento sicuro dei materiali residui.
  • Coordinamento tra produzione, manutenzione, laboratorio, magazzino, trasportatori, fornitori e soggetti incaricati della gestione dei rifiuti.
  • Collegamento tra corretta gestione dei rifiuti, prevenzione dei rischi per i lavoratori, tutela ambientale, ordine dei luoghi di lavoro e riduzione degli scenari di emergenza.

Conclusione

Il Modulo integrativo 4: Chimico – Petrolchimico consente al datore di lavoro con funzione di RSPP di approfondire i rischi specifici delle attivita produttive caratterizzate da impianti complessi, sostanze pericolose, processi ad alta criticita e possibili scenari di emergenza. La conoscenza degli argomenti trattati favorisce una gestione piu consapevole della valutazione dei rischi, delle procedure operative, della manutenzione, delle sostanze, degli ambienti confinati, dei DPI e delle misure di prevenzione incendi ed esplosioni. Il corso contribuisce a rafforzare le competenze necessarie per organizzare correttamente la prevenzione, migliorare il controllo operativo e garantire una tutela piu efficace della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel rispetto degli obblighi formativi aziendali.

 

PROGRAMMA DEI CORSI BASE RSPP (DIPENDENTE/PRIVATO)

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Corso RSPP (Dipendente/Privato) Modulo A (28 ore)

Il Corso RSPP (Dipendente) Modulo A costituisce il percorso base per l’accesso alla formazione dei Responsabili e degli Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione, ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025. Il corso sicurezza sul lavoro fornisce le conoscenze fondamentali sul sistema normativo, sui soggetti della prevenzione, sulla valutazione dei rischi, sulle misure di prevenzione e protezione e sugli obblighi di informazione, formazione e addestramento. La formazione sicurezza del Modulo A è propedeutica ai successivi moduli del percorso RSPP/ASPP e consente di acquisire una visione organica della normativa sicurezza sul lavoro, della prevenzione dei rischi e dell’organizzazione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Inquadramento del percorso RSPP/ASPP Modulo A
  • Finalità del Modulo A come corso base comune per Responsabili e Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione.
  • Ruolo del Modulo A nel percorso formativo complessivo RSPP/ASPP e propedeuticità rispetto agli altri moduli.
  • Durata minima del corso pari a 28 ore, escluse le verifiche finali di apprendimento.
  • Differenza tra figura di RSPP, figura di ASPP e ulteriori moduli necessari per l’esercizio delle funzioni.
  • Collegamento tra formazione, competenza professionale e supporto tecnico-organizzativo al datore di lavoro.
  1. Quadro normativo generale in materia di salute e sicurezza sul lavoro
  • Evoluzione della legislazione italiana in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.
  • Impostazione generale del D.Lgs. 81/2008 e carattere gestionale-organizzativo della prevenzione aziendale.
  • Principi costituzionali, obblighi civili e penali e tutela dell’integrità psicofisica dei lavoratori.
  • Quadro giuridico europeo: direttive, regolamenti, raccomandazioni e orientamenti comunitari.
  • Riferimenti alla normativa antincendio, alle norme tecniche e ai processi di normalizzazione nazionale ed europea.
  1. Sistema istituzionale della prevenzione
  • Organizzazione pubblica della prevenzione prevista dal D.Lgs. 81/2008.
  • Compiti e funzioni degli enti istituzionali competenti in materia di salute e sicurezza.
  • Ruolo di Ministero del Lavoro, Regioni, Aziende Sanitarie Locali, INAIL, INL, Vigili del Fuoco e altri organismi competenti.
  • Sistema delle attività di promozione, assistenza, informazione e supporto alle imprese.
  • Collegamento tra sistema istituzionale, prevenzione aziendale e miglioramento continuo delle condizioni di lavoro.
  1. Sistema di vigilanza, controllo e apparato sanzionatorio
  • Funzioni degli organi di vigilanza e modalità generali di controllo nei luoghi di lavoro.
  • Prescrizioni, disposizioni, verifiche, omologazioni e controlli periodici.
  • Sistema delle responsabilità e principali profili sanzionatori previsti dalla normativa.
  • Ruolo di ASL, INL, VV.F., INAIL, ARPA e altri enti nelle attività di verifica e assistenza.
  • Importanza della corretta gestione documentale e della tracciabilità degli adempimenti prevenzionistici.
  1. Soggetti del sistema di prevenzione aziendale
  • Datore di lavoro, dirigenti e preposti: compiti, obblighi e responsabilità nel sistema aziendale della sicurezza.
  • RSPP e ASPP: funzioni di supporto tecnico, consulenziale e organizzativo al datore di lavoro.
  • Medico competente e sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla valutazione dei rischi.
  • RLS, RLST e rappresentanza dei lavoratori per la sicurezza.
  • Addetti antincendio, addetti al primo soccorso, lavoratori, progettisti, fabbricanti, fornitori, installatori, lavoratori autonomi e imprese familiari.
  1. Concetti fondamentali di pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione
  • Definizione e distinzione tra pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione.
  • Principi generali di prevenzione e misure generali di tutela previste dal D.Lgs. 81/2008.
  • Concetto di rischio residuo e criteri di riduzione del rischio alla fonte.
  • Principio di precauzione e attenzione a genere, età, provenienza, tipologie contrattuali, lavoratrici madri e soggetti maggiormente vulnerabili.
  • Utilizzo dei concetti base per comprendere la logica della valutazione e della gestione dei rischi.
  1. Processo di valutazione dei rischi
  • Fasi del processo valutativo: identificazione dei pericoli, analisi dei rischi, stima, ponderazione e definizione delle misure.
  • Metodologie e criteri per la valutazione dei rischi nei diversi contesti lavorativi.
  • Contenuti, struttura e organizzazione del Documento di Valutazione dei Rischi.
  • Procedure standardizzate e relativo campo di applicazione.
  • Valutazione dei rischi da interferenze nei contratti di appalto, d’opera o di somministrazione.
  1. Analisi di infortuni, malattie professionali e fonti informative
  • Analisi degli infortuni: cause, modalità di accadimento, indicatori e andamento nel tempo.
  • Analisi delle malattie professionali e dei principali fattori correlati all’esposizione lavorativa.
  • Utilizzo di dati statistici, fonti informative e strumenti di supporto alla prevenzione.
  • Lettura degli eventi incidentali come base per il miglioramento delle misure di prevenzione.
  • Collegamento tra analisi dei dati, valutazione dei rischi e programmazione degli interventi correttivi.
  1. Classificazione dei rischi e principali misure di prevenzione e protezione
  • Classificazione generale dei rischi trattati dal D.Lgs. 81/2008.
  • Rischi legati ad ambienti di lavoro, attrezzature, impianti, movimentazione manuale dei carichi e videoterminali.
  • Rischi da agenti fisici, sostanze pericolose, agenti biologici e altri fattori di esposizione.
  • Misure tecniche, organizzative e procedurali per la riduzione dei rischi.
  • Criteri di priorità nella scelta delle misure: eliminazione, riduzione, protezione collettiva, protezione individuale e informazione.
  1. Dispositivi di protezione collettiva, DPI e segnaletica di sicurezza
  • Definizione e ruolo dei dispositivi di protezione collettiva nelle strategie di prevenzione.
  • Criteri generali di scelta, utilizzo, gestione e mantenimento dei dispositivi di protezione individuale.
  • Obblighi dei soggetti aziendali in materia di DPI.
  • Funzione della segnaletica di sicurezza nei luoghi di lavoro.
  • Integrazione tra misure tecniche, organizzative, procedurali, segnaletica e dispositivi di protezione.
  1. Gestione delle emergenze aziendali
  • Tipologie di emergenza che possono interessare le attività lavorative.
  • Gestione dell’emergenza incendio, dell’evacuazione e delle situazioni di pericolo grave e immediato.
  • Gestione del primo soccorso aziendale e organizzazione dei presidi e degli addetti designati.
  • Criteri generali per la redazione del piano di emergenza e di evacuazione.
  • Coordinamento tra procedure, addetti alle emergenze, lavoratori e soggetti esterni eventualmente coinvolti.
  1. Sorveglianza sanitaria e tutela dei lavoratori
  • Finalità della sorveglianza sanitaria nei casi previsti dalla normativa e dalla valutazione dei rischi.
  • Ruolo del medico competente nel sistema di prevenzione aziendale.
  • Visite mediche, giudizi di idoneità, limitazioni, prescrizioni e ricorsi.
  • Tutela delle lavoratrici madri, dei minori, dei lavoratori fragili o esposti a rischi specifici.
  • Collegamento tra sorveglianza sanitaria, valutazione dei rischi e misure di prevenzione.
  1. Consultazione, partecipazione e relazioni tra i soggetti della prevenzione
  • Obblighi di consultazione e partecipazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
  • Ruolo del RLS/RLST nelle dinamiche prevenzionistiche aziendali.
  • Relazioni operative tra datore di lavoro, RSPP, ASPP, medico competente, preposti, lavoratori e addetti alle emergenze.
  • Riunione periodica, comunicazione interna e flussi informativi per la sicurezza.
  • Valore della partecipazione attiva nella costruzione di un sistema di prevenzione efficace.
  1. Informazione, formazione e addestramento
  • Obblighi informativi, formativi e di addestramento per i diversi soggetti aziendali.
  • Differenza tra informazione, formazione e addestramento pratico.
  • Tracciabilità della formazione, attestazioni, registri e verifica dell’apprendimento.
  • Aggiornamento delle competenze in funzione dell’evoluzione normativa, tecnica e organizzativa.
  • Ruolo del RSPP/ASPP nel supporto alla pianificazione dei fabbisogni formativi aziendali.
  1. Verifica finale e consolidamento delle competenze di base
  • Riepilogo degli elementi fondamentali del sistema prevenzionistico aziendale.
  • Collegamento tra normativa, ruoli, responsabilità, valutazione dei rischi e misure di tutela.
  • Preparazione alla verifica finale di apprendimento prevista dal percorso formativo.
  • Utilizzo del Modulo A come base per l’accesso al Modulo B e, per i futuri RSPP, al Modulo C.
  • Sviluppo di una visione sistemica della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Conclusione

Il Corso RSPP (Dipendente) Modulo A consente di acquisire le basi indispensabili per comprendere il sistema di prevenzione aziendale, il quadro normativo di riferimento, i principali obblighi dei soggetti coinvolti e i criteri fondamentali per la valutazione e la gestione dei rischi. Il percorso rappresenta un passaggio essenziale per chi intende proseguire la formazione come RSPP o ASPP, rafforzando le competenze necessarie per supportare l’organizzazione aziendale nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Corso RSPP (Dipendente/Privato) Modulo B COMUNE (48 ore)

Il Corso RSPP (Dipendente) Modulo B – 48 ore rappresenta il modulo tecnico del percorso formativo per Responsabili e Addetti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso approfondisce i principali rischi presenti negli ambienti di lavoro e le misure tecniche, organizzative e procedurali necessarie per la loro corretta gestione. Il percorso consente di sviluppare competenze operative in materia di valutazione dei rischi, prevenzione degli infortuni, protezione della salute dei lavoratori, gestione delle emergenze e individuazione delle misure di miglioramento. La formazione sicurezza sul lavoro viene affrontata con taglio tecnico-applicativo, in coerenza con il D.Lgs. 81/2008, con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e con la normativa sicurezza sul lavoro applicabile ai diversi contesti produttivi.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Inquadramento del Modulo B comune e finalita formative
  • Collocazione del Modulo B nel percorso formativo per RSPP e ASPP.
  • Rapporto tra Modulo A, Modulo B comune, eventuali moduli di specializzazione e Modulo C per RSPP.
  • Durata minima del Modulo B comune pari a 48 ore, escluse le verifiche finali di apprendimento.
  • Funzione del Modulo B come percorso tecnico correlato alla natura dei rischi presenti nei luoghi di lavoro.
  • Settori per i quali puo essere necessario integrare il Modulo B comune con moduli di specializzazione settoriale.
  1. Tecniche specifiche di valutazione dei rischi e analisi degli incidenti
  • Metodi e criteri per l’individuazione dei pericoli e la valutazione dei rischi aziendali.
  • Analisi degli incidenti, degli infortuni, dei quasi infortuni e delle non conformita prevenzionistiche.
  • Utilizzo dei dati infortunistici e degli indicatori aziendali per individuare priorita di intervento.
  • Individuazione delle cause immediate, di base e organizzative degli eventi lesivi.
  • Collegamento tra analisi degli eventi, aggiornamento del DVR e programmazione delle misure di prevenzione.
  1. Organizzazione dei processi produttivi e del lavoro
  • Evoluzione dell’organizzazione del lavoro e impatto sui rischi per la salute e sicurezza.
  • Caratteristiche delle tipologie di impianti e processi produttivi nei diversi settori aziendali.
  • Layout dei luoghi di lavoro, flussi operativi, interferenze e requisiti di sicurezza.
  • Modelli organizzativi funzionali, per processi, divisionali, a matrice e ibridi.
  • Nuove forme di lavoro, lavoro agile, telelavoro, co-working e gestione dei rischi connessi.
  • Innovazione tecnologica, automazione, digitalizzazione e nuove tecnologie applicate alla sicurezza.
  1. Ambienti e luoghi di lavoro
  • Requisiti generali di sicurezza degli ambienti di lavoro e delle postazioni operative.
  • Organizzazione degli spazi, vie di circolazione, accessi, uscite, pavimentazioni e illuminazione.
  • Microclima, aerazione, condizioni ambientali e aspetti igienico-sanitari dei luoghi di lavoro.
  • Gestione della sicurezza di aree comuni, depositi, magazzini, locali tecnici e spazi esterni.
  • Misure di prevenzione per cadute, scivolamenti, inciampi, urti, interferenze e accessi non controllati.
  1. Rischio incendio, atmosfere esplosive e gestione delle emergenze
  • Elementi di valutazione del rischio incendio nei luoghi di lavoro.
  • Principi di prevenzione incendi, protezione antincendio e controllo delle sorgenti di innesco.
  • Gestione delle emergenze, procedure di evacuazione, ruoli degli addetti e coordinamento operativo.
  • Rischio ATEX, atmosfere esplosive, aree classificate e misure di prevenzione specifiche.
  • Collegamento tra valutazione del rischio, piano di emergenza, formazione degli addetti e prove di evacuazione.
  1. Rischi infortunistici da macchine, impianti e attrezzature di lavoro
  • Rischi connessi all’utilizzo di macchine, impianti, attrezzature e organi in movimento.
  • Requisiti di sicurezza, marcatura, protezioni, dispositivi di comando e arresto di emergenza.
  • Procedure di uso corretto, controlli preliminari, manutenzione e gestione delle anomalie.
  • Rischio meccanico, cesoiamento, schiacciamento, trascinamento, proiezione di materiali e contatto accidentale.
  • Ruolo di formazione, informazione, addestramento e vigilanza nell’uso sicuro delle attrezzature.
  1. Rischio elettrico e sicurezza degli impianti
  • Principali fattori di rischio elettrico nei luoghi di lavoro.
  • Contatti diretti e indiretti, sovraccarichi, cortocircuiti e condizioni impiantistiche non conformi.
  • Misure tecniche e organizzative per la prevenzione degli incidenti elettrici.
  • Verifiche, manutenzioni, segnalazioni di anomalie e corretto utilizzo delle apparecchiature elettriche.
  • Interazione tra impianti, macchine, luoghi conduttori ristretti e ambienti a maggiore rischio.
  1. Movimentazione merci, apparecchi di sollevamento e mezzi di trasporto
  • Rischi connessi alla movimentazione di merci, materiali, carichi e attrezzature.
  • Apparecchi di sollevamento, accessori di presa, stabilita del carico e aree di manovra.
  • Mezzi di trasporto aziendali, circolazione interna, viabilita e interferenze con pedoni e lavorazioni.
  • Rischi collegati al trasporto ferroviario, stradale, aereo e marittimo, ove pertinenti all’attivita.
  • Misure di prevenzione per investimento, ribaltamento, caduta di materiali e collisione.
  1. Lavori in quota e rischio di caduta dall’alto
  • Individuazione delle attivita esposte al rischio di caduta dall’alto.
  • Scale, trabattelli, ponteggi, piattaforme di lavoro elevabili e sistemi di accesso in quota.
  • Misure di protezione collettiva, parapetti, reti, sistemi provvisionali e delimitazioni.
  • DPI anticaduta, sistemi di trattenuta, arresto caduta, ancoraggi e procedure di utilizzo.
  • Gestione dell’emergenza, recupero dell’operatore e procedure operative in quota.
  1. Rischi ergonomici e organizzativi
  • Movimentazione manuale dei carichi e fattori di rischio biomeccanico.
  • Movimenti ripetitivi, posture incongrue, sovraccarico degli arti superiori e affaticamento fisico.
  • Attrezzature munite di videoterminali, postazioni d’ufficio e organizzazione del lavoro al VDT.
  • Adattamento delle postazioni, ausili, procedure e misure organizzative di prevenzione.
  • Ruolo della sorveglianza sanitaria e della valutazione ergonomica nelle mansioni esposte.
  1. Rischi psicosociali e benessere organizzativo
  • Stress lavoro-correlato, fattori organizzativi e indicatori di criticita.
  • Fenomeni di mobbing, molestie, aggressioni e comportamenti disfunzionali nei luoghi di lavoro.
  • Sindrome da burn-out e sovraccarico emotivo nelle attivita a maggiore esposizione relazionale.
  • Misure di prevenzione organizzativa, comunicazione interna, gestione dei conflitti e supporto ai lavoratori.
  • Integrazione dei rischi psicosociali nel DVR e nei processi di miglioramento aziendale.
  1. Agenti fisici
  • Rumore, vibrazioni meccaniche e criteri di valutazione dell’esposizione.
  • Campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali e radiazioni ionizzanti, ove applicabili.
  • Microclima, atmosfere termiche severe, illuminazione e altri fattori fisici rilevanti.
  • Misure tecniche, organizzative e procedurali per la riduzione dell’esposizione.
  • DPI, informazione, formazione, sorveglianza sanitaria e monitoraggi strumentali quando previsti.
  1. Agenti chimici, cancerogeni, mutageni e amianto
  • Classificazione, etichettatura, schede di dati di sicurezza e uso corretto delle sostanze pericolose.
  • Valutazione del rischio chimico e misure di prevenzione per inalazione, contatto e ingestione accidentale.
  • Agenti cancerogeni, mutageni e reprotossici: obblighi specifici, sostituzione e riduzione dell’esposizione.
  • Amianto: rischi, misure di prevenzione, gestione dei materiali contenenti amianto e procedure di sicurezza.
  • Stoccaggio, manipolazione, ventilazione, contenimento, emergenze e DPI per agenti chimici pericolosi.
  1. Agenti biologici
  • Classificazione degli agenti biologici e principali modalita di esposizione professionale.
  • Valutazione del rischio biologico nei diversi contesti produttivi e di servizio.
  • Misure igieniche, procedure di prevenzione, pulizia, disinfezione e gestione dei rifiuti contaminati.
  • DPI, vaccinazioni, sorveglianza sanitaria e procedure in caso di esposizione accidentale.
  • Informazione e formazione dei lavoratori esposti a rischio biologico.
  1. Rischi connessi ad attivita particolari
  • Ambienti confinati o sospetti di inquinamento: rischi atmosferici, accesso, monitoraggio e recupero.
  • Attivita su strada: interferenze con il traffico, investimento, segnaletica temporanea e procedure operative.
  • Gestione dei rifiuti, deposito temporaneo, movimentazione, classificazione e misure di sicurezza.
  • Attivita non ordinarie, manutenzioni, appalti, interferenze e coordinamento tra imprese.
  • Procedure di lavoro sicuro per situazioni a rischio elevato o non routinarie.
  1. Rischi connessi ad alcol, sostanze stupefacenti e psicotrope
  • Effetti dell’assunzione di alcol, sostanze stupefacenti e psicotrope sulla sicurezza del lavoro.
  • Mansioni a rischio, idoneita alla mansione e rapporto con la sorveglianza sanitaria.
  • Obblighi, divieti, procedure aziendali e gestione delle situazioni critiche.
  • Prevenzione dei comportamenti a rischio e promozione di condotte sicure.
  • Ruolo di informazione, formazione, vigilanza e comunicazione interna.
  1. Misure di prevenzione, protezione e gestione operativa dei rischi
  • Individuazione di soluzioni tecniche, organizzative e procedurali per la riduzione dei rischi.
  • Dispositivi di protezione collettiva e individuale: scelta, uso, limiti, manutenzione e controllo.
  • Segnaletica di sicurezza, procedure, istruzioni operative e permessi di lavoro.
  • Sorveglianza sanitaria, giudizi di idoneita e collaborazione con il medico competente.
  • Programmazione delle misure di miglioramento e verifica dell’efficacia degli interventi adottati.
  1. Applicazioni pratiche, casi studio e verifica dell’apprendimento
  • Analisi di casi aziendali, scenari di rischio e situazioni operative ricorrenti.
  • Esercitazioni sull’individuazione dei pericoli e sulla scelta delle misure di prevenzione.
  • Collegamento tra valutazione dei rischi, DVR, procedure e organizzazione aziendale.
  • Approccio problem solving per la gestione tecnica dei rischi e delle criticita prevenzionistiche.
  • Verifica finale di apprendimento secondo le modalita previste dal percorso formativo.

Conclusione

Il Corso RSPP (Dipendente) Modulo B – 48 ore consente di acquisire una preparazione tecnica ampia e trasversale sui principali rischi presenti nei luoghi di lavoro. Il percorso rafforza la capacita di analizzare i pericoli, valutare i rischi, individuare misure di prevenzione e protezione efficaci e supportare l’organizzazione aziendale nella gestione della salute e sicurezza. La frequenza del Modulo B comune costituisce un passaggio essenziale per completare il percorso formativo di RSPP/ASPP e per affrontare in modo competente le diverse problematiche prevenzionistiche aziendali.

Corso RSPP (Dipendente/Privato) Modulo C (24 ore)

Il Corso RSPP (Dipendente) Modulo C – 24 ore completa il percorso formativo del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, con una preparazione specifica sulle competenze gestionali, relazionali, comunicative e organizzative richieste al ruolo. Il modulo affronta la progettazione dei processi formativi, la gestione dei sistemi aziendali di prevenzione, il coordinamento delle relazioni tra i soggetti della sicurezza e la promozione del benessere organizzativo. La formazione sicurezza sul lavoro viene sviluppata con taglio professionale e applicativo, in coerenza con il D.Lgs. 81/2008, con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e con la normativa sicurezza sul lavoro applicabile ai processi di gestione della prevenzione aziendale.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Inquadramento del Modulo C e finalita del percorso RSPP
  • Collocazione del Modulo C nel percorso formativo RSPP, dopo il Modulo A e il Modulo B comune.
  • Carattere specialistico del Modulo C, riservato alle sole funzioni di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione.
  • Durata complessiva minima pari a 24 ore, escluse le verifiche finali di apprendimento.
  • Obiettivo di sviluppo delle competenze relazionali, gestionali, organizzative e comunicative del RSPP.
  • Ruolo del RSPP come figura tecnica di supporto al datore di lavoro nella gestione complessiva della prevenzione aziendale.
  1. Dalla valutazione dei rischi ai piani di informazione, formazione e addestramento
  • Connessione tra documento di valutazione dei rischi e pianificazione delle attivita informative, formative e addestrative.
  • Individuazione dei fabbisogni formativi in relazione a mansioni, rischi, procedure, attrezzature, sostanze e contesto organizzativo.
  • Definizione di priorita, obiettivi, destinatari e contenuti dei percorsi formativi aziendali.
  • Coerenza tra formazione erogata, misure di prevenzione e protezione, procedure operative e organizzazione del lavoro.
  • Monitoraggio dell’efficacia della formazione nello svolgimento della prestazione lavorativa.
  1. Tecniche e strumenti per una corretta informazione in azienda
  • Metodologie per trasferire informazioni chiare, comprensibili e coerenti sui rischi presenti nei luoghi di lavoro.
  • Riunioni, briefing, gruppi di lavoro, incontri informativi, seminari e momenti di confronto operativo.
  • Utilizzo di circolari, avvisi, opuscoli, cartellonistica, istruzioni operative, intranet e strumenti digitali aziendali.
  • Adattamento dell’informazione in funzione di destinatari, lingua, mansione, esperienza e livello di esposizione al rischio.
  • Ruolo dell’informazione nella diffusione della cultura della prevenzione e nel rafforzamento dei comportamenti sicuri.
  1. Dinamiche di apprendimento degli adulti e metodologie didattiche
  • Principi dell’apprendimento dell’adulto e principali riferimenti dell’andragogia applicata alla sicurezza sul lavoro.
  • Metodi didattici attivi, partecipativi e orientati alla soluzione di problemi reali.
  • Discussione di casi, esercitazioni, simulazioni, lavori di gruppo e analisi di situazioni operative.
  • Scelta degli strumenti didattici in funzione degli obiettivi formativi e delle competenze da sviluppare.
  • Valorizzazione dell’esperienza dei partecipanti e collegamento tra aula, ambiente di lavoro e comportamenti concreti.
  1. Progettazione del processo formativo aziendale
  • Analisi del fabbisogno formativo e del contesto organizzativo aziendale.
  • Macro-progettazione e micro-progettazione dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza.
  • Definizione degli obiettivi didattici, dei contenuti, delle metodologie, dei materiali e dei criteri di valutazione.
  • Pianificazione dell’erogazione, gestione delle presenze, documentazione e tracciabilita della formazione.
  • Valutazione dei risultati, raccolta dei feedback e miglioramento continuo dei percorsi formativi.
  1. Addestramento: tecniche, modalita, verifica e registrazione
  • Differenza tra informazione, formazione e addestramento ai fini della sicurezza sul lavoro.
  • Tecniche di addestramento basate su dimostrazioni, simulazioni, affiancamento, prove pratiche ed esercitazioni operative.
  • Modalita di verifica dell’apprendimento pratico e della corretta esecuzione delle procedure.
  • Registrazione delle attivita di addestramento e conservazione della documentazione aziendale.
  • Ruolo del RSPP nel supporto alla pianificazione, al coordinamento e alla verifica dell’addestramento.
  1. Organizzazione e gestione della sicurezza aziendale
  • Organizzazione della sicurezza tra obblighi legislativi, assetti aziendali e normativa volontaria.
  • Modalita di gestione dei processi prevenzionistici e integrazione della sicurezza nei processi decisionali aziendali.
  • Pianificazione, attuazione, controllo e riesame delle misure tecniche, organizzative e procedurali.
  • Ruolo del RSPP nel coordinamento tecnico del sistema di prevenzione e protezione.
  • Interazione tra DVR, procedure, piani di miglioramento, audit interni e gestione delle non conformita.
  1. Modelli di organizzazione e gestione e responsabilita amministrativa
  • Modelli di organizzazione e gestione della sicurezza ai sensi dell’art. 30 del D.Lgs. 81/2008.
  • Rapporto tra modelli organizzativi, responsabilita amministrativa degli enti e D.Lgs. 231/2001.
  • Efficacia esimente dei modelli organizzativi quando correttamente adottati ed efficacemente attuati.
  • Procedure semplificate per l’implementazione dei modelli di organizzazione e gestione, ove applicabili.
  • Vantaggi organizzativi, gestionali e prevenzionistici derivanti dall’adozione di modelli strutturati.
  1. Sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro
  • Principi dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e normativa volontaria di riferimento.
  • Struttura di alto livello della ISO 45001 e logica di integrazione con altri sistemi aziendali.
  • Ciclo Plan-Do-Check-Act applicato alla gestione della sicurezza e al miglioramento continuo.
  • Pianificazione degli interventi, controllo operativo, auditing, riesame e monitoraggio delle prestazioni.
  • Integrazione con sistemi qualita e ambiente, quali ISO 9001 e ISO 14001, quando presenti in azienda.
  1. Ruolo manageriale e tecnico del RSPP nei sistemi di prevenzione
  • Funzione di consulenza tecnica del RSPP a supporto del datore di lavoro e dell’organizzazione aziendale.
  • Collaborazione con dirigenti, preposti, lavoratori, medico competente, RLS e altre figure della prevenzione.
  • Supporto alla definizione di obiettivi, responsabilita, procedure, indicatori e piani di miglioramento.
  • Partecipazione ai processi di analisi, valutazione, riesame e controllo delle misure di sicurezza.
  • Promozione di un approccio sistemico alla prevenzione, orientato alla gestione del rischio e alla cultura organizzativa.
  1. Sistema delle relazioni nella prevenzione aziendale
  • Relazioni tra RSPP, datore di lavoro, dirigenti, preposti, RLS, medico competente e lavoratori.
  • Rapporti con enti pubblici, fornitori, lavoratori autonomi, imprese appaltatrici e soggetti esterni.
  • Coordinamento tra figure aziendali e gestione dei flussi informativi in materia di salute e sicurezza.
  • Partecipazione, consultazione e coinvolgimento dei lavoratori nei processi prevenzionistici.
  • Riunione periodica, incontri di lavoro e strumenti di confronto tra i soggetti del sistema di prevenzione.
  1. Comunicazione efficace per la salute e sicurezza sul lavoro
  • Principi, metodi e tecniche della comunicazione efficace nei contesti organizzativi.
  • Comunicazione nelle diverse situazioni di lavoro, comprese emergenze, cambiamenti organizzativi e gestione delle criticita.
  • Ascolto attivo, chiarezza del messaggio, feedback, gestione delle resistenze e promozione di comportamenti sicuri.
  • Tecniche di negoziazione e gestione dei conflitti in materia di salute e sicurezza.
  • Ruolo della comunicazione nella collaborazione tra i soggetti della prevenzione e nel miglioramento del clima aziendale.
  1. Gestione delle riunioni, degli incontri di lavoro e della riunione periodica
  • Preparazione, conduzione e verbalizzazione degli incontri dedicati alla sicurezza aziendale.
  • Organizzazione della riunione periodica e corretta gestione dei contributi dei soggetti partecipanti.
  • Definizione di obiettivi, ordine del giorno, priorita, azioni correttive e responsabilita operative.
  • Tecniche per favorire partecipazione, confronto costruttivo e decisioni condivise.
  • Monitoraggio degli impegni assunti e verifica dell’attuazione delle misure concordate.
  1. Benessere organizzativo, ergonomia e fattori psicosociali
  • Concetto di benessere organizzativo e impatto sulla salute, sulla sicurezza e sulla qualita del lavoro.
  • Fattori ergonomici, psicosociali, organizzativi e relazionali che influenzano le condizioni di lavoro.
  • Stress lavoro-correlato, clima aziendale, carichi organizzativi, ruoli, autonomia e supporto interno.
  • Dinamiche motivazionali, collaborazione, circolazione delle informazioni e gestione dei conflitti.
  • Team building finalizzato alla prevenzione, alla cooperazione e al miglioramento del benessere aziendale.
  1. Cultura della prevenzione e miglioramento continuo
  • Promozione della cultura della salute e sicurezza come parte integrante dell’organizzazione aziendale.
  • Coinvolgimento attivo dei lavoratori e valorizzazione delle segnalazioni, dei near miss e delle proposte di miglioramento.
  • Utilizzo di indicatori, audit, verifiche e riesami per misurare l’efficacia del sistema prevenzionistico.
  • Integrazione tra formazione, comunicazione, procedure, vigilanza e comportamento sicuro.
  • Sviluppo di competenze gestionali e relazionali per sostenere nel tempo il miglioramento della sicurezza.
  1. Esercitazioni, casi applicativi e verifica dell’apprendimento
  • Analisi di casi aziendali relativi alla gestione della formazione, della comunicazione e dei sistemi di prevenzione.
  • Esercitazioni sulla progettazione di piani informativi, formativi e addestrativi collegati al DVR.
  • Simulazioni di riunioni, gestione di conflitti, comunicazione efficace e coinvolgimento dei soggetti aziendali.
  • Applicazione pratica dei principi dei sistemi di gestione e dei modelli organizzativi.
  • Verifica finale di apprendimento secondo le modalita previste dal percorso formativo.

Conclusione

Il Corso RSPP (Dipendente) Modulo C – 24 ore consente di completare la preparazione del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione, rafforzando le competenze necessarie per gestire processi formativi, sistemi organizzativi, relazioni aziendali e strumenti di comunicazione. Il percorso supporta lo sviluppo di una visione manageriale della sicurezza, integrata con la valutazione dei rischi, con i modelli organizzativi e con il miglioramento continuo. La frequenza del Modulo C rappresenta un passaggio essenziale per assumere in modo completo e qualificato il ruolo di RSPP all’interno dell’organizzazione aziendale.

PROGRAMMA DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO RSPP (DIPENDENTE/PRIVATO)

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Corso AGGIORNAMENTO RSPP (Dipendente/Privato) (40 ore)

Il corso di Aggiornamento RSPP Dipendente è rivolto ai Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione che devono mantenere aggiornate le proprie competenze tecniche, gestionali e organizzative in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il percorso affronta l’evoluzione della normativa sicurezza sul lavoro, l’aggiornamento dei metodi di valutazione dei rischi, la gestione delle misure di prevenzione e protezione, il coordinamento del sistema aziendale della prevenzione e il miglioramento continuo delle condizioni di sicurezza. L’aggiornamento RSPP ha l’obiettivo di rafforzare la capacità del professionista di supportare il datore di lavoro, i dirigenti, i preposti e le altre figure della prevenzione nell’applicazione efficace degli obblighi previsti dalla normativa vigente.

Il percorso di aggiornamento periodico del RSPP è riferito al ruolo di Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione diverso dal Datore di Lavoro e si colloca nell’ambito dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e dell’Accordo Stato-Regioni vigente. La durata complessiva minima è pari a 40 ore nell’arco del quinquennio, con contenuti da modulare in funzione dei settori, dei rischi presenti e dell’evoluzione normativa, tecnica e organizzativa.

  1. Quadro normativo e aggiornamenti legislativi
  • evoluzione del D.Lgs. 81/2008 e delle disposizioni correlate in materia di salute e sicurezza sul lavoro;
  • aggiornamenti introdotti dagli Accordi Stato-Regioni in materia di formazione, ruoli e competenze del RSPP;
  • novità normative, interpelli, indicazioni istituzionali e orientamenti applicativi di maggiore rilievo;
  • collegamento tra obblighi del datore di lavoro, organizzazione della prevenzione e funzioni del Servizio di Prevenzione e Protezione;
  • responsabilità, limiti operativi e ruolo consulenziale del RSPP all’interno dell’organizzazione aziendale.
  1. Ruolo del RSPP nel sistema aziendale della prevenzione
  • compiti del Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi dell’art. 33 del D.Lgs. 81/2008;
  • rapporti funzionali con datore di lavoro, dirigenti, preposti, medico competente, RLS e lavoratori;
  • contributo del RSPP alla definizione delle misure di prevenzione, protezione e miglioramento;
  • supporto tecnico nella pianificazione, nel monitoraggio e nella verifica dell’efficacia delle misure adottate;
  • integrazione del ruolo del RSPP nei processi decisionali, organizzativi e documentali aziendali.
  1. Valutazione dei rischi e aggiornamento del DVR
  • criteri per la revisione periodica e straordinaria della valutazione dei rischi;
  • aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in presenza di modifiche organizzative, produttive, tecniche o normative;
  • individuazione dei pericoli, stima dei rischi, priorità di intervento e programmazione delle misure;
  • coerenza tra DVR, procedure operative, piano di miglioramento, formazione e sorveglianza sanitaria;
  • gestione delle evidenze documentali e tracciabilità delle decisioni prevenzionistiche.
  1. Metodologie di analisi e gestione del rischio
  • aggiornamento sui principali metodi qualitativi, quantitativi e semi-quantitativi di valutazione del rischio;
  • criteri di classificazione, ponderazione e prioritizzazione degli interventi preventivi;
  • analisi delle cause degli eventi indesiderati, degli incidenti, dei mancati infortuni e delle non conformità;
  • utilizzo di indicatori, audit, checklist e strumenti di controllo per il monitoraggio delle prestazioni di sicurezza;
  • impostazione del ciclo di miglioramento continuo: pianificazione, attuazione, verifica e riesame.
  1. Rischi tecnici, infortunistici e organizzativi
  • aggiornamento sui rischi connessi ad ambienti di lavoro, attrezzature, impianti, macchine e processi produttivi;
  • rischi di caduta, scivolamento, inciampo, urto, schiacciamento, taglio, proiezione di materiali e investimento;
  • rischi elettrici, meccanici, manutentivi, logistici e legati alla circolazione interna;
  • rischi derivanti da carenze organizzative, procedure non aggiornate, interferenze operative e comportamenti non sicuri;
  • misure tecniche, organizzative e procedurali per la riduzione dei rischi residui.
  1. Agenti fisici, chimici e biologici
  • aggiornamenti sui rischi da rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione, campi elettromagnetici e radiazioni ottiche artificiali;
  • criteri di valutazione e gestione dell’esposizione ad agenti chimici pericolosi, cancerogeni, mutageni e sostanze sensibilizzanti;
  • gestione delle schede di dati di sicurezza, classificazione CLP, etichettatura e misure di contenimento;
  • rischio biologico, misure igieniche, prevenzione della contaminazione e gestione delle esposizioni;
  • integrazione tra valutazione tecnica, monitoraggi ambientali, DPI, procedure e sorveglianza sanitaria.
  1. Ergonomia, movimentazione manuale dei carichi e rischi da sovraccarico biomeccanico
  • aggiornamento sui criteri di valutazione della movimentazione manuale dei carichi, traino, spinta e movimenti ripetitivi;
  • fattori ergonomici legati a posture incongrue, sforzi fisici, frequenza dei movimenti e organizzazione dei compiti;
  • analisi delle postazioni di lavoro, adattamento delle attrezzature e riduzione del carico biomeccanico;
  • misure tecniche, organizzative e formative per la prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici;
  • integrazione tra ergonomia, progettazione del lavoro, sorveglianza sanitaria e miglioramento delle condizioni operative.
  1. Rischi psicosociali, stress lavoro-correlato e benessere organizzativo
  • aggiornamento sui criteri di valutazione del rischio stress lavoro-correlato;
  • fattori organizzativi, relazionali, comunicativi e gestionali che possono incidere sulla salute dei lavoratori;
  • ruolo del RSPP nel supporto alla valutazione e nella proposta di misure organizzative di miglioramento;
  • prevenzione di conflitti, sovraccarico lavorativo, carenze comunicative e criticità nella gestione dei ruoli;
  • collegamento tra benessere organizzativo, cultura della sicurezza, partecipazione e performance prevenzionistica.
  1. Appalti, interferenze e gestione dei lavori affidati a terzi
  • aggiornamento sugli obblighi connessi agli appalti, ai contratti d’opera e ai contratti di somministrazione;
  • cooperazione, coordinamento e gestione delle interferenze tra imprese, lavoratori autonomi e committenti;
  • criteri per la redazione, l’aggiornamento e l’applicazione del DUVRI, quando previsto;
  • verifica dell’idoneità tecnico-professionale e gestione dei flussi informativi tra i soggetti coinvolti;
  • controllo operativo delle attività interferenti e gestione delle criticità in fase esecutiva.
  1. Prevenzione incendi, emergenze e continuità operativa
  • aggiornamento sui criteri generali di prevenzione incendi e gestione delle emergenze nei luoghi di lavoro;
  • coordinamento tra valutazione del rischio incendio, piani di emergenza, procedure di evacuazione e formazione degli addetti;
  • gestione di scenari emergenziali, primo intervento, allarme, evacuazione e assistenza alle persone presenti;
  • integrazione tra misure impiantistiche, organizzative, procedurali e comportamentali;
  • analisi delle criticità emerse durante esercitazioni, emergenze reali e verifiche periodiche.
  1. Dispositivi di protezione individuale e collettiva
  • criteri per la scelta, l’adozione, l’uso, il controllo e la manutenzione dei DPI;
  • rapporto tra misure di protezione collettiva, procedure operative e dispositivi di protezione individuale;
  • aggiornamento su obblighi di informazione, formazione e addestramento per DPI di particolare complessità o categoria;
  • verifica dell’adeguatezza dei DPI rispetto ai rischi effettivi, alle mansioni e agli ambienti di lavoro;
  • gestione documentale delle consegne, delle sostituzioni, delle verifiche e delle istruzioni operative.
  1. Informazione, formazione e addestramento dei lavoratori
  • aggiornamento sugli obblighi formativi di lavoratori, preposti, dirigenti, datori di lavoro e altre figure della prevenzione;
  • analisi del fabbisogno formativo in relazione a rischi, mansioni, cambiamenti organizzativi e nuove attrezzature;
  • criteri per progettare percorsi formativi efficaci, coerenti con la valutazione dei rischi e con le procedure aziendali;
  • verifica dell’apprendimento, efficacia della formazione e tracciabilità documentale;
  • ruolo del RSPP nel supporto alla pianificazione, gestione e monitoraggio della formazione sicurezza sul lavoro.
  1. Comunicazione, consultazione e partecipazione
  • tecniche di comunicazione efficace applicate alla prevenzione e alla gestione della sicurezza;
  • coinvolgimento di lavoratori, preposti e RLS nei processi di individuazione dei rischi e miglioramento;
  • gestione di riunioni, audit, sopralluoghi, segnalazioni e feedback operativi;
  • comunicazione del rischio, percezione del rischio e promozione di comportamenti sicuri;
  • strumenti per rafforzare la cultura della sicurezza e la partecipazione attiva all’interno dell’azienda.
  1. Sistemi di gestione, modelli organizzativi e responsabilità amministrativa
  • collegamento tra organizzazione della sicurezza, sistemi di gestione e modelli organizzativi aziendali;
  • principi dei sistemi di gestione della salute e sicurezza sul lavoro e logica del miglioramento continuo;
  • ruolo delle procedure, delle istruzioni operative, degli audit interni e del riesame periodico;
  • rapporti tra D.Lgs. 81/2008, responsabilità amministrativa degli enti e modelli organizzativi ex D.Lgs. 231/2001;
  • integrazione della prevenzione nei processi decisionali, produttivi, manutentivi, formativi e gestionali.
  1. Casi pratici, analisi di eventi e aggiornamento professionale continuo
  • analisi di casi aziendali, eventi infortunistici, near miss, criticità operative e buone prassi prevenzionistiche;
  • esame di situazioni concrete relative alla gestione del DVR, degli appalti, della formazione e delle procedure;
  • confronto su soluzioni tecniche, organizzative e procedurali adottabili in diversi contesti lavorativi;
  • sviluppo della capacità di lettura critica dei cambiamenti normativi, tecnici e organizzativi;
  • rafforzamento dell’approccio professionale del RSPP come figura di supporto strategico alla prevenzione aziendale.

Conclusione

L’Aggiornamento RSPP Dipendente consente al Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione di mantenere elevato il livello di competenza necessario per supportare efficacemente l’azienda nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro. Il percorso favorisce l’aggiornamento sulle novità normative, l’approfondimento dei rischi emergenti, il miglioramento delle procedure operative e il rafforzamento del sistema aziendale della prevenzione. La formazione periodica rappresenta quindi uno strumento essenziale per garantire continuità professionale, adeguatezza tecnica e corretta gestione degli obblighi prevenzionistici.

PROGRAMMA DEI CORSI DI INTEGRAZIONE RSPP (DIPENDENTE/PRIVATO)

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Argomenti del Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP1 Agricoltura (16 ore)

Il Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP1 Agricoltura (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi e procedurali necessari per operare come Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione nei settori agricoltura, silvicoltura e zootecnia. Il percorso integra la formazione del Modulo B comune con contenuti mirati ai rischi specifici delle aziende agricole, forestali e zootecniche, in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025. La formazione sicurezza consente di analizzare le principali fonti di pericolo, individuare adeguate misure di prevenzione dei rischi e supportare l’organizzazione aziendale nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli argomenti trattati riguardano macchine agricole, attrezzature, agenti fisici, sostanze pericolose, rischio biologico, movimentazione manuale dei carichi, lavori all’aperto, gestione delle emergenze e procedure operative. Il corso sicurezza sul lavoro è rivolto a tecnici, consulenti, dipendenti e professionisti che devono acquisire competenze specialistiche per la gestione della normativa sicurezza sul lavoro nei comparti agricolo, forestale e zootecnico.

1. Quadro normativo e campo di applicazione del Modulo B-SP1

  • Riferimenti al D.Lgs. 81/2008, all’art. 32 e ai requisiti professionali di RSPP e ASPP.
  • Inquadramento dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 per la formazione di RSPP e ASPP.
  • Collocazione del Modulo B-SP1 nel percorso formativo dopo il Modulo B comune.
  • Ambito ATECO A 01-02: agricoltura, silvicoltura e zootecnia.
  • Durata, finalità formative e rapporto con gli obblighi di aggiornamento periodico.

2. Ruolo del RSPP nei settori agricolo, forestale e zootecnico

  • Compiti del RSPP nel supporto al datore di lavoro per la valutazione dei rischi specifici.
  • Collaborazione con datore di lavoro, dirigenti, preposti, medico competente, RLS e lavoratori.
  • Analisi dell’organizzazione aziendale, delle lavorazioni stagionali e delle attività svolte in campo, bosco, stalla e magazzino.
  • Gestione delle interferenze tra lavoratori, imprese esterne, contoterzisti e lavoratori autonomi.
  • Supporto alla definizione di procedure, istruzioni operative, formazione e addestramento.

3. Valutazione dei rischi nelle aziende agricole

  • Criteri di individuazione dei pericoli nelle diverse fasi lavorative agricole, forestali e zootecniche.
  • Analisi di mansioni, cicli produttivi, stagionalità, luoghi di lavoro e attrezzature impiegate.
  • Individuazione delle misure tecniche, organizzative e procedurali di prevenzione e protezione.
  • Gestione dei rischi residui e definizione delle priorità di intervento nel DVR.
  • Coerenza tra valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria, DPI, formazione e procedure operative.

4. Macchine agricole, trattori e attrezzature di lavoro

  • Rischi connessi all’impiego di trattori agricoli o forestali, macchine semoventi, rimorchi e attrezzature portate o trainate.
  • Rischio di ribaltamento, investimento, schiacciamento, cesoiamento, trascinamento e contatto con organi in movimento.
  • Requisiti di sicurezza, protezioni, dispositivi di comando, sistemi di arresto e manutenzione.
  • Controlli preliminari, uso corretto, gestione delle anomalie e obblighi di abilitazione ove previsti.
  • Procedure per aggancio, sgancio, trasporto, circolazione interna e movimentazione in aree aziendali.

5. Rischi meccanici e attività di manutenzione

  • Rischi durante regolazione, pulizia, manutenzione ordinaria e interventi su macchine e impianti.
  • Procedure di isolamento, messa in sicurezza, arresto delle fonti di energia e prevenzione degli avviamenti intempestivi.
  • Uso sicuro di utensili manuali, elettrici, pneumatici e attrezzature da officina.
  • Gestione di ripari, protezioni, dispositivi di sicurezza e istruzioni del fabbricante.
  • Informazione, formazione e addestramento per le attività a maggiore esposizione al rischio infortunistico.

6. Rischio chimico e prodotti fitosanitari

  • Classificazione delle sostanze e miscele pericolose impiegate nelle attività agricole.
  • Rischi derivanti da prodotti fitosanitari, fertilizzanti, carburanti, oli, disinfettanti e detergenti.
  • Lettura di etichette, schede di dati di sicurezza e indicazioni di pericolo.
  • Misure di prevenzione durante stoccaggio, preparazione, distribuzione, pulizia delle attrezzature e smaltimento dei contenitori.
  • Scelta e corretto utilizzo dei DPI per la protezione delle vie respiratorie, della cute e degli occhi.

7. Rischio biologico nelle attività agricole e zootecniche

  • Esposizione ad agenti biologici in allevamenti, stalle, concimaie, lettiere, reflui, acque stagnanti e materiali organici.
  • Rischi legati al contatto con animali, deiezioni, polveri organiche, muffe, microrganismi e parassiti.
  • Misure igieniche, sanitarie e organizzative per ridurre contaminazioni e infezioni.
  • Gestione di punture, morsicature, zoonosi, allergie e sensibilizzazioni.
  • Coordinamento con sorveglianza sanitaria, vaccinazioni raccomandate e procedure di primo intervento.

8. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazioni solari

  • Valutazione dell’esposizione a rumore generato da trattori, macchine agricole, motoseghe, attrezzature e impianti.
  • Rischio vibrazioni mano-braccio e corpo intero connesso all’uso di macchine, utensili e mezzi agricoli.
  • Stress termico, lavoro al caldo, lavoro al freddo e condizioni microclimatiche sfavorevoli.
  • Esposizione a radiazioni solari ultraviolette nelle attività all’aperto.
  • Misure preventive: organizzazione dei turni, pause, idratazione, DPI, protezione cutanea e monitoraggio delle condizioni ambientali.

9. Movimentazione manuale dei carichi e sovraccarico biomeccanico

  • Rischi da sollevamento, trasporto, traino, spinta e movimentazione manuale di materiali, cassette, sacchi, balle e attrezzature.
  • Posture incongrue, movimenti ripetitivi e attività prolungate in piegamento, inginocchiamento o torsione.
  • Criteri di valutazione del rischio da movimentazione manuale dei carichi e sovraccarico biomeccanico.
  • Misure ergonomiche, ausili meccanici, organizzazione del lavoro e rotazione delle mansioni.
  • Formazione dei lavoratori sulle corrette modalità operative e sull’uso degli ausili disponibili.

10. Lavori in quota, cadute dall’alto e ambienti particolari

  • Rischi di caduta dall’alto durante attività su scale, piattaforme, alberi, silos, coperture, mezzi e strutture agricole.
  • Uso corretto di scale portatili, trabattelli, piattaforme e dispositivi di protezione individuale anticaduta.
  • Accesso a silos, vasche, cisterne, fosse, locali interrati e altri ambienti con possibili criticità atmosferiche.
  • Procedure di accesso, controllo, ventilazione, assistenza e gestione del recupero in caso di emergenza.
  • Coordinamento con eventuali obblighi specifici per ambienti sospetti di inquinamento o confinati.

11. Gestione degli animali e sicurezza nelle attività zootecniche

  • Rischi legati alla movimentazione, contenimento, cura e trasporto degli animali.
  • Prevenzione di urti, schiacciamenti, calci, morsicature e reazioni imprevedibili degli animali.
  • Organizzazione degli spazi di stalla, corridoi, recinti, aree di carico e sistemi di contenimento.
  • Procedure operative per mungitura, alimentazione, pulizia, trattamenti sanitari e gestione dei reflui.
  • Misure di igiene, DPI, formazione del personale e comportamenti sicuri nelle attività a contatto con animali.

12. Emergenze, primo soccorso e gestione degli eventi critici

  • Organizzazione delle emergenze in aziende agricole, cantieri forestali, aree isolate e luoghi difficilmente raggiungibili.
  • Gestione di infortuni, malori, intossicazioni, ustioni, traumi, schiacciamenti, cadute e incidenti con macchine agricole.
  • Procedure di allertamento, comunicazione, localizzazione dell’evento e accesso dei soccorsi esterni.
  • Prevenzione incendi in depositi, officine, magazzini, stalle, fienili, aree con carburanti e materiali combustibili.
  • Coordinamento tra addetti antincendio, addetti primo soccorso, preposti e lavoratori.

13. Procedure operative, DPI, formazione e miglioramento continuo

  • Definizione di procedure e istruzioni operative per lavorazioni agricole, forestali e zootecniche a rischio specifico.
  • Scelta, consegna, uso, manutenzione e controllo dei dispositivi di protezione individuale.
  • Pianificazione di informazione, formazione, addestramento e aggiornamento sicurezza dei lavoratori.
  • Verifica dell’efficacia delle misure di prevenzione e osservazione dei comportamenti sicuri durante il lavoro.
  • Monitoraggio degli infortuni, mancati infortuni, non conformità e azioni di miglioramento del sistema prevenzionistico.

Il Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP1 Agricoltura (16 ore) consente di sviluppare competenze mirate per riconoscere, valutare e gestire i rischi tipici dei comparti agricolo, forestale e zootecnico. La conoscenza degli aspetti normativi, tecnici e organizzativi rafforza la prevenzione aziendale e permette al RSPP di supportare in modo efficace il datore di lavoro nella definizione delle misure di sicurezza. Il percorso contribuisce inoltre a migliorare la qualità della formazione sicurezza, l’adozione di procedure operative corrette e la gestione degli obblighi formativi previsti dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Argomenti del Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP2 Pesca (12 ore)

Il corso RSPP Specializzazione B-SP2 Pesca approfondisce gli argomenti necessari per integrare le competenze del Responsabile o Addetto del Servizio di Prevenzione e Protezione che opera nel comparto della pesca e delle attività marittime correlate.

La formazione sicurezza è orientata all’analisi dei rischi specifici del settore, alla normativa sicurezza sul lavoro applicabile, all’organizzazione delle attività a bordo e alla pianificazione delle misure di prevenzione e protezione.

Il percorso affronta aspetti tecnici, organizzativi, procedurali e operativi collegati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione agli ambienti di lavoro in mare, alle attrezzature, agli impianti, agli agenti di rischio e alla gestione delle emergenze.

Gli argomenti sono sviluppati in coerenza con il quadro previsto per il Modulo B di specializzazione B-SP2 Pesca, con riferimento al D.Lgs. 81/2008, all’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e alla normativa di settore applicabile.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo e requisiti formativi di riferimento
  • Inquadramento del D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento al sistema di prevenzione aziendale e al ruolo di RSPP e ASPP.
  • Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e struttura del percorso formativo per il Modulo B di specializzazione B-SP2 Pesca.
  • Obiettivi del modulo specialistico: analisi dei rischi, individuazione delle misure preventive e supporto tecnico alla gestione della sicurezza.
  • Riferimenti alla normativa di settore applicabile alle attività di pesca, al lavoro marittimo, agli ambienti di bordo e alle attrezzature utilizzate.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali nel comparto pesca
  • Principali dinamiche infortunistiche nelle attività di pesca, a bordo delle unità da pesca e nelle fasi operative correlate.
  • Fattori causali ricorrenti: condizioni meteo-marine, spazi ristretti, superfici bagnate, movimentazione di carichi, attrezzature e ritmi di lavoro.
  • Malattie professionali e disturbi correlati a esposizioni fisiche, biologiche, ergonomiche, chimiche e organizzative.
  • Uso dei dati infortunistici e delle informazioni aziendali per orientare la valutazione dei rischi e le misure di prevenzione.
  1. Soggetti coinvolti, ruoli e responsabilità
  • Compiti del datore di lavoro, dirigenti, preposti, lavoratori, RSPP, ASPP, RLS e medico competente nel sistema di prevenzione.
  • Coordinamento tra organizzazione aziendale, equipaggio, comandante, armatori e figure tecniche coinvolte nella gestione della sicurezza.
  • Obblighi di informazione, formazione, addestramento, consultazione e vigilanza in funzione dei rischi specifici del comparto.
  • Responsabilità connesse alla gestione delle procedure operative, delle emergenze e del mantenimento delle condizioni di sicurezza a bordo.
  1. Organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro a bordo
  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro sulle imbarcazioni da pesca: ponti, locali tecnici, aree di stoccaggio, celle, vani e zone operative.
  • Rischi legati a spazi ristretti, vie di circolazione, accessi, scale, boccaporti, aperture, superfici scivolose e condizioni di instabilità.
  • Organizzazione dei turni, carichi di lavoro, fatica, stress lavoro-correlato e interferenze tra attività operative svolte in spazi limitati.
  • Misure organizzative per migliorare ordine, pulizia, segnalazione dei pericoli, comunicazione interna e controllo delle attività a bordo.
  1. Normativa tecnica, strutture e impianti
  • Elementi di sicurezza relativi a strutture, allestimenti, impianti elettrici, impianti meccanici, sistemi di bordo e dotazioni tecniche.
  • Controlli periodici, manutenzione, verifiche funzionali e registrazione degli interventi su impianti, attrezzature e dispositivi di sicurezza.
  • Gestione delle non conformità, delle anomalie tecniche e delle condizioni che possono compromettere la sicurezza delle lavorazioni.
  • Collegamento tra requisiti tecnici dell’unità da pesca, valutazione dei rischi e procedure operative aziendali.
  1. Macchine, attrezzature di lavoro e operazioni di pesca
  • Rischi connessi all’utilizzo di verricelli, argani, cavi, reti, paranchi, sistemi di traino, sollevamento e movimentazione.
  • Pericoli di schiacciamento, cesoiamento, trascinamento, impigliamento, urto, proiezione di materiali e perdita di controllo delle attrezzature.
  • Procedure per controlli preliminari, uso corretto, manutenzione ordinaria, segnalazione dei guasti e gestione delle attrezzature non sicure.
  • Misure di prevenzione durante calata, recupero, movimentazione delle reti, sistemazione del pescato e attività sul ponte di lavoro.
  1. Agenti chimici, cancerogeni, mutageni e amianto
  • Possibili esposizioni a carburanti, oli, lubrificanti, detergenti, prodotti per la manutenzione, fumi, gas di scarico e sostanze pericolose.
  • Criteri per identificazione, etichettatura, schede di sicurezza, stoccaggio, manipolazione e gestione delle sostanze chimiche a bordo.
  • Misure di prevenzione e protezione per ridurre inalazione, contatto cutaneo, sversamenti, incendi e contaminazioni accidentali.
  • Approccio prudenziale alla presenza di materiali contenenti amianto o altri agenti pericolosi in funzione dell’età e delle caratteristiche dell’unità da pesca.
  1. Agenti biologici e igiene del lavoro
  • Rischi biologici collegati al contatto con pescato, residui organici, acque contaminate, superfici, attrezzature e materiali di lavoro.
  • Misure igieniche, pulizia, disinfezione, gestione dei rifiuti, lavaggio delle mani e prevenzione di ferite, infezioni e contaminazioni.
  • Gestione di tagli, punture, abrasioni, morsi o lesioni derivanti da organismi marini, strumenti da taglio e attrezzature di bordo.
  • Ruolo della sorveglianza sanitaria, delle procedure di primo intervento e dell’informazione dei lavoratori sui comportamenti corretti.
  1. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazioni solari
  • Esposizione a rumore generato da motori, impianti, attrezzature, lavorazioni sul ponte e permanenza in ambienti tecnici.
  • Vibrazioni trasmesse al corpo intero o al sistema mano-braccio durante navigazione, manovre, uso di macchine e attrezzature.
  • Microclima, stress termico, freddo, umidità, vento, esposizione a radiazioni solari e condizioni meteomarine sfavorevoli.
  • Misure tecniche, organizzative e DPI per ridurre l’esposizione agli agenti fisici e migliorare il benessere operativo dell’equipaggio.
  1. Ambienti confinati o sospetti di inquinamento
  • Individuazione di vani, serbatoi, celle, gavoni, locali tecnici e spazi con possibile carenza di ossigeno o presenza di atmosfere pericolose.
  • Rischi da gas, vapori, sostanze infiammabili, atmosfere tossiche, asfissianti o esplosive in relazione alle attività di bordo.
  • Procedure di accesso, autorizzazione, ventilazione, monitoraggio dell’atmosfera, sorveglianza esterna e gestione dei permessi di lavoro.
  • DPI, dispositivi di rilevazione, sistemi di comunicazione, recupero dell’operatore e coordinamento delle emergenze.
  1. Rischio incendio, esplosione e gestione delle emergenze
  • Principali cause di incendio ed esplosione a bordo: carburanti, impianti elettrici, locali motore, fiamme libere, manutenzioni e materiali combustibili.
  • Misure di prevenzione incendi, controllo delle sorgenti di innesco, compartimentazione, ordine, pulizia e gestione delle sostanze pericolose.
  • Dotazioni antincendio, allarme, comunicazioni, procedure di emergenza, evacuazione, abbandono nave e coordinamento dei soccorsi.
  • Importanza delle esercitazioni, della conoscenza dei ruoli di emergenza e della verifica periodica delle attrezzature di sicurezza.
  1. Cadute dall’alto, cadute a bordo e cadute fuori bordo
  • Rischi di scivolamento, inciampo, caduta su superfici bagnate, passaggi stretti, dislivelli, scale, aperture e aree esposte.
  • Rischio di caduta in mare durante manovre, pesca, navigazione, recupero attrezzature e lavori in condizioni meteo-marine avverse.
  • Misure preventive: parapetti, linee vita, punti di ancoraggio, procedure di lavoro, calzature antiscivolo e DPI anticaduta o di galleggiamento.
  • Procedure di recupero uomo a mare, segnalazione, comunicazione, gestione del panico e coordinamento dell’equipaggio.
  1. Movimentazione manuale dei carichi e rischi ergonomici
  • Rischi legati a sollevamento, traino, spinta, trasporto, sistemazione del pescato, movimentazione di reti, cassette, ghiaccio e attrezzature.
  • Posture incongrue, movimenti ripetitivi, sforzi intensi, lavoro in spazi ridotti e incremento del rischio in presenza di instabilità del mezzo.
  • Criteri per organizzare le attività, ridurre i carichi, usare ausili, migliorare le prese e distribuire correttamente i compiti.
  • Misure di prevenzione dei disturbi muscolo-scheletrici e integrazione con sorveglianza sanitaria, formazione e addestramento operativo.
  1. Atmosfere iperbariche e attività subacquee
  • Inquadramento dei rischi connessi ad eventuali attività subacquee o in condizioni iperbariche correlate alle esigenze operative del comparto.
  • Rischi specifici: variazioni di pressione, decompressione, freddo, visibilità ridotta, isolamento, affaticamento e difficoltà di comunicazione.
  • Necessità di procedure dedicate, qualificazione degli operatori, attrezzature idonee, pianificazione delle attività e gestione delle emergenze.
  • Coordinamento tra valutazione dei rischi, idoneità sanitaria, addestramento specifico e limiti operativi definiti dall’organizzazione aziendale.
  1. Valutazione dei rischi, procedure operative e miglioramento continuo
  • Collegamento tra Documento di Valutazione dei Rischi, rischi specifici del comparto pesca, misure preventive e procedure di lavoro.
  • Definizione di procedure, istruzioni operative, controlli, manutenzioni, segnalazioni e azioni correttive per le attività a maggiore rischio.
  • Uso di audit, sopralluoghi, analisi degli eventi, quasi infortuni e feedback dei lavoratori per migliorare l’efficacia del sistema di prevenzione.
  • Ruolo del RSPP/ASPP nel supporto tecnico al datore di lavoro, nella programmazione degli interventi e nella promozione della cultura della sicurezza.

Il corso consente di rafforzare le competenze specialistiche necessarie per analizzare e gestire i rischi propri del comparto pesca, contribuendo a una più efficace prevenzione degli infortuni e delle malattie professionali. La conoscenza degli aspetti normativi, tecnici e procedurali permette a RSPP e ASPP di supportare l’organizzazione aziendale nella scelta di misure di prevenzione coerenti con le attività svolte, gli ambienti di lavoro e le condizioni operative. Il percorso favorisce inoltre una gestione più consapevole degli obblighi formativi e delle misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Argomenti del Corso RSPP (Dipendente/Privato)
Specializzazione B-SP3 Costruzioni (16 ore)

Il corso RSPP Specializzazione B-SP3 Costruzioni da 16 ore approfondisce i contenuti necessari per operare con competenza nel comparto edile e nei cantieri temporanei o mobili. Il percorso affronta gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi collegati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione alla valutazione dei rischi e alla pianificazione delle misure di prevenzione. La formazione sicurezza è impostata in coerenza con il D.Lgs. 81/2008, con il Titolo IV e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, che disciplina durata e contenuti minimi dei percorsi per RSPP e ASPP. Gli argomenti trattati consentono di rafforzare le competenze richieste per analizzare le lavorazioni di cantiere, leggere correttamente POS e PSC, individuare misure tecniche e organizzative efficaci e contribuire alla gestione della normativa sicurezza sul lavoro. Il corso sicurezza sul lavoro è quindi orientato alla prevenzione dei rischi tipici del settore costruzioni e alla corretta applicazione degli obblighi formativi e professionali previsti per il Servizio di Prevenzione e Protezione.

1. Inquadramento normativo del modulo B-SP3 Costruzioni

  • Collocazione del modulo B-SP3 nel percorso formativo per RSPP e ASPP secondo l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025.
  • Riferimenti al D.Lgs. 81/2008, con particolare attenzione all’art. 32 e al Titolo IV sui cantieri temporanei o mobili.
  • Ambito di applicazione del modulo di specializzazione per il comparto ATECO F Costruzioni.
  • Rapporto tra Modulo B comune, moduli di specializzazione B-SP e competenze settoriali richieste al Servizio di Prevenzione e Protezione.
  • Finalità della formazione: analisi dei rischi, individuazione delle misure preventive e supporto tecnico-organizzativo alla gestione della sicurezza.

2. Soggetti del Titolo IV, ruoli, obblighi e responsabilità

  • Individuazione dei principali soggetti previsti dal Titolo IV, Capo I: committente, responsabile dei lavori, coordinatori, imprese affidatarie, imprese esecutrici e lavoratori autonomi.
  • Obblighi e responsabilità dei soggetti coinvolti nella progettazione, organizzazione ed esecuzione dei lavori.
  • Relazioni tra datore di lavoro, dirigente, preposto, RSPP, ASPP, RLS, medico competente e lavoratori nel contesto di cantiere.
  • Coordinamento tra imprese, gestione delle interferenze e importanza della cooperazione nelle attività di cantiere.
  • Profili di responsabilità connessi alla mancata pianificazione, vigilanza o attuazione delle misure di sicurezza.

3. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali nel comparto costruzioni

  • Studio delle principali dinamiche infortunistiche nel settore edile e nei cantieri temporanei o mobili.
  • Cadute dall’alto, investimento, seppellimento, schiacciamento, elettrocuzione, urti, tagli e incidenti correlati a macchine e attrezzature.
  • Malattie professionali ricorrenti nel comparto: disturbi muscolo-scheletrici, ipoacusia da rumore, patologie da vibrazioni, esposizioni a polveri e sostanze pericolose.
  • Lettura dei dati infortunistici come strumento di prevenzione, miglioramento del DVR, del POS e delle procedure operative.
  • Individuazione delle cause immediate e delle cause organizzative degli eventi lesivi.

4. Organizzazione del cantiere, fasi lavorative e aree di lavoro

  • Organizzazione logistica del cantiere: accessi, viabilità interna, depositi, aree di carico e scarico, servizi e zone operative.
  • Analisi delle principali fasi lavorative: allestimento, scavi, fondazioni, strutture, opere provvisionali, impianti, finiture e smobilizzo.
  • Gestione delle interferenze tra lavorazioni, imprese, mezzi, forniture e attività svolte in contemporanea.
  • Segnaletica di sicurezza, delimitazioni, percorsi pedonali e veicolari, aree interdette e procedure di accesso.
  • Pianificazione degli spazi di lavoro per ridurre rischi di investimento, caduta, urto, intralcio e movimentazione impropria dei materiali.

5. Misure generali di tutela nei cantieri secondo l’art. 95 del D.Lgs. 81/2008

  • Applicazione dei principi generali di prevenzione nella programmazione, progettazione ed esecuzione dei lavori.
  • Mantenimento del cantiere in condizioni ordinate e sicure, con particolare attenzione a viabilità, stoccaggi, accessi e zone di lavoro.
  • Scelta dell’ubicazione dei posti di lavoro e definizione delle vie di circolazione, movimentazione e trasporto.
  • Controllo, manutenzione e verifica periodica di impianti, macchine, attrezzature, opere provvisionali e dispositivi di sicurezza.
  • Aggiornamento delle misure di prevenzione in funzione dell’evoluzione del cantiere e delle variazioni organizzative.

6. Piano Operativo di Sicurezza POS e cenni sul PSC

  • Contenuti, finalità e funzione del Piano Operativo di Sicurezza come documento specifico dell’impresa esecutrice.
  • Coerenza tra POS, valutazione dei rischi aziendale, lavorazioni effettive e misure operative adottate in cantiere.
  • Cenni al Piano di Sicurezza e Coordinamento, alla sua funzione di coordinamento e alla relazione con i POS delle imprese.
  • Verifica della congruenza documentale tra lavorazioni, procedure, attrezzature, DPI, DPC, emergenze e organizzazione del cantiere.
  • Esempi di lettura critica del POS e individuazione di carenze, incongruenze o misure non adeguatamente contestualizzate.

7. Cadute dall’alto, lavori in quota e opere provvisionali

  • Analisi del rischio di caduta dall’alto, caduta di materiali e sfondamento su coperture, solai, lucernari e aperture non protette.
  • Ponteggi, trabattelli, parapetti, reti, impalcati, scale e altre opere provvisionali utilizzate nei cantieri.
  • Criteri di scelta tra protezioni collettive e dispositivi di protezione individuale anticaduta.
  • Procedure di montaggio, uso, controllo e manutenzione delle opere provvisionali e dei sistemi anticaduta.
  • Gestione delle emergenze connesse ai lavori in quota, inclusi recupero dell’operatore e sospensione inerte.

8. Lavori di demolizione, scavo e rischio seppellimento

  • Rischi specifici nelle attività di demolizione: crolli, caduta materiali, polveri, rumore, vibrazioni e presenza di impianti o materiali pericolosi.
  • Programmazione delle demolizioni e definizione delle sequenze operative in condizioni di stabilità e sicurezza.
  • Scavi, trincee, sbancamenti e fondazioni: rischio di franamento, seppellimento, caduta nel vuoto e interferenza con sottoservizi.
  • Armature, puntellamenti, accessi sicuri, vie di esodo e delimitazione delle aree di scavo.
  • Controlli preliminari e continui sulle condizioni del terreno, sulle opere di sostegno e sugli effetti degli agenti atmosferici.

9. Impianti elettrici e illuminazione di cantiere

  • Rischi di elettrocuzione, contatti diretti e indiretti, cortocircuiti, sovraccarichi e utilizzo improprio di quadri e prolunghe.
  • Caratteristiche degli impianti elettrici di cantiere, quadri, prese, cavi, protezioni differenziali e messa a terra.
  • Verifiche, manutenzione e corretta gestione degli impianti temporanei e delle alimentazioni provvisorie.
  • Illuminazione ordinaria e di emergenza nelle aree di lavoro, nei percorsi, negli accessi e nelle zone con visibilità ridotta.
  • Misure di prevenzione nelle lavorazioni in prossimità di linee elettriche aeree o interrate.

10. Macchine, attrezzature di lavoro e mezzi di cantiere

  • Rischi legati all’utilizzo di macchine movimento terra, apparecchi di sollevamento, utensili, betoniere, seghe, piattaforme e altre attrezzature.
  • Requisiti di sicurezza, controlli preliminari, manutenzione, verifiche periodiche e gestione delle anomalie.
  • Abilitazione degli operatori, formazione specifica, addestramento e procedure per l’uso corretto delle attrezzature.
  • Interferenze tra mezzi, pedoni, aree di manovra, carichi sospesi e zone operative.
  • Misure di prevenzione contro ribaltamento, investimento, schiacciamento, cesoiamento, proiezione di materiali e contatto con organi in movimento.

11. Movimentazione manuale e meccanica dei carichi

  • Valutazione dei rischi da movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, traino, spinta e movimenti ripetitivi.
  • Organizzazione delle attività per ridurre sovraccarico biomeccanico, fatica fisica e disturbi muscolo-scheletrici.
  • Uso corretto di ausili, mezzi di sollevamento, carrelli, gru, paranchi e attrezzature per la movimentazione meccanica.
  • Gestione di carichi sospesi, imbracature, accessori di sollevamento, segnalazioni e comunicazioni tra operatori.
  • Procedure operative per stoccaggio, accatastamento, trasporto interno e movimentazione sicura dei materiali in cantiere.

12. Agenti chimici, cancerogeni, mutageni e amianto

  • Individuazione delle esposizioni a polveri, cementi, resine, solventi, vernici, bitumi, silice cristallina e altre sostanze pericolose.
  • Lettura delle schede dati di sicurezza, etichettatura, misure di contenimento e corretto stoccaggio dei prodotti chimici.
  • Valutazione del rischio chimico, cancerogeno e mutageno in relazione alle lavorazioni edili.
  • Rischio amianto nelle attività di manutenzione, ristrutturazione, demolizione e bonifica, con attenzione alle procedure autorizzate e alla gestione dei materiali.
  • DPI delle vie respiratorie, ventilazione, igiene personale, pulizia delle aree di lavoro e sorveglianza sanitaria ove prevista.

13. Agenti biologici e agenti fisici nei cantieri

  • Possibili esposizioni ad agenti biologici in scavi, reti fognarie, acque stagnanti, ambienti insalubri, rifiuti o materiali contaminati.
  • Misure igieniche, DPI, procedure di pulizia, gestione dei rifiuti e prevenzione delle contaminazioni.
  • Rischi da rumore, vibrazioni mano-braccio e corpo intero, microclima, radiazione solare, polveri e condizioni ambientali severe.
  • Valutazione delle esposizioni, scelta delle misure tecniche e organizzative e controllo dell’efficacia delle protezioni adottate.
  • Informazione, formazione, sorveglianza sanitaria e monitoraggio periodico degli agenti fisici e biologici pertinenti.

14. Rischio incendio, esplosione e gestione delle emergenze

  • Fonti di innesco e materiali combustibili presenti nei cantieri: lavorazioni a caldo, depositi, bombole, carburanti, impianti provvisori e rifiuti.
  • Valutazione del rischio incendio ed esplosione in relazione alle attività, alle sostanze presenti e all’organizzazione del cantiere.
  • Misure di prevenzione: ordine e pulizia, controllo delle sorgenti di calore, compartimentazioni temporanee, stoccaggi sicuri e permessi di lavoro.
  • Presidi antincendio, vie di esodo, punti di raccolta, procedure di allarme, evacuazione e coordinamento con gli addetti alle emergenze.
  • Gestione delle emergenze in cantieri complessi, con più imprese, accessi difficili o lavorazioni ad alto rischio.

15. DPC, DPI, attività su sedi stradali ed esempi applicativi di POS

  • Criteri di scelta, priorità e integrazione tra dispositivi di protezione collettiva e dispositivi di protezione individuale.
  • DPI tipici del comparto costruzioni: casco, calzature, guanti, protezioni anticaduta, protezione vie respiratorie, occhi, udito e alta visibilità.
  • Rischi e misure di sicurezza nelle attività su sedi stradali o in prossimità del traffico veicolare.
  • Segnalamento temporaneo, delimitazione delle aree, gestione della viabilità e protezione degli operatori esposti al rischio investimento.
  • Analisi di esempi applicativi di POS per collegare contenuti documentali, lavorazioni reali, misure preventive e controllo operativo.

Conclusione

Il percorso B-SP3 Costruzioni consente a RSPP e ASPP di rafforzare le competenze specialistiche necessarie per analizzare i rischi tipici dei cantieri, valutare le misure di prevenzione e supportare l’organizzazione aziendale nella gestione della sicurezza. La conoscenza degli obblighi del Titolo IV, dei documenti di cantiere, delle attrezzature, delle lavorazioni critiche e delle emergenze contribuisce a rendere più efficace il sistema di prevenzione. Il corso rappresenta quindi un passaggio fondamentale per operare nel settore costruzioni con maggiore consapevolezza tecnica, normativa e procedurale, favorendo una gestione più ordinata e responsabile degli obblighi formativi aziendali.

Argomenti del Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP4 Sanità (12 ore)

Il Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP4 Sanità (12 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi e procedurali necessari per operare come Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione nel settore sanitàrio, ospedaliero e dell’assistenza sociale residenziale. Il percorso integra la formazione del Modulo B comune con contenuti mirati ai rischi specifici delle strutture sanitàrie e socio-assistenziali, in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025. La formazione sicurezza consente di analizzare le principali fonti di pericolo, individuare misure efficaci di prevenzione dei rischi e supportare l’organizzazione aziendale nella tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Gli argomenti trattati riguardano rischio biologico, movimentazione dei pazienti, rischio chimico, farmaci, disinfettanti, radiazioni, stress lavoro-correlato, aggressioni, turnazioni, emergenze e procedure operative. Il corso sicurezza sul lavoro è rivolto a tecnici, consulenti, dipendenti e professionisti che devono acquisire competenze specialistiche per la gestione della normativa sicurezza sul lavoro nelle strutture sanitàrie e assistenziali.

1. Quadro normativo e campo di applicazione del Modulo B-SP4

  • Riferimenti al D.Lgs. 81/2008, all’art. 32 e ai requisiti professionali di RSPP e ASPP.
  • Inquadramento dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 per la formazione specialistica di RSPP e ASPP.
  • Collocazione del Modulo B-SP4 nel percorso formativo dopo il Modulo B comune.
  • Ambito ATECO Q: sanità, servizi ospedalieri e assistenza sociale residenziale.
  • Durata del corso, finalità formative e rapporto con gli obblighi di aggiornamento periodico.

2. Ruolo del RSPP nelle strutture sanitàrie e assistenziali

  • Compiti del RSPP nel supporto al datore di lavoro per la valutazione dei rischi specifici del comparto sanitàrio.
  • Collaborazione con direzione sanitària, coordinatori, dirigenti, preposti, medico competente, RLS e lavoratori.
  • Analisi dell’organizzazione di reparti, ambulatori, laboratori, residenze assistenziali, servizi tecnici e aree comuni.
  • Gestione delle interferenze con imprese esterne, appalti, manutenzioni, pulizie, lavanderie, servizi mensa e trasporti sanitàri.
  • Supporto alla definizione di procedure, istruzioni operative, formazione, addestramento e verifica dell’efficacia delle misure.

3. Valutazione dei rischi nel settore sanitàrio

  • Individuazione dei pericoli nelle diverse aree operative: reparti, sale visita, laboratori, aree diagnostiche, degenze e residenze assistite.
  • Analisi di mansioni, turni, flussi di pazienti, modalità assistenziali, attrezzature e ambienti di lavoro.
  • Criteri per la valutazione dei rischi professionali, organizzativi, ambientali e interferenziali.
  • Definizione delle misure tecniche, organizzative, procedurali e formative di prevenzione e protezione.
  • Coerenza tra DVR, sorveglianza sanitària, DPI, procedure operative, formazione e piano di miglioramento.

4. Rischio biologico e prevenzione delle infezioni

  • Esposizione ad agenti biologici durante assistenza, cura, prelievi, medicazioni, pulizie, gestione biancheria e rifiuti sanitàri.
  • Modalita di trasmissione, contaminazione da sangue e liquidi biologici, aerosol, superfici e strumenti contaminati.
  • Misure di prevenzione: igiene delle mani, precauzioni standard, procedure di isolamento e gestione dei materiali infetti.
  • Uso corretto di guanti, mascherine, protezioni oculari, camici, dispositivi respiratori e altri DPI specifici.
  • Gestione di punture accidentali, tagli, esposizioni a rischio biologico e procedure post-esposizione.

5. Movimentazione manuale dei pazienti e sovraccarico biomeccanico

  • Rischi da movimentazione, sollevamento, trasferimento e assistenza a pazienti non autosufficienti o parzialmente collaboranti.
  • Sovraccarico biomeccanico del rachide, arti superiori e distretti muscolo-scheletrici.
  • Criteri di valutazione del rischio in reparti, RSA, servizi di assistenza e aree di degenza.
  • Ausili per la movimentazione: sollevatori, teli ad alto scorrimento, letti regolabili, carrozzine e barelle.
  • Formazione e addestramento del personale sulle tecniche corrette di movimentazione e lavoro in equipe.

6. Rischio chimico, farmaci, disinfettanti e sostanze pericolose

  • Esposizione a detergenti, disinfettanti, sterilizzanti, reagenti di laboratorio, gas medicali e sostanze chimiche pericolose.
  • Lettura di etichette, schede di dati di sicurezza, pittogrammi, indicazioni di pericolo e misure di prudenza.
  • Gestione sicura di preparazione, utilizzo, diluizione, stoccaggio, trasporto interno e smaltimento dei prodotti chimici.
  • Rischi connessi a farmaci antiblastici, citotossici o ad altre sostanze che richiedono procedure particolari.
  • Misure di prevenzione, ventilazione, contenimento, DPI e procedure in caso di sversamento o contaminazione.

7. Attrezzature, dispositivi medici e impianti tecnologici

  • Rischi connessi all’utilizzo di attrezzature sanitàrie, elettromedicali, carrelli, letti, barelle, sollevatori e apparecchiature diagnostiche.
  • Controlli preliminari, manutenzione, segnalazione di anomalie e rispetto delle istruzioni d’uso del fabbricante.
  • Gestione della sicurezza elettrica, continuità di servizio, prese medicali, gruppi di continuità e impianti speciali.
  • Rischi da impianti di gas medicali, vuoto, ossigeno, aria compressa e sistemi di distribuzione.
  • Coordinamento tra utilizzatori, manutentori, servizio tecnico, direzione sanitària e fornitori esterni.

8. Radiazioni, agenti fisici e ambienti diagnostici

  • Inquadramento dei rischi da radiazioni ionizzanti e non ionizzanti in funzione delle attività effettivamente svolte.
  • Rischi connessi ad aree radiologiche, diagnostica per immagini, laser, campi elettromagnetici e apparecchiature specifiche.
  • Ruoli, procedure, delimitazione delle aree, segnaletica, accessi controllati e coordinamento con figure specialistiche.
  • Rischi da rumore, microclima, illuminazione, ergonomia ambientale e qualità dell’aria indoor.
  • Misure di prevenzione e protezione in relazione alla valutazione dei rischi e alle caratteristiche della struttura.

9. Rischio da aggressioni, violenza e gestione dell’utenza

  • Analisi dei fattori che possono favorire aggressioni verbali o fisiche verso operatori sanitàri e socio-assistenziali.
  • Valutazione dei rischi in pronto soccorso, reparti critici, servizi territoriali, strutture residenziali e aree di attesa.
  • Misure organizzative: gestione degli accessi, procedure di allarme, supporto del personale, comunicazione e de-escalation.
  • Formazione degli operatori sul riconoscimento dei segnali di escalation e sui comportamenti sicuri.
  • Registrazione degli eventi, analisi dei mancati incidenti e miglioramento delle misure preventive.

10. Stress lavoro-correlato, turni e rischi psicosociali

  • Fattori di rischio legati a turnazioni, lavoro notturno, carichi emotivi, urgenze, responsabilità assistenziali e contatto con sofferenza o morte.
  • Valutazione dello stress lavoro-correlato e integrazione con l’organizzazione dei servizi sanitàri e assistenziali.
  • Gestione di affaticamento, burnout, conflitti, sovraccarico operativo e comunicazione interna.
  • Misure organizzative: pianificazione dei turni, pause, supporto, formazione, supervisione e coordinamento.
  • Ruolo del RSPP nel contribuire all’analisi organizzativa e al miglioramento del benessere lavorativo.

11. Emergenze, evacuazione e continuità assistenziale

  • Gestione delle emergenze in strutture con pazienti, ospiti, utenti fragili o non autosufficienti.
  • Piani di emergenza, evacuazione orizzontale progressiva, compartimentazione, gestione degli spazi calmi e assistenza alle persone con difficoltà motorie.
  • Prevenzione incendi in reparti, depositi, locali tecnici, cucine, lavanderie, archivi e aree con gas medicali.
  • Procedure per blackout, guasti impiantistici, eventi naturali, emergenze sanitàrie interne e situazioni critiche.
  • Coordinamento tra addetti antincendio, primo soccorso, personale sanitàrio, preposti, manutentori e soccorsi esterni.

12. Rifiuti sanitàri, pulizie, sanificazione e igiene ambientale

  • Gestione dei rifiuti sanitàri pericolosi e non pericolosi, raccolta, deposito temporaneo, movimentazione e conferimento.
  • Rischi per operatori sanitàri, addetti alle pulizie, manutentori, lavanderie e personale di supporto.
  • Procedure per pulizia, disinfezione, sanificazione, gestione di biancheria contaminata e materiali taglienti o pungenti.
  • Prevenzione delle contaminazioni crociate e corretta separazione dei percorsi pulito/sporco ove applicabile.
  • Coordinamento con imprese esterne e verifica del rispetto delle procedure di sicurezza e igiene.

13. DPI, procedure operative, formazione e miglioramento continuo

  • Scelta, consegna, utilizzo, manutenzione e controllo dei dispositivi di protezione individuale in funzione dei rischi presenti.
  • Definizione di procedure operative per reparti, servizi, laboratori, assistenza diretta, pulizie, manutenzioni ed emergenze.
  • Pianificazione di informazione, formazione, addestramento e aggiornamento sicurezza per lavoratori, preposti e figure aziendali.
  • Verifica dell’efficacia della formazione e osservazione dei comportamenti sicuri durante l’attività lavorativa.
  • Monitoraggio di infortuni, quasi infortuni, segnalazioni, non conformità e azioni di miglioramento del sistema prevenzionistico.

Il Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP4 Sanità (12 ore) consente di sviluppare competenze mirate per riconoscere, valutare e gestire i rischi tipici delle strutture sanitàrie, ospedaliere e socio-assistenziali. La conoscenza degli aspetti normativi, tecnici e organizzativi rafforza la prevenzione aziendale e permette al RSPP di supportare in modo efficace il datore di lavoro nella definizione delle misure di sicurezza. Il percorso contribuisce inoltre a migliorare la qualità della formazione sicurezza, l’adozione di procedure operative corrette e la gestione degli obblighi formativi previsti dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

Argomenti del Corso RSPP (Dipendente/Privato) Specializzazione B-SP5 Chimico (16 ore)

Il corso RSPP Specializzazione B-SP5 Chimico approfondisce gli argomenti necessari per integrare le competenze del Responsabile o Addetto del Servizio di Prevenzione e Protezione che opera nel comparto chimico, petrolchimico e nelle attività produttive affini.

La formazione sicurezza è orientata all’analisi dei rischi specifici del settore, alla normativa sicurezza sul lavoro applicabile, alla gestione dei processi produttivi, degli impianti, delle sostanze pericolose e delle misure di prevenzione e protezione.

Il percorso affronta aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi collegati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con particolare attenzione agli agenti chimici, ai rischi di incendio ed esplosione, agli ambienti confinati, alla manutenzione e alla gestione delle emergenze.

Gli argomenti sono sviluppati in coerenza con il quadro previsto per il Modulo B di specializzazione B-SP5 Chimico e Petrolchimico, con riferimento al D.Lgs. 81/2008, all’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e alla normativa tecnica e di settore applicabile.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo e requisiti formativi di riferimento
  • Inquadramento del D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento al sistema di prevenzione aziendale e al ruolo di RSPP e ASPP.
  • Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e struttura del percorso formativo per il Modulo B di specializzazione B-SP5 Chimico e Petrolchimico.
  • Campo di applicazione del modulo specialistico per attività manifatturiere del comparto chimico, petrolchimico e settori produttivi affini.
  • Collegamento tra normativa generale, normativa tecnica, buone prassi, procedure aziendali e obblighi di valutazione dei rischi.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto
  • Principali dinamiche infortunistiche nelle attività chimiche e petrolchimiche, negli impianti di processo e nelle fasi di manutenzione.
  • Eventi critici ricorrenti: contatto con sostanze pericolose, incendi, esplosioni, sversamenti, esposizioni acute, guasti impiantistici e interferenze operative.
  • Malattie professionali correlate a esposizione ad agenti chimici, cancerogeni, mutageni, sensibilizzanti, agenti fisici e fattori ergonomici.
  • Uso dei dati infortunistici, dei quasi infortuni e delle segnalazioni interne per orientare la valutazione dei rischi e le azioni di miglioramento.
  1. Processo produttivo, organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro
  • Caratteristiche dei processi produttivi chimici e petrolchimici: ricevimento materie prime, reazioni, miscelazioni, stoccaggio, confezionamento e spedizione.
  • Organizzazione delle attività operative, dei turni, delle responsabilità, delle autorizzazioni al lavoro e delle procedure di controllo.
  • Rischi legati ad aree di processo, laboratori, reparti produttivi, depositi, serbatoi, baie di carico, reti di distribuzione e locali tecnici.
  • Gestione delle interferenze tra produzione, manutenzione, imprese appaltatrici, fornitori e attività straordinarie.
  1. Normativa tecnica, impianti e attrezzature di processo
  • Elementi di sicurezza relativi a impianti, macchine, linee, apparecchiature in pressione, pompe, valvole, tubazioni, reattori e sistemi di contenimento.
  • Principi di prevenzione nella progettazione, modifica, conduzione e manutenzione degli impianti.
  • Controlli preliminari, verifiche periodiche, manutenzione programmata, gestione delle anomalie e registrazione degli interventi.
  • Relazione tra documentazione tecnica, procedure operative, istruzioni di sicurezza e valutazione dei rischi specifici.
  1. Rischio di incidente rilevante e industrie insalubri
  • Cenni al rischio di incidente rilevante e ai possibili scenari di rilascio, incendio, esplosione, nube tossica o contaminazione ambientale.
  • Principi di prevenzione degli eventi maggiori: identificazione dei pericoli, misure tecniche, barriere di sicurezza e controlli organizzativi.
  • Inquadramento prudenziale delle attività insalubri e delle possibili ricadute su lavoratori, ambiente di lavoro e aree circostanti.
  • Coordinamento tra valutazione dei rischi, pianificazione delle emergenze, comunicazione interna e gestione dei rapporti con le funzioni aziendali competenti.
  1. Agenti chimici pericolosi e schede di sicurezza
  • Identificazione degli agenti chimici pericolosi, classificazione, etichettatura, pittogrammi, frasi di pericolo e consigli di prudenza.
  • Lettura e utilizzo delle schede dati di sicurezza per valutare rischi, misure preventive, stoccaggio, manipolazione, DPI e interventi di emergenza.
  • Modalità di esposizione: inalazione, contatto cutaneo, ingestione accidentale, assorbimento, aerosol, vapori, nebbie, polveri e gas.
  • Misure di prevenzione e protezione: sostituzione, contenimento, aspirazione localizzata, ventilazione, procedure, igiene industriale e controllo delle esposizioni.
  1. Agenti cancerogeni, mutageni, sensibilizzanti e sostanze ad alta pericolosità
  • Individuazione delle sostanze cancerogene, mutagene, tossiche per la riproduzione, sensibilizzanti e con effetti cronici sulla salute.
  • Criteri di valutazione dell’esposizione, riduzione al minimo tecnicamente possibile, misure di contenimento e tracciabilità delle esposizioni.
  • Procedure per manipolazione, stoccaggio, travaso, campionamento, pulizia, manutenzione e smaltimento di sostanze ad alta pericolosità.
  • Ruolo della sorveglianza sanitaria, del monitoraggio ambientale e biologico, dell’informazione e dell’addestramento specifico.
  1. Agenti fisici, microclima e condizioni operative
  • Esposizione a rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali, calore, freddo e condizioni microclimatiche sfavorevoli.
  • Rischi connessi a lavorazioni a caldo, impianti in pressione, superfici calde, basse temperature, locali tecnici e aree esterne.
  • Misure tecniche e organizzative per il controllo degli agenti fisici e per la riduzione dell’esposizione dei lavoratori.
  • Integrazione tra valutazione strumentale, manutenzione degli impianti, scelta dei DPI e procedure operative.
  1. Rischio incendio, esplosione e atmosfere esplosive
  • Principali cause di incendio ed esplosione nel comparto chimico: sostanze infiammabili, vapori, gas, polveri, cariche elettrostatiche e sorgenti di innesco.
  • Misure di prevenzione incendi, controllo delle sorgenti di accensione, ventilazione, inertizzazione, segregazione e compatibilità delle sostanze.
  • Cenni alla valutazione del rischio atmosfere esplosive e alla gestione delle aree classificate in funzione della normativa applicabile.
  • Presidi antincendio, sistemi di rivelazione, allarme, contenimento, compartimentazione, procedure di emergenza ed esercitazioni.
  1. Ambienti confinati o sospetti di inquinamento
  • Individuazione di serbatoi, reattori, vasche, cunicoli, silos, condotte, pozzetti, locali tecnici e spazi con possibile atmosfera pericolosa.
  • Rischi da carenza di ossigeno, atmosfere tossiche, infiammabili, esplosive, vapori residui, sostanze corrosive e contaminanti.
  • Procedure di accesso, permessi di lavoro, isolamento delle energie, bonifica, ventilazione, monitoraggio atmosferico e sorveglianza esterna.
  • DPI, autorespiratori, strumenti di rilevazione, comunicazioni, recupero dell’operatore e gestione delle emergenze.
  1. Dispositivi di protezione collettiva e individuale
  • Criteri di scelta e gestione dei dispositivi di protezione collettiva: cappe, aspirazioni, contenimenti, barriere, sistemi di ventilazione e segregazione.
  • DPI per rischio chimico: guanti, indumenti protettivi, occhiali, visiere, calzature, protezione respiratoria e dispositivi per emergenza.
  • Compatibilità dei DPI con sostanze, concentrazioni, durata dell’esposizione, attività svolta e condizioni ambientali.
  • Addestramento, manutenzione, conservazione, sostituzione e verifica dell’efficacia dei dispositivi di protezione.
  1. Manutenzione, lavori non ordinari e gestione dei fornitori
  • Rischi nelle attività di manutenzione ordinaria e straordinaria, fermata impianto, pulizia, bonifica, ripartenza e modifica degli asset produttivi.
  • Gestione dei permessi di lavoro per attività a caldo, spazi confinati, lavori elettrici, lavori in quota, aperture impianto e interventi su linee contenenti sostanze.
  • Coordinamento con appaltatori, fornitori e imprese esterne, con particolare attenzione alle interferenze e alla comunicazione dei rischi specifici.
  • Procedure di lockout/tagout, isolamento, depressurizzazione, drenaggio, messa in sicurezza e verifica prima dell’intervento.
  1. Gestione dei rifiuti, sversamenti e tutela ambientale integrata
  • Rischi per la sicurezza e la salute connessi a rifiuti pericolosi, residui di lavorazione, fanghi, solventi, imballaggi contaminati e reflui.
  • Procedure di raccolta, etichettatura, deposito temporaneo, movimentazione interna, contenimento e prevenzione di miscelazioni incompatibili.
  • Gestione di sversamenti, perdite, contaminazioni accidentali, materiali assorbenti e decontaminazione delle aree interessate.
  • Coordinamento tra prevenzione dei rischi per i lavoratori, gestione ambientale e procedure aziendali di emergenza.
  1. Gestione delle emergenze e continuità operativa
  • Scenari di emergenza nel settore chimico: rilascio di sostanze, incendio, esplosione, intossicazione, contaminazione, evacuazione e confinamento.
  • Procedure di allarme, comunicazione, messa in sicurezza degli impianti, primo intervento, evacuazione e coordinamento con i soccorsi esterni.
  • Organizzazione delle squadre di emergenza, esercitazioni, addestramento operativo e verifica periodica dell’efficacia delle procedure.
  • Gestione post-evento: analisi delle cause, ripristino in sicurezza, aggiornamento della valutazione dei rischi e azioni correttive.
  1. Valutazione dei rischi, procedure operative e miglioramento continuo
  • Collegamento tra Documento di Valutazione dei Rischi, rischi specifici del comparto chimico, misure preventive e procedure operative.
  • Definizione di istruzioni di lavoro, controlli, registrazioni, indicatori, audit, segnalazioni e azioni di miglioramento.
  • Integrazione tra sicurezza sul lavoro, gestione tecnica degli impianti, formazione, sorveglianza sanitaria e cultura della prevenzione.
  • Ruolo del RSPP/ASPP nel supporto tecnico al datore di lavoro, nella programmazione degli interventi e nella gestione delle priorità preventive.

Il corso consente di rafforzare le competenze specialistiche necessarie per analizzare e gestire i rischi del comparto chimico e petrolchimico, contribuendo a una prevenzione più efficace degli infortuni, delle malattie professionali e degli eventi incidentali. La conoscenza degli aspetti normativi, tecnici e procedurali permette a RSPP e ASPP di supportare l’organizzazione aziendale nella scelta di misure di prevenzione coerenti con processi, impianti, sostanze e condizioni operative. Il percorso favorisce inoltre una gestione più consapevole degli obblighi formativi e delle misure di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

PROGRAMMA DEI CORSI BASE ASPP (DIPENDENTE/PRIVATO)

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Argomenti del Corso ASPP Modulo A – 28 ore

Il Corso ASPP Modulo A è il percorso formativo di base per chi intende svolgere il ruolo di Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione. La formazione sicurezza affronta i principali riferimenti della normativa sicurezza sul lavoro, l’organizzazione della prevenzione aziendale, i soggetti coinvolti, la valutazione dei rischi e gli strumenti fondamentali per supportare il sistema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Il corso sicurezza sul lavoro ha carattere propedeutico rispetto ai successivi moduli tecnici e consente di acquisire il linguaggio, i concetti e le basi operative necessarie per collaborare efficacemente con RSPP, datore di lavoro, RLS, medico competente e altre figure della prevenzione.

1. Quadro normativo della salute e sicurezza sul lavoro

  • Principi generali del D.Lgs. 81/2008 e successive modifiche e integrazioni.
  • Inquadramento dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 in materia di capacità e requisiti professionali di RSPP e ASPP.
  • Ruolo dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 nella definizione dei percorsi formativi per RSPP e ASPP.
  • Concetti di obbligo giuridico, responsabilità, prevenzione, protezione e miglioramento continuo.

2. Sistema istituzionale della prevenzione

  • Compiti e funzioni degli organismi pubblici competenti in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  • Ruolo degli organi di vigilanza, controllo e assistenza alle imprese.
  • Sistema assicurativo e tutela contro infortuni e malattie professionali.
  • Coordinamento tra istituzioni, aziende, consulenti e soggetti della prevenzione.

3. Soggetti del sistema di prevenzione aziendale

  • Datore di lavoro, dirigente, preposto, lavoratore, medico competente e rappresentante dei lavoratori per la sicurezza.
  • Responsabile e Addetto del Servizio di Prevenzione e Protezione: funzioni, compiti e limiti operativi.
  • Relazioni funzionali tra ASPP, RSPP e datore di lavoro nell’organizzazione aziendale.
  • Partecipazione, consultazione e cooperazione tra le figure della prevenzione.

4. Concetti di pericolo, rischio, danno, prevenzione e protezione

  • Definizione di pericolo, rischio, danno, probabilità, gravità e livello di rischio.
  • Differenza tra misure di prevenzione, misure di protezione collettiva e dispositivi di protezione individuale.
  • Gerarchia degli interventi di prevenzione e priorità delle misure tecniche, organizzative e procedurali.
  • Approccio sistematico alla riduzione del rischio residuo.

5. Valutazione dei rischi e Documento di Valutazione dei Rischi

  • Finalità, struttura e contenuti essenziali del Documento di Valutazione dei Rischi.
  • Criteri generali per l’individuazione dei pericoli e la stima dei rischi aziendali.
  • Programma delle misure di miglioramento e monitoraggio nel tempo.
  • Contributo tecnico dell’ASPP nel supporto al processo di valutazione e aggiornamento del DVR.

6. Organizzazione della prevenzione nei luoghi di lavoro

  • Modelli organizzativi aziendali e integrazione della sicurezza nei processi gestionali.
  • Procedure, istruzioni operative, regolamenti interni e sistemi di controllo.
  • Riunione periodica, consultazione del RLS e gestione documentale della sicurezza.
  • Gestione di modifiche organizzative, nuove attività, nuove attrezzature e cambiamenti del ciclo lavorativo.

7. Informazione, formazione e addestramento

  • Obblighi formativi delle diverse figure aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  • Differenza tra informazione, formazione e addestramento operativo.
  • Tracciabilità della formazione, attestazioni, registri e aggiornamento periodico.
  • Ruolo dell’ASPP nel supporto all’individuazione dei fabbisogni formativi aziendali.

8. Sorveglianza sanitaria e gestione delle idoneità

  • Ruolo del medico competente e collegamento con la valutazione dei rischi.
  • Protocolli sanitari, giudizi di idoneità e gestione delle limitazioni/prescrizioni.
  • Tutela dei lavoratori fragili, minori, lavoratrici madri e soggetti particolarmente sensibili.
  • Collaborazione tra servizio di prevenzione e protezione e medico competente.

9. Appalti, interferenze e cooperazione tra imprese

  • Principi generali di cooperazione e coordinamento negli appalti e nei contratti d’opera.
  • Gestione dei rischi interferenziali e documentazione di coordinamento.
  • Scambio di informazioni tra committente, appaltatori, subappaltatori e lavoratori autonomi.
  • Controllo operativo delle attività affidate a soggetti esterni.

10. Gestione delle emergenze e primo intervento

  • Organizzazione della prevenzione incendi, del primo soccorso e dell’evacuazione.
  • Piani di emergenza, procedure di allarme, prove di evacuazione e gestione degli scenari critici.
  • Individuazione degli addetti alle emergenze e coordinamento con il servizio di prevenzione e protezione.
  • Ruolo dell’ASPP nel supporto alla gestione documentale e operativa delle emergenze.

11. Comunicazione, consultazione e partecipazione

  • Comunicazione efficace della sicurezza all’interno dell’organizzazione aziendale.
  • Raccolta di segnalazioni, anomalie, quasi infortuni e proposte di miglioramento.
  • Coinvolgimento dei lavoratori e del RLS nei processi di prevenzione.
  • Tecniche di ascolto, sensibilizzazione e diffusione delle buone prassi.

12. Esercitazioni, casi applicativi e verifica dell’apprendimento

  • Analisi di casi aziendali e applicazione dei concetti di base della prevenzione.
  • Lettura guidata di esempi di DVR, procedure e organigrammi della sicurezza.
  • Collegamento tra normativa, ruoli, valutazione dei rischi e misure operative.
  • Preparazione alla verifica finale di apprendimento prevista dal percorso formativo.

Il Corso ASPP Modulo A consente di acquisire una base organica e strutturata sulle regole, sui ruoli e sui processi fondamentali della prevenzione aziendale. Gli argomenti trattati permettono al partecipante di comprendere il funzionamento del sistema di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e di proseguire il percorso formativo verso i moduli tecnici successivi. Il programma è quindi utile per sviluppare competenze iniziali solide, coerenti con gli obblighi formativi e con le esigenze operative delle aziende.

Argomenti del Corso ASPP Modulo B – 48 ore

Il Corso ASPP Modulo B è il modulo tecnico comune del percorso per Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione. La formazione sicurezza approfondisce i principali fattori di rischio presenti nei luoghi di lavoro, le metodologie di valutazione, le misure di prevenzione dei rischi, le procedure operative e le soluzioni tecniche, organizzative e gestionali necessarie per supportare l’attività del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso sicurezza sul lavoro è rivolto a chi ha già acquisito le basi normative del Modulo A e deve sviluppare competenze applicative per l’analisi dei rischi e la gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

1. Inquadramento del Modulo B comune ASPP/RSPP

  • Finalità del Modulo B come percorso tecnico comune per ASPP e RSPP.
  • Collegamento tra Modulo A, Modulo B comune ed eventuali moduli di specializzazione settoriale.
  • Approccio alla valutazione dei rischi in funzione dei processi produttivi e dell’organizzazione aziendale.
  • Ruolo tecnico dell’ASPP nel supporto al Servizio di Prevenzione e Protezione.

2. Tecniche di individuazione e valutazione dei rischi

  • Metodologie di analisi dei pericoli e classificazione dei fattori di rischio.
  • Criteri di stima della probabilità, della gravità e del rischio residuo.
  • Individuazione delle misure tecniche, organizzative, procedurali e formative.
  • Monitoraggio dell’efficacia delle misure e aggiornamento nel tempo.

3. Luoghi di lavoro e requisiti di sicurezza

  • Requisiti generali degli ambienti di lavoro, vie di circolazione, pavimenti, scale e uscite.
  • Microclima, illuminazione, aerazione, spazi di lavoro e condizioni igienico-ambientali.
  • Segnaletica di sicurezza, cartellonistica e informazioni operative nei luoghi di lavoro.
  • Gestione di ordine, pulizia, manutenzione e accessibilità degli ambienti.

4. Rischi infortunistici, meccanici e da attrezzature di lavoro

  • Rischi connessi a macchine, impianti, utensili, organi in movimento e parti pericolose.
  • Requisiti di conformità, marcatura CE, manutenzione, controlli e uso corretto delle attrezzature.
  • Rischi di urto, schiacciamento, taglio, cesoiamento, trascinamento e proiezione di materiali.
  • Misure di prevenzione, protezioni collettive, procedure e addestramento degli operatori.

5. Rischio elettrico, atmosfere esplosive e rischio incendio

  • Elementi essenziali di rischio elettrico, contatti diretti e indiretti, manutenzione e controlli.
  • Principi di prevenzione incendi, controllo delle sorgenti di innesco e gestione dei materiali combustibili.
  • Rischi da atmosfere esplosive, classificazione delle zone e misure di prevenzione ATEX.
  • Organizzazione delle emergenze e raccordo tra valutazione dei rischi e piano di emergenza.

6. Rischi da agenti fisici

  • Rumore, vibrazioni, campi elettromagnetici e radiazioni ottiche artificiali.
  • Microclima severo, illuminazione inadeguata e condizioni fisiche ambientali sfavorevoli.
  • Criteri generali di valutazione, misurazione, confronto con valori di azione e valori limite.
  • Misure tecniche, organizzative e dispositivi di protezione individuale specifici.

7. Rischi da sostanze pericolose

  • Agenti chimici pericolosi, classificazione CLP, etichettatura e schede dati di sicurezza.
  • Esposizione per inalazione, contatto cutaneo, ingestione accidentale e contaminazione ambientale.
  • Agenti cancerogeni, mutageni, amianto e sostanze particolarmente pericolose.
  • Sostituzione, contenimento, aspirazione localizzata, procedure operative e DPI.

8. Rischio biologico

  • Definizione di agente biologico e modalità di esposizione nei diversi contesti lavorativi.
  • Classificazione degli agenti biologici e criteri generali di valutazione del rischio.
  • Misure igieniche, procedure di contenimento, sorveglianza sanitaria e informazione dei lavoratori.
  • Gestione di rifiuti, materiali contaminati, punture, tagli e contatti accidentali.

9. Rischi ergonomici e sovraccarico biomeccanico

  • Movimentazione manuale dei carichi, traino-spinta e movimenti ripetitivi degli arti superiori.
  • Posture incongrue, attività statiche, uso di videoterminali e organizzazione delle postazioni.
  • Criteri di prevenzione ergonomica e adattamento del lavoro all’uomo.
  • Misure tecniche, organizzative, formazione e rotazione delle attività.

10. Rischi psicosociali e organizzativi

  • Stress lavoro-correlato, carichi di lavoro, turnazioni, conflitti e fattori organizzativi.
  • Prevenzione di violenze, molestie, aggressioni e comportamenti inappropriati nei luoghi di lavoro.
  • Comunicazione, partecipazione e ruolo dell’organizzazione nella tutela del benessere lavorativo.
  • Indicatori aziendali, eventi sentinella e misure di miglioramento organizzativo.

11. Rischi da lavori particolari, appalti e interferenze

  • Lavori in quota, spazi confinati, lavori elettrici, manutenzioni e attività non routinarie.
  • Rischi interferenziali negli appalti, cooperazione, coordinamento e scambio di informazioni.
  • Controllo degli accessi, permessi di lavoro, procedure speciali e gestione delle emergenze.
  • Collegamento tra valutazione dei rischi, DUVRI, POS/PSC quando applicabili e procedure aziendali.

12. Dispositivi di protezione individuale e protezioni collettive

  • Criteri di scelta dei DPI in relazione ai rischi, alle mansioni e alle condizioni operative.
  • Categorie di DPI, marcatura CE, istruzioni d’uso, consegna, manutenzione e sostituzione.
  • Priorità delle misure di protezione collettiva rispetto alla protezione individuale.
  • Addestramento obbligatorio per DPI di terza categoria e dispositivi che lo richiedono.

13. Incidenti, infortuni, near miss e miglioramento continuo

  • Raccolta e analisi di infortuni, mancati infortuni, anomalie e non conformità.
  • Individuazione delle cause immediate, organizzative e gestionali degli eventi.
  • Azioni correttive, preventive e verifica dell’efficacia delle misure adottate.
  • Uso dei dati aziendali per aggiornare DVR, procedure, formazione e controlli.

14. Procedure operative, controlli e audit interni

  • Predisposizione di procedure, istruzioni operative e schede di controllo coerenti con i rischi.
  • Verifiche periodiche, sopralluoghi, check-list e controllo dell’attuazione delle misure.
  • Gestione documentale delle evidenze di prevenzione e protezione.
  • Supporto dell’ASPP al RSPP nel monitoraggio operativo della sicurezza aziendale.

15. Esercitazioni applicative e verifica finale

  • Analisi di casi pratici riferiti a rischi tecnici, organizzativi e procedurali.
  • Applicazione di criteri di valutazione e scelta delle misure preventive e protettive.
  • Collegamento tra rischio, mansione, ambiente, attrezzature, sostanze e procedure operative.
  • Preparazione alla verifica finale di apprendimento prevista dal percorso formativo.

Il Corso ASPP Modulo B permette di approfondire in modo tecnico e operativo i principali rischi lavorativi e le relative misure di prevenzione e protezione. Gli argomenti affrontati supportano l’ASPP nella collaborazione con il RSPP, nella lettura dei processi aziendali, nell’individuazione delle criticità e nel monitoraggio delle misure di sicurezza. Il percorso rappresenta un passaggio essenziale per consolidare competenze applicative utili alla gestione efficace della prevenzione aziendale.

PROGRAMMA DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO ASPP (DIPENDENTE/PRIVATO)

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Argomenti dell’Aggiornamento ASPP Dipendente – 20 ore

Elenco degli argomenti del corso di aggiornamento per Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione

Il corso di aggiornamento ASPP Dipendente è finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze tecniche, organizzative e procedurali richieste agli Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione. Il percorso affronta l’evoluzione della normativa sicurezza sul lavoro, l’aggiornamento dei criteri di valutazione dei rischi, le misure di prevenzione e protezione, la gestione documentale e il supporto operativo al RSPP e al datore di lavoro. La formazione sicurezza è orientata all’applicazione concreta delle conoscenze nei diversi contesti aziendali, con attenzione alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, al miglioramento continuo e alla corretta gestione degli obblighi prevenzionistici.

Riferimenti di inquadramento: D.Lgs. 81/2008 e s.m.i., art. 32, art. 33 e Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con aggiornamento quinquennale dell’ASPP pari ad almeno 20 ore decorrenti dalla conclusione del Modulo B comune.

1. Quadro normativo e aggiornamenti legislativi

  • richiami al D.Lgs. 81/2008 e alle principali disposizioni applicabili al Servizio di Prevenzione e Protezione;
  • aggiornamento sull’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 e sui criteri formativi per RSPP e ASPP;
  • obbligo di aggiornamento quinquennale dell’ASPP e decorrenza dalla conclusione del Modulo B comune;
  • evoluzione di norme, indirizzi interpretativi, buone prassi e orientamenti tecnici in materia di prevenzione;
  • collegamento tra obblighi formativi, requisiti professionali e corretta esercitazione del ruolo di ASPP.

2. Ruolo, funzioni e responsabilità dell’ASPP

  • inquadramento dell’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione nell’organizzazione aziendale;
  • collaborazione con RSPP, datore di lavoro, dirigenti, preposti, medico competente e RLS/RLST;
  • supporto tecnico nell’individuazione dei fattori di rischio e delle misure preventive e protettive;
  • limiti operativi, responsabilità professionali e distinzione rispetto alle funzioni decisionali del datore di lavoro;
  • partecipazione ai processi di miglioramento della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

3. Sistema aziendale di prevenzione e protezione

  • organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione e integrazione con le altre funzioni aziendali;
  • processi di pianificazione, attuazione, controllo e riesame delle misure di sicurezza;
  • gestione della documentazione prevenzionistica e tracciabilità delle attività svolte;
  • rapporti tra DVR, procedure operative, istruzioni di sicurezza, piani di emergenza e formazione;
  • supporto all’azienda nella costruzione di un sistema di prevenzione coerente, aggiornato ed efficace.

4. Valutazione dei rischi e aggiornamento del DVR

  • criteri metodologici per l’individuazione dei pericoli e la valutazione dei rischi;
  • aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in caso di modifiche organizzative, tecniche o produttive;
  • analisi dei rischi trasversali, specifici e interferenziali presenti nei diversi ambienti di lavoro;
  • definizione delle priorità di intervento e programmazione delle misure di miglioramento;
  • verifica dell’efficacia delle misure preventive e protettive adottate.

5. Rischi infortunistici e rischi legati alle attrezzature di lavoro

  • aggiornamento sui rischi connessi a macchine, impianti, attrezzature, utensili e luoghi di lavoro;
  • controlli preliminari, manutenzione, segnalazioni di anomalie e gestione delle non conformità;
  • misure tecniche, organizzative e procedurali per la riduzione dei rischi infortunistici;
  • corretto utilizzo dei dispositivi di protezione collettiva e individuale;
  • analisi di incidenti, mancati infortuni e comportamenti non sicuri.

6. Rischi fisici, chimici, biologici ed ergonomici

  • aggiornamento sui principali agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione, radiazioni e campi elettromagnetici;
  • rischi derivanti da sostanze, miscele, agenti chimici pericolosi e lettura delle schede di dati di sicurezza;
  • rischio biologico, esposizioni potenziali e misure igieniche, tecniche e organizzative;
  • ergonomia, movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, posture incongrue e lavoro al videoterminale;
  • collegamento tra valutazione tecnica del rischio, sorveglianza sanitaria e misure di prevenzione.

7. Rischi organizzativi, psicosociali e lavoro agile

  • aggiornamento sui rischi connessi all’organizzazione del lavoro, ai carichi di lavoro e ai ritmi operativi;
  • stress lavoro-correlato, molestie, violenze, discriminazioni e fattori di disagio organizzativo;
  • gestione della sicurezza in caso di lavoro agile, lavoro da remoto, attività esterne o mansioni promiscue;
  • comunicazione interna, segnalazioni, partecipazione dei lavoratori e cultura della prevenzione;
  • misure organizzative per promuovere benessere, consapevolezza e comportamenti sicuri.

8. Misure di prevenzione, protezione e procedure operative

  • gerarchia delle misure di prevenzione e protezione: eliminazione, riduzione, protezione collettiva e DPI;
  • redazione, aggiornamento e diffusione di procedure, istruzioni operative e buone prassi aziendali;
  • criteri per la scelta, gestione, manutenzione e verifica dei dispositivi di protezione individuale;
  • controllo operativo delle attività ordinarie, non ordinarie, manutentive e in appalto;
  • verifica dell’effettiva applicazione delle misure da parte dei lavoratori e dei preposti.

9. Appalti, interferenze e coordinamento

  • principi di gestione della sicurezza negli appalti, nei contratti d’opera e nei contratti di somministrazione;
  • rischi interferenziali, cooperazione, coordinamento e contenuti essenziali del DUVRI quando previsto;
  • verifica dell’idoneità tecnico-professionale e gestione documentale dei soggetti esterni;
  • scambio di informazioni sui rischi specifici e sulle misure di prevenzione adottate;
  • supporto dell’ASPP nella gestione delle interferenze e nella vigilanza sulle misure concordate.

10. Emergenze, prevenzione incendi e primo soccorso

  • organizzazione della gestione delle emergenze aziendali e integrazione con il sistema prevenzionistico;
  • aggiornamento sui principi generali di prevenzione incendi, esodo, compartimentazione e protezione antincendio;
  • coordinamento con addetti antincendio, addetti al primo soccorso, preposti e responsabili aziendali;
  • piani di emergenza, prove di evacuazione, segnaletica, presidi antincendio e chiamata dei soccorsi;
  • analisi delle criticità emerse durante simulazioni, esercitazioni ed eventi reali.

11. Informazione, formazione, addestramento e comunicazione

  • aggiornamento sugli obblighi di informazione, formazione e addestramento dei lavoratori;
  • individuazione dei fabbisogni formativi in relazione a mansioni, rischi e cambiamenti aziendali;
  • supporto nella progettazione di interventi formativi efficaci e coerenti con la valutazione dei rischi;
  • comunicazione del rischio, coinvolgimento dei lavoratori e promozione di comportamenti sicuri;
  • verifica dell’apprendimento, registrazione della formazione e monitoraggio delle scadenze.

12. Sorveglianza sanitaria, idoneità e tutela dei lavoratori

  • rapporti tra valutazione dei rischi e protocollo di sorveglianza sanitaria predisposto dal medico competente;
  • gestione delle prescrizioni, limitazioni, idoneità specifiche e tutela dei lavoratori fragili o maggiormente esposti;
  • collaborazione tra SPP, medico competente e datore di lavoro per la prevenzione delle malattie professionali;
  • analisi degli indicatori sanitari aggregati e anonimi utili al miglioramento delle misure di prevenzione;
  • riservatezza, corretta gestione delle informazioni e rispetto dei ruoli aziendali.

13. Vigilanza, audit, non conformità e miglioramento continuo

  • attività di controllo interno sull’applicazione delle procedure e delle misure prevenzionistiche;
  • gestione di osservazioni, audit, sopralluoghi, controlli documentali e verifiche periodiche;
  • analisi di infortuni, quasi infortuni, segnalazioni e non conformità;
  • individuazione di azioni correttive e preventive, responsabilità, tempi di attuazione e indicatori di efficacia;
  • contributo dell’ASPP al miglioramento continuo del sistema aziendale di salute e sicurezza.

14. Esercitazioni, casi studio e applicazioni operative

  • analisi guidata di casi aziendali, scenari di rischio e criticità organizzative ricorrenti;
  • esempi di aggiornamento del DVR, individuazione di misure correttive e programmazione degli interventi;
  • simulazione di sopralluoghi, raccolta evidenze, segnalazione anomalie e proposta di miglioramenti;
  • discussione di infortuni, near miss e comportamenti pericolosi con approccio tecnico-preventivo;
  • consolidamento delle competenze applicative necessarie allo svolgimento del ruolo di ASPP.

Conclusione

L’aggiornamento ASPP Dipendente consente di mantenere nel tempo competenze tecniche e operative adeguate alla complessità dei rischi aziendali e all’evoluzione della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Il percorso rafforza la capacità dell’Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione di collaborare con il RSPP, supportare la valutazione dei rischi, proporre misure efficaci e contribuire al miglioramento continuo della prevenzione aziendale.

PROGRAMMA DEL CORSO BASE PER COORDINATORE SICUREZZA CANTIERI (CSP/CSE)

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Argomenti del Corso Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE

Modulo Giuridico – 28 ore

Il Modulo Giuridico del Corso per Coordinatore della Sicurezza nei Cantieri CSP/CSE approfondisce il quadro normativo di riferimento per la progettazione e l’esecuzione dei lavori. Il percorso consente di comprendere ruoli, obblighi, responsabilità e relazioni tra committente, responsabile dei lavori, imprese, lavoratori autonomi, coordinatore per la progettazione e coordinatore per l’esecuzione. I contenuti sono orientati alla corretta applicazione del D.Lgs. 81/08, con particolare attenzione al Titolo IV, alla documentazione di cantiere e alla gestione degli adempimenti giuridici.

1. Quadro generale della normativa in materia di salute e sicurezza sul lavoro

  • principi generali di tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro;
  • struttura del D.Lgs. 81/08 e collegamento con la disciplina dei cantieri temporanei o mobili;
  • obblighi generali di prevenzione, protezione, informazione, formazione e cooperazione;
  • ruolo della normativa tecnica, delle buone prassi e delle procedure aziendali.

2. Titolo IV del D.Lgs. 81/08 e disciplina dei cantieri temporanei o mobili

  • campo di applicazione della normativa sui cantieri e definizioni principali;
  • distinzione tra fase di progettazione, affidamento, esecuzione e controllo dei lavori;
  • obblighi specifici connessi alla presenza di più imprese esecutrici;
  • relazione tra PSC, POS, fascicolo dell’opera e altri documenti di cantiere.

3. Figure della sicurezza nel cantiere

  • committente, responsabile dei lavori, progettisti, direzione lavori e imprese affidatarie;
  • coordinatore per la progettazione e coordinatore per l’esecuzione: compiti e confini del ruolo;
  • imprese esecutrici, lavoratori autonomi, preposti e lavoratori presenti in cantiere;
  • rapporti funzionali tra i diversi soggetti della prevenzione.

4. Obblighi del committente e del responsabile dei lavori

  • verifica dell’idoneità tecnico-professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi;
  • designazione dei coordinatori quando prevista dalla normativa;
  • trasmissione della notifica preliminare e gestione degli adempimenti documentali;
  • responsabilità connesse alle scelte organizzative, progettuali e contrattuali.

5. Obblighi del CSP e del CSE

  • redazione del piano di sicurezza e coordinamento e predisposizione del fascicolo dell’opera;
  • verifica dell’applicazione del PSC durante l’esecuzione dei lavori;
  • coordinamento tra imprese, aggiornamento della documentazione e gestione delle interferenze;
  • segnalazioni, sospensioni, contestazioni e rapporti con committente e imprese.

6. Imprese affidatarie, imprese esecutrici e lavoratori autonomi

  • obblighi delle imprese affidatarie nella gestione della sicurezza e nel coordinamento delle imprese subappaltatrici;
  • obblighi delle imprese esecutrici in relazione a POS, formazione, idoneità e attrezzature;
  • doveri dei lavoratori autonomi e requisiti minimi di sicurezza;
  • gestione documentale e controllo dell’accesso in cantiere.

7. Appalti, subappalti e idoneità tecnico-professionale

  • principi di qualificazione, selezione e verifica dei soggetti esecutori;
  • documenti utili per valutare idoneità tecnico-professionale, organizzazione e capacità operativa;
  • criticità frequenti nei rapporti tra committente, affidataria, esecutrici e autonomi;
  • coerenza tra contratto, organizzazione di cantiere e misure di sicurezza.

8. Documentazione obbligatoria e gestione degli atti di cantiere

  • piano di sicurezza e coordinamento, piano operativo di sicurezza e fascicolo dell’opera;
  • notifica preliminare, verbali, autorizzazioni, attestati e documentazione tecnico-amministrativa;
  • modalità di archiviazione, aggiornamento e controllo della documentazione;
  • tracciabilità delle decisioni e delle comunicazioni rilevanti per la sicurezza.

9. Organi di vigilanza, controlli e sistema sanzionatorio

  • ruolo degli organi di vigilanza e modalità di accesso ispettivo in cantiere;
  • prescrizioni, disposizioni, sospensioni e principali conseguenze amministrative o penali;
  • responsabilità dei diversi soggetti in caso di violazioni o infortuni;
  • importanza della prevenzione documentata e del controllo sostanziale.

10. Responsabilità civili, penali e professionali del coordinatore

  • posizione di garanzia, limiti dell’incarico e doveri di diligenza professionale;
  • differenza tra obbligo di controllo, coordinamento e vigilanza operativa diretta;
  • rilevanza di sopralluoghi, verbali, contestazioni e comunicazioni formali;
  • gestione delle criticità per ridurre esposizione a responsabilità e contenziosi.

11. Sicurezza nei lavori pubblici e nei lavori privati

  • differenze operative tra cantieri pubblici e privati nella gestione degli incarichi;
  • ruolo della progettazione, del computo dei costi della sicurezza e della documentazione contrattuale;
  • rapporti tra committente, stazione appaltante, direzione lavori, imprese e coordinatore;
  • coerenza tra prescrizioni contrattuali, PSC e organizzazione effettiva del cantiere.

12. Verifica finale e collegamento con i moduli successivi

  • riepilogo degli obblighi giuridici principali per CSP e CSE;
  • analisi di casi ricorrenti di non conformità normativa nei cantieri;
  • collegamento tra quadro giuridico, valutazione tecnica dei rischi e metodologie di coordinamento;
  • preparazione all’applicazione pratica nei moduli tecnico, metodologico e operativo.

Il modulo fornisce la base giuridica necessaria per svolgere l’incarico di coordinatore con consapevolezza tecnica e professionale. La corretta comprensione degli obblighi normativi è il presupposto per redigere documenti coerenti, coordinare le imprese e gestire le responsabilità connesse alla sicurezza nei cantieri.

Argomenti del Corso Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE

Modulo Tecnico – 52 ore

Il Modulo Tecnico del Corso CSP/CSE affronta i principali rischi presenti nei cantieri temporanei o mobili e le relative misure di prevenzione e protezione. La formazione consente di riconoscere le criticità tecniche delle lavorazioni, valutare interferenze, analizzare le misure organizzative e individuare prescrizioni coerenti per PSC, POS e attività di coordinamento. Il taglio è operativo e orientato alla gestione concreta della sicurezza in cantiere.

1. Rischi generali del cantiere e organizzazione dell’area di lavoro

  • caratteristiche dell’area di cantiere, accessi, viabilità interna, recinzioni e delimitazioni;
  • layout di cantiere, zone di deposito, aree di carico e scarico, percorsi pedonali e carrabili;
  • interferenze con attività esterne, traffico, terzi, sottoservizi e contesto circostante;
  • misure di prevenzione da riportare nel PSC e da verificare durante l’esecuzione.

2. Rischio di caduta dall’alto e lavori in quota

  • criteri di valutazione del rischio di caduta dall’alto nelle diverse fasi operative;
  • parapetti, impalcati, reti di sicurezza, linee vita e sistemi di protezione collettiva;
  • DPI anticaduta, sistemi di trattenuta, arresto caduta e procedure di recupero;
  • priorità delle protezioni collettive rispetto alle misure individuali.

3. Ponteggi, opere provvisionali e trabattelli

  • principali tipologie di ponteggi e opere provvisionali utilizzate nei cantieri;
  • M.U.S., autorizzazioni, schemi tipo, progetto e condizioni di impiego;
  • montaggio, smontaggio, trasformazione, ancoraggi, impalcati e accessi sicuri;
  • controlli del coordinatore sulle interferenze e sull’uso corretto delle opere provvisionali.

4. Scavi, fondazioni e lavori entro trincee

  • rischi di seppellimento, franamento, caduta materiali, accessi e presenza di sottoservizi;
  • armature, puntellamenti, pendenze, distanze di deposito e protezione dei bordi;
  • gestione di acque, atmosfere pericolose e mezzi operanti in prossimità dello scavo;
  • misure di emergenza e coordinamento tra imprese durante le lavorazioni.

5. Demolizioni, ristrutturazioni e consolidamenti

  • analisi preventiva delle strutture, sequenze operative e rischio di crollo;
  • piani di demolizione, puntellamenti, segregazione delle aree e gestione delle polveri;
  • interferenze con impianti, linee elettriche, materiali pericolosi e terzi;
  • coordinamento tra prescrizioni progettuali, PSC e POS dell’impresa esecutrice.

6. Macchine, attrezzature e impianti di cantiere

  • gru, piattaforme, escavatori, carrelli, utensili e attrezzature portatili;
  • idoneità, manutenzione, verifiche, abilitazioni degli operatori e istruzioni d’uso;
  • rischi di investimento, ribaltamento, schiacciamento, cesoiamento e proiezione di materiali;
  • coordinamento delle aree operative e separazione dei flussi di lavoro.

7. Sollevamento, movimentazione materiali e logistica di cantiere

  • pianificazione delle operazioni di sollevamento e movimentazione meccanica;
  • imbracature, accessori di sollevamento, segnali gestuali e comunicazione tra operatori;
  • stoccaggio sicuro di materiali, tubazioni, pannelli, elementi prefabbricati e rifiuti;
  • gestione delle interferenze tra mezzi, lavoratori, visitatori e aree di deposito.

8. Rischio elettrico e impianti temporanei di cantiere

  • quadri elettrici, linee, protezioni, messa a terra e distribuzione temporanea;
  • rischi da contatti diretti, indiretti, cavi danneggiati e ambienti umidi;
  • lavorazioni in prossimità di linee elettriche aeree o interrate;
  • controlli documentali e tecnici sugli impianti elettrici di cantiere.

9. Rischi da agenti fisici

  • rumore, vibrazioni, microclima, radiazione solare e condizioni climatiche severe;
  • valutazione dell’esposizione in relazione a fasi, mansioni e attrezzature utilizzate;
  • misure tecniche, organizzative e DPI per ridurre l’esposizione dei lavoratori;
  • coordinamento tra imprese quando le esposizioni interferiscono con lavorazioni simultanee.

10. Rischi da agenti chimici, polveri e materiali pericolosi

  • cemento, resine, solventi, vernici, polveri, silice, fibre e prodotti chimici di cantiere;
  • schede di sicurezza, etichettatura, stoccaggio e procedure di utilizzo sicuro;
  • misure per contenere inalazione, contatto cutaneo, incendio, esplosione e dispersione ambientale;
  • coordinamento tra lavorazioni polverose, attività di finitura e presenza di altre imprese.

11. Amianto e materiali contenenti sostanze pericolose

  • riconoscimento delle situazioni in cui può essere presente amianto o materiale sospetto;
  • obblighi di valutazione preventiva, confinamento, bonifica e gestione documentale;
  • rischi per lavoratori, terzi e ambiente durante demolizioni e manutenzioni;
  • necessità di imprese abilitate, procedure dedicate e coordinamento specifico.

12. Rischio biologico, igiene di cantiere e servizi logistici

  • servizi igienici, spogliatoi, aree di refezione e condizioni igienico-sanitarie;
  • possibili esposizioni a reflui, terreni contaminati, rifiuti, animali o ambienti degradati;
  • pulizia, disinfezione, gestione rifiuti e misure organizzative di prevenzione;
  • attenzione alle condizioni ambientali e alle lavorazioni in contesti particolari.

13. Incendio, esplosione e gestione delle emergenze

  • rischi di incendio connessi a saldature, tagli, prodotti infiammabili e depositi temporanei;
  • presidi antincendio, vie di esodo, punti di raccolta e segnaletica di emergenza;
  • procedure di evacuazione, chiamata dei soccorsi e coordinamento tra imprese;
  • integrazione delle misure di emergenza nel PSC e nei POS.

14. Segnaletica, delimitazioni e comunicazione dei rischi

  • segnaletica di sicurezza, cartellonistica, avvisi, interdizioni e percorsi obbligati;
  • delimitazione di scavi, zone di sollevamento, aree interdette e lavorazioni pericolose;
  • comunicazione dei rischi ai lavoratori, visitatori e soggetti esterni;
  • aggiornamento della segnaletica in funzione dell’evoluzione del cantiere.

15. DPI e protezioni collettive

  • criteri di scelta tra misure tecniche, organizzative, protezioni collettive e DPI;
  • caschi, calzature, guanti, protezioni uditive, occhi, vie respiratorie e anticaduta;
  • compatibilità dei DPI con lavorazioni, ambiente, attrezzature e rischi interferenti;
  • verifica della coerenza tra DPI previsti nel POS e condizioni effettive del cantiere.

16. Rischi interferenziali e lavorazioni simultanee

  • analisi delle interferenze tra imprese, lavoratori autonomi, mezzi, fasi e aree operative;
  • cronoprogramma, sequenze di lavoro e separazione spaziale o temporale delle attività;
  • riunioni di coordinamento e aggiornamento delle prescrizioni operative;
  • gestione delle modifiche impreviste e delle emergenze organizzative.

17. Malattie professionali e sorveglianza sanitaria nei cantieri

  • principali esposizioni lavorative che possono determinare patologie professionali;
  • ruolo del medico competente e collegamento con valutazione dei rischi e idoneità alla mansione;
  • formazione, informazione, DPI e misure tecniche per ridurre le esposizioni;
  • attenzione a lavoratori fragili, minori, lavoratrici madri e condizioni individuali rilevanti.

18. Analisi tecnica di casi infortunistici

  • lettura tecnica di dinamiche infortunistiche tipiche dei cantieri;
  • individuazione delle cause immediate, organizzative e documentali dell’evento;
  • collegamento tra prescrizioni del PSC, contenuti del POS e comportamenti operativi;
  • traduzione delle lezioni apprese in misure preventive e prescrizioni di coordinamento.

Il modulo tecnico consente al coordinatore di riconoscere i rischi concreti del cantiere e tradurli in misure preventive, prescrizioni e controlli coerenti. La conoscenza tecnica delle lavorazioni è essenziale per redigere un PSC efficace e verificare l’adeguatezza dei POS e dell’organizzazione operativa.

Argomenti del Corso Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE

Modulo Metodologico/Organizzativo – 16 ore

Il Modulo Metodologico/Organizzativo del Corso CSP/CSE approfondisce gli strumenti per pianificare, documentare e coordinare la sicurezza nei cantieri. Il percorso è dedicato alla redazione e gestione del PSC, all’analisi dei POS, alla stima dei costi della sicurezza, al cronoprogramma e alle modalità di coordinamento tra imprese. L’obiettivo è trasformare le conoscenze giuridiche e tecniche in un metodo operativo applicabile nelle diverse fasi del cantiere.

1. Metodo di analisi dei rischi di cantiere

  • raccolta delle informazioni iniziali su opera, contesto, imprese, fasi e lavorazioni;
  • individuazione dei pericoli, valutazione dei rischi e definizione delle priorità preventive;
  • analisi delle interferenze spaziali, temporali e organizzative tra le attività;
  • traduzione dell’analisi in prescrizioni chiare, verificabili e proporzionate.

2. Piano di sicurezza e coordinamento

  • funzione del PSC come documento progettuale e gestionale della sicurezza;
  • contenuti minimi, struttura logica, prescrizioni operative e misure di coordinamento;
  • coerenza tra PSC, progetto, computo, cronoprogramma e organizzazione del cantiere;
  • aggiornamento del PSC in funzione dell’evoluzione dei lavori e delle criticità riscontrate.

3. Piano operativo di sicurezza e verifica di congruenza

  • contenuti essenziali del POS e rapporto con la valutazione dei rischi dell’impresa;
  • verifica di coerenza tra POS, PSC, lavorazioni affidate e organizzazione effettiva;
  • gestione di integrazioni, richieste di chiarimento e non conformità documentali;
  • tracciabilità delle verifiche e delle comunicazioni con imprese affidatarie ed esecutrici.

4. Fascicolo dell’opera

  • finalità del fascicolo e collegamento con manutenzioni future dell’opera;
  • informazioni utili per prevenire rischi nelle attività successive alla realizzazione;
  • aggiornamento del fascicolo in relazione a modifiche progettuali e soluzioni realizzate;
  • integrazione tra scelte progettuali, sicurezza in esercizio e manutenzione.

5. Cronoprogramma dei lavori e gestione delle interferenze

  • lettura delle fasi lavorative e individuazione delle sovrapposizioni critiche;
  • separazione temporale o spaziale delle attività incompatibili o interferenti;
  • aggiornamento del cronoprogramma in base all’avanzamento reale del cantiere;
  • utilizzo del cronoprogramma come strumento di coordinamento e controllo.

6. Stima dei costi della sicurezza

  • principi di individuazione e quantificazione dei costi della sicurezza non soggetti a ribasso;
  • distinzione tra costi della sicurezza e oneri aziendali della sicurezza;
  • coerenza tra prescrizioni del PSC, misure previste e computo dei costi;
  • gestione di aggiornamenti, varianti e modifiche organizzative rilevanti.

7. Riunioni di coordinamento e comunicazione operativa

  • organizzazione delle riunioni iniziali, periodiche e straordinarie di coordinamento;
  • gestione del confronto tra imprese, lavoratori autonomi, direzione lavori e committente;
  • verbalizzazione delle decisioni, delle prescrizioni e degli impegni assunti;
  • comunicazione efficace delle misure di prevenzione alle figure operative.

8. Sopralluoghi, controlli e verbali del CSE

  • programmazione dei sopralluoghi in relazione a fasi critiche, rischi e avanzamento dei lavori;
  • osservazione delle condizioni reali di cantiere e confronto con PSC e POS;
  • redazione di verbali chiari, puntuali, tracciabili e orientati alla correzione delle criticità;
  • gestione di prescrizioni, richiami, sospensioni e segnalazioni al committente.

9. Gestione delle modifiche e delle varianti in corso d’opera

  • valutazione dell’impatto delle varianti su rischi, interferenze, costi e tempi di lavoro;
  • aggiornamento della documentazione di sicurezza e delle procedure operative;
  • coinvolgimento delle imprese interessate e verifica delle misure integrative;
  • tracciabilità delle decisioni tecniche e organizzative.

10. Tecniche di comunicazione e gestione dei conflitti

  • comunicazione assertiva con imprese, preposti, lavoratori autonomi e committenza;
  • gestione di resistenze operative, urgenze produttive e comportamenti non conformi;
  • uso di linguaggio chiaro, prescrizioni verificabili e priorità motivate dal rischio;
  • mantenimento dell’autorevolezza professionale del coordinatore.

11. Qualità del coordinamento e miglioramento continuo

  • monitoraggio dell’efficacia delle misure previste e delle azioni correttive;
  • analisi delle non conformità ricorrenti e individuazione di soluzioni organizzative;
  • integrazione tra documentazione, sopralluoghi, riunioni e aggiornamenti del PSC;
  • criteri per rendere il coordinamento concreto, tracciabile e utile alla prevenzione.

Il modulo metodologico/organizzativo consente di applicare un metodo strutturato alla gestione della sicurezza in cantiere. PSC, POS, cronoprogramma, costi della sicurezza e verbali diventano strumenti operativi per prevenire interferenze e governare l’evoluzione reale dei lavori.

Argomenti del Corso Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE

Modulo Parte pratica – 24 ore

Il Modulo Parte pratica del Corso CSP/CSE è dedicato all’applicazione operativa delle conoscenze acquisite nei moduli giuridico, tecnico e metodologico. Attraverso casi studio, esercitazioni, simulazioni e analisi documentale, i partecipanti imparano a redigere e verificare documenti di cantiere, gestire riunioni e sopralluoghi, individuare non conformità e formulare prescrizioni efficaci. Il modulo è finalizzato a consolidare competenze direttamente utilizzabili nell’attività professionale di coordinamento.

1. Analisi di casi studio di cantiere

  • lettura di scenari realistici relativi a cantieri edili, stradali, impiantistici o di manutenzione;
  • individuazione dei soggetti coinvolti, delle fasi lavorative e delle interferenze principali;
  • riconoscimento dei rischi prioritari e delle criticità documentali o organizzative;
  • discussione guidata sulle misure di prevenzione e coordinamento più appropriate.

2. Esercitazione sulla redazione del PSC

  • impostazione della struttura del piano di sicurezza e coordinamento a partire da un caso concreto;
  • descrizione dell’opera, dell’area di cantiere, delle fasi e delle lavorazioni previste;
  • individuazione delle prescrizioni operative e delle misure di coordinamento;
  • verifica della chiarezza, coerenza e applicabilità delle prescrizioni inserite.

3. Esercitazione sul fascicolo dell’opera

  • analisi delle caratteristiche dell’opera rilevanti per le manutenzioni future;
  • individuazione dei rischi prevedibili nelle attività successive alla realizzazione;
  • definizione delle informazioni utili per accessi, manutenzioni, impianti e componenti edilizi;
  • aggiornamento del fascicolo in relazione a soluzioni tecniche e modifiche progettuali.

4. Verifica pratica dei POS

  • lettura critica di piani operativi di sicurezza predisposti da imprese esecutrici;
  • controllo di coerenza con lavorazioni affidate, attrezzature, personale e misure previste;
  • individuazione di omissioni, incongruenze, formulazioni generiche e aspetti da integrare;
  • predisposizione di richieste di integrazione e tracciamento delle verifiche svolte.

5. Simulazione del cronoprogramma e delle interferenze

  • costruzione o lettura di un cronoprogramma semplificato delle lavorazioni;
  • individuazione delle sovrapposizioni critiche tra imprese, mezzi e aree operative;
  • proposta di soluzioni di separazione temporale, spaziale o procedurale;
  • aggiornamento delle misure di coordinamento in base all’evoluzione del cantiere.

6. Stima pratica dei costi della sicurezza

  • individuazione delle misure di sicurezza da computare nel caso proposto;
  • distinzione tra misure di coordinamento, apprestamenti, procedure, impianti e servizi;
  • coerenza tra prescrizioni del PSC e voci economiche inserite nella stima;
  • analisi di errori ricorrenti nella quantificazione dei costi della sicurezza.

7. Simulazione di riunione di coordinamento

  • preparazione dell’ordine del giorno in funzione della fase di lavoro e delle criticità presenti;
  • gestione del confronto tra imprese affidatarie, esecutrici, lavoratori autonomi e direzione lavori;
  • formulazione di decisioni operative, scadenze, responsabilità e azioni correttive;
  • redazione del verbale di coordinamento con prescrizioni chiare e verificabili.

8. Simulazione di sopralluogo del CSE

  • osservazione di situazioni simulate o documentate attraverso fotografie, planimetrie e descrizioni;
  • confronto tra condizioni rilevate, PSC, POS e prescrizioni impartite;
  • individuazione di non conformità, rischi immediati e priorità di intervento;
  • redazione di verbali di sopralluogo, richiami e richieste di adeguamento.

9. Gestione di non conformità e situazioni critiche

  • classificazione delle non conformità in base a gravità, urgenza e rischio per i lavoratori;
  • formulazione di prescrizioni operative e termini di adeguamento;
  • gestione di sospensione delle lavorazioni, segnalazione al committente e comunicazioni formali;
  • tracciabilità delle azioni correttive e verifica dell’avvenuto adeguamento.

10. Elaborazione di procedure e istruzioni operative

  • predisposizione di procedure per fasi critiche come scavi, sollevamenti, lavori in quota e demolizioni;
  • definizione di ruoli, sequenze operative, delimitazioni, DPI e attrezzature necessarie;
  • integrazione delle procedure nel PSC, nei POS e nelle riunioni di coordinamento;
  • verifica della comprensibilità delle istruzioni per imprese e preposti.

11. Presentazione e discussione degli elaborati

  • condivisione degli elaborati prodotti durante le esercitazioni pratiche;
  • discussione delle scelte tecniche, organizzative e documentali adottate;
  • correzione guidata di carenze, ridondanze, prescrizioni generiche o incoerenze;
  • consolidamento di un metodo professionale di redazione e controllo.

12. Verifica finale delle competenze operative

  • valutazione della capacità di applicare norme, tecniche e metodo a casi concreti;
  • analisi della completezza e coerenza degli elaborati prodotti;
  • verifica della capacità di individuare rischi interferenziali e misure di coordinamento;
  • collegamento con l’attività professionale di CSP e CSE e con l’aggiornamento periodico.

La parte pratica consolida il passaggio dalla conoscenza teorica all’operatività professionale. Le esercitazioni permettono di sviluppare metodo, capacità di analisi, chiarezza documentale e gestione efficace delle situazioni reali di cantiere.

PROGRAMMA DEL CORSO DI AGGIORNAMENTO PER COORDINATORE SICUREZZA CANTIERI (CSP/CSE)

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Argomenti del Corso Aggiornamento Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE (Dipendente/Privato) (40 ore)

Il Corso Aggiornamento Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE (40 ore) è rivolto ai professionisti che svolgono o intendono mantenere il ruolo di Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione e di Esecuzione nei cantieri temporanei o mobili. Il percorso consente di aggiornare le competenze tecniche, normative, organizzative e procedurali necessarie per gestire correttamente gli obblighi connessi alla sicurezza nei cantieri.

La formazione approfondisce l’evoluzione della normativa sicurezza sul lavoro, le responsabilità del CSP e del CSE, la progettazione del Piano di Sicurezza e Coordinamento, la verifica dell’idoneità tecnico-professionale, la gestione delle interferenze, il coordinamento tra imprese, la vigilanza operativa e le principali misure di prevenzione dei rischi. Il corso sicurezza sul lavoro è strutturato in coerenza con il D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento al Titolo IV, all’art. 98 e all’Allegato XIV, nonché con le indicazioni dell’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025 in materia di formazione e aggiornamento.

L’aggiornamento sicurezza permette al Coordinatore CSP/CSE di consolidare un approccio professionale, documentato e concreto alla gestione della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, con attenzione sia agli aspetti giuridici sia alle applicazioni pratiche nei cantieri edili, impiantistici, infrastrutturali e di manutenzione.

Elenco degli argomenti del corso

1. Quadro normativo aggiornato per la sicurezza nei cantieri

  • Lgs. 81/2008 e successive modifiche, con particolare riferimento al Titolo IV sui cantieri temporanei o mobili.
  • Requisiti professionali del Coordinatore per la Sicurezza ai sensi dell’art. 98 e dell’Allegato XIV.
  • Aggiornamento quinquennale di 40 ore e mantenimento dell’abilitazione professionale per CSP e CSE.
  • Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025: criteri generali della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro.
  • Rapporti tra normativa nazionale, buone prassi, linee guida, interpelli e indicazioni degli organi di vigilanza.

2. Ruolo, compiti e responsabilità del CSP e del CSE

  • Funzioni del Coordinatore per la Sicurezza in fase di Progettazione e in fase di Esecuzione.
  • Obblighi del CSP nella progettazione della sicurezza, nella redazione del PSC e nella predisposizione del fascicolo dell’opera.
  • Obblighi del CSE nella verifica dell’applicazione del PSC, nel coordinamento operativo e nella gestione delle interferenze.
  • Responsabilità civili, penali e professionali connesse all’incarico di coordinamento.
  • Limiti dell’incarico, obbligo di alta vigilanza e differenza rispetto alla vigilanza operativa del datore di lavoro, del dirigente e del preposto.

3. Soggetti del cantiere e organizzazione della prevenzione

  • Committente, responsabile dei lavori, impresa affidataria, imprese esecutrici, lavoratori autonomi e subappaltatori.
  • Rapporti tra CSP, CSE, direttore dei lavori, progettisti, RSPP, preposti, RLS/RLST e medico competente.
  • Obblighi dell’impresa affidataria e verifica del coordinamento delle imprese esecutrici.
  • Gestione delle deleghe, delle nomine, degli incarichi e della documentazione richiesta in cantiere.
  • Coordinamento tra soggetti aziendali e figure professionali esterne coinvolte nell’opera.

4. Valutazione dei rischi nei cantieri temporanei o mobili

  • Analisi preliminare del contesto di cantiere, dell’area di intervento, delle lavorazioni e delle interferenze.
  • Individuazione dei rischi specifici e dei rischi interferenziali nelle diverse fasi dell’opera.
  • Rischi prevalenti nei cantieri: cadute dall’alto, seppellimento, investimento, elettrocuzione, movimentazione carichi e uso di attrezzature.
  • Rischi legati ad agenti fisici, chimici, biologici, atmosfere pericolose, microclima, rumore, vibrazioni e polveri.
  • Collegamento tra valutazione dei rischi, scelte progettuali, misure di prevenzione e programmazione delle fasi di lavoro.

5. Piano di Sicurezza e Coordinamento e documenti collegati

  • Contenuti minimi del PSC secondo l’Allegato XV del D.Lgs. 81/2008.
  • Analisi delle fasi lavorative, delle interferenze, delle misure preventive e delle procedure di coordinamento.
  • Stima dei costi della sicurezza, congruità delle misure previste e gestione degli aggiornamenti del piano.
  • Fascicolo dell’opera, elaborati tecnici, cronoprogramma, layout di cantiere e documenti di supporto.
  • Coerenza tra PSC, POS, PSS, DUVRI ove applicabile e documentazione delle imprese esecutrici.

6. Piano Operativo di Sicurezza e verifica dell’idoneità tecnico-professionale

  • Contenuti del POS e criteri di verifica da parte del CSE prima dell’inizio delle lavorazioni.
  • Conformità del POS rispetto al PSC, alle lavorazioni effettivamente svolte e all’organizzazione dell’impresa.
  • Documentazione tecnico-professionale di imprese e lavoratori autonomi.
  • Verifica di formazione, addestramento, idoneità sanitaria, attrezzature, DPI e procedure aziendali.
  • Gestione delle carenze documentali, richieste di integrazione e tracciabilità delle verifiche svolte.

7. Gestione delle interferenze e coordinamento operativo

  • Programmazione delle lavorazioni e coordinamento tra imprese presenti anche in tempi diversi.
  • Riunioni di coordinamento, verbali, sopralluoghi, comunicazioni e aggiornamento delle prescrizioni operative.
  • Gestione delle interferenze tra attività edili, impiantistiche, logistiche, manutentive e di movimentazione.
  • Procedure per lavorazioni simultanee, fasi critiche, accessi comuni, viabilità interna e aree di deposito.
  • Strumenti per migliorare la comunicazione in cantiere e prevenire sovrapposizioni non controllate.

8. Rischi prioritari di cantiere e misure di prevenzione

  • Lavori in quota, ponteggi, trabattelli, scale, coperture, sistemi anticaduta e DPI di III categoria.
  • Scavi, demolizioni, opere provvisionali, movimentazione meccanica dei carichi e rischio seppellimento.
  • Impianti elettrici di cantiere, lavori in prossimità di linee elettriche e protezione contro contatti diretti e indiretti.
  • Macchine, attrezzature, apparecchi di sollevamento, mezzi d’opera e gestione della viabilità interna.
  • Rischi emergenti e stagionali: stress termico, radiazione solare, eventi meteorologici intensi e condizioni ambientali sfavorevoli.

9. Procedure di emergenza, primo soccorso e gestione delle situazioni critiche

  • Organizzazione delle emergenze in cantiere e raccordo con il piano di emergenza aziendale o di sito.
  • Gestione di incendio, infortunio grave, caduta dall’alto, seppellimento, crollo, investimento e atmosfere pericolose.
  • Coordinamento tra addetti antincendio, addetti primo soccorso, preposti, imprese esecutrici e soccorsi esterni.
  • Vie di esodo, punti di raccolta, accesso dei mezzi di soccorso e comunicazioni in emergenza.
  • Procedure per sospendere le lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente.

10. Vigilanza del CSE, sospensione dei lavori e gestione delle non conformità

  • Modalità di controllo dell’applicazione del PSC e delle procedure operative da parte delle imprese.
  • Individuazione, registrazione e comunicazione delle non conformità rilevate durante i sopralluoghi.
  • Prescrizioni operative, diffide, richieste di adeguamento e verifica delle azioni correttive.
  • Segnalazione al committente o al responsabile dei lavori delle inosservanze rilevanti.
  • Sospensione delle singole lavorazioni in caso di pericolo grave e imminente direttamente riscontrato.

11. Comunicazione, leadership e gestione dei comportamenti sicuri

  • Comunicazione efficace con imprese, preposti, lavoratori autonomi, committente e direzione lavori.
  • Tecniche di conduzione delle riunioni di coordinamento e gestione dei conflitti operativi.
  • Promozione della cultura della prevenzione, della segnalazione dei near miss e del miglioramento continuo.
  • Coinvolgimento dei lavoratori e dei rappresentanti per la sicurezza nelle attività di coordinamento.
  • Comportamenti sicuri, percezione del rischio e responsabilizzazione delle figure presenti in cantiere.

12. Aggiornamenti tecnici, documentali e casi applicativi

  • Analisi di casi pratici relativi a cantieri edili, manutenzioni, opere impiantistiche e lavori complessi.
  • Esempi di aggiornamento del PSC in seguito a varianti progettuali, nuove imprese o modifiche del cronoprogramma.
  • Valutazione di POS, verbali di coordinamento, prescrizioni e documentazione di cantiere.
  • Approfondimento di errori ricorrenti, criticità ispettive e carenze documentali frequenti.
  • Applicazione pratica delle misure di prevenzione attraverso esempi, simulazioni e discussione guidata.

13. Evoluzione normativa, giurisprudenza e responsabilità professionale

  • Principali orientamenti giurisprudenziali in materia di responsabilità del CSP e del CSE.
  • Distinzione tra obblighi di verifica, coordinamento, controllo e poteri impeditivi.
  • Rapporto tra responsabilità del coordinatore, responsabilità dell’impresa e obblighi del committente.
  • Documentazione delle attività svolte come elemento essenziale di tracciabilità professionale.
  • Aggiornamento continuo come strumento di tutela tecnica, professionale e organizzativa.

14. Verifica finale, mantenimento delle competenze e attestazione

  • Riesame degli argomenti trattati e verifica finale dell’apprendimento secondo le modalità previste.
  • Consolidamento delle competenze necessarie per il mantenimento dell’abilitazione di Coordinatore CSP/CSE.
  • Aggiornamento quinquennale e gestione del monte ore formativo nel periodo di validità.
  • Rilascio dell’attestato di frequenza e superamento come documentazione della formazione svolta.
  • Collegamento tra aggiornamento professionale, qualità dell’incarico e corretta gestione della sicurezza nei cantieri.

Conclusione

Il Corso Aggiornamento Coordinatore Sicurezza Cantieri CSP/CSE (40 ore) consente ai professionisti di mantenere e rafforzare le competenze necessarie per progettare, coordinare e controllare la sicurezza nei cantieri temporanei o mobili. Il percorso formativo integra aggiornamento normativo, responsabilità professionali, analisi dei rischi, gestione documentale, coordinamento operativo, vigilanza e casi pratici, contribuendo a una gestione più efficace della prevenzione dei rischi e degli obblighi previsti dalla normativa vigente in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

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Attestato verificabile

Documentazione Verificabile dagli Enti di Controllo
In caso di ispezione da parte di ATS, Ispettorato del Lavoro o Carabinieri, l’attestato è tracciabile e verificabile, corredato da registro presenze e report formativo certificato, come previsto dalla normativa sulla formazione sincrona a distanza.
👉 Massima tutela per l’azienda e sicurezza documentale completa

Corsi Sicurezza sul Lavoro Dedicati alle Aziende – Formazione personalizzata presso la tua sede o presso la nostra struttura

Scegli un corso dedicato in presenza, organizzato direttamente presso la tua sede oppure presso la nostra struttura, riservato esclusivamente al personale della tua azienda. La formazione viene personalizzata in funzione delle mansioni svolte, del settore di attività e dei rischi realmente presenti, garantendo un’esperienza più concreta, efficace e perfettamente aderente alle esigenze operative aziendali.

🏭 Perché scegliere un corso dedicato per la tua azienda?

• ✅ Nessuna necessità di spostare il personale presso sedi esterne
• ✅ Formazione calibrata sui rischi e sulle attività reali dell’azienda
• ✅ Soluzione ideale per gruppi di lavoratori e formazione multipla
• ✅ Gestione organizzativa e documentale semplificata
• ✅ Maggiore efficacia formativa grazie alla contestualizzazione pratica delle attività svolte
• ✅ Possibilità di concordare date e orari in funzione delle esigenze produttive aziendali

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Attivazione rapida

Programmazione rapida e calendario
su misura per l’azienda
L’azienda può concordare data, orario e sede di svolgimento del corso, scegliendo tra l’erogazione presso la propria sede o presso la nostra aula formazione. Organizziamo sessioni dedicate e flessibili, riducendo al minimo l’impatto sull’operatività aziendale.

👉 Formazione costruita sui tempi, sulle priorità e sulle esigenze reali dell’impresa.

Lezioni "Dedicate"

Docente in presenza con focus sui
rischi specifici del settore
Un formatore qualificato svolge il corso direttamente
presso la sede aziendale oppure accoglie il gruppo presso
la nostra struttura, adattando i contenuti ai rischi reali, alle mansioni e alle attività svolte dai partecipanti. Questo rende la formazione più concreta, coinvolgente ed efficace.
👉 Formazione pratica e mirata, realmente calata nella realtà operativa dell’azienda.

Test in loco

Registro presenze e test finale in loco

Durante il corso viene gestito il registro presenze ufficiale e, al termine, il docente somministra e verifica il test finale di apprendimento, documentando correttamente la partecipazione e la conclusione del percorso.

👉 Presenze, test e documentazione vengono gestiti da noi, in modo ordinato e conforme alla normativa vigente.

Attestati in 48 h

Attestati Rilasciati Entro 2 Giorni Lavorativi
Gli attestati vengono emessi in tempi rapidi e inviati ai responsabili aziendali. L’azienda può così archiviare facilmente tutta la documentazione per eventuali controlli o audit interni.
👉 Zero gestione burocratica: ci occupiamo noi di tutto

Conformità Nazionale

Conformità al D.Lgs. 81/08 e Valore Legale degli Attestati
Gli attestati rilasciati sono pienamente conformi agli Accordi Stato-Regioni e al D.Lgs. 81/08 e sono riconosciuti su tutto il territorio nazionale. Perfetti per clienti, ispettori, RSPP, DVR e audit di certificazione ISO.
👉 Documento pienamente valido e spendibile anche in gare d’appalto o verifiche di cantiere.

Attestati verificabili

Tracciabilità, verificabilità e immagine professionale

In caso di controlli da parte di ASL, Ispettorato del Lavoro o altri organi di vigilanza, gli attestati risultano immediatamente verificabili, offrendo maggiore tutela documentale e rafforzando l’immagine dell’azienda come realtà organizzata, conforme e attenta alla sicurezza.

👉 Un vantaggio concreto anche in termini di reputazione aziendale, affidabilità e qualificazione professionale.

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