B-SP1 – Agricoltura, silvicoltura e zootecnia

B-SP1 – Agricoltura, silvicoltura e zootecnia

Corso Formazione per RSPP Dipendente/Esterno/Privato - Modulo specializzazione B-SP1: Agricoltura (16 ore)

Corso per RSPP Dipendente/Esterno/Privato - Modulo specializzazione B-SP1 per il settore Agricoltura (16 ore)

Ai sensi del ASR 17/04/2025 e D.Lgs. 81/2008

Prezzo

Da 385 € (tasse escluse)

Ore

Durata: 16 ore

Frequenza 100%

Frequenza obbligatoria: 100%

Sede

Multimodale

Orario

09:00 – 18:00 (8 ore) +
09:00 – 18:00 (8 ore)

Contatti

SICURLAV:
328 7037076
055 8359307
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ing.paolotripodi@yahoo.it

Data

Vedi Calendario

Presentazione del Corso Formazione per RSPP Dipendente – Modulo specializzazione B-SP1: Agricoltura (16 ore)

Il Corso RSPP Modulo B-SP1 Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia (16 ore) è il percorso di specializzazione destinato ai professionisti della prevenzione che devono operare come RSPP o ASPP nei settori produttivi agricoli, forestali e zootecnici, con riferimento ai codici ATECO A 01-02. Il corso approfondisce i rischi caratteristici del comparto primario, dalle attività in campo aperto e in serra alle lavorazioni forestali, dalla gestione degli allevamenti all’utilizzo di macchine agricole, attrezzature, impianti, prodotti fitosanitari e ambienti di lavoro complessi.

La finalità del percorso è fornire competenze specialistiche, operative e realmente applicabili alla valutazione dei rischi, alla scelta delle misure di prevenzione e protezione, alla pianificazione degli interventi aziendali e alla gestione delle criticità tipiche di aziende agricole, imprese forestali, allevamenti, cooperative, consorzi, aziende agromeccaniche e realtà produttive con mansioni miste, stagionali o svolte in ambienti esterni variabili.

Scheda sintetica del corso

Voce

Descrizione

Denominazione

Corso RSPP Modulo specializzazione B-SP1: Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia

Durata

16 ore, escluse eventuali verifiche finali secondo l’organizzazione didattica applicata

Destinatari

RSPP e ASPP che devono integrare il Modulo B comune con la specializzazione per i settori ATECO A 01-02

Settore di riferimento

A 01-02 – Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia

Prerequisiti

Possesso dei requisiti previsti dall’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e frequenza del percorso propedeutico previsto per RSPP/ASPP

Normativa di riferimento

D.Lgs. 81/2008, art. 32, e Accordo Stato-Regioni 17 aprile 2025

Finalità

Specializzare RSPP e ASPP nella valutazione e gestione dei rischi agricoli, forestali e zootecnici

Attestato

Attestato di formazione rilasciato a seguito di frequenza e superamento della verifica prevista

Inquadramento del Modulo B-SP1 nel percorso RSPP e ASPP

Il Modulo B-SP1 si colloca all’interno del percorso formativo previsto per Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione e Addetto al Servizio di Prevenzione e Protezione. Non è un corso generico sulla sicurezza sul lavoro, ma un modulo specialistico progettato per integrare le competenze del Modulo B comune quando il professionista deve operare in comparti nei quali il profilo di rischio richiede un approfondimento settoriale specifico.

Il Modulo B comune costituisce la base tecnica trasversale per l’analisi dei rischi e per la progettazione delle misure di prevenzione e protezione. Il Modulo B-SP1 aggiunge invece un livello di dettaglio calibrato su Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia: ambienti aperti e variabili, condizioni microclimatiche non sempre governabili, utilizzo di trattori agricoli e forestali, macchine semoventi e portate, attrezzature intercambiabili, sostanze chimiche, agenti biologici, rischio meccanico, movimentazione manuale dei carichi, gestione degli animali, attività in quota, emergenze e lavorazioni in luoghi isolati o difficilmente raggiungibili.

Per chi deve ricoprire il ruolo di RSPP, il percorso complessivo deve essere valutato anche in relazione al Modulo C, dedicato agli aspetti gestionali e relazionali del servizio di prevenzione e protezione. Per gli ASPP, invece, il percorso è orientato alle competenze tecniche e operative coerenti con il ruolo di supporto al servizio prevenzione e protezione, secondo le condizioni previste dalla normativa vigente.

Differenza tra Modulo B-SP1 RSPP/ASPP e modulo integrativo per Datore di Lavoro RSPP

È importante non confondere il Corso RSPP Modulo B-SP1 con il Modulo integrativo 1 previsto per il Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del servizio di prevenzione e protezione. Le denominazioni possono apparire simili perché entrambe riguardano il settore Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia e hanno durata pari a 16 ore, ma la collocazione formativa e i destinatari non sono identici.

Il Modulo B-SP1 appartiene al percorso RSPP/ASPP ai sensi dell’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 ed è pensato per soggetti che assumono funzioni tecniche nel servizio di prevenzione e protezione. Il modulo integrativo per Datore di Lavoro RSPP riguarda invece il datore di lavoro che, nei casi consentiti, assume direttamente l’incarico di RSPP ai sensi dell’art. 34. In sede di iscrizione, quindi, è opportuno verificare con precisione il ruolo del partecipante, il percorso già svolto, il settore ATECO dell’azienda e l’effettivo fabbisogno formativo.

A chi è rivolto il Corso RSPP Modulo B-SP1

Il corso è rivolto a professionisti, consulenti, tecnici della prevenzione, dipendenti aziendali, responsabili interni, addetti del servizio prevenzione e protezione e figure tecniche che devono acquisire o completare la specializzazione necessaria per operare nei settori agricoli, forestali e zootecnici. È particolarmente indicato per chi segue aziende caratterizzate da lavorazioni plurime, stagionalità, utilizzo intensivo di attrezzature, esposizione ad agenti chimici e biologici, contatto con animali, attività all’aperto, conduzione di mezzi e presenza di ambienti con caratteristiche variabili.

  • RSPP che devono assumere l’incarico in aziende agricole, zootecniche o forestali rientranti nei codici ATECO A 01-02.
  • ASPP che devono supportare il servizio di prevenzione e protezione in realtà del comparto agricolo, silvicolo e zootecnico.
  • Consulenti tecnici e professionisti della sicurezza sul lavoro che intendono ampliare il proprio campo operativo nei settori della produzione agricola, degli allevamenti e della gestione forestale.
  • Addetti interni ad aziende strutturate, cooperative agricole, consorzi, imprese boschive, vivai, serre, allevamenti e aziende agromeccaniche.
  • Figure che hanno già svolto il Modulo B comune e devono integrare il percorso con una specializzazione settoriale coerente con il comparto di riferimento.

Perché la specializzazione B-SP1 è strategica nel settore agricolo, forestale e zootecnico

Il comparto agricolo, silvicolo e zootecnico presenta una combinazione di rischi molto diversa da quella tipica degli ambienti industriali o d’ufficio. Le attività si svolgono spesso in contesti aperti, su terreni non uniformi, con mezzi in movimento, condizioni meteorologiche variabili, uso di attrezzature trainate o portate, presenza di animali, manipolazione di prodotti chimici, esposizione a polveri organiche, rumore, vibrazioni, movimentazione manuale e situazioni di lavoro isolato.

In questo quadro, il RSPP o ASPP non può limitarsi a un approccio formale. Deve saper leggere i processi produttivi, ricostruire le fasi reali di lavoro, individuare le interferenze tra lavorazioni, distinguere i rischi ordinari da quelli derivanti da condizioni particolari e proporre misure concretamente applicabili. La formazione B-SP1 è quindi utile per trasformare la valutazione dei rischi in uno strumento operativo, capace di supportare l’azienda nelle scelte su attrezzature, procedure, addestramento, DPI, sorveglianza, manutenzione e gestione delle emergenze.

La specializzazione è particolarmente rilevante anche per le aziende di piccole dimensioni, dove la stessa persona può alternare attività di conduzione mezzi, manutenzione, trattamenti fitosanitari, movimentazione materiali, gestione animali, raccolta, potatura, uso di motoseghe o decespugliatori, accesso a fienili, depositi, silos, vasche, cantine, serre e locali tecnici. In questi contesti la sicurezza deve essere progettata in modo semplice, comprensibile e proporzionato, ma senza sottovalutare rischi che possono avere conseguenze gravi o mortali.

Programma del Corso RSPP Modulo B-SP1 Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia

Il programma del corso sviluppa i contenuti minimi previsti per il Modulo B-SP1 e li organizza in un percorso progressivo, orientato alla comprensione dei fenomeni infortunistici, all’analisi degli ambienti di lavoro, alla gestione delle attrezzature e alla prevenzione dei principali rischi specifici del comparto. La trattazione deve essere tecnica ma applicativa, con esempi riferiti a situazioni tipiche delle aziende agricole, delle imprese forestali e degli allevamenti.

Unità didattica

Contenuti trattati

UD1

Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto agricolo, silvicolo e zootecnico.

UD2

Organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro: serre, campi, boschi, stalle, depositi, magazzini, fienili, aree esterne e spazi tecnici.

UD3

Normativa tecnica per strutture e impianti, con attenzione a locali, depositi, impianti, vie di circolazione, aree di lavoro e manutenzione.

UD4

Rischi legati all’utilizzo di macchine e attrezzature di lavoro, con particolare attenzione a ribaltamento, schiacciamento, cesoiamento, impigliamento e investimento.

UD5

Agenti chimici, cancerogeni e mutageni, amianto, prodotti fitosanitari, disinfettanti, carburanti, oli, polveri e sostanze pericolose.

UD6

Agenti biologici, zoonosi, contatto con animali, liquami, materiali organici, polveri biologiche, contaminazioni e gestione igienica.

UD7

Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima, radiazioni solari, illuminazione, temperature estreme e condizioni ambientali sfavorevoli.

UD8

Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento: silos, vasche, cisterne, fosse, serbatoi, pozzetti, locali tecnici e spazi agricoli assimilabili.

UD9

Rischio incendio e gestione dell’emergenza in depositi, fienili, rimesse, officine, aree carburanti, serre e locali di stoccaggio.

UD10

Rischio di caduta dall’alto in attività agricole, forestali e zootecniche, incluse coperture, scale, piattaforme, alberi, silos e strutture sopraelevate.

UD11

Movimentazione dei carichi, posture incongrue, sforzi ripetuti, traino, spinta, sollevamento, gestione materiali, attrezzature e animali.

UD1 – Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto

L’analisi degli infortuni nel settore agricolo, forestale e zootecnico consente di comprendere perché alcuni scenari ricorrenti richiedono particolare attenzione: ribaltamento del trattore, investimento da mezzi, contatto con organi in movimento, cadute dall’alto, schiacciamenti, tagli, ferite da utensili, incidenti durante la manutenzione, esposizioni acute a sostanze chimiche e problematiche legate al contatto con animali. Il corso deve aiutare il partecipante a interpretare il dato infortunistico non come semplice statistica, ma come indicatore di criticità organizzative, tecniche e procedurali.

La parte relativa alle malattie professionali deve considerare le esposizioni croniche e cumulative: rumore, vibrazioni mano-braccio e corpo intero, sovraccarico biomeccanico, posture forzate, esposizione a polveri, sostanze chimiche, agenti biologici, radiazione solare e condizioni microclimatiche. Per il RSPP e ASPP è essenziale collegare questi elementi alla valutazione dei rischi, alla sorveglianza sanitaria, alla scelta dei DPI, alla manutenzione delle attrezzature e alla formazione dei lavoratori.

UD2 – Organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro

Le aziende agricole e zootecniche presentano ambienti di lavoro molto diversi tra loro: campi, serre, boschi, stalle, ricoveri animali, fienili, depositi, officine, locali fitosanitari, celle, silos, aree di carico e scarico, cantine, frantoi, locali tecnici e zone esterne di transito. La gestione della sicurezza deve tenere conto della variabilità delle superfici, della circolazione di persone e mezzi, della presenza di terzi, del lavoro stagionale, dell’eventuale impiego di lavoratori occasionali e della possibile sovrapposizione tra attività produttive, manutentive e logistiche.

Nel comparto forestale, la valutazione deve considerare lavorazioni svolte in boschi, versanti, aree impervie, strade forestali, cantieri temporanei, zone isolate e condizioni meteorologiche variabili. In zootecnia, invece, assumono rilievo la gestione degli animali, la pulizia dei ricoveri, la movimentazione di mangimi e lettiere, i rischi biologici, le atmosfere potenzialmente pericolose, il rischio di schiacciamento e la necessità di procedure chiare per l’accesso e la manutenzione di locali, vasche, fosse e impianti.

UD3 – Normativa tecnica per strutture e impianti

Il corso approfondisce la lettura tecnica delle strutture e degli impianti presenti nelle attività agricole, forestali e zootecniche. L’attenzione deve essere rivolta a stabilità delle strutture, idoneità dei locali, pavimentazioni, percorsi pedonali e carrabili, impianti elettrici, quadri, prese, illuminazione, ventilazione, aree di deposito, impianti di distribuzione carburante, locali per prodotti fitosanitari, officine, rimesse e zone di stoccaggio di materiali combustibili o sostanze pericolose.

Il RSPP o ASPP deve saper individuare situazioni che richiedono approfondimenti tecnici, verifiche documentali, manutenzione programmata o interventi correttivi. Non è sufficiente registrare la presenza di strutture e impianti: occorre valutare le modalità di utilizzo, lo stato di conservazione, la compatibilità con le lavorazioni, la presenza di protezioni, la segnaletica, gli accessi, la gestione delle emergenze e le possibili interferenze tra lavoratori, mezzi e attrezzature.

UD4 – Macchine agricole, attrezzature e rischi meccanici

Il rischio legato a macchine agricole e attrezzature di lavoro è uno degli aspetti centrali del Modulo B-SP1. Trattori agricoli e forestali, macchine semoventi, attrezzature portate o trainate, prese di forza, alberi cardanici, trinciatrici, presse, atomizzatori, motoseghe, decespugliatori, spaccalegna, nastri, coclee, caricatori e sistemi di sollevamento possono determinare eventi gravi se non correttamente scelti, mantenuti, protetti e utilizzati.

La valutazione deve considerare ribaltamento, schiacciamento, investimento, cesoiamento, trascinamento, impigliamento, proiezione di materiali, caduta di carichi, errata manutenzione, rimozione delle protezioni, avviamento intempestivo e utilizzo improprio. Il corso deve supportare il partecipante nella definizione di misure tecniche e organizzative quali protezioni, dispositivi di sicurezza, procedure di lavoro, controlli pre-uso, manutenzione, idoneità delle attrezzature, addestramento, abilitazioni specifiche e gestione del parco macchine.

Particolare attenzione deve essere dedicata al trattore agricolo o forestale, per il quale sono rilevanti la protezione in caso di capovolgimento, l’utilizzo dei sistemi di ritenzione, la stabilità su terreni inclinati, il traino, l’accoppiamento con attrezzature, la manutenzione, la circolazione aziendale e l’idoneità dell’operatore. Il RSPP deve saper distinguere tra valutazione del rischio, formazione generale e specifica, addestramento pratico e abilitazione per l’uso delle attrezzature previste dalla normativa.

UD5 – Agenti chimici, cancerogeni, mutageni, amianto e prodotti fitosanitari

Nel settore agricolo e zootecnico il rischio chimico può derivare da prodotti fitosanitari, fertilizzanti, detergenti, disinfettanti, carburanti, oli, solventi, medicinali veterinari, polveri, gas, prodotti per sanificazione, sostanze per la manutenzione e materiali contenenti amianto presenti in vecchie coperture o manufatti. La valutazione deve essere condotta considerando pericolosità intrinseca, modalità di esposizione, frequenza, quantità utilizzate, stoccaggio, preparazione delle miscele, distribuzione, manutenzione delle attrezzature, gestione dei residui e pulizia.

Il corso deve fornire criteri per leggere correttamente schede di sicurezza, etichette, pittogrammi, frasi di pericolo, misure di primo intervento, compatibilità dei DPI, ventilazione, procedure di travaso, deposito e smaltimento. Per i prodotti fitosanitari occorre considerare anche il coordinamento con gli obblighi specifici del settore, senza confondere la formazione RSPP/ASPP con eventuali abilitazioni o percorsi tecnici richiesti per acquisto, utilizzo o consulenza in materia di fitosanitari.

UD6 – Agenti biologici e rischio zoonotico

Gli agenti biologici assumono rilievo nelle attività zootecniche, nella gestione degli animali, nella manipolazione di materiali organici, nel contatto con liquami, lettiere, carcasse, acque contaminate, polveri biologiche, superfici sporche e ambienti con possibile proliferazione microbica. Il corso deve guidare il partecipante nella valutazione del rischio biologico in chiave concreta, collegando il pericolo alle mansioni, agli ambienti, alle modalità di contatto, alla pulizia, alla gestione igienica, agli impianti e alle procedure operative.

In zootecnia devono essere valutati anche graffi, morsi, calci, schiacciamenti, contatto con fluidi biologici, contaminazione di ferite, esposizione ad aerosol e rischi derivanti dalla gestione di animali malati o potenzialmente infetti. Il RSPP e ASPP devono saper proporre misure coerenti: separazione delle aree, procedure di accesso, igiene personale, lavaggio mani, sanificazione, DPI, gestione indumenti contaminati, informazione, addestramento e raccordo con la sorveglianza sanitaria.

UD7 – Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazione solare

Il Modulo B-SP1 affronta gli agenti fisici con particolare riferimento alle condizioni tipiche del comparto: rumore prodotto da macchine, motori, attrezzature da taglio e impianti; vibrazioni trasmesse al sistema mano-braccio o al corpo intero; esposizione a caldo, freddo, umidità, vento e radiazione solare; illuminazione insufficiente in depositi, stalle, magazzini e locali tecnici. Questi rischi richiedono un approccio valutativo che tenga conto dei tempi di esposizione, della stagionalità, delle condizioni operative e dello stato manutentivo delle attrezzature.

La prevenzione passa attraverso misure tecniche, organizzative e procedurali: scelta di macchine meno rumorose e meno vibranti, manutenzione, limitazione dei tempi di esposizione, rotazione delle attività, pause, dispositivi di protezione, idratazione, ombreggiamento, abbigliamento adeguato, pianificazione delle attività nelle ore meno critiche e informazione dei lavoratori sui segnali di allarme legati a caldo, fatica, colpi di calore e condizioni ambientali estreme.

UD8 – Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento

In agricoltura e zootecnia possono essere presenti ambienti confinati o sospetti di inquinamento, anche quando non vengono immediatamente percepiti come tali: silos, vasche, cisterne, fosse, pozzetti, serbatoi, locali interrati, condotte, spazi tecnici, ambienti con fermentazione, zone con possibile accumulo di gas, carenza di ossigeno o presenza di sostanze pericolose. Il rischio può derivare da accessi occasionali per pulizia, manutenzione, ispezione, recupero materiali o interventi di emergenza.

Il corso deve evidenziare che l’accesso a tali ambienti richiede una valutazione preventiva rigorosa, procedure autorizzative, controllo dell’atmosfera, ventilazione, assistenza esterna, sistemi di comunicazione, recupero in emergenza, DPI e formazione specifica quando prevista. Per il RSPP è essenziale riconoscere le situazioni critiche anche in contesti aziendali semplici, dove l’abitudine operativa può portare a sottovalutare un rischio ad alta gravità.

UD9 – Rischio incendio e gestione dell’emergenza

Il rischio incendio nel comparto agricolo, forestale e zootecnico può essere influenzato da presenza di fieno, paglia, mangimi, legname, carburanti, oli, gas, polveri, materiali combustibili, impianti elettrici, rimesse, depositi, serre, officine, macchine e attività di manutenzione. In ambito forestale occorre considerare anche il contesto esterno e il possibile sviluppo di incendi boschivi o incendi in aree difficilmente accessibili.

Il percorso formativo deve sviluppare la capacità di collegare la valutazione del rischio incendio alla gestione concreta dell’emergenza: vie di esodo, accessibilità dei soccorsi, compartimentazione, ordine e pulizia, stoccaggio, manutenzione impianti, mezzi di estinzione, formazione degli addetti, procedure di allarme, gestione di animali in caso di emergenza, coordinamento con imprese esterne e comunicazione ai lavoratori stagionali o non stabilmente presenti.

UD10 – Rischio di caduta dall’alto

Il rischio di caduta dall’alto può riguardare accesso a coperture, fienili, soppalchi, scale, piattaforme, alberi, silos, mezzi, rimorchi, strutture agricole, serre e postazioni sopraelevate. Il rischio aumenta quando le attività sono occasionali, non pianificate o svolte con mezzi non idonei. Il corso deve aiutare RSPP e ASPP a riconoscere le situazioni in cui servono procedure dedicate, attrezzature idonee, dispositivi di protezione collettiva, DPI anticaduta, addestramento e controllo dell’idoneità delle modalità operative.

In agricoltura la caduta dall’alto non è legata solo ai lavori edili o alle coperture: può emergere durante raccolta, potatura, manutenzione, carico di materiali, accesso a strutture sopraelevate, interventi su impianti o pulizia di elementi in quota. La valutazione deve quindi essere estesa alle attività effettivamente svolte, distinguendo l’uso di scale portatili, piattaforme, mezzi, ponteggi, sistemi di accesso e procedure di lavoro in funzione della durata, della frequenza e della gravità del rischio.

UD11 – Movimentazione dei carichi e sovraccarico biomeccanico

La movimentazione manuale dei carichi è frequente in agricoltura, silvicoltura e zootecnia: cassette, sacchi, fusti, attrezzature, mangimi, balle, prodotti raccolti, materiali da imballaggio, utensili, contenitori, reti, legname e componenti meccaniche possono determinare sovraccarico biomeccanico, posture incongrue, sforzi ripetuti e rischio di disturbi muscolo-scheletrici. Il corso deve fornire criteri per valutare peso, frequenza, distanza di movimentazione, postura, altezza di presa, torsioni, condizioni del terreno, presa, organizzazione del lavoro e disponibilità di ausili.

Le misure preventive possono includere ausili meccanici, riduzione dei pesi, riprogettazione delle fasi, organizzazione dei turni, rotazione, formazione sulle tecniche corrette, manutenzione dei percorsi, adeguamento delle aree di carico e scarico, utilizzo di carrelli o sollevatori, coordinamento delle squadre e definizione di procedure semplici ma efficaci. Anche il contatto con animali può generare sforzi improvvisi, spinte, urti e posture forzate, da considerare nella valutazione complessiva.

Obiettivi didattici del corso

Il Corso RSPP Modulo specializzazione B-SP1 non ha come obiettivo la mera trasmissione di nozioni, ma lo sviluppo di competenze tecniche applicabili alla valutazione dei rischi e alla gestione del servizio di prevenzione e protezione. Al termine del corso, il partecipante deve essere in grado di riconoscere i principali scenari di rischio del comparto agricolo, forestale e zootecnico, interpretare le dinamiche infortunistiche, individuare le misure preventive e protettive, proporre procedure coerenti e supportare l’azienda nelle decisioni operative.

  1. Analizzare gli ambienti di lavoro e i processi produttivi tipici di aziende agricole, imprese forestali e allevamenti.
  2. Individuare rischi connessi a macchine agricole, trattori agricoli e forestali, attrezzature, impianti e manutenzione.
  3. Valutare esposizioni a prodotti fitosanitari, agenti chimici, agenti biologici, rumore, vibrazioni e microclima.
  4. Definire misure tecniche, organizzative e procedurali coerenti con la realtà aziendale.
  5. Integrare formazione, informazione, addestramento, DPI, sorveglianza sanitaria e gestione delle emergenze.
  6. Supportare la redazione e l’aggiornamento del DVR per aziende del comparto ATECO A 01-02.

Metodologia didattica consigliata

La metodologia didattica dovrebbe combinare esposizione tecnica, analisi di casi, esempi applicativi, confronto guidato e lettura di situazioni reali. Nei moduli specialistici è fondamentale evitare una trattazione eccessivamente astratta: il partecipante deve essere messo in condizione di collegare ogni unità didattica a scelte operative concrete, come l’impostazione di un sopralluogo, la verifica di una macchina, l’analisi di un deposito, la scelta dei DPI, la predisposizione di procedure e la verifica della documentazione di sicurezza.

Per rendere il corso realmente utile, è opportuno utilizzare esempi di DVR, schemi di sopralluogo, fotografie tecniche, check-list, casi infortunistici, esempi di mansioni, scenari di emergenza e situazioni ricorrenti nelle aziende agricole, zootecniche e forestali. Questa impostazione consente a RSPP e ASPP di sviluppare capacità di analisi, priorità di intervento e valutazione della proporzionalità delle misure, evitando documenti formalmente corretti ma poco efficaci sul piano operativo.

Verifica finale, frequenza e attestato di formazione

Il rilascio dell’attestato di formazione è subordinato al rispetto delle condizioni previste dalla normativa vigente e dall’organizzazione del soggetto formatore, incluse frequenza minima richiesta, partecipazione effettiva alle attività formative e superamento della verifica finale di apprendimento, quando prevista. L’attestato deve riportare in modo chiaro la denominazione del corso, la durata, il riferimento al Modulo B-SP1, il settore di riferimento, i dati del partecipante, il soggetto formatore e gli elementi essenziali richiesti per la tracciabilità del percorso.

Per le aziende e per i professionisti è consigliabile conservare l’attestato insieme alla documentazione del percorso formativo complessivo RSPP/ASPP: Modulo A, Modulo B comune, eventuali moduli B di specializzazione, Modulo C se richiesto per il ruolo di RSPP, aggiornamenti svolti e documentazione utile a dimostrare continuità e coerenza della formazione rispetto agli incarichi assunti.

Aggiornamento RSPP e ASPP

La formazione del RSPP e dell’ASPP non termina con il completamento dei moduli iniziali. L’aggiornamento deve mantenere nel tempo l’idoneità professionale rispetto all’evoluzione normativa, tecnica, organizzativa e produttiva. Per RSPP e ASPP l’aggiornamento è quinquennale e decorre dalla conclusione del Modulo B comune; il monte ore minimo complessivo è differenziato in funzione del ruolo: 40 ore per RSPP e 20 ore per ASPP.

Nel caso di professionisti che operano nel comparto agricolo, forestale e zootecnico, l’aggiornamento dovrebbe includere tematiche coerenti con i rischi del settore: macchine agricole, trattori, ribaltamento, prodotti fitosanitari, ambienti confinati, agenti biologici, agenti fisici, lavoro all’aperto, emergenze, innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro stagionale, manutenzione, procedure operative e casi applicativi. Un aggiornamento generico può non essere sufficiente a mantenere una competenza specialistica realmente efficace.

Validità pratica del corso per consulenti e aziende

Per un consulente o per un RSPP interno, il Modulo B-SP1 rappresenta una specializzazione con ricadute pratiche immediate. Consente di impostare sopralluoghi più mirati, individuare le criticità prioritarie, dialogare con datore di lavoro, preposti e lavoratori, valutare macchine e attrezzature, proporre procedure sostenibili e costruire un DVR coerente con le lavorazioni effettive. Nelle aziende agricole e zootecniche, dove la sicurezza è spesso legata ad abitudini consolidate, è particolarmente importante trasformare gli obblighi normativi in indicazioni semplici, concrete e verificabili.

La consulenza in questi settori richiede inoltre attenzione alla documentazione: libretti e manuali delle macchine, attestati, abilitazioni, manutenzioni, verifiche, schede di sicurezza, registro trattamenti, procedure per fitosanitari, valutazioni specifiche, nomine, formazione, addestramento, sorveglianza sanitaria e gestione degli appalti. Il corso aiuta a collocare questi elementi in un sistema organico, riducendo il rischio di valutazioni incomplete o meramente formali.

Cosa distingue un buon corso B-SP1

Un buon Corso RSPP Modulo B-SP1 deve essere specifico, concreto e aderente alla realtà del comparto. Non deve limitarsi a elencare rischi, ma deve spiegare come riconoscerli, come valutarli, quali misure adottare, quali errori evitare e come integrare la prevenzione nei processi quotidiani. La qualità del corso dipende dalla capacità di collegare contenuti normativi, casi applicativi, esempi tecnici e strumenti operativi.

  • Approccio tecnico ma comprensibile, adatto a RSPP, ASPP, consulenti e figure aziendali con responsabilità operative.
  • Esempi pratici riferiti a serre, campi, boschi, allevamenti, stalle, depositi, fienili, rimesse, silos e locali tecnici.
  • Focus sui rischi ad alta gravità: ribaltamento, schiacciamento, investimento, macchine agricole, ambienti confinati, cadute dall’alto e rischio chimico.
  • Collegamento tra valutazione dei rischi, DVR, procedure, DPI, formazione, addestramento, manutenzione e sorveglianza sanitaria.
  • Chiarezza nel distinguere il Modulo B-SP1 RSPP/ASPP dal modulo integrativo per Datore di Lavoro RSPP.

Corso RSPP Modulo B-SP1 in Toscana

SICURLAV propone percorsi di formazione sicurezza sul lavoro con taglio tecnico e professionale, rivolti ad aziende, consulenti, responsabili sicurezza, datori di lavoro e figure della prevenzione. Il Corso RSPP Modulo B-SP1 Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia può essere di particolare interesse per realtà che operano in Toscana, con riferimento alle province di Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo, Lucca e, più in generale, Siena, Pisa, Livorno, Grosseto e Massa-Carrara.

La presenza di aziende agricole, vivai, imprese boschive, cantine, frantoi, allevamenti, attività di manutenzione del verde, cooperative e imprese agromeccaniche rende questo modulo particolarmente utile per chi deve svolgere il ruolo di RSPP o ASPP in contesti produttivi non standardizzati, dove la valutazione dei rischi richiede competenza settoriale e capacità di adattamento alle condizioni operative reali.

Domande frequenti sul Corso RSPP Modulo B-SP1

Il Modulo B-SP1 è obbligatorio per tutti gli RSPP?

No. Il Modulo B-SP1 è richiesto quando l’incarico di RSPP o ASPP riguarda settori per i quali il Modulo B comune deve essere integrato con la specializzazione Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia, in particolare ATECO A 01-02.

Il corso B-SP1 sostituisce il Modulo B comune?

No. Il Modulo B comune è propedeutico e costituisce la base trasversale del percorso. Il Modulo B-SP1 integra il Modulo B comune con contenuti specialistici riferiti al comparto agricolo, silvicolo e zootecnico.

Il corso è valido anche per ASPP?

Sì, il Modulo B-SP1 riguarda sia RSPP sia ASPP, quando la figura deve operare nei settori per i quali è richiesta la specializzazione. Per il ruolo di RSPP resta da considerare anche il Modulo C, ove necessario nel percorso complessivo.

Quali sono i principali rischi trattati?

Il corso affronta infortuni e malattie professionali del comparto, ambienti di lavoro, strutture e impianti, macchine agricole, trattori, rischio meccanico, agenti chimici, prodotti fitosanitari, agenti biologici, agenti fisici, ambienti confinati, incendio, cadute dall’alto e movimentazione dei carichi.

Il corso abilita all’uso del trattore o di altre attrezzature?

No. Il Modulo B-SP1 forma RSPP e ASPP sulla valutazione e gestione dei rischi del settore. Le eventuali abilitazioni per operatori addetti alla conduzione di specifiche attrezzature, come trattori agricoli o forestali, seguono percorsi distinti quando previsti dalla normativa.

Quanto dura l’aggiornamento RSPP o ASPP?

L’aggiornamento è quinquennale. Il monte ore minimo è pari a 40 ore per RSPP e 20 ore per ASPP, distribuibile nell’arco del quinquennio secondo le regole applicabili.

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APPROFONDIMENTI sulle caratteristiche del corso

1. Presentazione SICURLAV

Il Gruppo SICURLAV – Sicurezza sul Lavoro opera da anni nel settore della formazione professionale, della consulenza tecnica e dell’assistenza alle aziende in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro. Svolgiamo la nostra attività principalmente nelle province di Firenze, Prato, Pistoia, Arezzo e Lucca, garantendo supporto formativo e consulenziale alle aziende del territorio; su richiesta, possiamo inoltre organizzare ed erogare corsi anche nelle altre province della Toscana, tra cui Siena, Pisa, Livorno e Grosseto, con soluzioni personalizzate in base alle esigenze organizzative dell’ente o dell’impresa.

La nostra realtà nasce dall’iniziativa di un gruppo di professionisti, formatori, ingegneri e tecnici della prevenzione che hanno scelto di unire esperienze, competenze e specializzazioni diverse per offrire servizi completi, multidisciplinari e concretamente orientati alle esigenze di imprese, enti e professionisti.

Attraverso un approccio integrato, supportiamo piccole, medie e grandi aziende nella corretta gestione degli adempimenti previsti dalla normativa vigente, occupandoci di corsi di formazione e aggiornamento, consulenza specialistica, predisposizione di documenti tecnici, valutazioni dei rischi, certificazioni e attività di supporto alla prevenzione. L’obiettivo è fornire strumenti pratici, conoscenze aggiornate e competenze operative utili a tutte le figure coinvolte nell’organizzazione aziendale della sicurezza.

I percorsi formativi sono realizzati con il contributo di docenti qualificati, consulenti, professionisti, medici competenti, specialisti e tecnici esperti, in grado di accompagnare aziende e lavoratori in programmi didattici completi, personalizzati e coerenti con gli obblighi previsti dal D.Lgs. 81/2008 e dalle altre disposizioni applicabili. Ogni corso è progettato per favorire una reale consapevolezza dei rischi presenti nei diversi contesti lavorativi e per promuovere comportamenti corretti, sicuri e responsabili.

La didattica non si limita alla tradizionale lezione frontale, ma integra metodologie interattive e coinvolgenti: presentazioni commentate dai docenti, esempi pratici, analisi di casi reali, esercitazioni, domande guidate, quiz, video professionali e momenti di confronto con i partecipanti. Questo consente di rendere la formazione più efficace, concreta e vicina alle situazioni operative che i lavoratori possono incontrare nello svolgimento delle proprie mansioni.

Al termine del percorso formativo è prevista una verifica finale dell’apprendimento, generalmente mediante test a risposta multipla o altra modalità idonea in funzione della tipologia di corso. Il superamento della prova consente il rilascio dell’attestato di formazione, valido ai fini degli obblighi previsti dalla normativa vigente.

Nell’organizzazione dei corsi operiamo con serietà, flessibilità e attenzione alle esigenze specifiche di ogni azienda. È possibile programmare percorsi formativi in aula, in videoconferenza, in modalità e-learning, blended oppure in formula dedicata presso la sede indicata dall’ente o dall’azienda. Questa impostazione consente di ottimizzare tempi, costi e organizzazione interna, garantendo al tempo stesso una formazione efficace, conforme e realmente utile per la gestione della sicurezza sul lavoro.

2. Descrizione e obiettivi

Il Corso RSPP Modulo B-SP1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore) è il percorso di specializzazione destinato a Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione che devono operare, o intendono operare, in aziende appartenenti ai settori ATECO A 01-02, cioè Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia. Si tratta di un modulo specialistico del percorso RSPP/ASPP, distinto dai moduli tecnico-integrativi previsti per il Datore di Lavoro RSPP, e deve essere inquadrato nell’ambito della formazione prevista dall’art. 32 del D.Lgs. 81/2008 e dall’Accordo Stato-Regioni 17/04/2025.

Il modulo B-SP1 nasce dall’esigenza di fornire una preparazione specifica su comparti lavorativi caratterizzati da rischi peculiari, spesso molto diversi da quelli presenti negli ambienti produttivi ordinari. Le attività agricole, forestali e zootecniche comprendono lavorazioni stagionali, attività all’aperto, uso di macchine agricole e forestali, presenza di animali, impiego di prodotti fitosanitari e sostanze pericolose, esposizione ad agenti biologici, condizioni microclimatiche severe, lavori in aree isolate, attività in bosco, gestione di serre, campi, stalle, fienili, depositi, silos, impianti, attrezzature e ambienti che possono presentare criticità strutturali e organizzative. Per questo motivo il corso non si limita a richiamare la normativa generale, ma approfondisce l’analisi tecnica dei rischi di comparto e la loro traduzione in misure di prevenzione e protezione realmente applicabili.

L’obiettivo principale del Corso RSPP Modulo B-SP1 è rafforzare la capacità del partecipante di individuare pericoli, valutare rischi, proporre misure tecniche, organizzative e procedurali, supportare il datore di lavoro nella redazione e nell’aggiornamento del DVR e contribuire alla gestione concreta della sicurezza sul lavoro in contesti agricoli, silvicoli e zootecnici. Il modulo sviluppa quindi competenze operative su infortuni e malattie professionali del comparto, organizzazione degli ambienti di lavoro, strutture e impianti, macchine e attrezzature, agenti chimici, cancerogeni e mutageni, amianto, agenti biologici, agenti fisici, ambienti confinati o sospetti di inquinamento, rischio incendio, gestione dell’emergenza, cadute dall’alto e movimentazione dei carichi.

Una parte centrale del percorso riguarda il collegamento tra analisi dei rischi e scelta delle misure di prevenzione. Il partecipante viene guidato a leggere gli scenari reali di lavoro: uso di trattori e macchine operatrici, rischio di ribaltamento, schiacciamento, investimento, impigliamento e trascinamento; lavoro in pendenza e su terreni irregolari; utilizzo di motoseghe, decespugliatori, attrezzature manuali e macchine portate o trainate; movimentazione di fieno, mangimi, cassette, sacchi, materiali, animali e attrezzature; esposizione a rumore, vibrazioni, polveri, caldo, freddo e radiazione solare; gestione di fitosanitari, carburanti, oli, concimi e prodotti chimici; presenza di atmosfere pericolose in silos, vasche, cisterne e locali tecnici; procedure di emergenza in contesti isolati o difficilmente raggiungibili dai soccorsi.

Il corso è pensato per fornire una formazione specialistica utile non solo ai fini dell’adempimento normativo, ma anche per migliorare la qualità della consulenza tecnica e della gestione aziendale della prevenzione. Un RSPP o ASPP formato sul Modulo B-SP1 deve essere in grado di dialogare con datori di lavoro, preposti, lavoratori, lavoratori stagionali, medico competente, RLS, consulenti, manutentori, terzisti e imprese appaltatrici, aiutando l’organizzazione a costruire procedure proporzionate, sostenibili e coerenti con la realtà aziendale. L’obiettivo finale è formare figure della prevenzione capaci di incidere concretamente sulla riduzione degli infortuni e delle malattie professionali nei comparti agricolo, forestale e zootecnico.

3. Durata

Il Corso RSPP Modulo B-SP1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia ha una durata complessiva di 16 ore, escluse le eventuali verifiche di apprendimento finali ove previste e organizzate secondo la disciplina applicabile. La durata di 16 ore è prevista dall’Accordo Stato-Regioni 17/04/2025 per il modulo B di specializzazione riferito ai settori ATECO A 01-02Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia.

Il Modulo B-SP1 non sostituisce il Modulo A né il Modulo B comune del percorso RSPP/ASPP. Il Modulo B comune costituisce la base tecnica trasversale per tutti i settori produttivi e, secondo l’impostazione dell’Accordo, è propedeutico all’accesso ai moduli di specializzazione. Il Modulo B-SP1 integra quindi la formazione di base del Modulo B comune con contenuti mirati al comparto agricolo, silvicolo e zootecnico, nei casi in cui il professionista debba assumere o supportare il ruolo di RSPP o ASPP in aziende appartenenti a tali settori.

Le 16 ore del percorso sono dimensionate per consentire un approfondimento tecnico adeguato dei rischi più significativi del comparto, evitando una trattazione generica e non contestualizzata. La durata permette di affrontare in modo strutturato le fonti di rischio previste dal programma: analisi degli infortuni e delle malattie professionali, organizzazione del lavoro in campi, serre, boschi e ambienti zootecnici, normativa tecnica per strutture e impianti, macchine e attrezzature di lavoro, agenti chimici, cancerogeni e mutageni, amianto, agenti biologici, agenti fisici, ambienti confinati, rischio incendio, cadute dall’alto e movimentazione dei carichi.

Il corso può essere organizzato in più giornate o sessioni formative, in funzione della modalità di erogazione, delle esigenze aziendali e della progettazione didattica. In ogni caso, la durata deve consentire un apprendimento effettivo, con esempi, casi applicativi, confronto con situazioni reali, richiami al DVR e alle misure tecniche, organizzative e procedurali che il RSPP o l’ASPP dovrà saper individuare, proporre, monitorare e migliorare nel tempo.

4. Programma e contenuti

Programma del Corso Formazione per RSPP Dipendente/Esterno/Privato – Modulo specializzazione B-SP1: Agricoltura (16 ore)

Il programma del Corso RSPP Modulo B-SP1 è articolato secondo le unità didattiche previste per il modulo di specializzazione Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia. La trattazione è orientata alla risoluzione di problemi, all’analisi e alla valutazione dei rischi, alla pianificazione di interventi di prevenzione e protezione e alla definizione di soluzioni tecniche, organizzative e procedurali coerenti con gli ambienti di lavoro del comparto.

UD1 – Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto

  • andamento infortunistico nelle attività agricole, silvicole e zootecniche e lettura dei principali fattori causali;
  • dinamiche tipiche di infortunio: ribaltamento di trattori, investimento da mezzi, schiacciamento, trascinamento, impigliamento, taglio, caduta dall’alto e caduta in piano;
  • infortuni connessi a macchine agricole, macchine forestali, motoseghe, decespugliatori, organi in movimento, prese di forza e alberi cardanici;
  • malattie professionali correlate a rumore, vibrazioni, posture incongrue, movimentazione manuale dei carichi, esposizione a polveri organiche, agenti chimici, agenti biologici e radiazione solare;
  • utilizzo degli eventi infortunistici e dei near miss per migliorare DVR, procedure, formazione, addestramento e controlli operativi.

UD2 – Organizzazione del lavoro: ambienti di lavoro

  • analisi degli ambienti di lavoro del comparto: serre, campi, boschi, stalle, ricoveri animali, fienili, magazzini, depositi, officine, locali tecnici e aree esterne;
  • organizzazione delle attività in funzione di stagionalità, turni, condizioni meteorologiche, orari prolungati, lavoro isolato, presenza di lavoratori stagionali e attività svolte da terzisti;
  • gestione della viabilità aziendale, delle aree di manovra, dei percorsi pedonali e carrabili, delle zone di carico e scarico e delle interferenze tra mezzi, uomini, animali e fornitori;
  • rischi organizzativi legati ad attività in bosco, terreni sconnessi, pendii, fossati, scarpate, zone umide, aree scarsamente illuminate o difficilmente raggiungibili;
  • ruolo del RSPP e dell’ASPP nella costruzione di procedure aziendali semplici, applicabili e realmente integrate nell’organizzazione del lavoro.

UD3 – Normativa tecnica per strutture e impianti

  • requisiti generali di sicurezza di strutture, locali, impianti e luoghi di lavoro nelle aziende agricole, forestali e zootecniche;
  • attenzione a serre, stalle, fienili, silos, depositi di fitosanitari, depositi carburanti, officine aziendali, concimaie, vasche, cisterne, locali tecnici e aree di stoccaggio;
  • impianti elettrici, impianti di messa a terra, sistemi di ventilazione, impianti antincendio, impianti di mungitura, pompe, sistemi di irrigazione e altri impianti aziendali;
  • manutenzione, controlli periodici, documentazione tecnica, registrazioni e gestione delle non conformità;
  • integrazione tra requisiti tecnici, procedure interne, valutazione dei rischi e gestione degli appalti o delle manutenzioni affidate a soggetti esterni.

UD4 – Rischi legati all’utilizzo di macchine e attrezzature di lavoro

  • valutazione dei rischi connessi a trattori, macchine agricole semoventi, rimorchi, attrezzature portate e trainate, macchine forestali, motoseghe, decespugliatori, trinciatrici, falciatrici, imballatrici, carri miscelatori e attrezzature manuali;
  • rischio di ribaltamento, schiacciamento, investimento, urto, cesoiamento, taglio, trascinamento, impigliamento, proiezione di materiali e contatto con organi in movimento;
  • sicurezza di presa di forza, alberi cardanici, ripari, carter, dispositivi di protezione, sistemi di arresto, comandi, accessi al posto di guida e protezioni contro il contatto accidentale;
  • controlli prima dell’uso, manutenzione ordinaria e straordinaria, gestione delle anomalie, messa fuori servizio e registrazione degli interventi;
  • formazione, informazione e addestramento degli operatori, con attenzione alle attrezzature per le quali è richiesta specifica abilitazione.

UD5 – Agenti chimici, cancerogeni e mutageni, amianto

  • rischi derivanti da prodotti fitosanitari, fertilizzanti, disinfettanti, detergenti, carburanti, oli, lubrificanti, solventi, vernici e altri prodotti chimici presenti in azienda;
  • lettura di etichette, schede di dati di sicurezza, pittogrammi, frasi H e P, indicazioni di stoccaggio, misure di primo intervento e procedure di emergenza;
  • valutazione dell’esposizione per inalazione, contatto cutaneo, contaminazione degli indumenti, ingestione accidentale e sversamenti;
  • gestione dei prodotti classificati come pericolosi, inclusi agenti cancerogeni e mutageni ove presenti, con attenzione a sostituzione, riduzione dell’esposizione, procedure, DPI e sorveglianza sanitaria;
  • presenza eventuale di materiali contenenti amianto in coperture, manufatti o vecchie strutture aziendali e necessità di gestione secondo normativa applicabile.

UD6 – Agenti biologici

  • rischi biologici legati a contatto con animali, deiezioni, lettiere, liquami, terreni, acque, vegetali, polveri organiche, mangimi, carcasse e materiali contaminati;
  • possibili esposizioni in stalle, allevamenti, attività di mungitura, pulizia, movimentazione animali, gestione di rifiuti organici, lavorazioni del terreno e manutenzione di ambienti contaminati;
  • prevenzione di zoonosi, allergie, infezioni, irritazioni, morsi, graffi, punture, esposizione a insetti, zecche, roditori e altri vettori;
  • misure igieniche, procedure di pulizia e disinfezione, gestione di ferite e contaminazioni, separazione degli indumenti e corretto uso dei DPI;
  • collegamento tra valutazione del rischio biologico, sorveglianza sanitaria, informazione ai lavoratori e gestione delle emergenze sanitarie.

UD7 – Agenti fisici

  • rumore prodotto da trattori, macchine agricole, motoseghe, decespugliatori, impianti, pompe, ventilatori e attrezzature meccaniche;
  • vibrazioni mano-braccio e corpo intero connesse alla guida di mezzi, all’uso di attrezzature portatili e alle lavorazioni su terreni irregolari;
  • microclima severo, caldo, freddo, umidità, lavoro all’aperto, esposizione a radiazione solare e rischio di colpo di calore, disidratazione o ipotermia;
  • illuminazione, visibilità, lavoro in orari serali o notturni, condizioni meteo avverse, nebbia, pioggia, fango e neve;
  • misure di prevenzione: manutenzione, scelta delle attrezzature, turnazione, pause, idratazione, abbigliamento, protezioni solari, otoprotettori e riduzione dei tempi di esposizione.

UD8 – Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento

  • identificazione di silos, vasche, cisterne, serbatoi, pozzetti, fosse, canalizzazioni, locali interrati, concimaie e altri ambienti potenzialmente confinati o sospetti di inquinamento;
  • rischi di carenza di ossigeno, presenza di gas tossici o asfissianti, fermentazioni, atmosfere pericolose, seppellimento, caduta, difficoltà di accesso e recupero;
  • necessità di valutazione preventiva, procedure autorizzative, sorveglianza esterna, ventilazione, misurazioni atmosferiche, DPI, dispositivi di recupero e gestione dell’emergenza;
  • coordinamento con manutentori, imprese esterne, lavoratori autonomi e terzisti, evitando accessi improvvisati o non adeguatamente pianificati;
  • ruolo del RSPP/ASPP nella verifica della coerenza tra rischio valutato, procedure di accesso, formazione e addestramento degli operatori.

UD9 – Rischio incendio e gestione dell’emergenza

  • rischi di incendio legati a fieno, paglia, mangimi, polveri, carburanti, oli, fitofarmaci, materiali plastici, impianti elettrici, macchine, officine, serre e depositi;
  • possibili fenomeni di autocombustione, accumulo di materiali combustibili, surriscaldamenti, guasti elettrici, lavori a caldo e gestione non corretta di materiali infiammabili;
  • organizzazione dell’emergenza in aziende estese, isolate o articolate in più aree operative, con particolare attenzione a tempi di intervento dei soccorsi e vie di accesso;
  • procedure di allarme, evacuazione, primo intervento, gestione degli animali, coordinamento con addetti antincendio e primo soccorso e verifica dei presidi disponibili;
  • integrazione tra valutazione del rischio incendio, piano di emergenza ove previsto, formazione degli addetti e controlli periodici.

UD10 – Rischio di caduta dall’alto

  • cadute da scale portatili, soppalchi, fienili, mezzi agricoli, rimorchi, silos, coperture, piante, strutture, serre e piani di lavoro sopraelevati;
  • rischi durante manutenzione di coperture, pulizia gronde, accesso a depositi, movimentazione di materiali in quota e lavori su alberi o strutture non progettate come postazioni di lavoro;
  • scelta di attrezzature idonee, sistemi di accesso sicuri, parapetti, protezioni collettive, linee vita, punti di ancoraggio e DPI anticaduta ove necessari;
  • valutazione preliminare della fattibilità del lavoro in quota e preferenza per soluzioni che eliminino o riducano il rischio alla fonte;
  • procedure, addestramento, controllo dei dispositivi e gestione delle emergenze per eventuali recuperi in quota.

UD11 – Movimentazione dei carichi

  • movimentazione manuale di sacchi, cassette, attrezzature, mangimi, fieno, materiali, prodotti agricoli, animali di piccola taglia e componenti meccanici;
  • sovraccarico biomeccanico, posture incongrue, movimenti ripetitivi, traino e spinta, sollevamenti, torsioni e attività svolte in condizioni ambientali difficili;
  • movimentazione meccanica tramite carrelli, transpallet, mezzi agricoli, sollevatori, benne, rimorchi, gruette o attrezzature dedicate;
  • misure di prevenzione: organizzazione dei carichi, riduzione dei pesi, ausili meccanici, layout, formazione, pause, rotazione mansioni e corrette tecniche operative;
  • collegamento con la sorveglianza sanitaria, la valutazione ergonomica e la gestione delle idoneità lavorative.

La parte finale del percorso può prevedere il richiamo a casi applicativi, esercitazioni, analisi guidate di situazioni aziendali, discussione di esempi di DVR, valutazione delle misure esistenti e individuazione di possibili interventi migliorativi. L’obiettivo è consolidare la capacità del partecipante di trasformare i contenuti tecnici in strumenti operativi di prevenzione, con particolare attenzione alla specificità dei settori Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia.

6. Aggiornamenti richiesti

La formazione del RSPP e dell’ASPP deve essere mantenuta aggiornata nel tempo secondo la periodicità e le durate previste dalla normativa vigente. Il Corso RSPP Modulo B-SP1 non costituisce un aggiornamento, ma un modulo di specializzazione del percorso formativo RSPP/ASPP; una volta acquisita la formazione, il mantenimento della qualificazione professionale richiede la partecipazione ad attività di aggiornamento periodico coerenti con il ruolo svolto e con i rischi del settore di riferimento.

Per la figura del RSPP l’aggiornamento è normalmente articolato nel quinquennio per una durata complessiva minima di 40 ore, mentre per la figura dell’ASPP l’aggiornamento quinquennale è normalmente pari ad almeno 20 ore, salvo diverse disposizioni, crediti, esoneri o discipline particolari applicabili al caso specifico. L’aggiornamento deve essere coerente con l’evoluzione normativa, tecnica, organizzativa e prevenzionistica, e deve consentire al professionista di mantenere competenze effettivamente spendibili nella valutazione e gestione dei rischi aziendali.

Per chi opera nei comparti Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia è opportuno che l’aggiornamento includa contenuti specialistici pertinenti: evoluzione delle macchine agricole e forestali, sicurezza dei trattori, prevenzione del ribaltamento, rischi da attrezzature, fitosanitari e sostanze pericolose, agenti biologici, rumore, vibrazioni, microclima, lavoro all’aperto, radiazione solare, movimentazione dei carichi, cadute dall’alto, ambienti confinati, gestione dell’emergenza in contesti rurali o isolati e aggiornamenti sulle procedure di valutazione dei rischi.

L’aggiornamento non deve essere inteso come semplice ripetizione del corso iniziale, ma come processo continuo di consolidamento e miglioramento delle competenze. Per il RSPP e l’ASPP è particolarmente importante mantenere capacità di analisi, progettazione delle misure, supporto documentale, verifica dell’efficacia degli interventi, comunicazione con i soggetti aziendali e interpretazione delle modifiche normative o tecniche che possono incidere sul DVR e sull’organizzazione aziendale della sicurezza.

7. Codice corso

Il corso è identificato dal codice RSPP_B_SP1_16.

Il codice RSPP_B_SP1_16 individua il Corso RSPP Modulo B-SP1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore), rivolto a RSPP e ASPP che devono completare la propria formazione specialistica per operare nei settori ATECO A 01-02. Il codice consente di distinguere in modo chiaro questo corso sia dal Modulo B comune per RSPP/ASPP, sia dai moduli tecnico-integrativi previsti per il Datore di Lavoro RSPP.

8. Destinatari

Il Corso RSPP Modulo B-SP1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore) è rivolto principalmente a Responsabili del Servizio di Prevenzione e Protezione e Addetti al Servizio di Prevenzione e Protezione che devono operare presso aziende agricole, silvicole e zootecniche, oppure presso realtà produttive, enti, cooperative, imprese, consorzi o organizzazioni che svolgono attività riconducibili ai settori ATECO A 01-02. Il corso è indicato anche per consulenti, tecnici della prevenzione, professionisti della sicurezza, responsabili aziendali e figure tecniche che intendono acquisire una specializzazione specifica sui rischi del comparto.

Il modulo è destinato a soggetti che abbiano già intrapreso il percorso formativo per RSPP o ASPP e che, secondo la disciplina applicabile, debbano integrare il Modulo B comune con la specializzazione B-SP1. In termini pratici, il corso interessa chi deve supportare aziende agricole, imprese forestali, allevamenti, aziende zootecniche, serre, vivai, cooperative agricole, consorzi, aziende con lavorazioni stagionali, realtà con lavoratori avventizi o stagionali, imprese con uso di macchine agricole e forestali, strutture con stalle, fienili, depositi, silos, fitofarmaci, mezzi e impianti specifici.

La frequenza del corso è particolarmente utile per chi deve elaborare o aggiornare il DVR, analizzare macchine e attrezzature, valutare rischi chimici, biologici e fisici, proporre procedure di sicurezza, definire DPI, pianificare formazione e addestramento, gestire appalti e interferenze con terzisti, affrontare problemi legati a manutenzioni, ambienti confinati, cadute dall’alto, movimentazione dei carichi e gestione delle emergenze. Nei contesti agricoli e zootecnici, infatti, la figura del RSPP o dell’ASPP deve possedere una conoscenza concreta delle lavorazioni e delle criticità operative, perché molti rischi derivano da condizioni variabili, stagionali, ambientali e organizzative.

Sono destinatari del corso anche i professionisti che hanno già esperienza generale in materia di sicurezza sul lavoro, ma che necessitano di un approfondimento mirato sul comparto agricolo, silvicolo e zootecnico. La formazione specialistica permette di evitare valutazioni standardizzate o eccessivamente generiche, migliorando la capacità di riconoscere le specificità delle aziende del settore: presenza di mezzi in movimento, attività in campo aperto, lavorazioni in bosco, contatto con animali, gestione di prodotti fitosanitari, esposizione a rumore e vibrazioni, lavoro in condizioni climatiche difficili, uso di strutture rurali, deposito di materiali combustibili e necessità di organizzare emergenze anche in luoghi isolati.

Il corso è quindi rivolto a chi vuole operare con maggiore competenza tecnica, autorevolezza e consapevolezza nei settori Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia, contribuendo alla costruzione di sistemi di prevenzione più concreti, aderenti alla realtà aziendale e capaci di ridurre infortuni, malattie professionali, comportamenti non sicuri e criticità documentali o organizzative.

9. Date di erogazione

La nostra offerta formativa nel campo della salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/08 e delle normative collegate, è pensata per garantire la massima flessibilità e accessibilità alle aziende e ai professionisti. Sappiamo che la gestione del tempo è cruciale per i partecipanti, che devono conciliare la formazione con le esigenze operative quotidiane. Per questo, mettiamo a disposizione diverse opzioni per la pianificazione dei corsi, permettendo di ottimizzare i processi e di snellire gli adempimenti burocratici senza interruzioni significative.

Le date dei corsi di formazione sulla sicurezza sono definite in base a un calendario formativo predefinito, consultabile nella sezione dedicata del nostro sito. Questo calendario è aggiornato regolarmente e include una vasta gamma di corsi, dai percorsi di base a quelli di specializzazione e aggiornamento, garantendo a tutti i nostri clienti l’opportunità di trovare la soluzione più adatta alle proprie esigenze in termini di tempistiche.

Soluzioni personalizzate per le tue esigenze aziendali
Oltre al calendario standard, comprendiamo che ogni azienda ha bisogni unici. Per questo, offriamo la possibilità di concordare sessioni formative dedicate e personalizzate. Se la tua azienda necessita di formare un gruppo di dipendenti in una data specifica o su un argomento particolare non presente nel nostro calendario formativo, possiamo organizzare un corso su misura.

Questa flessibilità ci permette di rispondere in modo efficace e tempestivo a ogni richiesta, aiutandoti a velocizzare le attività e ad ottimizzare i costi legati alla formazione. Il nostro team di esperti è a tua completa disposizione per analizzare le tue esigenze specifiche e creare un percorso formativo che garantisca risultati concreti e duraturi, rafforzando la tua credibilità e autorevolezza nel settore.

10. Metodologie di erogazione

Per assicurare un’esperienza formativa completa e di valore, i nostri corsi sono erogati attraverso le seguenti modalità, ognuna con caratteristiche specifiche per massimizzare l’apprendimento e l’interazione:

  1. In aula: La modalità tradizionale che favorisce l’apprendimento attraverso l’interazione diretta con il docente e con gli altri partecipanti. Prevede lezioni frontali supportate da strumenti audiovisivi e, ove possibile e/o previsto, da simulazioni pratiche che permettono di mettere in atto le competenze acquisite. Ideale per chi cerca un’esperienza intensiva e focalizzata.
  2. Videoconferenza (FAD sincrona): Una soluzione interattiva e in tempo reale che permette di partecipare alle lezioni a distanza. Questa modalità unisce la comodità della didattica online con i vantaggi del confronto diretto con il docente, rendendola particolarmente adatta per la formazione di team distribuiti o per chi ha necessità di flessibilità.
  3. E-learning/Online (FAD asincrona): Perfetta per chi necessita di massima autonomia. I partecipanti possono accedere ai moduli formativi online in qualsiasi momento (365/365, 7/7, 24/24) e da qualsiasi luogo. I contenuti, aggiornati e completi, sono accessibili in base ai propri ritmi di apprendimento, permettendo di conciliare la formazione con gli impegni lavorativi.
  4. Blended (misti): Una modalità ibrida che combina i vantaggi dell’apprendimento a distanza con quelli della formazione in presenza. Attraverso una sinergia tra moduli online (e-learning) e incontri in aula o in videoconferenza, questa opzione offre una preparazione completa e personalizzata, unendo la flessibilità dell’e-learning alla profondità del contatto diretto con il docente e gli altri corsisti.
  5. Dedicata (a domicilio): Su richiesta, organizziamo corsi direttamente presso la sede aziendale del Cliente o presso una nostra sede, oppure direttamente in Videoconferenza. Questa soluzione è completamente personalizzabile e progettata per rispondere alle specifiche necessità formative del team, garantendo un’esperienza su misura che si allinea perfettamente con gli obiettivi aziendali e permette di raggiungere risultati concreti e duraturi.
  • In aula: formazione frontale con supporti audiovisivi e simulazioni pratiche.
  • Videoconferenza: didattica a distanza interattiva in tempo reale.
  • E-Learning/Online: moduli online accessibili in autonomia.
  • Blended (misti): combinazione di formazione E-Learning/Online + modalità “Dedicata” in presenza in aula presso la nostra sede, oppure a domicilio o in videoconferenza.
  • Dedicata (a domicilio): corso presso la sede aziendale, oppure in aula presso una nostra sede, o in videoconferenza e, comunque, personalizzato sulle specifiche necessità del Cliente in date, luogo ed orari concordati congiuntamente.
11. Costo

Per un’azienda moderna, la formazione sulla sicurezza sul lavoro è un investimento strategico, non un costo. Comprendiamo che manager, imprenditori e responsabili delle risorse umane cercano soluzioni che siano non solo efficaci, ma anche economicamente sostenibili. I nostri corsi, conformi al D.Lgs. 81/08 e alle normative correlate, offrono un eccellente rapporto qualità-prezzo, permettendo di ridurre i costi legati a infortuni e sanzioni, snellire gli adempimenti burocratici e ottenere risultati duraturi.
Il costo dei nostri percorsi formativi è modulato per garantire la massima trasparenza e flessibilità, tenendo conto delle specifiche esigenze di ogni cliente. Per conoscere i dettagli sui prezzi, potete consultare il nostro listino prezzi ufficiale o contattarci direttamente. Siamo a vostra disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie e per guidarvi nella scelta della soluzione più adatta.
Richiedi un Preventivo Personalizzato
Il costo di ogni corso varia in base a due fattori principali: la modalità di erogazione scelta (in aula, videoconferenza, e-learning, blended, dedicata) e il numero di partecipanti. Questa struttura ci permette di offrire tariffe competitive e di ottimizzare l’investimento per la vostra azienda.
Per venire incontro alle vostre specifiche necessità, offriamo la possibilità di richiedere un preventivo personalizzato. Se avete bisogno di formare un team, potete usufruire dei nostri pacchetti formativi aziendali, che garantiscono condizioni economiche vantaggiose e un percorso su misura. La nostra priorità è offrire soluzioni concrete e convenienti per la salute e sicurezza sul lavoro.

12. Certificati rilasciati

La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro è un pilastro fondamentale per la crescita aziendale e la tutela dei lavoratori, in linea con il D.Lgs. 81/08. Investire in un percorso formativo di qualità significa non solo adempiere a un obbligo normativo, ma anche acquisire un vantaggio competitivo tangibile. Per manager, imprenditori e responsabili delle risorse umane, la garanzia di una certificazione valida e riconosciuta è un fattore determinante nella scelta del corso.
Al completamento dei nostri corsi e al superamento della verifica finale, ai partecipanti viene rilasciato un attestato di frequenza e superamento. Questo documento non è una semplice formalità, ma una prova concreta delle competenze acquisite. La nostra certificazione è conforme alla normativa di riferimento e valida su tutto il territorio nazionale, offrendo ai corsisti un riconoscimento professionale di alto valore. Questo assicura che il loro impegno si traduca in un risultato ufficiale e spendibile, contribuendo a rafforzare la loro credibilità e quella della loro azienda nel settore.

13. Docenti

La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, ai sensi del D.Lgs. 81/08, richiede un’esperienza e una competenza di alto livello per essere efficace. Per garantire un’esperienza formativa di eccellenza, ci affidiamo a un corpo docente altamente qualificato, in grado di offrire non solo una solida preparazione teorica, ma anche un prezioso approccio pratico e professionale.

Il nostro team di docenti è composto da figure di spicco nel settore, selezionate per la loro vasta esperienza e per le loro specifiche qualifiche professionali. Nello specifico, i nostri formatori includono ingegneri e tecnici della prevenzione, medici e specialisti in sicurezza e igiene del lavoro. Tutti i docenti sono formatori qualificati secondo il D.I. 06/03/2013 e l’Accordo Stato-Regioni del 21/12/2011, garantendo che ogni lezione sia tenuta da professionisti certificati e riconosciuti a livello nazionale.

Questa composizione multidisciplinare del nostro corpo docente assicura che ogni argomento sia trattato con la massima competenza, offrendo ai partecipanti una visione

14. Regole di frequenza

Per garantire l’efficacia formativa e la conformità con il D.Lgs. 81/08, la partecipazione completa ai nostri corsi di salute e sicurezza sul lavoro è obbligatoria. Richiediamo una presenza del 100% delle ore previste, un requisito fondamentale per assicurare che ogni partecipante assimili integralmente i concetti e le procedure essenziali per la propria mansione e per l’azienda.
La frequenza viene rigorosamente monitorata tramite registri firme per la formazione in aula o con controlli digitali per i corsi a distanza. Il rispetto di questa regola è una condizione imprescindibile per accedere alla verifica finale e, di conseguenza, per ottenere il rilascio del certificato ufficiale. Questo rigore metodologico assicura la validità e la credibilità degli attestati rilasciati, garantendo ai manager, imprenditori e responsabili delle risorse umane che il loro investimento nella formazione si traduca in competenze certificate e riconosciute a livello nazionale.

15. Test di valutazione finale

Il percorso formativo in salute e sicurezza sul lavoro, conforme al D.Lgs. 81/08, si conclude con una fase di valutazione critica e fondamentale. Questa verifica finale non è solo un adempimento burocratico, ma lo strumento che certifica l’effettiva acquisizione delle competenze da parte dei partecipanti.
L’apprendimento viene validato tramite un test scritto a risposta multipla, progettato per valutare in modo completo e obiettivo il livello di conoscenza teorica e la comprensione delle applicazioni pratiche. Superare con successo questo test è il requisito finale per dimostrare di aver assimilato le nozioni chiave e di essere pronti a operare in sicurezza.

16. Materiale didattico/Dispense

Materiale Didattico e Supporti Professionali
La qualità della formazione sulla sicurezza sul lavoro, conforme al D.Lgs. 81/08, dipende non solo dalla competenza dei docenti, ma anche dalla completezza dei materiali forniti. Per garantire un’esperienza formativa completa e professionale, forniamo ai partecipanti una serie di risorse didattiche pensate per supportare l’apprendimento sia durante che dopo il corso.
Per ogni unità formativa, i partecipanti ricevono dispense in formato cartaceo o PDF che sintetizzano gli argomenti principali. Oltre a ciò, la nostra organizzazione garantisce una gamma di supporti didattici di alto livello per massimizzare l’efficacia del percorso formativo:

  • Registri di presenza e test di valutazione per monitorare il percorso di apprendimento.
  • Attestati di partecipazione conformi alle normative vigenti.
  • Esercitazioni e test valutativi per mettere in pratica le nozioni teoriche.
  • Video professionali, slide e documenti specializzati ritenuti professionalizzanti.

La disponibilità di questo materiale completo e di alta qualità assicura che i partecipanti abbiano tutti gli strumenti necessari per un apprendimento profondo e duraturo.

17. Requisiti richiesti per partecipare

Requisiti di Partecipazione ai Corsi di Formazione
Per garantire che ogni partecipante tragga il massimo beneficio dai nostri corsi sulla salute e sicurezza sul lavoro, abbiamo definito dei requisiti chiari e precisi. Questi criteri sono stati stabiliti per assicurare che tutti i partecipanti siano pronti a comprendere e applicare le normative del D.Lgs. 81/08 e a ricoprire i ruoli previsti con la massima competenza.

Requisiti Essenziali
I requisiti richiesti sono i seguenti:

Età e Lingua: I partecipanti devono avere almeno 16 anni (15 per l’apprendistato), con l’obbligo scolastico assolto. È fondamentale una buona comprensione della lingua italiana, parlata e scritta. Per i partecipanti stranieri, è possibile avvalersi di un servizio di traduzione o mediazione o, in alcune specifiche situazioni, usufruire dei corsi erogati in modalità E-Learning in lingua straniera (inglese, cinese, rumeno).

Titolo di Studio: Non è richiesto alcun titolo di studio specifico, poiché i nostri contenuti sono adattati per essere accessibili a tutti i livelli culturali.

Idoneità: Per alcuni corsi specifici, come quelli su attrezzature, ambienti confinati o DPI di III categoria, è necessaria l’idoneità sanitaria. Per i corsi dedicati agli addetti alle emergenze (antincendio, primo soccorso), è richiesta un’idoneità fisica al ruolo. Per i lavoratori destinati ad assumere un ruolo specifico, è necessaria una designazione formale da parte dell’azienda.

Frequenza: È obbligatoria una frequenza che varia dal 90% al 100% delle ore minime previste, a seconda della tipologia del corso. La presenza viene verificata tramite registri o sistemi digitali.

Verifica Finale e Aggiornamenti: Il percorso si conclude con un test di valutazione, che può essere teorico e/o pratico. È importante ricordare che la formazione ha una validità temporale e che sono previsti aggiornamenti periodici (ogni 2, 3 o 5 anni, a seconda del corso) per mantenere la validità della formazione.

18. Numero massimo di partecipanti

Limiti al Numero di Partecipanti per una Formazione Efficace
Per garantire la massima efficacia dei nostri corsi di formazione sulla sicurezza sul lavoro e per rispettare le normative vigenti, in particolare il D.Lgs. 81/08, poniamo limiti precisi al numero dei partecipanti per ogni sessione. Questa scelta, lungi dall’essere una restrizione, è una garanzia di qualità, finalizzata a ottimizzare l’apprendimento e a tutelare la sicurezza di tutti. La nostra politica si basa sul principio che la qualità della formazione non può prescindere da un rapporto equilibrato tra docenti e discenti.
Formazione Teorica (Moduli in aula e videoconferenza): Le lezioni teoriche, essenziali per la comprensione delle normative e dei concetti chiave, prevedono un numero massimo di 35 partecipanti per aula virtuale o fisica, ma dipende anche dalla capienza di posti dell’aula da cui viene erogato. Questo limite ci permette di mantenere un ambiente interattivo, favorendo domande, dibattiti e lo scambio di esperienze, elementi cruciali per un apprendimento profondo e partecipato.
Esercitazioni Pratiche (moduli pratici): Le sessioni pratiche, dove si apprendono le competenze operative essenziali, richiedono un’attenzione maggiore da parte degli istruttori. Per questo motivo, i gruppi sono più piccoli, con un numero massimo di 15-20 persone. Questo rapporto consente all’istruttore di seguire ogni partecipante in modo individuale, offrendo feedback immediati e garantendo che le manovre e le procedure vengano eseguite correttamente e in sicurezza.
Corsi ad Alto Rischio: Per le formazioni che trattano argomenti a elevato rischio, come l’uso di dispositivi di protezione individuale (DPI) di III categoria (es. anticaduta, autorespiratori), i lavori in quota, o le attività in ambienti confinati (DPR 177/2011), le attrezzature di lavoro, i mezzi di lavoro, i limiti sono ancora più stringenti. Per queste sessioni è obbligatorio un massimo di 6 partecipanti per ogni istruttore, una misura che garantisce la supervisione costante e la massima sicurezza durante le esercitazioni più complesse.
Queste rigorose limitazioni non sono solo una conformità alle normative, ma un’espressione della nostra serietà professionale. Permettono ai nostri istruttori di dedicare la giusta attenzione a ogni partecipante, garantendo un addestramento realmente efficace e una preparazione completa per ogni evenienza

19. Assistenza e Supporto

In un settore complesso come quello della salute e sicurezza sul lavoro, avere un punto di riferimento affidabile è fondamentale. La nostra missione, in linea con il D.Lgs. 81/08, non si esaurisce con l’erogazione del corso, ma si estende a un servizio di assistenza e consulenza completo, pensato per supportare i nostri clienti in ogni fase del percorso formativo.
Siamo il partner che stavi cercando per velocizzare le attività e snellire gli adempimenti burocratici. Offriamo un supporto continuo, che inizia prima della tua iscrizione e prosegue anche dopo il completamento del corso.
Un Team a Tua Disposizione
Per qualsiasi necessità, il nostro team di tecnici specializzati è a tua completa disposizione. Che tu sia un manager o un responsabile delle risorse umane, puoi contattarci per:
• Informazioni dettagliate sui corsi.
• Richiesta di preventivi personalizzati e gratuiti.
• Supporto tecnico e organizzativo.
• Consulenza su eventuali pacchetti formativi e possibilità di risparmio.
Non esitare a contattarci. Siamo qui per rispondere a ogni tua domanda e per fornirti le soluzioni che ti permetteranno di ottenere risultati concreti e duraturi nella gestione della sicurezza aziendale.
Per richiedere un contatto o un preventivo, puoi chiamare i seguenti numeri: 3287037076 | 0558359307. In alternativa, puoi scriverci a: ing.paolotripodi@yahoo.it o info@sicurlav.it.

20. Condizioni per attivazione del corso

La nostra offerta formativa nel settore della salute e sicurezza sul lavoro, conforme al D.Lgs. 81/08, è pensata per garantire la massima efficacia e interattività. A tal fine, l’attivazione di ogni corso è subordinata al raggiungimento di un numero minimo di iscritti. Questa condizione ci permette di creare un ambiente di apprendimento stimolante e produttivo per tutti i partecipanti, assicurando che l’esperienza formativa rispetti i nostri elevati standard qualitativi.
Gestione Flessibile in Caso di Rinvio
Comprendiamo che l’imprevisto può accadere, e per questo garantiamo la massima trasparenza e flessibilità in caso di rinvio del corso. Se il numero minimo di partecipanti non viene raggiunto, il corso sarà rinviato con congruo preavviso. In tale evenienza, le eventuali quote versate saranno gestite in base alle preferenze del cliente:

  • Rimborso Completo: Le somme versate possono essere rimborsate integralmente, senza alcuna detrazione.
  • Credito per Corsi Futuri: Le quote possono essere utilizzate per l’iscrizione a un’edizione successiva dello stesso corso o a un altro corso di pari importo erogato da noi.
  • Compensazione: È possibile utilizzare la quota versata come parte del pagamento per un corso di importo superiore, con l’obbligo di saldare la differenza di prezzo.

Questa politica garantisce che il tuo investimento sia sempre tutelato, offrendo soluzioni concrete per ogni esigenza.

21. Forniture e dispositivi

La qualità della formazione in materia di salute e sicurezza sul lavoro, in linea con il D.Lgs. 81/08, dipende non solo dalla competenza dei docenti, ma anche dalla completezza e professionalità dei materiali e delle attrezzature a disposizione. Per garantire un’esperienza formativa eccellente, mettiamo a disposizione dei partecipanti un set completo di risorse.

Tutto il Necessario per un Apprendimento Completo
Durante lo svolgimento dei corsi, ogni partecipante avrà accesso a:

  • Docenti qualificati: Il nostro corpo docente è composto da esperti del settore, in grado di offrire una preparazione solida e aggiornata.
  • Materiale Didattico e Tecnologico: Vengono fornite o utilizzate dispense dettagliate in formato cartaceo o digitale, supporti multimediali (slides, video professionali) e attrezzature all’avanguardia (proiettori, PC).
  • Attrezzature per Esercitazioni Pratiche: Per i corsi che lo prevedono, mettiamo a disposizione attrezzature professionali, come estintori, manichini, DPI e altri dispositivi di sicurezza, per permettere ai partecipanti di mettere in pratica le nozioni teoriche in un contesto realistico e controllato.

La nostra organizzazione si occupa inoltre di fornire tutti i documenti necessari per la certificazione, inclusi registri firme, test di valutazione e attestati conformi alle normative vigenti.

22. Responsabilità e Sanzioni

La formazione sulla salute e sicurezza sul lavoro, in base al D.Lgs. 81/08, non è un’opzione, ma un obbligo legale con conseguenze significative in caso di inadempienza. La legge attribuisce al datore di lavoro una responsabilità diretta non solo nell’erogazione della formazione, ma anche nella designazione formale di specifiche figure professionali, come gli addetti alle emergenze.
Conseguenze della Mancata Formazione
Il mancato rispetto di queste disposizioni comporta l’applicazione di sanzioni pecuniarie e penali. Queste misure sono a carico del datore di lavoro e dei dirigenti, sottolineando l’importanza cruciale di un approccio proattivo alla sicurezza.
Per evitare tali rischi, è fondamentale affidarsi a un partner competente che offra percorsi formativi completi e conformi alla normativa. Investire nella sicurezza dei propri dipendenti è la scelta più intelligente per un’azienda che vuole prosperare in un ambiente lavorativo sicuro e conforme.

FAQ Frequenti

1. Come posso iscrivermi al corso?

L’iscrizione ai nostri corsi antincendio è stata resa semplice e flessibile per adattarsi a diverse esigenze. Per le iscrizioni individuali, è possibile scaricare l’apposita scheda di adesione direttamente dalla pagina del corso sul nostro sito web. Una volta compilata in ogni sua parte, la scheda deve essere inviata via e-mail alla nostra segreteria corsi, che provvederà a confermare la registrazione. Per i gruppi aziendali o per chi desidera un corso personalizzato e dedicato, il modo più efficiente è contattare direttamente il nostro ufficio formazione. I nostri specialisti sono a disposizione per fornire tutte le informazioni necessarie, assistere nella prenotazione dei posti e discutere soluzioni su misura per la tua azienda. Ricordiamo che l’iscrizione è considerata ufficialmente confermata solo dopo il ricevimento della scheda di adesione compilata e, se previsto, dell’avvenuto pagamento. Per richiedere un contatto o un preventivo, puoi chiamare i seguenti numeri: 3287037076 | 0558359307. In alternativa, puoi scriverci a: ing.paolotripodi@yahoo.it o info@sicurlav.it.

2. Qual è la durata del corso?

Il Corso RSPP Specializzazione B-SP1 Agricoltura ha una durata complessiva di 16 ore ed è riferito ai settori Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia. Il percorso integra la formazione tecnica del Modulo B comune con approfondimenti mirati sui rischi specifici delle attività agricole, forestali e zootecniche.

La durata di 16 ore consente di affrontare in modo organico le particolarità operative del comparto agricolo: lavoro in campo, serre, boschi, allevamenti, stalle, uso di macchine agricole, esposizione ad agenti chimici e biologici, rischio da movimentazione, microclima, rumore, vibrazioni, caduta dall’alto e gestione delle emergenze.

Il Modulo B-SP1 si colloca dopo il Modulo B comune e costituisce una specializzazione necessaria per RSPP e ASPP che devono operare nei settori produttivi agricolo, silvicolo e zootecnico. Non va confuso con il modulo integrativo per Datore di Lavoro RSPP, perché riguarda il percorso formativo delle figure RSPP/ASPP ai sensi dell’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008.

3. Quali sono le date disponibili?

Per venire incontro alle esigenze di tutti, le date dei nostri corsi antincendio vengono aggiornate su base mensile e sono consultabili in modo chiaro e trasparente nella sezione “Calendario corsi” del nostro sito web. Ogni sessione è attentamente programmata per garantire la disponibilità delle aule e dei formatori qualificati. I partecipanti hanno la libertà di scegliere la data più conveniente per le proprie necessità. Per le aziende che desiderano formare un gruppo di dipendenti contemporaneamente, offriamo inoltre la possibilità di richiedere sessioni personalizzate e dedicate, anche in date diverse da quelle in calendario.

4. Dove si svolge il corso?

I corsi si svolgono principalmente presso la nostra sede formativa di riferimento, situata in Viale L. Ariosto, 516/C – 50019 Sesto Fiorentino (FI). In specifici casi, la sede potrà variare in funzione delle docenze, dei soggetti erogatori, delle esigenze logistiche o dell’idoneità delle strutture necessarie per le eventuali prove pratiche.

Le sedi formative sono organizzate per garantire un ambiente di apprendimento professionale ed efficace, con aule attrezzate per la formazione teorica e spazi idonei allo svolgimento delle esercitazioni pratiche.

A seconda della tipologia di corso, oltre alla tradizionale formazione in Aula, potranno essere previste differenti modalità di erogazione, tra cui:

  • E-Learning;
  • Videoconferenza;
  • modalità BLENDED (mista), con combinazioni tra E-Learning, Videoconferenza, Aula o formazione dedicata presso il Cliente.

Per offrire la massima flessibilità organizzativa, siamo inoltre in grado di erogare corsi Dedicati direttamente presso una nostra sede da individuare caso per caso oppure presso la sede della tua azienda, organizzando un percorso formativo personalizzato sulle specifiche esigenze operative e organizzative.

In tali circostanze, il nostro team potrà occuparsi anche dell’allestimento temporaneo delle eventuali postazioni necessarie allo svolgimento delle esercitazioni pratiche, portando la formazione direttamente nel contesto lavorativo aziendale.

SEDI:

5. Quanto costa il corso?

Costi e modalità di svolgimento dei nostri corsi

I costi dei nostri corsi di formazione e aggiornamento in materia di sicurezza sul lavoro possono variare in funzione della tipologia di corso, della modalità di erogazione, del numero di partecipanti, della sede, della durata e dell’eventuale organizzazione dedicata. Per il Corso B-SP1 Agricoltura il preventivo viene definito tenendo conto delle esigenze formative e organizzative del cliente.

Per conoscere le quote aggiornate dei corsi disponibili, ti invitiamo a consultare il nostro listino prezzi, dove sono riportate le principali tariffe applicate alle diverse modalità formative.

I corsi possono essere erogati secondo diverse soluzioni, in base alle esigenze del partecipante, dell’azienda e a quanto consentito dalla normativa applicabile: aula, videoconferenza sincrona, corsi dedicati presso il cliente o presso nostre sedi. La modalità viene sempre valutata in modo coerente con la natura specialistica del Modulo B-SP1.

Le date a calendario rappresentano generalmente la soluzione più semplice e conveniente per singoli partecipanti o piccoli gruppi. I corsi dedicati sono invece indicati quando l’azienda vuole formare più persone, integrare casi reali del proprio contesto agricolo o programmare un percorso completo per RSPP, ASPP, tecnici e consulenti.

Per aziende agricole strutturate, cooperative, imprese forestali, allevamenti, gruppi con più sedi operative o realtà con esigenze formative articolate sono disponibili tariffe personalizzate. La segreteria può supportare la scelta della formula più adatta e verificare eventuali combinazioni con altri corsi di prevenzione, protezione e formazione obbligatoria.

6. Chi sono i destinatari del corso?

Il Corso RSPP Specializzazione B-SP1 Agricoltura è rivolto a chi deve svolgere o supportare le funzioni di RSPP o ASPP nei settori Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia, dopo aver completato il percorso di base previsto o aver ottenuto il riconoscimento di eventuali crediti formativi.

Rientrano tra i destinatari lavoratori dipendenti, tecnici aziendali, consulenti, professionisti, referenti HSE, addetti interni alla sicurezza, figure incaricate dal datore di lavoro e soggetti che operano nella consulenza per aziende agricole, imprese boschive, allevamenti, serre, vivai e organizzazioni del comparto agro-zootecnico.

Il corso è utile sia per aziende che vogliono formare personale interno da inserire nel Servizio di Prevenzione e Protezione, sia per professionisti che intendono completare il proprio profilo formativo per seguire clienti del settore agricolo. Per chi deve assumere il ruolo di RSPP, resta necessario verificare anche il completamento del Modulo C.

7. Quali sono i riferimenti normativi?

I principali riferimenti normativi del Corso RSPP/ASPP B-SP1 Agricoltura sono il D.Lgs. 81/2008, con particolare riferimento agli articoli 31, 32, 33 e 37, e l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che disciplina durata, contenuti, modalità di erogazione, verifiche e aggiornamento dei percorsi formativi in materia di salute e sicurezza sul lavoro.

L’articolo 32 del D.Lgs. 81/2008 prevede specifici requisiti per lo svolgimento delle funzioni di RSPP e ASPP, compreso il possesso di un titolo di studio non inferiore al diploma di istruzione secondaria superiore, salvo i casi di esonero previsti, e la frequenza dei moduli formativi necessari in relazione al ruolo e al settore di attività.

Il modulo deve inoltre essere letto in collegamento con la valutazione dei rischi, il DVR, l’organizzazione del Servizio di Prevenzione e Protezione, le misure tecniche e procedurali applicabili alle aziende agricole, la gestione di attrezzature e macchine, l’impiego di prodotti chimici, la protezione dai rischi biologici e la sorveglianza sanitaria ove prevista.

8. Serve un prerequisito per partecipare?

Per partecipare al Corso RSPP/ASPP B-SP1 Agricoltura è necessario aver già frequentato il Modulo A e il Modulo B comune, oppure possedere crediti formativi riconosciuti secondo la normativa vigente. La verifica dei prerequisiti è importante per evitare percorsi incompleti o non coerenti con l’incarico da ricoprire.

Prima dell’iscrizione è opportuno controllare gli attestati già posseduti, eventuali titoli professionali, crediti formativi universitari o percorsi precedenti. Questo consente di stabilire se il partecipante debba frequentare soltanto il B-SP1 oppure anche altri moduli del percorso RSPP/ASPP.

È richiesta una buona comprensione della lingua italiana, parlata e scritta, perché il corso affronta terminologia tecnica, criteri di valutazione dei rischi, riferimenti normativi, esempi operativi, casi aziendali e procedure di prevenzione specifiche per il settore agricolo, forestale e zootecnico.

9. Quali argomenti vengono trattati?

Il programma del Corso B-SP1 Agricoltura approfondisce i rischi specifici delle attività agricole, silvicole e zootecniche, con particolare attenzione alla valutazione dei rischi, all’organizzazione del lavoro, alle misure di prevenzione e protezione e alla gestione delle attività svolte in ambienti esterni, serre, boschi, allevamenti, depositi e pertinenze aziendali.

Tra gli argomenti trattati rientrano macchine agricole, trattori, attrezzature intercambiabili, organi in movimento, rischio di ribaltamento, investimento, schiacciamento, manutenzione, movimentazione manuale dei carichi, lavoro isolato, movimentazione di animali, caduta dall’alto, accessi a silos, vasche, cisterne e possibili ambienti confinati.

Il percorso affronta anche agenti chimici, prodotti fitosanitari, fertilizzanti, carburanti, polveri organiche, agenti cancerogeni o mutageni ove presenti, agenti biologici, zoonosi, allergeni, rumore, vibrazioni, microclima, stress termico, radiazioni solari, incendio, emergenze e procedure operative sicure.

L’obiettivo è consentire al partecipante di acquisire competenze specialistiche per supportare il datore di lavoro nella gestione della sicurezza in agricoltura, nella scelta delle misure preventive, nella lettura del DVR, nella formazione dei lavoratori e nell’individuazione di soluzioni tecniche e organizzative coerenti con il comparto agro-zootecnico.

10. È previsto un esame finale?

Sì, al termine del percorso formativo è prevista una verifica finale delle conoscenze acquisite. L’esame ha un duplice scopo: certificare che il partecipante abbia non solo memorizzato i concetti, ma li abbia anche compresi in modo profondo, e valutare la sua capacità di applicare le procedure di prevenzione e gestione delle emergenze. La valutazione si compone di un breve test scritto a risposta multipla, che verte sui principali argomenti teorici, e di una simulazione pratica sul campo. La prova pratica mira ad accertare la competenza nell’utilizzo delle attrezzature antincendio e la corretta applicazione delle procedure di evacuazione. Il superamento di entrambe le prove è indispensabile per il rilascio dell’attestato e per garantire che l’addetto antincendio sia effettivamente preparato a svolgere il proprio ruolo con la massima sicurezza e professionalità.

11. Che tipo di attestato viene rilasciato?

Al termine del corso e a seguito del superamento della verifica finale, viene rilasciato un attestato di frequenza e profitto relativo al Corso RSPP/ASPP Specializzazione B-SP1 Agricoltura. L’attestato riporta gli elementi essenziali del percorso formativo svolto, tra cui durata, programma, soggetto formatore, dati del partecipante e riferimenti normativi applicabili.

Il documento costituisce evidenza formale della formazione specialistica svolta dal partecipante ai fini del percorso RSPP e ASPP. Il Modulo B-SP1 completa la preparazione settoriale per operare nei comparti agricolo, silvicolo e zootecnico, quando tali settori rientrano nell’attività da seguire.

È importante chiarire che l’attestato B-SP1 non sostituisce il Modulo A, il Modulo B comune, il Modulo C per chi deve svolgere il ruolo di RSPP, la nomina formale, l’esperienza professionale necessaria o gli altri requisiti previsti dalla normativa vigente.

12. Con quale frequenza deve essere aggiornato il corso?

Il Modulo B-SP1 Agricoltura rientra nel percorso formativo delle figure del Servizio di Prevenzione e Protezione. Chi ricopre effettivamente il ruolo di ASPP o RSPP deve mantenere nel tempo le proprie competenze attraverso l’aggiornamento quinquennale previsto dalla normativa vigente.

L’aggiornamento ASPP ha durata minima di 20 ore ogni 5 anni, mentre l’aggiornamento RSPP ha durata minima di 40 ore ogni 5 anni. Gli aggiornamenti devono essere coerenti con l’evoluzione normativa, tecnica e organizzativa e, quando pertinente, con i rischi del settore agricolo, forestale e zootecnico.

Programmare correttamente l’aggiornamento consente alla figura incaricata di mantenere documentata la propria formazione, ridurre il rischio di scoperture formative e garantire un supporto più efficace al datore di lavoro nella gestione della prevenzione aziendale.

13. Cosa succede se non raggiungo il quorum minimo di presenze?

La nostra priorità è sempre garantire un’esperienza formativa di alta qualità per ogni partecipante. Per questo motivo, ogni sessione di corso ha un numero minimo di iscritti previsto. Nel caso in cui questo quorum non venga raggiunto entro la data stabilita, la sessione verrà posticipata o riprogrammata in una nuova data. Questa procedura ci permette di offrire un servizio didattico completo e funzionale, in particolare per le esercitazioni pratiche, che richiedono un numero sufficiente di partecipanti per essere svolte in modo efficace. Tutti gli iscritti saranno tempestivamente informati tramite e-mail o telefono e avranno la possibilità di scegliere di partecipare alla nuova data senza alcun costo aggiuntivo, o di optare per un rimborso completo se la nuova data non dovesse essere compatibile con le loro esigenze.

14. Quanti partecipanti sono ammessi per ogni sessione?

Per garantire un’elevata qualità della formazione, il numero massimo di partecipanti viene definito in funzione della tipologia di corso, della modalità di erogazione, della durata, delle esigenze didattiche e di quanto previsto dalla normativa applicabile. La gestione del gruppo deve consentire confronto, domande e reale apprendimento.

Per il Corso RSPP/ASPP B-SP1 Agricoltura, la qualità del confronto è particolarmente importante perché i partecipanti devono poter discutere casi concreti relativi a macchine agricole, allevamenti, serre, boschi, uso di prodotti chimici, ambienti confinati, emergenze e organizzazione del lavoro stagionale.

Quando la sessione prevede esercitazioni, simulazioni o momenti applicativi, il gruppo viene organizzato in modo da consentire un reale confronto tra docente e partecipanti. L’obiettivo è evitare una formazione solo teorica e favorire l’applicazione pratica dei concetti di prevenzione, protezione e valutazione dei rischi.

15. Sono ammesse assenze durante il corso?

La normativa vigente impone che la formazione obbligatoria per gli addetti antincendio venga completata in toto. Per questo motivo, la frequenza è obbligatoria al 100% del monte ore complessivo previsto dal corso. Le assenze, anche se brevi, possono compromettere la comprensione delle procedure e non sono generalmente consentite. Solo in casi eccezionali e adeguatamente giustificati (ad esempio, motivi di salute certificati) si può valutare la possibilità di un recupero parziale, ma è fondamentale che tale assenza non comprometta il raggiungimento del monte ore minimo stabilito per legge. La mancata frequenza del monte ore obbligatorio renderà impossibile l’ottenimento dell’attestato finale, poiché la certificazione è subordinata alla partecipazione completa e al superamento della verifica di apprendimento.

16. È possibile seguire il corso online?

Il Corso RSPP/ASPP B-SP1 Agricoltura può essere organizzato in aula o in videoconferenza sincrona, quando l’edizione garantisce identificazione dei partecipanti, tracciamento delle presenze, interazione con il docente, gestione delle domande e verifica finale dell’apprendimento.

La natura specialistica del modulo richiede un elevato livello di confronto, analisi di casi e applicazione dei criteri di valutazione dei rischi. Per questo motivo la modalità di erogazione viene sempre verificata in rapporto alle regole vigenti, al programma formativo e alla qualità didattica attesa.

Prima dell’iscrizione è quindi opportuno verificare se l’edizione scelta è in aula, in videoconferenza sincrona o in altra modalità consentita. La segreteria può fornire indicazioni operative su piattaforma, orari, documenti richiesti, firma presenze e modalità della verifica finale.

17. Che materiale didattico viene fornito?

Per supportare l’apprendimento e garantire un riferimento continuo anche dopo la fine del corso, forniamo ai partecipanti un kit didattico completo e aggiornato. Questo include dispense esaustive che riassumono i concetti chiave della teoria, slide illustrative utilizzate durante le lezioni, schede tecniche dettagliate sulle varie tipologie di estintori e attrezzature di spegnimento, e altro materiale informativo sulle procedure di prevenzione e gestione delle emergenze. Il materiale è studiato per essere di facile consultazione e funge da supporto costante per l’addetto antincendio, aiutandolo a mantenere vive le conoscenze e a garantire la sicurezza continua all’interno dell’ambiente di lavoro.

18. Chi tiene le lezioni?

I nostri corsi sono tenuti da un team di istruttori altamente qualificati e con pluriennale esperienza nel campo della formazione antincendio. Ogni docente è un professionista certificato, con competenze specifiche e pratiche acquisite sul campo. L’esperienza diretta dei nostri formatori garantisce che le lezioni non si limitino a un’esposizione teorica, ma siano arricchite da esempi concreti e casi studio reali, rendendo l’apprendimento più efficace e coinvolgente. I nostri docenti sono costantemente aggiornati sulle normative vigenti e sulle migliori pratiche operative per la prevenzione e gestione degli incendi, assicurando una formazione di altissimo livello, completa e sempre in linea con i più recenti standard di sicurezza.

19. Il corso è valido per tutte le tipologie di azienda?

Il Corso RSPP Specializzazione B-SP1 Agricoltura è valido per i settori Agricoltura, Silvicoltura e Zootecnia, quando la figura RSPP o ASPP deve operare in tali comparti. Non è un modulo generico valido per tutte le specializzazioni produttive.

Per altri settori possono essere richiesti moduli diversi, come B-SP2 Pesca, B-SP3 Costruzioni, B-SP4 Sanità residenziale o B-SP5 Chimico-Petrolchimico, in base all’attività effettivamente svolta dall’azienda e agli incarichi che il partecipante deve ricoprire.

Prima di scegliere il corso è consigliabile verificare settore ATECO, mansioni, attività svolte, requisiti già posseduti, obiettivo professionale e necessità di completare il percorso con altri moduli. Una verifica preliminare evita iscrizioni non coerenti e aiuta a costruire un percorso formativo corretto.

20. Come posso avere maggiori informazioni o supporto?

Per ottenere ulteriori dettagli, chiarimenti o assistenza, il nostro team è a completa disposizione. È possibile contattare la segreteria corsi attraverso diversi canali: via telefono, inviando una e-mail o compilando il pratico form di contatto disponibile sul nostro sito web. Il nostro personale specializzato è pronto a fornirti tutte le informazioni necessarie sulle prossime date dei corsi, le modalità di iscrizione, i costi e qualsiasi altra esigenza specifica legata alla formazione aziendale. La nostra missione è supportare le aziende e i lavoratori nella gestione della sicurezza, e siamo qui per aiutarti a trovare la soluzione formativa più adatta alle tue esigenze.
Per richiedere un contatto o un preventivo, puoi chiamare i seguenti numeri: 3287037076 | 0558359307. In alternativa, puoi scriverci a: ing.paolotripodi@yahoo.it o info@sicurlav.it.

PROGRAMMA DEI CORSI BASE

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Corso Formazione per RSPP Datore di Lavoro R. Alto (8 ore)

Il Corso RSPP Datore di Lavoro Rischio Alto affronta gli aspetti normativi, organizzativi, tecnici e procedurali necessari al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. I contenuti sono impostati in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con particolare riferimento alla formazione del Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. La denominazione per livello di rischio viene mantenuta come riferimento descrittivo e commerciale del percorso, tenendo conto della classificazione e dei rischi effettivamente presenti nell’attivita aziendale. Il percorso formativo consente di acquisire competenze operative per la valutazione dei rischi, la gestione delle misure preventive e protettive, l’organizzazione della formazione sicurezza e il coordinamento degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Inquadramento normativo e responsabilita prevenzionistiche
  • Obblighi del Datore di Lavoro e condizioni per lo svolgimento diretto dei compiti del servizio di prevenzione e protezione.
  • Responsabilita penali, civili e amministrative nella gestione di attivita ad elevata complessita o maggiore esposizione al rischio.
  • Rapporti tra D.Lgs. 81/2008, Accordo Stato-Regioni vigente, norme tecniche e procedure aziendali.
  • Ruolo strategico del Datore di Lavoro RSPP nella definizione delle politiche di prevenzione.
  1. Organizzazione avanzata del sistema di prevenzione
  • Strutturazione del servizio di prevenzione in aziende con reparti, lavorazioni, cantieri o processi complessi.
  • Coordinamento tra Datore di Lavoro, dirigenti, preposti, RLS, medico competente, consulenti e lavoratori.
  • Definizione di procedure, responsabilita, controlli di linea e sistemi di autorizzazione al lavoro.
  • Gestione delle informazioni di sicurezza lungo la catena gerarchica e operativa.
  1. Valutazione dei rischi complessi e pianificazione delle misure
  • Metodi di valutazione per rischi gravi, interferenti, evolutivi o con possibili conseguenze severe.
  • Analisi di processi produttivi, impianti, attrezzature complesse, manutenzioni e attivita non ordinarie.
  • Individuazione delle priorita di intervento attraverso criteri di probabilita, gravita, esposizione e controllabilita.
  • Pianificazione di misure tecniche, organizzative e procedurali con verifica dell’efficacia.
  1. DVR, procedure operative e permessi di lavoro
  • Redazione e aggiornamento del DVR in presenza di lavorazioni complesse, attivita critiche e rischi specifici elevati.
  • Procedure per lavori ad alto rischio, manutenzioni, fermate impianto, accessi controllati e attivita straordinarie.
  • Sistemi di autorizzazione, permessi di lavoro, lockout/tagout e controllo delle energie pericolose.
  • Tracciabilita delle misure, registrazioni operative e gestione delle evidenze documentali.
  1. Rischi specifici ad alta complessita
  • Rischio meccanico, elettrico, caduta dall’alto, seppellimento, schiacciamento, incendio ed esplosione.
  • Rischio chimico, cancerogeno, biologico, atmosfere pericolose, agenti fisici e condizioni ambientali gravose.
  • Rischi connessi ad attrezzature, impianti, macchine, mezzi di sollevamento, movimentazione e circolazione interna.
  • Rischi derivanti da appalti, cantieri, lavorazioni interferenti e compresenza di piu imprese.
  1. Gestione tecnica delle misure di prevenzione e protezione
  • Gerarchia delle misure di prevenzione: eliminazione, sostituzione, protezioni collettive, procedure e DPI.
  • Scelta, uso, manutenzione e controllo dei DPI, compresi i DPI di III categoria ove necessari.
  • Sistemi di protezione collettiva, segregazioni, dispositivi di sicurezza, segnaletica e controlli funzionali.
  • Gestione delle manutenzioni preventive e correttive come presidio fondamentale di sicurezza.
  1. Appalti, cantieri, interferenze e qualificazione delle imprese
  • Verifica dell’idoneita tecnico-professionale delle imprese esecutrici e dei lavoratori autonomi.
  • DUVRI, PSC, POS e coordinamento operativo nei casi applicabili.
  • Gestione degli accessi, delle autorizzazioni, delle interferenze e della comunicazione tra imprese.
  • Controllo delle attivita affidate a terzi e gestione delle non conformita riscontrate.
  1. Emergenze complesse, incendio, evacuazione e soccorso
  • Scenari emergenziali correlati a incendio, esplosione, rilascio di sostanze, infortunio grave o guasto impiantistico.
  • Organizzazione degli addetti emergenze, catena di allertamento e coordinamento con i soccorsi esterni.
  • Procedure di evacuazione, messa in sicurezza, confinamento dell’evento e gestione delle persone presenti.
  • Esercitazioni, simulazioni, debriefing e miglioramento del piano di emergenza.
  1. Sorveglianza sanitaria, idoneita e gestione dei lavoratori esposti
  • Ruolo del medico competente nella valutazione dei rischi e nella definizione del protocollo sanitario.
  • Gestione delle idoneita, prescrizioni, limitazioni e lavoratori particolarmente sensibili.
  • Collegamento tra sorveglianza sanitaria, esposizioni professionali e misure di prevenzione.
  • Riservatezza sanitaria e gestione corretta delle informazioni rilevanti ai fini prevenzionistici.
  1. Formazione, addestramento e cultura della sicurezza
  • Pianificazione della formazione obbligatoria e specialistica in funzione dei rischi elevati.
  • Addestramento pratico su attrezzature, DPI, procedure critiche e comportamenti sicuri.
  • Coinvolgimento di preposti e lavoratori nel controllo operativo e nella segnalazione dei quasi infortuni.
  • Sviluppo di una cultura della sicurezza fondata su responsabilita, vigilanza e miglioramento continuo.
  1. Audit, controllo operativo e riesame del sistema
  • Monitoraggio sistematico di procedure, permessi di lavoro, manutenzioni, scadenze e controlli documentali.
  • Analisi di incidenti, quasi incidenti, non conformita, cause radice e azioni correttive.
  • Verifica dell’efficacia delle misure e aggiornamento del sistema prevenzionistico.
  • Riesame periodico da parte del Datore di Lavoro RSPP e pianificazione degli obiettivi di miglioramento.

Il percorso dedicato al Datore di Lavoro RSPP Rischio Alto rappresenta uno strumento fondamentale per gestire in modo consapevole gli obblighi di prevenzione, aggiornare il sistema aziendale di sicurezza e rendere piu efficace il controllo dei rischi. L’elenco degli argomenti proposto e pensato per descrivere in modo chiaro il programma del corso e valorizzare le competenze necessarie alla corretta gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

Corso Formazione per RSPP Datore di Lavoro R. Medio (8 ore)

Il Corso RSPP Datore di Lavoro Rischio Medio affronta gli aspetti normativi, organizzativi, tecnici e procedurali necessari al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. I contenuti sono impostati in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con particolare riferimento alla formazione del Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. La denominazione per livello di rischio viene mantenuta come riferimento descrittivo e commerciale del percorso, tenendo conto della classificazione e dei rischi effettivamente presenti nell’attivita aziendale. Il percorso formativo consente di acquisire competenze operative per la valutazione dei rischi, la gestione delle misure preventive e protettive, l’organizzazione della formazione sicurezza e il coordinamento degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Quadro normativo e ruolo del Datore di Lavoro RSPP
  • Obblighi del Datore di Lavoro ai sensi del D.Lgs. 81/2008 e responsabilita connesse alla funzione prevenzionistica.
  • Compiti del Datore di Lavoro che assume direttamente il ruolo di RSPP in aziende con rischi di media complessita.
  • Rapporti funzionali con medico competente, RLS, preposti, lavoratori, consulenti e soggetti esterni.
  • Sistema sanzionatorio e conseguenze della mancata organizzazione della prevenzione.
  1. Sistema aziendale di prevenzione e protezione
  • Organizzazione del servizio di prevenzione e protezione in relazione a mansioni, reparti, attrezzature e processi.
  • Gestione delle deleghe, degli incarichi, delle responsabilita operative e dei controlli interni.
  • Flussi informativi tra direzione, preposti, lavoratori, manutentori e appaltatori.
  • Pianificazione delle attivita di prevenzione, formazione, manutenzione e sorveglianza sanitaria.
  1. Metodologie di valutazione dei rischi
  • Criteri per l’identificazione sistematica di pericoli, esposizioni, probabilita, gravita e priorita di intervento.
  • Valutazione dei rischi legati a processi produttivi, logistica, manutenzione, attrezzature e interferenze.
  • Analisi per mansioni, fasi lavorative, ambienti, sostanze, impianti e attivita non routinarie.
  • Definizione di misure tecniche, organizzative e procedurali coerenti con il livello di rischio.
  1. Documento di Valutazione dei Rischi e piano di miglioramento
  • Struttura del DVR e collegamento con organigramma, mansioni, procedure e registri aziendali.
  • Individuazione delle misure di prevenzione e protezione gia adottate e da programmare.
  • Criteri per l’aggiornamento del DVR in caso di modifiche tecniche, organizzative o produttive.
  • Programmazione delle misure di miglioramento con responsabilita, priorita e tempi di attuazione.
  1. Rischi specifici nelle aziende a rischio medio
  • Rischio meccanico, uso di attrezzature di lavoro, organi in movimento, manutenzione e controlli preliminari.
  • Rischio elettrico, rischio incendio, rischio chimico moderato e gestione di sostanze o preparati pericolosi.
  • Movimentazione manuale dei carichi, movimenti ripetitivi, posture incongrue e rischio ergonomico.
  • Rischi da rumore, vibrazioni, microclima, illuminazione, circolazione interna e spazi di lavoro.
  1. Appalti, interferenze e coordinamento con soggetti esterni
  • Gestione degli appalti, verifica dell’idoneita tecnico-professionale e scambio di informazioni sui rischi.
  • DUVRI, procedure di coordinamento e misure per ridurre i rischi interferenziali.
  • Controllo degli accessi di manutentori, fornitori, imprese esterne e visitatori.
  • Ruolo del Datore di Lavoro RSPP nella pianificazione e supervisione delle attivita affidate a terzi.
  1. Misure preventive, DPI e procedure operative
  • Criteri per la scelta delle misure di prevenzione collettiva e individuale.
  • Individuazione, consegna, uso, manutenzione e controllo dei DPI in funzione dei rischi specifici.
  • Procedure per attivita ordinarie, manutenzioni, emergenze tecniche e gestione delle anomalie.
  • Addestramento operativo quando previsto per attrezzature, DPI e procedure di lavoro.
  1. Emergenze, incendio e primo soccorso aziendale
  • Organizzazione della gestione emergenze in relazione alle caratteristiche dei luoghi di lavoro.
  • Piano di emergenza, evacuazione, presidio dei mezzi di estinzione e coordinamento degli addetti.
  • Gestione del primo soccorso, allertamento dei servizi esterni e comunicazione interna in emergenza.
  • Verifica periodica delle procedure e simulazioni pratiche ove applicabili.
  1. Formazione, informazione, addestramento e vigilanza
  • Pianificazione della formazione obbligatoria per lavoratori, preposti, addetti emergenze e figure aziendali.
  • Informazione sui rischi specifici, procedure, DPI, segnaletica e comportamenti sicuri.
  • Vigilanza sull’applicazione delle procedure e gestione di comportamenti non conformi.
  • Verifica dell’efficacia formativa e aggiornamento in caso di cambiamenti significativi.
  1. Monitoraggio, audit interno e miglioramento continuo
  • Controlli periodici su ambienti, attrezzature, impianti, procedure e documentazione.
  • Analisi di infortuni, mancati infortuni, segnalazioni, non conformita e azioni correttive.
  • Uso di checklist, registri e scadenziari per mantenere sotto controllo il sistema di prevenzione.
  • Riesame periodico del DVR e delle misure preventive adottate.

Il percorso dedicato al Datore di Lavoro RSPP Rischio Medio rappresenta uno strumento fondamentale per gestire in modo consapevole gli obblighi di prevenzione, aggiornare il sistema aziendale di sicurezza e rendere piu efficace il controllo dei rischi. L’elenco degli argomenti proposto e pensato per descrivere in modo chiaro il programma del corso e valorizzare le competenze necessarie alla corretta gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

Corso Formazione per RSPP Datore di Lavoro R. Basso (8 ore)

Il Corso RSPP Datore di Lavoro Rischio Basso affronta gli aspetti normativi, organizzativi, tecnici e procedurali necessari al Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. I contenuti sono impostati in coerenza con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17/04/2025, con particolare riferimento alla formazione del Datore di Lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. La denominazione per livello di rischio viene mantenuta come riferimento descrittivo e commerciale del percorso, tenendo conto della classificazione e dei rischi effettivamente presenti nell’attivita aziendale. Il percorso formativo consente di acquisire competenze operative per la valutazione dei rischi, la gestione delle misure preventive e protettive, l’organizzazione della formazione sicurezza e il coordinamento degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

  1. Quadro normativo e responsabilita del Datore di Lavoro RSPP
  • Principi generali del D.Lgs. 81/2008 e obblighi non delegabili del Datore di Lavoro.
  • Ruolo del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione.
  • Responsabilita civili, penali e amministrative connesse alla gestione della prevenzione aziendale.
  • Rapporti tra Datore di Lavoro, RSPP, medico competente, RLS, preposti e lavoratori.
  1. Organizzazione del sistema aziendale di prevenzione
  • Struttura essenziale del sistema di prevenzione nelle aziende a complessita organizzativa contenuta.
  • Individuazione dei soggetti della prevenzione e definizione di compiti, responsabilita e flussi informativi.
  • Gestione documentale di base: DVR, nomine, attestati, procedure, scadenziario formativo e manutentivo.
  • Coordinamento tra formazione, informazione, addestramento e vigilanza interna.
  1. Individuazione dei pericoli e valutazione dei rischi
  • Criteri metodologici per riconoscere pericoli, rischi, danni e misure di controllo.
  • Valutazione dei rischi tipici delle attivita a basso rischio: uffici, servizi, attivita commerciali e contesti assimilabili.
  • Analisi di ambienti di lavoro, attrezzature semplici, postazioni VDT, impianti e condizioni organizzative.
  • Criteri di priorita per programmare misure preventive e protettive proporzionate al livello di rischio.
  1. Redazione, aggiornamento e gestione del DVR
  • Contenuti essenziali del Documento di Valutazione dei Rischi.
  • Individuazione di mansioni, fasi lavorative, rischi trasversali e misure di prevenzione.
  • Aggiornamento del DVR in caso di modifiche organizzative, nuove attrezzature, infortuni o cambiamenti significativi.
  • Collegamento tra DVR, procedure aziendali, sorveglianza sanitaria e piano formativo.
  1. Rischi tipici delle attivita a basso rischio
  • Rischio videoterminali, postura, ergonomia della postazione e affaticamento visivo.
  • Rischio elettrico da uso ordinario di attrezzature alimentate elettricamente.
  • Cadute in piano, inciampi, scivolamenti, urti e movimentazione manuale occasionale di carichi leggeri.
  • Microclima, illuminazione, ordine, pulizia e gestione degli spazi di lavoro.
  1. Misure tecniche, organizzative e procedurali
  • Definizione di regole operative semplici, efficaci e proporzionate al contesto aziendale.
  • Gestione di manutenzioni, controlli periodici, verifiche documentali e segnalazione delle anomalie.
  • Uso corretto di attrezzature comuni, arredi, scale portatili e dispositivi eventualmente necessari.
  • Procedure per accoglienza, accesso ai locali, gestione visitatori e appaltatori occasionali.
  1. Gestione delle emergenze e prevenzione incendi
  • Organizzazione essenziale dell’emergenza aziendale e designazione degli addetti incaricati.
  • Procedure di evacuazione, chiamata dei soccorsi, primo intervento e gestione delle persone presenti.
  • Prevenzione incendi nei luoghi di lavoro ordinari: ordine, carichi d’incendio, vie di esodo e presidi antincendio.
  • Coordinamento tra formazione antincendio, primo soccorso e procedure interne.
  1. Informazione, formazione e consultazione dei lavoratori
  • Obblighi formativi del Datore di Lavoro e criteri di pianificazione della formazione aziendale.
  • Coinvolgimento dei lavoratori nella segnalazione di pericoli, quasi infortuni e condizioni non sicure.
  • Consultazione del RLS e gestione delle riunioni o comunicazioni periodiche sulla sicurezza.
  • Conservazione degli attestati e verifica dell’efficacia della formazione erogata.
  1. Controllo operativo e miglioramento continuo
  • Monitoraggio periodico delle misure adottate e verifica della loro effettiva applicazione.
  • Analisi di segnalazioni, incidenti mancati, non conformita e piccole criticita organizzative.
  • Pianificazione degli interventi migliorativi secondo criteri di priorita e fattibilita.
  • Riesame del sistema di prevenzione e aggiornamento delle procedure aziendali.

Il percorso dedicato al Datore di Lavoro RSPP Rischio Basso rappresenta uno strumento fondamentale per gestire in modo consapevole gli obblighi di prevenzione, aggiornare il sistema aziendale di sicurezza e rendere piu efficace il controllo dei rischi. L’elenco degli argomenti proposto e pensato per descrivere in modo chiaro il programma del corso e valorizzare le competenze necessarie alla corretta gestione della salute e sicurezza sul lavoro.

 

PROGRAMMA DEI CORSI DI AGGIORNAMENTO

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Corso Aggiornamento per Datore di Lavoro con funzione di RSPP R. Alto (8 ore)

L’Aggiornamento RSPP Datore di Lavoro Rischio Alto e finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso aggiorna il partecipante sulle novita normative, sulle metodologie di valutazione dei rischi, sulle procedure operative, sulle misure di prevenzione e protezione e sulla gestione pratica degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Gli argomenti sono organizzati per favorire un aggiornamento sicurezza chiaro, concreto e coerente con il livello di rischio aziendale.

  1. Aggiornamento normativo per attivita ad alta complessita
  • Aggiornamento su D.Lgs. 81/2008, Accordo Stato-Regioni vigente e riferimenti applicabili ai rischi elevati.
  • Richiamo alle responsabilita del Datore di Lavoro RSPP nella gestione di lavorazioni critiche e interferenti.
  • Integrazione tra normativa, procedure aziendali, norme tecniche e sistemi di controllo operativo.
  1. Riesame del DVR per rischi complessi e attivita critiche
  • Aggiornamento della valutazione dei rischi in presenza di impianti, cantieri, manutenzioni, macchine e attivita non routinarie.
  • Revisione delle misure tecniche, organizzative e procedurali per eventi con possibili conseguenze gravi.
  • Verifica della coerenza tra DVR, procedure, permessi di lavoro, formazione, addestramento e DPI.
  1. Aggiornamento sui rischi specifici ad alta esposizione
  • Rischi meccanici, elettrici, chimici, incendio, esplosione, caduta dall’alto, seppellimento e agenti fisici.
  • Misure per la gestione di attrezzature complesse, impianti, macchine, mezzi di sollevamento e manutenzioni.
  • Controllo operativo delle lavorazioni pericolose e gestione delle attivita straordinarie.
  1. DPI, protezioni collettive e procedure operative avanzate
  • Aggiornamento su criteri di scelta, uso, manutenzione e controllo dei DPI, inclusi quelli di III categoria.
  • Verifica dell’efficacia delle protezioni collettive, segregazioni, dispositivi di sicurezza e procedure autorizzative.
  • Addestramento pratico e controllo dell’applicazione delle procedure nei reparti o nelle attivita critiche.
  1. Appalti, cantieri, interferenze e controllo dei soggetti esterni
  • Aggiornamento sulle procedure di coordinamento e cooperazione con imprese appaltatrici e lavoratori autonomi.
  • Gestione di DUVRI, PSC, POS e altri documenti di coordinamento nei casi previsti.
  • Controllo degli accessi, delle autorizzazioni e delle interferenze in attivita ad alto rischio.
  1. Emergenze complesse e gestione degli scenari incidentali
  • Revisione di piani di emergenza, scenari di incendio, esplosione, rilascio sostanze o infortunio grave.
  • Coordinamento con addetti emergenze, preposti, soccorsi esterni e figure tecniche aziendali.
  • Simulazioni, esercitazioni, debriefing e miglioramento delle procedure di risposta.
  1. Analisi di casi, near miss e miglioramento del sistema
  • Analisi di eventi incidentali complessi e individuazione delle cause radice.
  • Definizione di azioni correttive, preventive, tecniche e organizzative.
  • Monitoraggio degli indicatori di sicurezza e riesame periodico del sistema di prevenzione.

L’aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro Rischio Alto consente di mantenere attuali le competenze prevenzionistiche, verificare l’efficacia delle misure aziendali e migliorare la capacita di controllo dei rischi. Il percorso supporta il Datore di Lavoro nella gestione dinamica del DVR, nella programmazione delle misure di miglioramento e nel consolidamento di un sistema aziendale di sicurezza piu efficace e documentato.

 

Corso Aggiornamento per Datore di Lavoro con funzione di RSPP R. Medio (8 ore)

L’Aggiornamento RSPP Datore di Lavoro Rischio Medio e finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso aggiorna il partecipante sulle novita normative, sulle metodologie di valutazione dei rischi, sulle procedure operative, sulle misure di prevenzione e protezione e sulla gestione pratica degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Gli argomenti sono organizzati per favorire un aggiornamento sicurezza chiaro, concreto e coerente con il livello di rischio aziendale.

  1. Aggiornamento normativo e organizzativo del ruolo DL-RSPP
  • Novita del quadro normativo e aggiornamenti applicabili alla formazione del Datore di Lavoro RSPP.
  • Richiamo agli obblighi di organizzazione, vigilanza, consultazione e gestione documentale.
  • Adeguamento del sistema aziendale di prevenzione a modifiche produttive, tecniche e organizzative.
  1. Aggiornamento della valutazione dei rischi e del DVR
  • Revisione del DVR in relazione a mansioni, attrezzature, sostanze, impianti e processi produttivi.
  • Aggiornamento del piano di miglioramento e dei controlli periodici su misure e procedure.
  • Collegamento tra DVR, formazione, sorveglianza sanitaria, manutenzione e gestione degli appalti.
  1. Rischi specifici e misure di prevenzione nelle attivita a rischio medio
  • Rischio meccanico, elettrico, chimico moderato, incendio, movimentazione manuale e agenti fisici.
  • Aggiornamento sulle misure tecniche, organizzative e procedurali di contenimento del rischio.
  • Gestione dei DPI, delle attrezzature, delle manutenzioni e dell’addestramento ove previsto.
  1. Appalti, interferenze e coordinamento operativo
  • Aggiornamento sulle modalita di verifica dell’idoneita tecnico-professionale dei soggetti esterni.
  • Revisione di DUVRI, procedure di accesso, coordinamento e controllo delle imprese appaltatrici.
  • Gestione delle interferenze tra lavoratori aziendali, manutentori, fornitori e visitatori.
  1. Emergenze, procedure e comunicazione interna
  • Aggiornamento delle procedure di emergenza, incendio, evacuazione e primo soccorso.
  • Ruolo del Datore di Lavoro RSPP nella verifica delle esercitazioni e nella gestione delle anomalie.
  • Comunicazione efficace delle procedure a lavoratori, preposti e soggetti esterni.
  1. Casi pratici, infortuni, near miss e azioni correttive
  • Analisi di eventi incidentali e quasi incidenti in contesti produttivi o tecnico-operativi.
  • Individuazione delle cause tecniche, organizzative e comportamentali.
  • Definizione di azioni correttive, preventive e di monitoraggio nel tempo.

L’aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro Rischio Medio consente di mantenere attuali le competenze prevenzionistiche, verificare l’efficacia delle misure aziendali e migliorare la capacita di controllo dei rischi. Il percorso supporta il Datore di Lavoro nella gestione dinamica del DVR, nella programmazione delle misure di miglioramento e nel consolidamento di un sistema aziendale di sicurezza piu efficace e documentato.

 

Corso Aggiornamento per Datore di Lavoro con funzione di RSPP R. Basso (8 ore)

L’Aggiornamento RSPP Datore di Lavoro Rischio Basso e finalizzato al mantenimento e al rafforzamento delle competenze del Datore di Lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione. Il corso aggiorna il partecipante sulle novita normative, sulle metodologie di valutazione dei rischi, sulle procedure operative, sulle misure di prevenzione e protezione e sulla gestione pratica degli adempimenti aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro. Gli argomenti sono organizzati per favorire un aggiornamento sicurezza chiaro, concreto e coerente con il livello di rischio aziendale.

  1. Aggiornamento normativo e novita applicabili al Datore di Lavoro RSPP
  • Aggiornamento sul D.Lgs. 81/2008, sull’Accordo Stato-Regioni vigente e sulle principali novita interpretative.
  • Richiamo agli obblighi del Datore di Lavoro, agli adempimenti documentali e alle responsabilita prevenzionistiche.
  • Verifica dell’allineamento tra formazione, DVR, incarichi aziendali e organizzazione della prevenzione.
  1. Riesame del DVR e delle misure aziendali
  • Aggiornamento del Documento di Valutazione dei Rischi in caso di modifiche organizzative o operative.
  • Controllo delle misure preventive adottate e verifica della loro efficacia nel tempo.
  • Programmazione delle misure di miglioramento e gestione delle scadenze aziendali.
  1. Aggiornamento sui rischi tipici delle attivita a basso rischio
  • Postazioni videoterminali, ergonomia, postura, affaticamento visivo e organizzazione del lavoro.
  • Rischio elettrico ordinario, cadute in piano, inciampi, scivolamenti e movimentazione occasionale.
  • Microclima, illuminazione, ordine, pulizia e gestione sicura degli ambienti.
  1. Gestione di emergenze, incendio e primo soccorso
  • Revisione delle procedure di emergenza, evacuazione e chiamata dei soccorsi.
  • Coordinamento con addetti antincendio e primo soccorso e verifica delle dotazioni disponibili.
  • Aggiornamento delle istruzioni operative per lavoratori, visitatori e soggetti esterni.
  1. Comunicazione, consultazione e controllo interno
  • Coinvolgimento dei lavoratori e del RLS nella segnalazione di criticita e miglioramenti.
  • Modalita di comunicazione interna delle procedure e delle regole di sicurezza.
  • Vigilanza del Datore di Lavoro RSPP sul rispetto delle misure definite.
  1. Analisi di casi pratici, incidenti mancati e miglioramento continuo
  • Analisi di esempi ricorrenti in aziende a basso rischio e individuazione delle cause organizzative.
  • Gestione dei near miss e delle piccole non conformita come strumenti di prevenzione.
  • Definizione di azioni correttive proporzionate e verificabili.

L’aggiornamento per RSPP Datore di Lavoro Rischio Basso consente di mantenere attuali le competenze prevenzionistiche, verificare l’efficacia delle misure aziendali e migliorare la capacita di controllo dei rischi. Il percorso supporta il Datore di Lavoro nella gestione dinamica del DVR, nella programmazione delle misure di miglioramento e nel consolidamento di un sistema aziendale di sicurezza piu efficace e documentato.

PROGRAMMA DEI CORSI DI INTEGRAZIONE RSPP-DDL

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Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore)

Il Corso RSPP-DDL Modulo integrativo 1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per il datore di lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione nei settori agricolo, forestale e zootecnico.

Il percorso si inserisce nel quadro della formazione sicurezza prevista dalla normativa sicurezza sul lavoro e consente di analizzare i principali fattori di rischio tipici delle attività svolte in campi, serre, boschi, allevamenti, depositi, officine aziendali, aree esterne e ambienti produttivi rurali.

Gli argomenti del corso sono orientati alla prevenzione dei rischi, alla corretta individuazione delle misure di prevenzione e protezione e alla gestione consapevole degli obblighi organizzativi collegati alla salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

La formazione affronta in modo mirato le criticità connesse a macchine e attrezzature agricole, agenti biologici, sostanze pericolose, agenti fisici, ambienti confinati, movimentazione dei carichi, rischio incendio, cadute dall’alto e gestione delle emergenze.

L’obiettivo è fornire al datore di lavoro strumenti operativi utili per leggere il proprio contesto produttivo, migliorare il DVR, programmare le misure di prevenzione e rafforzare la gestione quotidiana della sicurezza aziendale.

Elenco degli argomenti del corso

1. Quadro normativo e inquadramento del modulo integrativo

  • Riferimenti essenziali del D.Lgs. 81/2008 per il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti di prevenzione e protezione dai rischi.
  • Collocazione del Modulo integrativo 1 nel percorso formativo RSPP-DDL previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025.
  • Ambito di applicazione per i settori ATECO A 01-02: agricoltura, silvicoltura e zootecnia.
  • Rapporto tra corso propedeutico per datore di lavoro, modulo comune RSPP-DDL e modulo tecnico-integrativo settoriale.
  • Finalità del modulo: acquisire competenze tecniche, organizzative e procedurali riferite ai rischi specifici del comparto.

2. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto

  • Principali dinamiche infortunistiche nelle aziende agricole, forestali e zootecniche.
  • Eventi lesivi collegati a ribaltamento dei mezzi, schiacciamenti, impigliamenti, cadute, urti, tagli e proiezione di materiali.
  • Malattie professionali ricorrenti connesse a rumore, vibrazioni, movimentazione manuale dei carichi, posture incongrue, agenti biologici e sostanze pericolose.
  • Lettura dei near miss e degli eventi mancati come strumento di prevenzione e miglioramento del DVR.
  • Uso dei dati infortunistici per individuare priorità di intervento, procedure operative e attività di informazione, formazione e addestramento.

3. Organizzazione del lavoro e ambienti operativi

  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro nel comparto: campi, serre, boschi, vivai, stalle, allevamenti, depositi, magazzini, officine aziendali e aree esterne.
  • Interferenze tra lavorazioni agricole, presenza di mezzi, lavoratori, terzi, fornitori, manutentori e soggetti esterni.
  • Gestione delle attività stagionali, dei picchi di lavoro, del lavoro isolato, delle condizioni climatiche e della variabilità delle aree operative.
  • Organizzazione dei percorsi, delle aree di manovra, delle zone di deposito, delle vie di accesso e delle aree a rischio specifico.
  • Ruolo delle procedure aziendali nella pianificazione delle attività, nella vigilanza operativa e nel coordinamento delle misure di sicurezza.

4. Normativa tecnica per strutture, impianti e luoghi di lavoro

  • Requisiti di sicurezza applicabili a strutture agricole, serre, stalle, ricoveri, silos, locali tecnici, depositi e aree di lavorazione.
  • Aspetti di sicurezza relativi a impianti elettrici, impianti di illuminazione, impianti idrici, impianti di ventilazione e attrezzature fisse.
  • Manutenzione, verifiche periodiche, controlli documentali e gestione delle anomalie tecniche.
  • Adeguatezza delle pavimentazioni, delle vie di circolazione, degli accessi, dei parapetti, delle aperture e delle zone sopraelevate.
  • Gestione della documentazione tecnico-amministrativa relativa a impianti, strutture, certificazioni, libretti, registri e verifiche.

5. Rischi legati a macchine, attrezzature di lavoro e mezzi agricoli

  • Rischi connessi a trattori, macchine agricole semoventi, attrezzature trainate e portate, macchine forestali, attrezzature zootecniche e strumenti motorizzati.
  • Pericoli di ribaltamento, schiacciamento, investimento, cesoiamento, impigliamento, trascinamento, proiezione di materiali e contatto con organi in movimento.
  • Dispositivi di protezione, sistemi di arresto, ripari, protezioni delle prese di forza, strutture ROPS/FOPS e cinture di ritenzione ove previste.
  • Controlli preliminari, manutenzione ordinaria, segnalazione dei guasti e divieto di utilizzo di macchine non sicure o non conformi.
  • Uso corretto delle attrezzature in rapporto al terreno, alla pendenza, alla visibilità, alla presenza di persone e alle condizioni meteorologiche.

6. Sostanze pericolose e prodotti fitosanitari

  • Identificazione delle sostanze pericolose utilizzate o presenti nel comparto: prodotti fitosanitari, fertilizzanti, disinfettanti, carburanti, oli, lubrificanti, detergenti e sanificanti.
  • Lettura di etichette, schede di dati di sicurezza, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza e misure di gestione del rischio chimico.
  • Procedure di stoccaggio, manipolazione, miscelazione, travaso, distribuzione e smaltimento dei contenitori e dei residui.
  • Rischi di inalazione, contatto cutaneo, ingestione accidentale, contaminazione degli indumenti e esposizione durante trattamenti o lavorazioni successive.
  • Scelta dei DPI, igiene personale, gestione delle emergenze chimiche, lavaggio, decontaminazione e primo intervento in caso di esposizione.

7. Agenti biologici, zoonosi e contaminazioni

  • Rischi biologici correlati al contatto con animali, deiezioni, liquami, lettiere, terreni, acque, materiali organici, insetti e microrganismi.
  • Possibili zoonosi, allergie, irritazioni, infezioni, punture, morsi e contaminazioni legate alle attività agricole e zootecniche.
  • Misure di igiene, pulizia, sanificazione, gestione dei rifiuti organici e separazione delle aree pulite e sporche.
  • Procedure per la manipolazione sicura di animali, attrezzature contaminate, materiali biologici e prodotti di origine animale.
  • Ruolo della sorveglianza sanitaria, delle vaccinazioni eventualmente raccomandate e delle misure organizzative in funzione della valutazione dei rischi.

8. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazioni solari

  • Esposizione a rumore generato da macchine agricole, motori, compressori, attrezzature forestali, impianti zootecnici e lavorazioni meccaniche.
  • Vibrazioni mano-braccio e corpo intero derivanti dall’uso di trattori, mezzi semoventi, motoseghe, decespugliatori, soffiatori e utensili vibranti.
  • Rischi collegati a caldo, freddo, umidità, lavoro all’aperto, stress termico, esposizione solare e condizioni meteo avverse.
  • Misure tecniche, organizzative e procedurali per ridurre l’esposizione: manutenzione, turnazione, pause, idratazione, protezioni e scelta delle attrezzature.
  • DPI e dispositivi di protezione correlati agli agenti fisici: otoprotettori, guanti antivibranti ove appropriati, indumenti tecnici, copricapo e protezione cutanea.

9. Ambienti confinati o sospetti di inquinamento

  • Individuazione di silos, cisterne, vasche, pozzi, serbatoi, canalizzazioni, locali interrati, fosse, spazi tecnici e vasche per liquami potenzialmente confinati o sospetti di inquinamento.
  • Rischi di carenza di ossigeno, atmosfere tossiche, gas asfissianti, fermentazioni, vapori pericolosi, seppellimento, intrappolamento e difficoltà di recupero.
  • Principi di qualificazione, autorizzazione all’accesso, valutazione preventiva, permesso di lavoro e procedure operative controllate.
  • Monitoraggio atmosferico, ventilazione, isolamento delle energie, comunicazioni, assistenza esterna e gestione dell’emergenza.
  • DPI, attrezzature di recupero, formazione specifica e coordinamento con imprese esterne o lavoratori autonomi.

10. Rischio incendio, esplosione e gestione dell’emergenza

  • Fattori di rischio incendio nei depositi di foraggi, paglia, mangimi, carburanti, fitosanitari, legname, biomasse, officine e locali tecnici.
  • Rischi di innesco derivanti da impianti elettrici, lavori a caldo, macchine, attriti, manutenzioni, combustibili e atmosfere potenzialmente infiammabili.
  • Misure di prevenzione incendio, ordine e pulizia, separazione dei materiali, gestione dei depositi e controllo delle sorgenti di innesco.
  • Piano di emergenza, segnalazione, evacuazione, chiamata dei soccorsi, procedure per lavoratori isolati e gestione degli animali in caso di emergenza.
  • Estintori, presidi antincendio, vie di esodo, accessibilità dei mezzi di soccorso e coordinamento delle prove o simulazioni emergenziali.

11. Rischio di caduta dall’alto e lavori in quota

  • Rischi di caduta da scale, piattaforme, rimorchi, mezzi agricoli, strutture sopraelevate, coperture, fienili, silos, alberi, serre e aree non protette.
  • Valutazione delle condizioni di accesso, transito e stazionamento in quota, con particolare attenzione a superfici fragili, aperture, dislivelli e bordi non protetti.
  • Scelta di attrezzature idonee: scale, trabattelli, piattaforme, parapetti, passerelle, sistemi di accesso e dispositivi anticaduta ove necessari.
  • Procedure per il lavoro in quota, divieti operativi, controllo delle condizioni meteo e gestione della presenza di lavoratori non addestrati.
  • Emergenza, recupero dell’infortunato e coordinamento delle misure in caso di utilizzo di DPI anticaduta di terza categoria.

12. Movimentazione manuale e meccanica dei carichi

  • Rischi da sollevamento, traino, spinta, trasporto e movimentazione di sacchi, cassette, balle, attrezzature, materiali, prodotti agricoli e animali.
  • Fattori ergonomici: peso, frequenza, postura, distanza di presa, torsioni del tronco, superfici irregolari, fretta operativa e condizioni ambientali.
  • Uso di ausili meccanici, carrelli, transpallet, sollevatori, bracci, trattori, forche, benne e sistemi di movimentazione assistita.
  • Misure organizzative per ridurre il sovraccarico biomeccanico: ripartizione dei carichi, turnazione, pause, movimentazione in coppia e layout delle aree di lavoro.
  • Informazione e addestramento sulle tecniche corrette di movimentazione, sulle posture sicure e sul riconoscimento precoce di situazioni critiche.

13. Dispositivi di protezione collettiva e individuale

  • Criteri di scelta dei DPI in funzione dei rischi: protezione del capo, occhi, mani, piedi, vie respiratorie, udito, corpo, cute e sistemi anticaduta.
  • Dispositivi di protezione collettiva: ripari, parapetti, protezioni fisse, segregazioni, ventilazione, segnaletica, delimitazioni e procedure di accesso controllato.
  • Consegna, informazione, formazione, addestramento, manutenzione, pulizia, sostituzione e controllo periodico dei DPI.
  • Adeguatezza dei DPI rispetto a taglia, comfort, compatibilità tra dispositivi e condizioni climatiche o operative.
  • Vigilanza sull’uso corretto dei DPI e gestione delle non conformità, delle anomalie e dei comportamenti non sicuri.

14. Valutazione dei rischi, DVR e misure di prevenzione

  • Collegamento tra gli argomenti del modulo e il processo di valutazione dei rischi previsto dal D.Lgs. 81/2008.
  • Individuazione dei gruppi omogenei, delle mansioni, delle fasi operative, delle attrezzature, delle sostanze, degli ambienti e delle interferenze.
  • Definizione di misure tecniche, organizzative, procedurali, formative e di sorveglianza sanitaria in funzione dei rischi specifici rilevati.
  • Programmazione degli interventi di miglioramento, definizione delle priorità, assegnazione delle responsabilità e monitoraggio dell’efficacia delle misure.
  • Aggiornamento del DVR in caso di modifiche produttive, nuove attrezzature, nuovi prodotti, nuove modalità operative, infortuni significativi o esiti della sorveglianza sanitaria.

15. Casi applicativi, procedure operative e gestione integrata della sicurezza

  • Analisi di esempi pratici riferiti ad aziende agricole, forestali e zootecniche con differenti dimensioni, attività e livelli di complessità.
  • Costruzione di procedure operative per attività ad alto rischio: uso macchine, trattamenti, manutenzioni, accessi in spazi confinati, lavori in quota e gestione animali.
  • Coordinamento tra datore di lavoro, lavoratori, preposti, medico competente, RLS, consulenti, manutentori, fornitori e imprese esterne.
  • Pianificazione di informazione, formazione, addestramento, riunioni, controlli interni e verifiche periodiche.
  • Applicazione pratica delle conoscenze acquisite al miglioramento dell’organizzazione aziendale della prevenzione e della protezione.

Conclusione

Il Corso RSPP-DDL Modulo integrativo 1: Agricoltura – Silvicoltura – Zootecnia (16 ore) consente al datore di lavoro di approfondire i rischi caratteristici del comparto agricolo, forestale e zootecnico e di collegarli alla gestione concreta della prevenzione aziendale.

La trattazione degli argomenti favorisce una lettura più consapevole del DVR, delle procedure operative, dei DPI, delle emergenze, della sorveglianza sanitaria e delle misure tecniche e organizzative necessarie.

Il percorso rappresenta un supporto essenziale per rafforzare la formazione sicurezza, migliorare la gestione degli obblighi previsti dalla normativa sicurezza sul lavoro e promuovere condizioni operative più sicure nei diversi ambienti di lavoro del settore.

Attraverso un approccio tecnico e applicativo, il corso contribuisce allo sviluppo di competenze utili per prevenire infortuni, malattie professionali e criticità gestionali nelle attività agricole, forestali e zootecniche.

 

Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 2: Pesca (12 ore)

Il Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 2: Pesca (12 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per gestire la prevenzione dei rischi nelle attività del comparto pesca. Il percorso integra la formazione sicurezza già prevista per il datore di lavoro che intende svolgere direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, con particolare attenzione alle condizioni di lavoro a bordo, agli ambienti marittimi, alle attrezzature, agli impianti, agli agenti fisici, agli agenti biologici e alle emergenze tipiche del settore. Gli argomenti sono impostati in coerenza con la normativa sicurezza sul lavoro, con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, al fine di rafforzare le competenze gestionali del datore di lavoro e favorire una corretta valutazione dei rischi. Il corso sicurezza sul lavoro consente di collegare gli obblighi formativi alla realtà operativa delle imprese della pesca, migliorando la capacità di individuare misure tecniche, organizzative e procedurali adeguate per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo del Datore di Lavoro RSPP nel comparto pesca
  • Inquadramento del ruolo del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi del D.Lgs. 81/2008.
  • Riferimenti essenziali all’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 e alla struttura dei percorsi formativi per DL-RSPP.
  • Collocazione del Modulo integrativo 2 nell’ambito della formazione specifica per il settore Pesca.
  • Obblighi formativi, gestionali e organizzativi connessi alla prevenzione dei rischi nelle attività di pesca.
  • Rapporto tra normativa generale di salute e sicurezza sul lavoro e peculiarità operative delle attività svolte a bordo, in banchina e nelle fasi connesse alla pesca.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del settore pesca
  • Principali dinamiche infortunistiche del comparto: cadute, scivolamenti, urti, schiacciamenti, tagli, trascinamenti e impatti con attrezzature in movimento.
  • Eventi critici correlati alle lavorazioni a bordo, alla movimentazione del pescato, alla gestione delle reti, dei cavi, degli argani e delle attrezzature di sollevamento.
  • Malattie professionali e disturbi correlati a rumore, vibrazioni, posture incongrue, movimentazione manuale dei carichi, microclima, umidità, agenti biologici e agenti chimici.
  • Lettura dei dati infortunistici come strumento per individuare priorità di prevenzione e misure di miglioramento.
  • Utilizzo dell’analisi degli eventi, dei mancati infortuni e delle criticità operative per aggiornare DVR, procedure e formazione interna.
  1. Legislazione specifica di riferimento per le attività di pesca
  • Applicazione del D.Lgs. 81/2008 alle attività del comparto pesca, con attenzione agli obblighi del datore di lavoro, alla valutazione dei rischi e alla gestione delle misure di prevenzione.
  • Riferimenti alla normativa tecnica e settoriale applicabile alle unità da pesca, alle attrezzature, agli impianti, alle condizioni di lavoro e alla sicurezza operativa.
  • Obblighi documentali, procedure, informazione, formazione, addestramento e consultazione dei lavoratori in funzione dell’organizzazione aziendale.
  • Coordinamento tra obblighi di sicurezza sul lavoro, organizzazione di bordo, gestione dell’equipaggio e attività svolte in mare o in aree portuali.
  • Criteri di prudenza nella gestione di lavorazioni particolari, attività non ordinarie, manutenzioni, emergenze e possibili interferenze operative.
  1. Organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro nel comparto pesca
  • Caratteristiche degli ambienti di lavoro: ponte di coperta, locali macchina, aree di stoccaggio, celle, stive, passaggi, scale, accessi, banchine e aree portuali.
  • Organizzazione delle attività prima, durante e dopo l’uscita in mare: preparazione, navigazione, pesca, raccolta, selezione, conservazione, sbarco e riordino.
  • Gestione dei turni, dei tempi di lavoro, dell’affaticamento, delle condizioni meteo-marine e delle variabili ambientali che incidono sulla sicurezza.
  • Rischi legati a spazi ristretti, superfici bagnate, ostacoli, dislivelli, movimentazioni simultanee e presenza di attrezzature in funzione.
  • Misure organizzative per mantenere ordine, pulizia, accessibilità, illuminazione, segnalazione e percorribilità sicura delle zone operative.
  1. Valutazione dei rischi e gestione preventiva nel settore pesca
  • Individuazione delle fasi operative significative ai fini del DVR: preparazione dell’attività, uscita in mare, pesca, movimentazione, conservazione, rientro, sbarco e manutenzione.
  • Criteri per identificare pericoli, lavoratori esposti, condizioni aggravanti, misure esistenti e azioni di miglioramento.
  • Valutazione dei rischi derivanti da lavorazioni ordinarie, manutenzioni, emergenze, attività occasionali e possibili interferenze in porto o a bordo.
  • Collegamento tra valutazione dei rischi, procedure operative, DPI, manutenzione, sorveglianza sanitaria e addestramento.
  • Aggiornamento della valutazione in caso di modifiche organizzative, attrezzature nuove, eventi incidentali, quasi incidenti o cambiamenti nelle modalità operative.
  1. Normativa tecnica, strutture e impianti
  • Principi di sicurezza relativi a strutture, impianti, locali tecnici, accessi, parapetti, aperture, vie di passaggio, illuminazione e ventilazione.
  • Controlli sugli impianti elettrici, impianti di bordo, sistemi di alimentazione, dispositivi di comando, dispositivi di arresto e protezioni contro i contatti elettrici.
  • Gestione della manutenzione ordinaria e straordinaria di impianti, sistemi ausiliari, attrezzature tecniche e dispositivi di sicurezza.
  • Verifica dell’efficienza di sistemi antincendio, segnalazioni, sistemi di comunicazione, dotazioni di emergenza e dispositivi di sicurezza pertinenti.
  • Registrazione dei controlli, tracciabilità degli interventi e definizione delle responsabilità operative nella gestione tecnica delle attrezzature e degli impianti.
  1. Rischi legati all’utilizzo di macchine e attrezzature di lavoro
  • Rischi derivanti dall’uso di argani, verricelli, salpancore, gruette, sistemi di sollevamento, attrezzature per reti, cavi, funi e organi meccanici in movimento.
  • Pericoli di impigliamento, trascinamento, schiacciamento, cesoiamento, taglio, urto, proiezione di materiali e perdita di controllo delle attrezzature.
  • Controlli preliminari, verifiche periodiche, manutenzione, corretto utilizzo dei dispositivi di comando e rispetto delle procedure operative.
  • Gestione sicura di reti, cavi, catene, ganci, contenitori, casse, sistemi di sollevamento e movimentazione del pescato.
  • Addestramento degli operatori, divieti operativi, segnalazione delle anomalie e sospensione dell’uso in caso di guasti, protezioni assenti o condizioni non sicure.
  1. Sostanze pericolose, prodotti chimici e materiali utilizzati
  • Rischi connessi a carburanti, oli, lubrificanti, grassi, detergenti, sanificanti, vernici, solventi, refrigeranti e altri prodotti utilizzati nelle attività ordinarie o manutentive.
  • Lettura delle etichette, schede di dati di sicurezza, pittogrammi CLP, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza e modalità corrette di stoccaggio.
  • Prevenzione di contatti cutanei, inalazioni, sversamenti, incendi, incompatibilità tra sostanze e contaminazioni degli ambienti di lavoro.
  • Procedure per travasi, utilizzo, deposito, smaltimento e gestione di eventuali emergenze legate a prodotti chimici o miscele pericolose.
  • Scelta dei DPI chimico-compatibili e definizione di istruzioni operative proporzionate alla natura delle sostanze presenti.
  1. Agenti biologici, igiene del lavoro e rischio sanitario
  • Esposizione ad agenti biologici derivanti da pescato, acque, residui organici, scarti, superfici contaminate, materiali deteriorati o ambienti umidi.
  • Rischi da tagli, punture, abrasioni, contatto con specie ittiche, spine, lische, crostacei, molluschi e materiali contaminati.
  • Misure igieniche, pulizia delle superfici, gestione degli scarti, lavaggio delle mani, corretta conservazione dei prodotti e prevenzione delle contaminazioni.
  • Uso di guanti, indumenti protettivi, calzature idonee e altri DPI in funzione delle attività svolte e del livello di esposizione.
  • Criteri per integrare il rischio biologico nella valutazione dei rischi e nella sorveglianza sanitaria, quando prevista dalla valutazione aziendale.
  1. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e condizioni ambientali
  • Valutazione del rischio rumore generato da motori, impianti, attrezzature meccaniche, sistemi di ventilazione e lavorazioni svolte a bordo.
  • Esposizione a vibrazioni trasmesse al corpo intero e al sistema mano-braccio durante navigazione, uso di attrezzature e lavorazioni manuali.
  • Rischi da microclima, freddo, caldo, umidità, vento, esposizione solare, pioggia, superfici bagnate e variazioni ambientali legate alle condizioni meteo-marine.
  • Illuminazione naturale e artificiale, visibilità, abbagliamento, lavoro notturno o in condizioni di scarsa visibilità.
  • Misure tecniche, organizzative e DPI per ridurre l’esposizione agli agenti fisici e prevenire affaticamento, ipoacusia, disturbi muscoloscheletrici e stress termico.
  1. Ambienti confinati o sospetti di inquinamento
  • Individuazione di spazi potenzialmente critici: stive, casse, serbatoi, locali tecnici, doppi fondi, vani chiusi, zone scarsamente ventilate o ambienti con possibile carenza di ossigeno.
  • Pericoli da atmosfere pericolose, presenza di gas, vapori, carenza o arricchimento di ossigeno, contaminanti, ristagni e insufficiente ventilazione.
  • Criteri per l’accesso sicuro, autorizzazioni, verifica preventiva dell’atmosfera, ventilazione, sorveglianza esterna e gestione delle comunicazioni.
  • Applicazione delle procedure previste per gli ambienti sospetti di inquinamento o confinati quando le condizioni operative rientrano nel relativo campo di applicazione.
  • Pianificazione delle emergenze, recupero dell’operatore, disponibilità di attrezzature idonee e divieto di improvvisare interventi di soccorso non organizzati.
  1. Movimentazione dei carichi, ergonomia e rischio muscoloscheletrico
  • Rischi da sollevamento, traino, spinta e trasporto di cassette, reti, attrezzature, materiali di bordo e pescato.
  • Posture incongrue, torsioni, movimenti ripetitivi, sforzi intensi, lavoro in spazi ristretti e condizioni di instabilità dovute al movimento dell’unità da pesca.
  • Organizzazione delle movimentazioni, impiego di ausili, distribuzione dei carichi, riduzione dei pesi e coordinamento tra operatori.
  • Prevenzione di lombalgie, disturbi degli arti superiori, affaticamento fisico e sovraccarico biomeccanico.
  • Informazione e addestramento sulle tecniche corrette di movimentazione e sui comportamenti da evitare durante le fasi operative.
  1. Cadute, scivolamenti, inciampi e sicurezza degli spostamenti
  • Rischi di caduta in piano, caduta su dislivelli, scivolamento su superfici bagnate, inciampo su cavi, reti, attrezzature e materiali depositati.
  • Gestione dei passaggi, delle scale, delle aperture, delle zone di transito, delle vie di accesso e delle aree interessate da movimentazioni.
  • Ordine, pulizia, drenaggio, trattamento antiscivolo, illuminazione adeguata e segnalazione delle zone pericolose.
  • Uso di calzature antiscivolo, indumenti idonei e DPI coerenti con le condizioni operative e ambientali.
  • Procedure comportamentali per gli spostamenti sicuri a bordo, in banchina e nelle aree di lavoro con presenza di attrezzature o carichi sospesi.
  1. Emergenze, primo intervento e gestione delle situazioni critiche
  • Scenari di emergenza nelle attività di pesca: incendio, infortunio, malore, caduta in mare, sversamento, guasto tecnico, condizioni meteo avverse e perdita di controllo delle attrezzature.
  • Organizzazione delle procedure di allarme, comunicazione, coordinamento, evacuazione o messa in sicurezza in funzione del contesto operativo.
  • Principi di primo intervento, attivazione dei soccorsi, gestione dell’infortunato e mantenimento delle condizioni di sicurezza per gli altri operatori.
  • Ruolo della formazione, dell’addestramento e delle esercitazioni nella gestione delle emergenze a bordo e nelle aree portuali.
  • Verifica dell’efficienza delle dotazioni di emergenza, dei dispositivi di comunicazione, delle procedure e della preparazione degli addetti.
  1. DPI, procedure operative e miglioramento continuo della prevenzione
  • Scelta, consegna, utilizzo, manutenzione e sostituzione dei DPI in funzione dei rischi valutati: calzature antiscivolo, guanti, protezioni uditive, indumenti protettivi, protezioni oculari e altri dispositivi pertinenti.
  • Definizione di procedure operative per le principali attività: uso delle attrezzature, movimentazioni, pulizia, manutenzione, accesso ad aree critiche e gestione delle anomalie.
  • Addestramento pratico sulle procedure, sui comportamenti sicuri, sull’uso corretto delle attrezzature e sulla gestione delle situazioni non ordinarie.
  • Coinvolgimento dei lavoratori nella segnalazione di guasti, quasi incidenti, condizioni pericolose e proposte di miglioramento.
  • Monitoraggio dell’efficacia delle misure adottate e aggiornamento periodico di DVR, procedure, formazione e misure preventive.

Conclusione

Il Modulo integrativo 2: Pesca consente al datore di lavoro con funzione di RSPP di approfondire i rischi caratteristici del comparto e di collegare gli obblighi di legge alla concreta organizzazione delle attività. La conoscenza degli argomenti trattati favorisce una gestione più consapevole della prevenzione, una migliore impostazione della valutazione dei rischi e una maggiore efficacia delle procedure aziendali. Il corso contribuisce a rafforzare le competenze necessarie per individuare misure tecniche, organizzative e comportamentali adeguate, migliorando la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro e la corretta gestione degli obblighi formativi aziendali.

 

Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 3: Costruzioni (16 ore)

Il Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 3: Costruzioni (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per gestire la prevenzione dei rischi nelle imprese del settore costruzioni. Il percorso integra la formazione sicurezza prevista per il datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, con particolare attenzione all’organizzazione dei cantieri temporanei o mobili, alle responsabilita del Titolo IV del D.Lgs. 81/2008, al POS, ai rischi interferenziali e alle lavorazioni edili maggiormente critiche. Gli argomenti sono impostati in coerenza con la normativa sicurezza sul lavoro, con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, al fine di rafforzare le competenze gestionali, tecniche e operative del datore di lavoro RSPP. Il corso sicurezza sul lavoro consente di collegare gli obblighi formativi alla concreta realta dei cantieri, migliorando la capacita di individuare pericoli, valutare i rischi e definire misure efficaci per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo del Datore di Lavoro RSPP nel settore costruzioni
  • Inquadramento del ruolo del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2008.
  • Collocazione del Modulo integrativo 3 nell’ambito del percorso formativo previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 per il settore ATECO F – Costruzioni.
  • Rapporto tra corso propedeutico per datore di lavoro, modulo comune per DL-RSPP e modulo tecnico-integrativo per le costruzioni.
  • Obblighi organizzativi, gestionali e documentali connessi alla prevenzione dei rischi nei cantieri temporanei o mobili.
  • Collegamento tra normativa generale di salute e sicurezza sul lavoro, Titolo I e Titolo IV del D.Lgs. 81/2008 e gestione operativa dei cantieri.
  1. Soggetti del Titolo IV, obblighi e responsabilita nel cantiere
  • Ruoli e responsabilita dei soggetti definiti dal Titolo IV, Capo I, del D.Lgs. 81/2008: committente, responsabile dei lavori, coordinatori, imprese affidatarie, imprese esecutrici e lavoratori autonomi.
  • Obblighi del datore di lavoro dell’impresa esecutrice e dell’impresa affidataria nella pianificazione, organizzazione e controllo delle attivita di cantiere.
  • Compiti di dirigenti, preposti e lavoratori nell’applicazione delle misure di prevenzione e protezione.
  • Coordinamento tra figure aziendali, coordinatori per la sicurezza, committente, subappaltatori e lavoratori autonomi.
  • Responsabilita connesse a carenze organizzative, mancata vigilanza, uso non sicuro di attrezzature, assenza di procedure o insufficiente gestione delle interferenze.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali nel comparto costruzioni
  • Principali dinamiche infortunistiche del settore: cadute dall’alto, seppellimenti, schiacciamenti, investimento da mezzi, urti, tagli, elettrocuzioni e proiezione di materiali.
  • Analisi degli eventi gravi e mortali tipici dei cantieri, con attenzione alle fasi di lavoro ad alta criticita.
  • Malattie professionali correlate a polveri, rumore, vibrazioni, posture incongrue, movimentazione manuale dei carichi, agenti chimici e agenti cancerogeni.
  • Utilizzo dei dati infortunistici, dei mancati infortuni e delle non conformita come strumenti per aggiornare DVR, POS, procedure e formazione.
  • Individuazione delle priorita di intervento preventive in funzione delle lavorazioni, delle attrezzature e dell’organizzazione del cantiere.
  1. Organizzazione, tecniche, fasi lavorative e aree di lavoro dei cantieri
  • Caratteristiche del cantiere temporaneo o mobile: aree operative, zone di transito, depositi, accessi, recinzioni, viabilita interna e aree di stoccaggio.
  • Organizzazione delle principali fasi lavorative: allestimento del cantiere, opere provvisionali, scavi, strutture, demolizioni, impianti, finiture, manutenzioni e smobilizzo.
  • Gestione delle lavorazioni simultanee o successive e delle possibili interferenze tra imprese, lavoratori autonomi, mezzi, attrezzature e forniture.
  • Criteri per l’organizzazione sicura delle aree di lavoro, delle postazioni, delle vie di circolazione e delle zone soggette a rischio specifico.
  • Importanza della pianificazione preventiva, della sequenza delle lavorazioni e del controllo operativo per ridurre condizioni pericolose e improvvisazioni.
  1. Misure generali di tutela previste dall’art. 95 del D.Lgs. 81/2008
  • Applicazione delle misure generali di tutela nei cantieri: mantenimento dell’ordine, salubrita, sicurezza dei luoghi di lavoro e corretta organizzazione delle attivita.
  • Scelta dell’ubicazione dei posti di lavoro, delle vie di accesso, delle aree di deposito e delle zone di movimentazione in funzione dei rischi presenti.
  • Manutenzione, controllo e verifica di impianti, attrezzature, macchine e dispositivi di protezione collettiva.
  • Delimitazione, segnalazione e gestione delle aree pericolose, dei percorsi pedonali, delle vie di transito e delle zone con carichi sospesi.
  • Criteri di coordinamento tra misure tecniche, organizzative e procedurali per garantire continuita ed efficacia della prevenzione.
  1. Piano Operativo di Sicurezza (POS)
  • Finalita, funzione e contenuti essenziali del Piano Operativo di Sicurezza come documento aziendale di prevenzione riferito allo specifico cantiere.
  • Rapporto tra POS, DVR aziendale, valutazione dei rischi specifici e organizzazione concreta delle lavorazioni affidate all’impresa.
  • Descrizione delle lavorazioni, delle attrezzature, delle sostanze, delle misure preventive, dei DPI, delle procedure operative e dell’organizzazione aziendale di cantiere.
  • Aggiornamento del POS in caso di variazioni delle lavorazioni, modifiche organizzative, nuove imprese, attrezzature diverse o condizioni operative non previste.
  • Uso del POS come strumento operativo di programmazione, informazione, coordinamento, controllo e miglioramento della sicurezza del cantiere.
  1. Cenni sul Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC)
  • Inquadramento del Piano di Sicurezza e Coordinamento nei cantieri in cui e prevista la presenza di piu imprese, anche non contemporanea.
  • Finalita del PSC nella gestione dei rischi interferenziali, delle prescrizioni di coordinamento e delle misure comuni di prevenzione.
  • Rapporto tra PSC, POS delle imprese esecutrici, cronoprogramma dei lavori e organizzazione delle fasi operative.
  • Ruolo del coordinatore per la progettazione e del coordinatore per l’esecuzione nella pianificazione e verifica delle misure di sicurezza.
  • Lettura operativa del PSC da parte del datore di lavoro RSPP per garantire coerenza tra prescrizioni di coordinamento e attivita effettivamente svolte.
  1. Cadute dall’alto e opere provvisionali
  • Rischio di caduta dall’alto in lavori su ponteggi, coperture, solai, scale, trabattelli, piattaforme, aperture, bordi non protetti e zone in quota.
  • Criteri di scelta e utilizzo di opere provvisionali, parapetti, impalcati, protezioni dei vuoti, reti, sistemi di accesso e dispositivi anticaduta.
  • Principi di montaggio, uso, controllo e manutenzione delle opere provvisionali in relazione alle istruzioni del fabbricante e alle procedure aziendali.
  • Gestione dei lavori in quota mediante misure collettive prioritarie rispetto ai DPI, quando tecnicamente realizzabili.
  • Addestramento, vigilanza e procedure operative per prevenire accessi non sicuri, rimozione impropria di protezioni e uso scorretto dei sistemi anticaduta.
  1. Lavori di demolizione e scavo
  • Principali rischi nelle demolizioni: crolli, caduta di materiali, proiezioni, polveri, rumore, vibrazioni, instabilita strutturale e interferenze con impianti esistenti.
  • Rischi negli scavi: seppellimento, franamento, caduta entro lo scavo, investimento da mezzi, presenza di sottoservizi e accumulo di acqua o gas.
  • Pianificazione delle sequenze operative, verifica preliminare delle condizioni strutturali e individuazione delle aree interdette o soggette a pericolo.
  • Misure di protezione degli scavi, puntellamenti, armature, accessi sicuri, segnalazioni, delimitazioni e controllo delle condizioni del terreno.
  • Gestione delle interferenze con mezzi, lavoratori, materiali, viabilita di cantiere, reti tecnologiche e lavorazioni contemporanee.
  1. Impianti elettrici e illuminazione di cantiere
  • Rischi elettrici nei cantieri: contatti diretti e indiretti, quadri elettrici non idonei, cavi danneggiati, prese improprie, linee aeree o interrate e uso di attrezzature alimentate elettricamente.
  • Requisiti generali di sicurezza degli impianti elettrici di cantiere, quadri, protezioni, messa a terra, differenziali, collegamenti e verifiche di efficienza.
  • Gestione dei cavi, delle prolunghe, dei punti di alimentazione, delle condizioni meteo e delle interferenze con movimentazioni o transiti di mezzi.
  • Illuminazione delle aree di lavoro, dei passaggi, delle scale, degli scavi, delle zone di deposito e delle lavorazioni in condizioni di scarsa visibilita.
  • Procedure per controllo, manutenzione, segnalazione di anomalie, divieto di interventi non autorizzati e messa fuori servizio di componenti non sicuri.
  1. Macchine, attrezzature di lavoro e mezzi di cantiere
  • Rischi legati a gru, apparecchi di sollevamento, escavatori, pale, autocarri, betoniere, seghe, trapani, utensili portatili, ponteggi motorizzati e altre attrezzature di cantiere.
  • Pericoli di schiacciamento, cesoiamento, investimento, ribaltamento, contatto con organi in movimento, proiezione di materiali e perdita di stabilita del carico.
  • Controlli preliminari, manutenzione, verifiche, idoneita dell’attrezzatura, dispositivi di sicurezza e rispetto delle istruzioni del fabbricante.
  • Abilitazione, informazione, formazione e addestramento degli operatori quando previsti dalla normativa o dalla valutazione dei rischi.
  • Organizzazione delle aree di manovra, comunicazioni, segnalazioni, interdizione delle zone pericolose e gestione delle interferenze uomo-macchina.
  1. Movimentazione dei carichi manuale e meccanica
  • Rischi da sollevamento, trasporto, spinta, traino e movimentazione manuale di materiali, attrezzature, elementi edili e componenti impiantistici.
  • Sovraccarico biomeccanico, posture incongrue, torsioni, movimenti ripetitivi, lavori in spazi ristretti e movimentazioni su piani irregolari o dislivelli.
  • Uso sicuro di mezzi meccanici di sollevamento e movimentazione, accessori, imbracature, ganci, forche, transpallet, gru e carrelli.
  • Gestione di carichi sospesi, stabilita del carico, comunicazioni tra operatori, segnalazioni, delimitazioni e divieto di transito nelle zone pericolose.
  • Misure organizzative per ridurre pesi, frequenza, distanze, movimentazioni inutili e interferenze durante il trasporto dei materiali.
  1. Sostanze pericolose, polveri e prodotti chimici in edilizia
  • Rischi connessi a cementi, malte, additivi, resine, vernici, solventi, adesivi, impermeabilizzanti, carburanti, oli, bitumi e altri prodotti utilizzati in cantiere.
  • Lettura di etichette, schede di dati di sicurezza, pittogrammi CLP, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza e modalita di stoccaggio.
  • Esposizione a polveri di lavorazione, polveri di silice, fibre, aerosol, vapori, fumi e nebbie derivanti da taglio, demolizione, perforazione, miscelazione o applicazione di prodotti.
  • Procedure per uso, travaso, deposito, ventilazione, pulizia, raccolta sversamenti e smaltimento dei residui o contenitori.
  • Scelta dei DPI, misure di contenimento, aspirazione localizzata e riduzione dell’esposizione in funzione della valutazione dei rischi e delle lavorazioni previste.
  1. Agenti biologici nei cantieri
  • Possibile esposizione ad agenti biologici in lavori su reti fognarie, ambienti umidi, scavi, terreni contaminati, ristrutturazioni, bonifiche, locali degradati o materiali organici.
  • Rischi derivanti da acque stagnanti, muffe, guano, residui animali, rifiuti, materiali contaminati, punture di insetti, animali infestanti e contaminazione di superfici.
  • Misure igieniche, pulizia, gestione dei rifiuti, lavaggio delle mani, divieto di consumo di alimenti in aree contaminate e corretta organizzazione delle pause.
  • Uso di guanti, tute, calzature, protezioni respiratorie e oculari quando richiesto dalla valutazione del rischio specifico.
  • Integrazione del rischio biologico nel POS e nelle procedure di lavoro in presenza di condizioni ambientali o lavorazioni che lo rendano pertinente.
  1. Agenti fisici: rumore, vibrazioni, microclima e radiazioni ottiche
  • Valutazione dell’esposizione a rumore prodotto da martelli demolitori, seghe, smerigliatrici, macchine movimento terra, compressori, generatori e altre attrezzature.
  • Rischi da vibrazioni mano-braccio e corpo intero derivanti da utensili vibranti, mezzi di cantiere, attrezzature di perforazione, demolizione e compattazione.
  • Microclima caldo o freddo, esposizione a sole, vento, pioggia, umidita, stress termico, lavori all’aperto e ambienti non climatizzati.
  • Rischi da radiazioni ottiche artificiali in saldatura, taglio, smerigliatura e lavorazioni con emissione di scintille o luce intensa.
  • Misure tecniche, organizzative e DPI per ridurre l’esposizione agli agenti fisici, proteggere i lavoratori e prevenire effetti acuti o cronici sulla salute.
  1. Rischio incendio, esplosione e gestione dell’emergenza in cantiere
  • Cause di incendio ed esplosione nei cantieri: lavorazioni a caldo, impianti elettrici, gas, carburanti, solventi, materiali combustibili, bombole e depositi temporanei.
  • Misure di prevenzione incendi: ordine, pulizia, controllo delle sorgenti di innesco, corretta conservazione dei materiali e gestione delle lavorazioni a rischio.
  • Organizzazione delle emergenze, procedure di allarme, evacuazione, primo intervento, comunicazioni, percorsi di esodo e punti di raccolta.
  • Disponibilita, collocazione, segnalazione e controllo dei presidi antincendio in funzione dell’evoluzione del cantiere.
  • Coordinamento tra imprese, addetti alle emergenze, preposti e lavoratori nella gestione di scenari critici, infortuni, incendi, eventi meteo o cedimenti strutturali.
  1. Dispositivi di protezione collettiva e individuale
  • Priorita delle misure di protezione collettiva rispetto ai DPI: parapetti, reti, protezioni aperture, segnalazioni, delimitazioni, armature di scavo, aspirazioni e schermature.
  • Criteri di scelta dei DPI in funzione dei rischi: elmetti, calzature, guanti, occhiali, protezioni uditive, dispositivi anticaduta, protezioni respiratorie e indumenti ad alta visibilita.
  • Consegna, uso corretto, manutenzione, sostituzione, conservazione e controllo periodico dei dispositivi di protezione.
  • Addestramento obbligatorio o necessario per DPI di III categoria, dispositivi anticaduta, attrezzature e procedure operative complesse.
  • Vigilanza sull’uso effettivo dei DPI e integrazione delle protezioni nel POS, nelle procedure e nell’organizzazione del cantiere.
  1. Attivita su sedi stradali ed esempi di analisi del POS
  • Rischi specifici delle attivita su sedi stradali: investimento, interferenza con traffico veicolare, visibilita ridotta, accessi di terzi, mezzi d’opera e segnalamento temporaneo.
  • Organizzazione delle aree di lavoro stradali, delimitazione, segnaletica temporanea, percorsi pedonali, gestione dei mezzi e procedure di ingresso e uscita dal cantiere.
  • Coordinamento con enti gestori, committenti, imprese esecutrici e lavoratori autonomi quando l’attivita incide sulla viabilita o su aree pubbliche.
  • Criteri di lettura e analisi di un POS: coerenza tra lavorazioni, rischi, attrezzature, sostanze, DPI, procedure e prescrizioni del PSC.
  • Individuazione di lacune documentali, misure non coerenti, rischi non valutati e azioni correttive per rendere il POS uno strumento realmente operativo.

Conclusione

Il Modulo integrativo 3: Costruzioni consente al datore di lavoro con funzione di RSPP di approfondire i rischi specifici del comparto edile e di collegare gli obblighi normativi alla concreta organizzazione dei cantieri. La conoscenza degli argomenti trattati favorisce una gestione piu consapevole del POS, delle lavorazioni, delle interferenze, delle attrezzature, delle opere provvisionali e delle misure di protezione collettiva e individuale. Il corso contribuisce a rafforzare le competenze necessarie per impostare correttamente la prevenzione, migliorare il controllo operativo e garantire una tutela piu efficace della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel rispetto degli obblighi formativi aziendali.

 

Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 4: Chimico – Petrolchimico (16 ore)

Il Corso per Datore di Lavoro con funzione di RSPP Modulo integrativo 4: Chimico – Petrolchimico (16 ore) approfondisce gli aspetti tecnici, normativi, organizzativi, procedurali e operativi necessari per la gestione della prevenzione dei rischi nelle aziende del comparto chimico e petrolchimico. Il percorso integra la formazione sicurezza del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione, con particolare attenzione ai processi produttivi, agli impianti, alle sostanze pericolose, agli agenti fisici, al rischio incendio ed esplosione e alla gestione delle emergenze complesse. Gli argomenti sono impostati in coerenza con la normativa sicurezza sul lavoro, con il D.Lgs. 81/2008 e con l’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, al fine di rafforzare le competenze gestionali e operative del datore di lavoro RSPP. Il corso sicurezza sul lavoro consente di collegare gli obblighi formativi alla concreta realta produttiva aziendale, migliorando la capacita di individuare i pericoli, valutare i rischi e adottare misure efficaci per la tutela della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Elenco degli argomenti del corso

  1. Quadro normativo del Datore di Lavoro RSPP nel comparto chimico e petrolchimico
  • Inquadramento del ruolo del datore di lavoro che svolge direttamente i compiti del Servizio di Prevenzione e Protezione ai sensi dell’art. 34 del D.Lgs. 81/2008.
  • Collocazione del Modulo integrativo 4 nell’ambito del percorso formativo previsto dall’Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 per il settore ATECO C – Attivita manifatturiere, con riferimento alla fabbricazione di coke e prodotti derivanti dalla raffinazione del petrolio e alla fabbricazione di prodotti chimici.
  • Rapporto tra corso propedeutico per datore di lavoro, modulo comune per DL-RSPP e modulo tecnico-integrativo per il comparto chimico-petrolchimico.
  • Obblighi del datore di lavoro RSPP nella valutazione dei rischi specifici, nell’organizzazione della prevenzione, nella gestione documentale e nel controllo operativo.
  • Collegamento tra normativa generale di salute e sicurezza sul lavoro, normativa tecnica di settore, autorizzazioni, procedure aziendali e misure di prevenzione e protezione.
  1. Analisi degli infortuni e delle malattie professionali del comparto
  • Principali dinamiche infortunistiche nelle attivita chimiche e petrolchimiche: contatti con sostanze pericolose, ustioni chimiche o termiche, esplosioni, incendi, cadute, schiacciamenti, urti e incidenti durante manutenzioni o travasi.
  • Analisi degli eventi incidentali connessi a impianti di processo, linee di trasferimento, serbatoi, reattori, apparecchiature in pressione, depositi, carico e scarico di prodotti.
  • Malattie professionali correlate a esposizione a agenti chimici, agenti cancerogeni o mutageni, vapori, gas, polveri, fumi, aerosol, rumore, vibrazioni, microclima e stress termico.
  • Utilizzo di dati infortunistici, mancati infortuni, anomalie di processo, non conformita e segnalazioni operative come strumenti di miglioramento della prevenzione.
  • Individuazione delle priorita di intervento in funzione della pericolosita delle sostanze, della complessita degli impianti, delle attivita manutentive e delle condizioni di esercizio.
  1. Processo produttivo, organizzazione del lavoro e ambienti di lavoro
  • Caratteristiche generali dei processi chimici e petrolchimici: ricevimento materie prime, stoccaggio, reazione, miscelazione, trasformazione, raffinazione, confezionamento, movimentazione e spedizione.
  • Organizzazione del lavoro in reparti produttivi, laboratori, aree di deposito, baie di carico/scarico, sale controllo, officine manutentive, aree esterne e locali tecnici.
  • Gestione delle interferenze tra produzione, manutenzione, appaltatori, fornitori, trasportatori, laboratori, servizi tecnici e attivita di emergenza.
  • Importanza delle procedure operative, delle istruzioni di lavoro, dei permessi, dei controlli di processo e della sorveglianza sul rispetto delle misure di sicurezza.
  • Criteri per mantenere ordine, pulizia, separazione delle aree, percorsi sicuri, accessi controllati, segnaletica, ventilazione e idoneita degli ambienti di lavoro.
  1. Normativa tecnica per strutture e impianti
  • Principi di sicurezza applicabili a strutture, impianti di processo, impianti elettrici, impianti di ventilazione, reti di distribuzione, serbatoi, tubazioni, apparecchiature e sistemi di contenimento.
  • Requisiti di idoneita, progettazione, installazione, collaudo, verifica, manutenzione e controllo degli impianti in funzione dei rischi presenti e delle condizioni di esercizio.
  • Gestione della documentazione tecnica: manuali, schemi impiantistici, dichiarazioni, certificazioni, registri di controllo, verbali di verifica e procedure di esercizio.
  • Attenzione agli impianti soggetti a pressioni, temperature, atmosfere esplosive, prodotti corrosivi, infiammabili, tossici, reattivi o comunque pericolosi.
  • Collegamento tra conformita tecnica degli impianti, valutazione dei rischi, procedure operative e misure di prevenzione di incidenti, guasti, perdite o rilasci accidentali.
  1. Cenni sulle attivita a rischio di incidente rilevante
  • Inquadramento generale delle attivita che possono comportare scenari di incidente rilevante in presenza di determinate sostanze pericolose e quantitativi significativi.
  • Concetti di pericolo, scenario incidentale, effetto domino, rilascio, incendio, esplosione, nube tossica, contaminazione ambientale e impatto su lavoratori, popolazione e territorio.
  • Ruolo dell’organizzazione aziendale nella prevenzione degli eventi maggiori: controlli, manutenzioni, procedure, formazione, gestione delle modifiche e comunicazioni interne.
  • Importanza della pianificazione dell’emergenza, del coordinamento con enti esterni, della gestione delle informazioni e della chiarezza dei ruoli in caso di evento critico.
  • Collegamento prudente tra rischio di incidente rilevante, valutazione dei rischi aziendali e sistema di gestione della sicurezza, ove applicabile in funzione delle caratteristiche dell’attivita.
  1. Cenni sulle industrie insalubri e sulle condizioni ambientali di lavoro
  • Inquadramento generale delle industrie insalubri e delle attivita produttive che possono determinare emissioni, esalazioni, vapori, odori, polveri, fumi, rumori o altri fattori di impatto ambientale e sanitario.
  • Valutazione delle condizioni ambientali interne ed esterne: ventilazione, aspirazione, confinamento, pulizia, gestione emissioni, separazione delle aree e controllo delle esposizioni.
  • Possibili effetti sulla salute dei lavoratori legati alla presenza di agenti chimici, odori, irritanti, sostanze sensibilizzanti, atmosfere non confortevoli o contaminanti aerodispersi.
  • Misure organizzative e tecniche per ridurre l’esposizione, migliorare la salubrita degli ambienti e mantenere condizioni di lavoro compatibili con la tutela della salute.
  • Necessita di coordinare valutazione dei rischi, sorveglianza sanitaria, procedure operative, controlli ambientali e gestione delle segnalazioni dei lavoratori.
  1. Rischi legati agli impianti e alle attrezzature di lavoro
  • Rischi connessi a pompe, compressori, reattori, miscelatori, centrifughe, linee di trasferimento, valvole, serbatoi, apparecchiature in pressione, impianti termici e sistemi di automazione.
  • Pericoli di schiacciamento, cesoiamento, trascinamento, contatto con organi in movimento, proiezione di materiali, ustioni, esposizione a superfici calde o fredde e rilascio di energia.
  • Controlli preliminari, verifiche di efficienza, manutenzione programmata, dispositivi di sicurezza, blocchi, interblocchi, protezioni, valvole di sicurezza e sistemi di allarme.
  • Procedure per avviamento, arresto, regolazione, bonifica, lavaggio, messa fuori servizio, sezionamento delle energie e gestione di anomalie o guasti.
  • Necessita di formazione, informazione, addestramento e vigilanza sugli operatori incaricati dell’uso di impianti, attrezzature e sistemi produttivi complessi.
  1. Manutenzione impianti e gestione dei fornitori
  • Pianificazione delle attivita manutentive ordinarie, straordinarie, correttive e preventive su impianti, macchine, linee di processo, reti, serbatoi e dispositivi di sicurezza.
  • Gestione dei rischi nelle manutenzioni: energie residue, pressioni, temperature, sostanze pericolose, atmosfere esplosive, ambienti confinati, lavori in quota e interferenze con la produzione.
  • Procedure di isolamento, lockout/tagout, bonifica, inertizzazione, verifica assenza di energia, messa in sicurezza e autorizzazione all’intervento.
  • Gestione degli appalti e dei fornitori: qualificazione, informazione sui rischi specifici, coordinamento, DUVRI quando previsto, permessi di lavoro, controllo operativo e vigilanza.
  • Importanza della tracciabilita degli interventi, della registrazione delle verifiche, della comunicazione delle anomalie e dell’aggiornamento delle procedure a seguito di modifiche impiantistiche.
  1. Sostanze pericolose
  • Classificazione delle sostanze e miscele pericolose: infiammabili, esplosive, comburenti, tossiche, corrosive, irritanti, sensibilizzanti, cancerogene, mutagene, reprotossiche e pericolose per l’ambiente.
  • Lettura di etichette, pittogrammi CLP, indicazioni di pericolo, consigli di prudenza, schede di dati di sicurezza e scenari di esposizione, ove disponibili.
  • Rischi durante ricevimento, stoccaggio, travaso, dosaggio, miscelazione, reazione, campionamento, pulizia, smaltimento, movimentazione e trasporto interno.
  • Misure di prevenzione: sostituzione ove possibile, sistemi chiusi, aspirazione localizzata, ventilazione, contenimento, bacini di raccolta, procedure di emergenza e gestione sversamenti.
  • Scelta dei DPI in funzione della sostanza e della modalita di esposizione: guanti, occhiali, visiere, indumenti chimico-resistenti, protezione respiratoria e dispositivi per emergenza.
  1. Agenti fisici
  • Valutazione dei rischi da rumore prodotto da impianti, compressori, pompe, ventilatori, macchine di processo, officine manutentive e attivita di carico/scarico.
  • Rischi da vibrazioni, microclima caldo o freddo, stress termico, superfici calde o criogeniche, campi elettromagnetici, radiazioni ottiche artificiali e illuminazione non adeguata.
  • Misure tecniche e organizzative per ridurre l’esposizione: confinamento, schermature, manutenzione, rotazione, segnalazione aree, riduzione dei tempi di permanenza e controllo degli accessi.
  • DPI e dispositivi di protezione specifici per rumore, calore, freddo, radiazioni, proiezioni, schizzi e condizioni ambientali critiche.
  • Collegamento tra valutazione degli agenti fisici, sorveglianza sanitaria, procedure operative e aggiornamento delle misure di prevenzione in caso di modifiche di processo.
  1. Rischio incendio, esplosione e gestione dell’emergenza
  • Cause di incendio ed esplosione nel comparto chimico-petrolchimico: sostanze infiammabili, vapori, gas, polveri combustibili, sorgenti di innesco, scariche elettrostatiche, reazioni indesiderate e guasti impiantistici.
  • Valutazione delle atmosfere esplosive, classificazione delle aree, controllo delle sorgenti di innesco, idoneita delle apparecchiature e procedure per lavori a caldo.
  • Misure di prevenzione incendi: contenimento, ventilazione, inertizzazione, messa a terra, separazione depositi, controllo temperature, manutenzione e ordine delle aree operative.
  • Organizzazione della gestione dell’emergenza: allarme, evacuazione, primo intervento, contenimento sversamenti, interruzione dei processi, comunicazioni, punti di raccolta e coordinamento con squadre interne ed enti esterni.
  • Presidi antincendio, sistemi di rivelazione, allarme, spegnimento, intercettazione, contenimento e procedure di ripristino in sicurezza dopo un evento incidentale.
  1. Ambienti confinati e/o sospetti di inquinamento
  • Individuazione di spazi confinati o sospetti di inquinamento nel comparto: serbatoi, reattori, silos, vasche, pozzetti, cunicoli, condotte, fosse, intercapedini e apparecchiature di processo.
  • Rischi principali: carenza di ossigeno, atmosfere tossiche, infiammabili o esplosive, presenza di residui chimici, seppellimento, annegamento, difficolta di accesso, recupero complesso e comunicazioni limitate.
  • Procedure di accesso: autorizzazione, bonifica, isolamento, ventilazione, monitoraggio atmosferico, presidio esterno, comunicazione, attrezzature dedicate e divieto di accesso non autorizzato.
  • Ruolo della qualificazione delle imprese, del coordinamento, dell’informazione sui rischi specifici e dell’addestramento degli operatori coinvolti.
  • Pianificazione dell’emergenza e del recupero prima dell’accesso, con definizione di ruoli, attrezzature, tempi di intervento e criteri per sospendere immediatamente le attivita.
  1. Dispositivi di protezione collettiva e individuale
  • Priorita delle misure collettive: sistemi chiusi, aspirazioni, ventilazione, segregazioni, schermature, barriere, contenimenti, rilevatori, allarmi, dispositivi di intercettazione e sistemi di sicurezza impiantistica.
  • Criteri di scelta dei DPI in funzione dei rischi chimici, meccanici, termici, fisici, antincendio, esplosione, caduta dall’alto, contaminazione e accesso in ambienti confinati.
  • Uso corretto di guanti, occhiali, visiere, protezioni respiratorie, indumenti chimico-resistenti, calzature, elmetti, dispositivi anticaduta, otoprotettori e DPI per emergenza.
  • Gestione di consegna, formazione, addestramento, manutenzione, pulizia, sostituzione, conservazione e verifica dell’idoneita dei DPI rispetto alle sostanze e alle condizioni operative.
  • Vigilanza sull’uso effettivo dei DPI e integrazione dei dispositivi nelle procedure operative, nei permessi di lavoro, nei piani di emergenza e nella valutazione dei rischi.
  1. Gestione dei rifiuti e dei residui di processo
  • Rischi connessi alla produzione, raccolta, deposito temporaneo, etichettatura, movimentazione e conferimento di rifiuti chimici, fanghi, solventi, oli, imballaggi contaminati, residui di laboratorio e sottoprodotti.
  • Separazione dei rifiuti incompatibili, prevenzione di reazioni indesiderate, contenimento di perdite, gestione di contenitori, bacini, aree dedicate e segnaletica.
  • Procedure per raccolta di sversamenti, assorbenti contaminati, pulizia, bonifica, decontaminazione e smaltimento sicuro dei materiali residui.
  • Coordinamento tra produzione, manutenzione, laboratorio, magazzino, trasportatori, fornitori e soggetti incaricati della gestione dei rifiuti.
  • Collegamento tra corretta gestione dei rifiuti, prevenzione dei rischi per i lavoratori, tutela ambientale, ordine dei luoghi di lavoro e riduzione degli scenari di emergenza.

Conclusione

Il Modulo integrativo 4: Chimico – Petrolchimico consente al datore di lavoro con funzione di RSPP di approfondire i rischi specifici delle attivita produttive caratterizzate da impianti complessi, sostanze pericolose, processi ad alta criticita e possibili scenari di emergenza. La conoscenza degli argomenti trattati favorisce una gestione piu consapevole della valutazione dei rischi, delle procedure operative, della manutenzione, delle sostanze, degli ambienti confinati, dei DPI e delle misure di prevenzione incendi ed esplosioni. Il corso contribuisce a rafforzare le competenze necessarie per organizzare correttamente la prevenzione, migliorare il controllo operativo e garantire una tutela piu efficace della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro, nel rispetto degli obblighi formativi aziendali.

 

Formazione Sicurezza sul Lavoro in Aula – Formazione frontale con docente qualificato, attestato valido e presenza verificabile ai sensi della normativa vigente

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Corso Sicurezza sul Lavoro in Videoconferenza – Formazione live con docente qualificato e attestato valido ai sensi della normativa vigente

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Conformità Nazionale

Conformità Legale e Valore Nazionale dell’Attestato
L’attestato rilasciato è pienamente conforme al D.Lgs. 81/08 e agli Accordi Stato-Regioni, pertanto ha lo stesso valore dei corsi svolti in aula, con validità su tutto il territorio nazionale.
👉 Nessuna differenza normativa rispetto alla formazione tradizionale.

Attestato verificabile

Documentazione Verificabile dagli Enti di Controllo
In caso di ispezione da parte di ATS, Ispettorato del Lavoro o Carabinieri, l’attestato è tracciabile e verificabile, corredato da registro presenze e report formativo certificato, come previsto dalla normativa sulla formazione sincrona a distanza.
👉 Massima tutela per l’azienda e sicurezza documentale completa

Corsi Sicurezza sul Lavoro Dedicati alle Aziende – Formazione personalizzata presso la tua sede o presso la nostra struttura

Scegli un corso dedicato in presenza, organizzato direttamente presso la tua sede oppure presso la nostra struttura, riservato esclusivamente al personale della tua azienda. La formazione viene personalizzata in funzione delle mansioni svolte, del settore di attività e dei rischi realmente presenti, garantendo un’esperienza più concreta, efficace e perfettamente aderente alle esigenze operative aziendali.

🏭 Perché scegliere un corso dedicato per la tua azienda?

• ✅ Nessuna necessità di spostare il personale presso sedi esterne
• ✅ Formazione calibrata sui rischi e sulle attività reali dell’azienda
• ✅ Soluzione ideale per gruppi di lavoratori e formazione multipla
• ✅ Gestione organizzativa e documentale semplificata
• ✅ Maggiore efficacia formativa grazie alla contestualizzazione pratica delle attività svolte
• ✅ Possibilità di concordare date e orari in funzione delle esigenze produttive aziendali

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Attivazione rapida

Programmazione rapida e calendario
su misura per l’azienda
L’azienda può concordare data, orario e sede di svolgimento del corso, scegliendo tra l’erogazione presso la propria sede o presso la nostra aula formazione. Organizziamo sessioni dedicate e flessibili, riducendo al minimo l’impatto sull’operatività aziendale.

👉 Formazione costruita sui tempi, sulle priorità e sulle esigenze reali dell’impresa.

Lezioni "Dedicate"

Docente in presenza con focus sui
rischi specifici del settore
Un formatore qualificato svolge il corso direttamente
presso la sede aziendale oppure accoglie il gruppo presso
la nostra struttura, adattando i contenuti ai rischi reali, alle mansioni e alle attività svolte dai partecipanti. Questo rende la formazione più concreta, coinvolgente ed efficace.
👉 Formazione pratica e mirata, realmente calata nella realtà operativa dell’azienda.

Test in loco

Registro presenze e test finale in loco

Durante il corso viene gestito il registro presenze ufficiale e, al termine, il docente somministra e verifica il test finale di apprendimento, documentando correttamente la partecipazione e la conclusione del percorso.

👉 Presenze, test e documentazione vengono gestiti da noi, in modo ordinato e conforme alla normativa vigente.

Attestati in 48 h

Attestati Rilasciati Entro 2 Giorni Lavorativi
Gli attestati vengono emessi in tempi rapidi e inviati ai responsabili aziendali. L’azienda può così archiviare facilmente tutta la documentazione per eventuali controlli o audit interni.
👉 Zero gestione burocratica: ci occupiamo noi di tutto

Conformità Nazionale

Conformità al D.Lgs. 81/08 e Valore Legale degli Attestati
Gli attestati rilasciati sono pienamente conformi agli Accordi Stato-Regioni e al D.Lgs. 81/08 e sono riconosciuti su tutto il territorio nazionale. Perfetti per clienti, ispettori, RSPP, DVR e audit di certificazione ISO.
👉 Documento pienamente valido e spendibile anche in gare d’appalto o verifiche di cantiere.

Attestati verificabili

Tracciabilità, verificabilità e immagine professionale

In caso di controlli da parte di ASL, Ispettorato del Lavoro o altri organi di vigilanza, gli attestati risultano immediatamente verificabili, offrendo maggiore tutela documentale e rafforzando l’immagine dell’azienda come realtà organizzata, conforme e attenta alla sicurezza.

👉 Un vantaggio concreto anche in termini di reputazione aziendale, affidabilità e qualificazione professionale.

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